Archivio per ottobre 2010

Che la Forza sia con noi

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La Casta difende i suoi privilegi

Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione.
Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :

“Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità. Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati. Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.”

Volete sapere come è andata a finire?

  • Presenti: 525
  • Votanti: 520
  • Astenuti: 5
  • Maggioranza: 261
  • Favorevoli: 22
  • Contrari 498

La Camera non ha approvato, i giornali ed i media non ne hanno parlato….

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Una medicina per Silvio

riprendo dalla vecchia versione di Nuda Verità, visto che questo farmaco era stato prescritto qualche anno fa. Nel caso la medicina non funzionasse, si stanno già raccogliendo le firme per chiedere agli USA di voler tornare spontaneamente ad invaderci per liberarci evitandoci di dover ripetere la faccenda del fascismo come un tempo…

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Di questi tempi…

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Emma, Gianfranco e lo strappo finale

L’Italia per Fini “è un paese fermo e dilaniato da mille polemiche, Emma Marcegaglia, ha drammaticamente ragione”. Così il Presidente della Camera in un’intervista a Il Messaggero di oggi si mette al fianco di Emma Marcegaglia che ieri aveva lanciato un altro affondo sull’immobilità del governo di fronte alla drammatica realtà del Paese e delle sue imprese. “Se l’Italia non esce dalla propaganda affonda in una palude” continua Fini, aggiungendo che il PDL deve “smetterla di dire che la colpa di tutti i problemi è dei giornali, della sinistra o della magistratura” evitando così di affrontare i problemi del Paese.

L’insanabile frattura tra Fini e Berlusconi sembra proprio essere giunta al momento della verità anche alla luce dei commenti:

  • sulla giustizia (“la legge deve essere uguale per tutti e chi sbaglia deve pagare. Questo è esattamente il contrario dell’impunità e dell’immunità”);
  • sull’economia del Paese (“Anziché risparmiare cento con tagli da dieci dobbiamo indicare settori in cui investire e non solo quelli in cui tagliare. La nostra economia non sarà mai competitiva in termini di quantità. Possiamo essere competitivi solo in termini di qualità. Possibile che l’Italia non riesca a trovare risorse che al contrario saltano fuori quando la Lega batte i pugni sul tavolo per difendere 200 ultrà delle quote latte?“).
  • sugli scandali (“il caso Ruby sta facendo il giro del mondo e mette l’Italia in una condizione imbarazzante. Sono amareggiato dalle ultime vicende politiche di cui sarebbe meglio non parlare. L’Italia merita un biglietto da visita migliore di quello che viene presentato, e questa ennesima polemica rappresenta una brutta pagina per il nostro Paese”)

L’asse tra Futuro e Libertà e Confindustria ed il capitale storico italiano rappresentato da Montezemolo, sembra essere ulteriormente rinsaldato dalla comunanza di vedute pubblicamente espresse, accelerando lo strappo con il PDL. D’altronde anche Bossi, nel bel mezzo dell’uragano Ruby, parlando ai suoi leghisti aveva premonizzato: “è in arrivo un governo tecnico con noi all’opposizione: preparatevi”. Gli unici a non crederci sono lo stesso Berlusconi (“un governo tecnico sarebbe un rovesciamento della democrazia” ha  dichiarato all’ANSA, dimostrando ancora una volta di intendere la legge costituzionale in una maniera tutta sua, visto che il Presidente della Repubblica è obbligato a valutare se esistono altre maggioranze in Parlamento in caso di crisi) e Maroni che, nel lento, ma costante, tentativo di proporsi come alternativa alla guida del Carroccio, insite per elezioni anticipate in caso di crisi dell’attuale governo.

In tutto questo movimento non è escluso che il PD partecipi dietro le quinte, ma sicuramente, non ha ancora una volta una precisa strategia di comunicazione, rischiando di risultare agli occhi dell’elettorato come uno spettatore passivo…

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La pazienza è finita

Facciamo il punto, cercando di restare razionali, senza cedere allo sdegno, in mezzo a questa ennesima vicenda che coinvolge il nostro Capo del Governo e quindi tutti noi, in Italia e nel mondo.

Non è molto che illustri rappresentanti del capitale italiano quali Luca Cordero di Montezemolo avevano dichiarato che la loro pazienza stava terminando di fronte al malgoverno, sulla scia delle dichiarazioni della Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che chiedeva un esecutivo capace di governare l’uscita da una crisi devastante per le imprese italiane (con tutte le conseguenze che che quelle dichiarazioni ebbero grazie alla fabbrica del fango di Sallusti & Co.) Al tempo delle dichiarazioni, Berlusconi era alle prese con la casa di Montecarlo dello scissionista Fini e con la preparazione del Lodo Alfano e non  aveva tempo di ascoltare, così oggi la stessa Marcegaglia torna a sottolineare l’inesistenza di una qualsiasi attenzione da parte del governo, ma il Presidente del Consiglio non ha tempo, sommerso dall’immondizia, sia quella del mancato miracolo napoletano, dell’esportazione illecita dei suoi capitali ad Antigua, dell’ultima frode fiscale emersa, compiuta assieme al figlio e adesso quella generata dall’ennesimo scandalo erotico con una minorenne.

Mentre la disoccupazione cresce, (nonostante i patetici tentativi del Ministro Sacconi di fare paragoni con la media europea che risulta superiore al tasso di disoccupazione italiano solo perchè da noi non vengono calcolate le persone in cassa integrazione, che sono centinaia di migliaia), la stragrande maggioranza dei giovani non riesce a trovare un lavoro, la ricerca e la scuola agonizzano sotto la scure dei nuovi tagli orizzontali di Tremonti, gli ospedali chiudono o continuano a fornire nuovi esempi di sanità malata non più in grado di far fronte alle necessità della popolazione, la corruzione dilaga dappertutto e la giustizia non è in grado di assicurare la salvaguardia degli onesti.

Lui non ha tempo, ma se la ride immerso nel delirio di onnipotenza che lo pervade: si fa beffe dello scandalo immobiliare dicendo che di case ne ha tante, afferma che il suo stile di vita non vuole cambiarlo, fregandosene dell’imbarazzo che provoca a tutti gli italiani sbeffeggiati in tutto il mondo il suo comportamento indecoroso (oltre che francamente penoso per una persona anziana come lui).

Non ha tempo perchè deve trovare una maniera di salvaguardarsi personalmente dalle conseguenze di una vita spesa tra truffe, raggiri, frodi fiscali, corruzione, associazioni e frequentazioni malavitose che gli hanno dato una ricchezza spropositata, ma di origini illegali.

Il comportamento del nostro Premier è talmente arrogante che anche molti di quelli che lo avevano seguito cominciano a lasciarlo, un po’ per imbarazzo ed un po’ perchè temono che la caduta del monarca possa portare schizzi di fango anche su di loro: dalla Chiesa che non riesce a “contestualizzare” l’indegnità dei suoi costumi come tuttavia era riuscita a fare anche con le sue bestemmie, agli onorevoli rappresentanti del suo partito che passano a frotte con il traditore Fini. Gli rimangono accanto quelli che più di tutti hanno tratto beneficio dalla sua corte dei miracoli, le Ministre in minigonna e tacchi a spillo, gli affaristi e gli spudorati transfughi dal fascismo più bieco. Anche i razzisti della Lega cominciano a prendere le distanze stando a quanto dichiara oggi Bossi: “Prepariamoci ad un governo tecnico con noi all’opposizione”.

Attenti però: la pazienza degli italiani, non solo quella della Confindustria, è finita e quando questo accade non si può poi piangere sul latte versato e crocifiggere chi sbaglia cedendo all’esasperazione, usando violenza per esprimere la propria rabbia ed impotenza. Che si assuma ognuno le proprie responsabilità sin da ora. La pazienza è finita!

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dopo la malattia…

Marco Scalia

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Le miserie di un re malato

Io sono una persona giocosa, piena di vita. Amo la vita, amo le donne e non cambio il mio stile di vita”. In pochi tratti Silvio Berlusconi si descrive al plotone di giornalisti che dopo il consiglio europeo lo aspetta anche per sapere dell’inchiesta su Ruby. Ovviamente la dichiarazione fa il giro del mondo, alimentando lo psicografico machista dell’uomo italiano. In questa frase si racchiude però molto di più: non c’è solo il tentativo di far leva sull’istinto maschile per giustificare le continue rivelazioni a sfondo sessuale che colpiscono Silvio Berlusconi, dalle escort a Papi, alle orge con minorenni del Bunga Bunga di adesso, passando attraverso lo sdegnato divorzio dalla moglie, ma anche il delirio di onnipotenza di un uomo che si crede al di sopra di leggi, regole morali ed in fondo anche del giudizio stesso della gente, che giustifica i propri vizi come se fosse normale che il capo di un governo violasse la legge per assecondare le proprie voglie.

E’ malato come scrive Famiglia Cristiana? A sostegno di questa tesi si ricorda l’avvertimento della sua ex-moglie, Veronica Lario, che per prima avvertì delle manie del marito ultrasettantenne, piantandolo in asso perchè andava con le minorenni. Tuttavia credo che la vera malattia del Premier non siano le sue abitudini sessuali, ma il delirio di onnipotenza che lo pervade, portandolo a comportamenti simili a quelli di un monarca assoluto, che riveste incarichi per volere di Dio e per questo intoccabile, non criticabile ed al di sopra delle leggi dei comuni mortali: figuriamoci che peso possa avere l’ennesimo scandalo a sfondo erotico, un innocente orgia anal in compagnia del Fido (nel senso di fedele) Fede e di truffatori e ricattatori vari…

Stupisce come non venga “contestualizzato” il tutto da parte del Vaticano, a meno che Famiglia Cristiana, ancora sotto gli effetti brutalizzanti del “trattamento Boffo”, non abbia voluto unirsi a quella schiera di comunisti che, dalla stampa ai magistrati, vuole delegittimare il Premier mettendo a nudo (è il caso di dirlo), la malattia psichiatrica di cui apparentemente soffre, perseguitandolo facendo sapere all’opinione pubblica le innumerevoli violazioni che compie, dalla truffa all’evasione fiscale, dalla collusione con associazioni mafiose, dalla corruzione allo sfruttamento della prostituzione.

L’Italia attonita e sulla soglia del collasso, assiste schifata, in attesa di un ricovero urgente o di una presa della Bastiglia.

P.S. – non trovate ironico che il nome della ragazzina sia Ruby? Solo un’associazione di idee… scusate.

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Bunga Bunga

Vukic

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La nuova Bibbia

In uscita un’edizione più moderna della Bibbia. Talmente moderna che… ogni riferimento è puramente casuale …

  • Gesù trasforma l’acqua in spritz
  • la ricostruzione del tempio di Gerusalemme è affidata a Bertolaso
  • i Re Magi seguono il TomTom
  • Adamo ed Eva si son conosciuti su Facebook
  • i Romani comprano la croce all’IKEA
  • i 30 denari saranno intascati da Anemone
  • non convince la casa di Giuda a Montecarlo
  • nelle tavole della legge c’è il processo breve
  • il peccato non è originale, ma un tarocco fatto a Prato
  • Mosè ha i 10 comandamenti scritti sull’iPad
  • la terra promessa è tutta edificabile
  • Barabba è difeso da Ghedini
  • Maria dice di esser rimasta incinta a sua insaputa
  • Gesu’ intesta i suoi miracoli al fratello per non finire sulla croce
  • le crune degli aghi sono allargate con una legge ad personam
  • la torre di Babele è la sede del PD
  • “date a Cesare quel che è di Cesare”, dice uno della loggia P3
  • Sara e Abramo fanno l’inseminazione artificiale
  • Giuseppe chiede l’esame del DNA
  • il serpente offre a Eva un posto in Parlamento
  • l’apocalisse viene trasmessa su Mediaset Premium
  • ci sono le e-mail di San Paolo ai Corinzi
  • Matteo, Marco, Luca e Giovanni hanno un blog
  • una delle piaghe d’Egitto e’ la Bp
  • l’arca di Noe’ viene affondata da una motovedetta libica
  • prima che il roveto ardente parli è meglio restare in linea per non perdere la priorità acquisita
  • Mosè spiega che i Dieci Comandamenti non valgono per le quattro più alte cariche dello Stato
  • Andreotti dice che Gesù se l’è cercata
  • Dio non vuole pubblicare con la Mondadori
  • Eva tenta Adamo offrendogli la Apple
  • Gesù subisce le tentazioni al Salaria Sport Village
  • Minzolini dice che Gesù è stato assolto
  • tra il vecchio e il nuovo testamento c’è la pubblicità
  • Al Qaeda rivendica il crollo della torre di Babele
  • Pietro nega per tre volte l’amicizia a Gesù su Facebook
  • i mercanti del tempio sono tutti cinesi
  • i due ladroni non vengono piu’ crocefissi. Il primo per intervenuta prescrizione, mentre il secondo perche’ il fatto attribuitogli non costituisce piu’ reato.

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La crisi

Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo. La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi, perchè è proprio la crisi a portare il progresso. La creatività nasce dall’ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie; chi supera la crisi supera se stesso, senza essere superato. Chi attribuisce le sue sconfitte e i suoi errori alla crisi, violenta il proprio talento, avvantaggia i problemi e non le soluzioni. La vera crisi è la crisi dovuta all’incompetenza. Lo sbaglio delle persone e dei paesi è la pigrizia nel trovare soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia; senza crisi non ci sono meriti, è nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora, perchè senza crisi qualsiasi vento è una carezza. Parlare di crisi è creare un movimento, adagiarsi su di essa vuol dire esaltare il conformismo, invece di questo, lavoriamo duro! L’unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla!”

Albert Einstein

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La discarica supposta

 

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Coincidenze?

dal sito Ossidia che ha estrapolato i dati da Wikipedia

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La sofferenza dei polli

Vukic

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Il tradimento di Fini

E’ un marchio di fabbrica orami per Gianfranco Fini, il Presidente della Camera che ogni giorno è accostato a Giuda dai suoi ex-camerati, colleghi di partito e “stampa” di regime. A parte l’inconsuetudine di sentire insultare la terza carica dello Stato senza che nessuno invochi il vilipendio come accade per un normale cittadino che manda quel paese in pubblico il Presidente del Consiglio o dello Stato, non riesco veramente a capire la colpa che gli viene attribuita. Ha lasciato il PDL? No: è stato espulso per aver chiesto una maggior democrazia interna (e visti i suoi trascorsi, era una richiesta piena di valore, credo) e maggior rispetto per la legalità. E allora? E’ un traditore un rappresentante dello Stato che chiede che il valore della legalità sia messo in primo piano in ogni azione del Governo?

Forse è un traditore perchè ha smesso di asservirsi al padrone del PDL ed ai suoi alleati razzisti, ha osato chiedere un confronto ed una discussione senza tra l’altro mai ricevere risposta se non, appunto, gli insulti, i dossier per delegittimarne la figura e l’epiteto di “traditore” per marchiarlo di fronte all’opinione pubblica in vista delle elezioni prossime venture.

Poi i fatti dei giorni scorsi sul Lodo Alfano e la sua applicabilità retroattiva, approvato in Commissione anche con i voti della sua nuova formazione. In uno show (che agli occhi di molto è apparso più come un ponte levatoio tra minoranze distanti piuttosto che come dibattito pubblico), ha discusso con Dalema sostenendo che “reteirabilità” del Lodo Alfano ne avrebbe fatto una legge ad personam”, di fatto smentendo il voto del suo rappresentante che lo aveva approvato in Commissione. Sarà stato forse il commento del Presidente della Repubblica che aveva già bocciato la validità costituzionale del Lodo, ma il cambiamento di Fini ha definitivamente affossato il tentativo del Premier di garantirsi un salvacondotto vita natural durante dalle sue “presunte” malefatte, visto che se al termine delle quattro letture necessarie alla Camera ed al Senato la legge costiuzionale non fosse approvata con i due terzi dei voti, questa dovrebbe essere soggetta a referendum popolare e, anche applicando il massimo della potenza di fuoco dell’impero mediatico di Berlusconi, il risultato non sarebbe affatto scontato ed i tempi si allungherebbero troppo per salvare il Premier attuale dai processi che incombono.

Sarà per questo che quelli della banda Berlusconi lo chiamano traditore?

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Terzigno Burning

Gli scontri tra la popolazione di Terzigno e comuni limitrofi e la polizia sono oramai diventati storia quotidiana, tra feriti, contusi, bombe molotov e petardi che fanno aumentare ogni giorno di più la rabbia della gente: siamo improvvisamente ripiombati nell’incubo dei rifiuti? C’è forse aria di una nuova emergenza, con commissari onnipotenti ed amici collusi con la camorra? Eppure ci era stato detto che tutto era stato risolto, che Bertolaso aveva fatto il miracolo che le amministrazioni precedenti non erano state in grado di fare, che il “Governo del Fare” aveva dimostrato al mondo che era in grado di fare miracoli, a Napoli come a l’Aquila…

Non entro nel merito di Cava Vitiello o degli inceneritori (vedi Acerra) che stranamente funzionano solo al 25% del loro potenziale, perchè credo che i tecnici abbiano la materia e la professionalità per proporre soluzioni tecniche, ma vorrei fare un paio di considerazioni politiche.

Ogni soluzione deve essere accettabile per la popolazione del luogo. Non è possibile far ingoiare forzatamente soluzioni del problema che non garantiscono la sicurezza e la qualità della vita degli abitanti dei comuni in cui le discariche opereranno. In Germania, ci fanno i soldi con i rifiuti di mezza Europa ed i comuni che ospitano le discariche sono lieti di averle perchè aiutano il tenore di vita della gente e sono assolutamente sicure. Anche in Italia abbiamo esempi virtuosi, vedi il Trentino: perchè non ci facciamo dare un mano per chiudere questa vicenda che ferisce non solo i manifestanti negli scontri con la polizia, ma anche l’orgoglio del nostro Paese?

Anche il Papa ha voluto esprimere la propria solidarietà con le popolazioni in rivolta mentre tutto il mondo ride alle nostre spalle per una vicenda che incarna ancora una volta lo stereotipo degli italiani approssimati che non riescono a fare le cose come si deve, neanche a gestore i rifiuti che producono.

Per togliere qualche luogo comune dalla discussione basterebbe raccontare alla gente qual è la densità abitativa di quell’area ai piedi del Vesuvio ed in quale stato di degrado legislativo e di abusivismo siano stati costruiti molti di quei comuni per spiegare come mai questo scandalo avvenga in Campania. E’ giusto il principio che ognuno gestisca localmente i propri rifiuti, anche per non incorrere in spese straordinariamente alte per lo smaltimento in altre regioni o all’estero, ma bisogna capire che per arrivare a questo non ci saranno miracoli Berlusconiani, ma una lunga strada di recupero in primo luogo dei principi di responsabilità e legalità e che per nessun motivo deve essere la gente a pagare il prezzo di una criminale gestione del territorio da parte delle istituzioni.

Fanno fatica i sindaci dei paesi epicentro di questa vera e propria sommossa ad incitare le popolazioni al rispetto delle istituzioni. La gente non si fida più e si rivolta. Proporrei al Governo del Fare di cominciare anche a Pensare, smettendo di prendere in giro la gente, sventolando slogan e chiacchiere perchè in questo clima, tra crisi e sfacelo sociale, ogni promessa mai mantenuta può essere il pretesto per una nuova sommossa popolare… 

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Vale anche per me…

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Berlusconi rinuncia al Lodo Alfano

Il Lodo Alfano reatroattivo “(…) non è stata una mia iniziativa, ma una proposta del mio partito” ha dichiarato Silvio Berlusconi al Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei più importanti quotidiani tedeschi che gli chiedeva un commento sulle dichiarazioni del Presidente Napolitano che ieri aveva pubblicamente espresso dubbi sulla costituzionalità della norma applicata alla più alta carica dello Stato. “Io non sono più interessato a portarla avanti. Non voglio che si dica che faccio leggi ad personam, leggi vergogna.” ha avuto il coraggio di aggiungere.

La verità è che il lodo è una legge costituzionale e come tale ha bisogno di quattro letture, due della Camera e due del Senato. Inoltre, se non approvato con una maggioranza dei due terzi, può essere sottoposto a referendum confermativo: un tipo di referendum che non ha bisogno di quorum e soprattutto se Napolitano la boccia, la cosa rischierebbe di trascinarsi troppo in avanti dovendo ripetersi l’intero percorso (oltre alla figuraccia globale, che in tempo di elezioni è rischiosa).

C’è anche da dire che il probabile veto di Napolitano sull’applicazione del Lodo Alfano al Presidente della Repubblica aveva già scoperto la schiena del nostro Premier, che proprio a quella carica mira, avendo capito che la sua storia di premierato volge al termine, sia per limiti di età che di voti.

Si apre adesso una nuova stagione, in cui la difesa dai capi d’accusa dovrà per forza di cose essere tornare al centro dell’attenzione per Silvio Berlusconi che già assicura al giornale tedesco che tutte le accuse contro di lui sono assolutamente infondate e strumentali: “Ho giurato sui miei cinque figli e sui miei nipoti che non sono responsabile di nessuno dei fatti che mi vengono attribuiti”.

Vediamo un po’ se è vero anche in questo caso il vecchio adagio che dice che tutti i nodi tornano al pettine…

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10 regole per manipolare l’informazione

Riprendo da Libertiamo, le 10 regole che Naom Chomski, il guru dell’antimperialismo americano non perchè siano assiomi, ma perchè mi ricordano tanto quanto succede qui in Italia, giudicate voi:

  1. La “strategia della distrazione: consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. E’ anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, dell’economia, della psicologia.
  2. Il “falso problema/risposta demagogica”: Si crea un problema, una ‘situazione’ prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desidera far accettare. Ad esempio si possono lasciar dilagar la violenza urbana e i disordini sociali, oppure creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
  3. La gradualità delle soluzioni politiche: per far accettare una misura inaccettabile basta applicarla gradualmente, col contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
  4. Lo spostamento nel tempo: Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento».
  5. Comunicare ai cittadini come fossero bambini: la maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, questa tenderà, con una certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico: come quella di una persona di 12 anni o meno.
  6. La “patemica”: sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.
  7. Progettazione e gestione di un’ignoranza diffusa: la qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori.
  8. Convincere il pubblico mediatico che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti e che questi sono valori positivi e condivisibili.
  9. Creare il “senso di colpa”: far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto-svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è ribaltamento né rivoluzione, non c’è nessuna possibilità di cambiamento in senso democratico
  10. Il “doppio binario della conoscenza scientifica”: il vero potere consiste nel conoscere compiutamente i predicati psicobiologici del pubblico (mediante gli assoluti progressi della biologia, della neurobiologia e della psicologia applicata), e poter confidare sul fatto che i cittadini (scientificamente analfabeti) non siano in grado di conoscere sé stessi.

 

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No, non è la RAI TV

Ma insomma! Santoro, la Gabanelli, Fazio e Saviano, la Dandini, Floris: minacce, sospensioni, indagini interne, ostacoli uno dietro l’altro per rendere difficile ed eventualmente impedire il lavoro di chi non è allineato.

Avevo già segnalato la recrudescenza dell’offensiva delle truppe berlusconiane, ma devo dire che attacchi così palesi alla libertà di stampa francamente non credevo potessero essere accettati dalla nostra “democrazia”. Addirittura l’AGCOM, l’autorità garante delle garanzie nella comunicazione, nonostante le forti infiltrazioni para-governative che hanno sollevato severe critiche e dubbi sull’imparzialità nel passato, ha dovuto diffidare il Tg1 di Minzolini per l’eccessivo sbilanciamento pro-governativo nel periodo che va da lugio a settembre scorso, minacciando ulteriori sanzioni se la cosa non verrà corretta, restituendo il corretto bilanciamento nel dare notizie al Paese nel breve termine.

Tuttavia, nonostante si sia veramente toccato il limite più basso nella libertà di stampa in Italia, si levano quotidianamente voci dal PDL che giustificano i provvedimenti con i troppi programmi televisivi trasmessi dalla RAI contro il Premier. Vogliamo ricordare che non accettiamo più che la realtà venga rivoltata davanti ai nostri occhi? Non sono i troppi programmi a far scandalo, ma il nostro Premier che ne combina una dietro l’altro, come stanno a provare gli innumerevoli processi (e ce ne fosse uno da cui è stato assolto se non per decorrenza dei tempi o mancanza di prove…). Cosa dovrebbe fare la stampa di fronte a ipotesi concrete di corruzione, frode fiscale, associazione mafiosa da parte di chi guida il Paese? Forse costoro vogliono ridurre la televisione di Stato (e quindi di tutti gli italiani e non solo della minoranza che ha votato questo governo – provate un po’ a sommare i voti contrari e gli astenuti dal voto, che da soli fanno il 40% del Paese e vedrete in quanti hanno votato Berlusconi) ad un servile ente di propaganda alla Fede, Minzolini, Feltri o Belpietro?

Questa è un’inaccettabile censura nei confronti del libero giornalismo, che un emittente pubblica deve stimolare invece di reprimere. Quando potremo assistere ad un inchiesta sui ripetuti scandali, sulle gaffe e le ipotesi di reato del Premier sulle sue reti televisive, (tanto per vedere come i giornalisti post-Mentana di Mediaset vedono l’argomento)? Intanto l’Italia scivola al 49mo posto nel ranking mondiale sulla libertà di stampa, al pari del Burkina Faso, che tuttavia è in ascesa mentre il nostro Paese è li stabile…

La RAI non deve essere un’altra TV commerciale, con tette, culi e reality come la stanno riducendo ad essere (oramai Quark ed i documentari sulle gazzelle africane sono gli unici programmi che fanno cultura), ma la televisione pubblica italiana, alla BBC: è per questo che si paga il canone, perchè la cultura non fa audience… e se non sono in grado la vendano, la privatizzino come fu deciso dagli italiani in un referendum popolare di qualche anno fa e mai attuato.

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