Archivio per 25 settembre 2010

Fini e la casetta a Montecarlo

Questo è il video di risposta di Fini agli italiani in risposta alle “rivelazioni” de Il Giornale. Lo pubblico anche se francamente non sono affatto interessato alla vicenda perchè mi urge una domanda: Fini non conosceva Berlusconi prima di questa vicenda?

Di fatto la frattura nel partito di Berlusconi (chiamarlo centro-destra mi sembra francamente dargli un importanza che non ha) è oramai insanabile e raggiunge toni assurdi degni di una  fiction sulla mafia, tra ricatti, imbrogli e vessazioni che neanche nella famigerata Prima Repubblica si erano mai visti.

La pazienza di tutti gli italiani è finita! E’ ora di mandare a casa (non quella di Montecarlo e forse qualcuno non a casa, ma a San Vittore) questa Banda che ci governa.

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Le palle di Fini

Il Giornale, il quotidiano monotematico di Berlusconi, continua imperterrito nella sua campagna di delegittimazione di Fini pubblicando una foto del Presidente della Camera nudo, come se questo potesse turbare gli animi degli italiani… Splendidi i commenti di Spinoza: “Belpietro copre le vergogne di Fini con una foglia di fico. Per coprire quelle di Berlusconi, sono anni che usa l’intero giornale“. Tutta via per una volta nella vita ho apprezzato la linea editoriale: sono infatti anni che pubblica palle.

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La pazienza di Emma

“La pazienza sta finendo”, dichiara la Marcegaglia accorgendosi improvvisamente (meglio tardi che mai) delle difficoltà in cui versano le imprese. “La pazienza è finità” scrive Bersani sui manifesti accorgendosi (meglio tardi che mai) che la disoccupazione è aumentata.

Nel frattempo i giornali continuano a dare ampio risalto alle vicende dell’appartamento di Fini a Montecarlo in attesa delle rivelazioni promesse oggi pomeriggio, la camorra in Campania sottolinea che il “miracolo della monnezza”di Berlusconi e Bertolaso era in realtà una “monnezza di miracolo”, la Lega continua a tappezzare quelli che considera i suoi possedimenti nel Nord Italia di simboli nazi-padani (… anche in Jugoslavia iniziò tutto così e nessuno ci credeva che potesse finire come a Sarajevo… attenti…) e si adopera per far sloggiare chi aveva fatto della Unicredit la prima banca italiana perchè tenta (con successo) di competere sui mercati mondiali invece di investire nelle regioni del Nord (dimenticandosi, anzi fregandosene del fatto che i correntisti della banca sono anche del Sud…) e Beppe Grillo organizza la sua Woodstock, mandando a fare in culo tutto e tutti tra canti e balli.

La pazienza, Signora Marcegaglia è finita da un pezzo e credo di interpretare il sentimento di tanti nel darle pienamente ragione quando afferma “(…) che il governo ascolti l’Italia fatta di tanta gente che con grande senso di responsabilità fra mille problemi continua a fare il proprio mestiere con determinazione“, anche se le confesso che le sue parole suonano tardive e, come spesso capita a Confindustria, mirate solo agli interessi della categoria che rappresenta. E’ infatti urgente e necessario che si ascolti anche chi il proprio mestiere non può più farlo perché licenziato proprio dal sistema che lei rappresenta, e quei giovani che non riescono a trovare lavoro anche per l’inutile avarizia di un sistema industriale bloccato ed arrugginito.

Guardi: non le dico neanche niente sulla FIAT, perchè la politica di Marchionne oramai va letta in chiave di competizione globale, ma vedo con piacere il suo gesto di apertura alla CGIL, l’unico solo sindacato oramai rimasto in Italia a tentare di essere un contraltare degli interessi industriali, piuttosto le chiederei una posizione netta sulla situazione del nostro sistema finanziario che non solo strozza i suoi industriali ma nega l’accesso al credito a tutta quella gente che è costretta a sopravvivere, rivolgendosi allo “strozzo” per poter tirare avanti.

Bravo Bersani: da quello che leggo sui manifesti, tu la pazienza l’hai persa, come tutti noi. E adesso? Qual’è la linea per combattere la disoccupazione? Ci farai sapere, immagino…

Sappiate entrambi che la gente (tutta) è stufa di continuare a pagare le colpe di una classe politica inetta, ingorda ed inefficiente, che la crisi non è affatto finita (basta guardare fuori dal Palazzo, perchè delle crisi all’interno non siamo affatto interessati) e che non credo manchi molto prima di cominciare a sentire il tintinnìo dei forconi in piazza… ricordate cosa successe a Maria Antonietta ed alle sue brioches?

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