Razzismi – La pura scuola padana

E’ notizia della scorsa settimana l’apertura della nuovo scuola di Agro (BS) che ospita i bambini che frequentano la materna, elementare e media del paesino già famoso per l’iniziativa di non dar da mangiare ai bambini le cui famiglie non erano in regola con il pagamento della retta. Dipinta di verde “padano” la scuola intitolata a Gianfranco Miglio, l’ideologo della Lega, una figura a cui il Paese deve davvero tanto, ha fatto notizia perchè tappezzata del logo della Lega: ingresso, facciata, portacenere, banchi, vetrate riportano il simbolo del Sole delle Alpi, dal 1999 brevettato come logo della Lega.

Chi ha un minimo di buon senso inorridisce a pensare che si faccia propaganda politica in una scuola e per di più nello stile vigliacco della subliminalità, esponendo quotidianamente dei bambini al logo di un partito politico. Vengono i mente i sistemi delle dittature, da Stalin al nostrano Mussolini con il suo Minculpop e viene la curiosità di saperne di più, per capire se anche il programma sia stato modificato per ospitare la storia della Padania, magari a scapito di quella di Roma, se i bambini extra-comunitari sono ammessi o possono mangiare con i compagni di banco, bianchi, puri e padani.

Certo è che il senso di schifo finisce per prevalere, non solo per il palese razzismo e la becera visione della vita che pervade ogni atto di questa compagine, ma soprattutto per la connivenza che può godere nel mettere in atto i suoi propositi. Come si fa a spiegare alla madre che ha ritirato le figlie da quella scuola statale (!) perchè non vuole che due bambine (una della materna ed una della media) siano educate all’ombra del Sole della Padania, come mai la Ministro Gelmini si sia complimentata per l’iniziativa, immediatamente convinta dal sindaco che il simbolo non rappresenta la Lega, ma un tratto grafico tipico della tradizione locale (mentre è un marchio registrato all’Ufficio Brevetti sin dagli albori della Lega) e totalmente incurante sull’effetto che può avere sugli scolari crescere sotto il simbolo di un partito.

Fini ha (giustamente) chiesto un tricolore in ogni classe, ma lo ha fatto per provocare visto che nessuno gli darà seguito; qualcuno ha per caso chiesto la testa del sindaco? Anche se fosse una scuola privata sarebbe uno scandalo inaccettabile, ma si tratta di un’istituzione statale e riterrei un obbligo da parte non solo del Ministero dell’Istruzione chiedere l’immediato adeguamento della scuola alle linee guida nazionali, che nascono dal diritto all’istruzione, dalle pari opportunità per tutti, a prescindere dalle convinzioni politiche e religiose, ma anche del Ministero dell’Interno (tuttavia retto da un altro leghista) o della magistratura per aprire un’inchiesta sulle palesi violazioni alla nostra legge ed alla pacifica convivenza che anche questa iniziativa di Adro comporta. Invece… niente.

E’ proprio vero: la Padania non esiste, ma proprio come con la mafia, collaborare è possibile.

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