Proposte concrete

Tra le pagine di Nuda Verità ho aperto la sezione “Proposte” per tentare di mettere assieme una bozza di programma di innovazione da condividere, espandere, migliorare insieme a chi vorrà contribuire.

Io, come credo molti altri, sento la necessità di impegnarmi per cercare di fare qualcosa di concreto, mettendoci la professionalità e l’esperienza acquisita nel tempo e tentando di aggregare chiunque fosse sinceramente interessato a fare altrettanto, sulla base di un unico principio: portare dalla società civile un contributo concreto per migliorare la società in cui viviamo, facendo funzionare il sistema e cercando di costruire un futuro migliore.

Chi vuole dare una mano è benvenuto.

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  1. #1 di Frank il maggio 10, 2010 - 10:08 am

    La classe politica, tutta, dimostra di non avere la volontà politica di sconfiggere l’evasione fiscale. Ha paura, colpendola, di perdere voti mentre dovrebbe rendersi conto che conquisterebbe immediatamente l’appoggio di tutti i lavoratori dipendenti, dei pensionati, degli imprenditori e dei cittadini onesti.
    Il debito pubblico italiano è a circa 1800 miliardi. L’evasione fiscale è stimata tra i 100 e i 200 miliardi l’anno. E alcuni dicono che anche considerandola pari a 200 miliardi è sottostimata.
    Questo vorrebbe dire che se improvvisamente si riuscisse a sconfiggere l’evasione fiscale l’Italia potrebbe annullare il proprio debito in 9 -10 anni.
    Con questa montagna di soldi, oltre a ridurre progressivamente il debito pubblico, si potrebbero rilanciare l’economia, creare posti di lavoro, ridurre le tasse, pagare delle pensioni eque, sostenere i disoccupati e i cassaintegrati, finanziare la scuola… oltre a sconfiggere la concorrenza sleale di chi evade.
    Come non rendersi conto che è di gran lunga il problema principale da risolvere?

    Ecco alcune proposte:

    • lo stato faccia una seria campagna di informazione facendo capire quanto orrendo e ingiusto sia questo reato e definendo l’evasore fiscale con l’appellativo che si merita e cioè ladro.
    • permettiamo a tutti di scaricare tutto in modo che si crei conflitto di interessi tra cittadino e evasore.
    • oltre alla multa si tolga la licenza per un certo periodo a chi evade.
    • diamo lavoro ai disoccupati formandoli e trasformandoli in “cacciatori di evasori”, lasciando poi l’accertamento ai veri ispettori.
    • si dice che manchino gli ispettori. Trasformiamo tutti i cittadini in potenziali ispettori. Diamo il 10% dell’evasione accertata al cittadino che la denuncia e si risolve il problema dalla sera alla mattina. Si potrebbe prevedere, per evitare false denunce, che chi denuncia impropriamente è tenuto a pagare allo stato le spese dell’accertamento. E’ delazione, lo so, e come tale la giudico orrenda, ma a mali estremi, estremi rimedi. (tra l’altro, mi sembra sia la soluzione adottata in America)

    oppure si agisca in positivo:

    • si premi chi emette regolarmente le fatture. Si potrebbe ad esempio studiare un sito diviso per categorie dove viene indicato l’esercizio meritevole. In questo modo il cittadino che vuole combattere l’evasione fiscale, può, ad esempio, scegliere il ristorante dove andare tra quelli elencati, il dentista a cui rivolgersi, l’imbianchino da chiamare…
    • ci si inventi un bollino del buon contribuente che può esporre chi rilascia sempre regolare fattura. Se poi chi lo espone viene colto in fallo paga il doppio della multa.

    Ma si inventi qualcosa. Questa classe politica deve essere in grado di studiare qualcosa che possa sconfiggere questa aberrazione tutta italiana e avere i mezzi per far ripartire questo paese.

  2. #2 di Frank il maggio 10, 2010 - 10:45 am

    I problemi dell’economia derivano da ciò che la avvelenano: il profitto.
    Intendiamoci: il profitto in sé è un ottimo stimolatore dell’economia ma un profitto disgiunto dall’etica è un profitto selvaggio, malsano, un veleno, appunto.
    Tutti noi dovremmo imparare a giudicare un’impresa oltre al profitto che fa anche in base all’impatto ambientale e al benessere sociale che promuove. E gli stati dovrebbero tassare le aziende in base a questi criteri.
    Facciamo un’ipotesi di pura fantasia.
    Un’azienda fa 100 milioni di € di profitti l’anno con l’allevamento intensivo dove gli animali soffrono, chi ci lavora vive in un ambiente malsano e il prodotto che ti offre è imbottito di antibiotici .
    Una seconda fa un profitto di 5 milioni di € l’anno, ma gli animali si nutrono pascolando tranquillamente nei pascoli e il prodotto che ti offre (dai latticini alla carne) è sano.
    Oggi la prima azienda viene guardata con ammirazione e la seconda ritenuta una povera realtà industriale. E vengono tassate in proporzione al profitto ma in modo uguale.
    Cosa invece dovrebbe succedere?
    Le agenzie di rating dovrebbero cambiare radicalmente il loro modo di giudicare un’azienda.
    Nell’esempio fatto dovrebbero dare un giudizio positivo per il profitto alla prima azienda ma giudicarla in modo estremamente negativo per l’ambiente e per il benessere sociale, attribuirle, per ipotesi, una sola A per il profitto.
    La seconda dovrebbe ricevere 3 A, per il profitto ma anche per l’impatto ambientale e il benessere sociale.
    E come dovrebbe tassarle lo stato? A mio modo di vedere – sto estremizzando, me ne rendo conto – in questo modo:

    3 A 20%
    2 A 40%
    1 A 60%

    Dovrebbe cioè tassare molto poco l’azienda realmente meritevole e molto di più l’azienda l’altra.
    In questo modo aiuterebbe in modo sostanziale le aziende realmente sane e scoraggerebbe le altre.

    Allo stesso modo le agenzie di rating internazionali, che giudicano gli stati, non dovrebbero farlo solo in base alla loro solvibilità ma anche in base all’impatto ambientale e al benessere dei suoi cittadini.

    E un’utopia, lo so, ma non pensate anche voi che dovremo prima o poi arrivare a qualcosa di simile?

  3. #3 di marcofer7 il maggio 10, 2010 - 10:17 pm

    Parto dalla seconda, concordando pienamente sulla necessità di trovare un metro di apprezzamento degli impatti sociali ed ambientali delle imprese da affiancare al valore del profitto generato, anche se questo ragionamento è totalmente fuori dalla logica capitalista.
    La misurazione del Prodotto Interno Lordo (PIL) non tiene minimamente in conto la qualità della vita, ma solo la capacità di generare profitto. Nella logica liberista in cui siamo oramai immersi da decenni, la qualità della sanità, della giustizia, dell’educazione, della sostenibilità ambientale e sociale, non contano mentre si favorisce il disimpegno dal sociale a favore della “deregulation” dei mercati.
    E’ il liberismo che bisogna scardinare, regolando a favore della comunità la capacità di fare profitto a scapito delle regole. Sono pienamente daccordo e inserirò la cosa tra le Proposte.
    Sull’evasione fiscale, credo che molto del tuo post sia un condivisibile sfogo. Non puoi parlare di delazione, bollini blu e giustizialismo, perchè sai bene come non funzionino, oltre a dare una deriva populista ad un argomento tristemente serio per noi tutti, schiacciati, derubati ed oppressi da una tassazione ingiusta e manichea. Sono invece daccordo sulla necessità di una maggiore detraibilità dalle imposte per far emergere economie sommerse e rendere meno opprimente il fisco, intensificando una lotta culturale attraverso la comunicazione ed una lotta “militare” attraverso la Guardia di Finanza agli evasori… ed ai furbi.

    • #4 di Frank il maggio 11, 2010 - 1:53 pm

      E’ il PIL che ha una logica perversa. Un incidente stradale fa aumentare il PIL, l’esplosione della piattaforma petrolifera fa aumentare il PIL, il traffico cittadino fa aumentare il PIL, il terremoto dell’Aquila, produrre armi, una guerra…ma niente di tutto questo aumenta il benessere sociale. Per questo dicoche la logica del profitto disgiunta da etica non funziona.

      Per l’evasione fiscale sono d’accordo con te che le tasse oggi sono altissime, assurde, ingiuste, ma è proprio anche perché le pagano solo pochi e sempre gli stessi. Per me resta il problema numero uno da risolvere se si vuole vivere in un paese civile e senza questo enorme debito che condiziona la nostra economia in tutto e per tutto.
      E hai ragione tu quando dici che è un problema culturale, per questo al primo posto mettevo una seria campagna di educazione civile che dovrebbe fare uno stato.
      La Grecia è andata a gambe all’aria per questo e per la grandissima corruzione. I nostri stessi identici problemi.

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