Dal dire al fare

Ho seguito su Sky il discorso di Bersani alla Scuola di Politica del PD: un discorso valido, colto (e… senza barzellette!), centrato sul tema del lavoro, come valore e come risorsa per uscire dalla crisi, con citazioni e paralleli storici ed una visione del Paese immersa negli scenari internazionali, da cui non può prescindere. Tra tutte le cose che ho ascoltato c’è stato anche l’annuncio di proposte concrete, di un programma politico del Partito Democratico che tutti aspettano con ansia: la politica fiscale (“chi ha di più deve dare di più…”), il diritto del lavoro (“per questo esiste il codice, per difendere i più deboli”) ed al lavoro (“il lavoro non è tutto, ma questo lo può dire solo chi ha un lavoro”, “un’ora di lavoro di un precario vale quanto un’ora di lavoro degli altri, sennò siamo tutti precari”), la politica industriale (Marchionne ci dice che la cultura del non far niente non funziona per uscire dalla crisi… se ce lo diceva due anni fa, magari ci dava anche una mano!”), la scuola, la sanità… insomma un bel discorso.

Non è mancata anche una ventata di orgoglio (“La Lega ci fa un baffo!” sperando che non si riferisse a Dalema…), ma nessun accenno alla distanza che separa il Partito Democratico dalla gente e oramai da buona parte di quell’elettorato che suoleva definirsi “di sinistra”. Basta guardare in rete. Termometro Politico è un sito che visito spesso e che riporta in maniera precisa i sondaggi (tutti) sulle preferenze elettorali degli italiani: a metà settembre, nel bel mezzo della bufera che investiva  il governo,  la coalizione del Centro-Sinistra… perdeva consensi (dal 43,5% delle ultime regionali al 39.8%) come il Centro-Destra privo dei finiani (dal 47,5% al 43,5%), mentre il Centro-Centro (UDC, FL e MpA) cresceva fino a raggiungere il 13,6%. L’unica nota positiva era la crescita del Movimento Cinque Stelle di Grillo che raggiungeva il 2,2%.

Lo deve capire, Bersani ed il PD tutto che la comunicazione dei contenuti è oggi altrettanto importante dei contenuti stessi, che recuperare consenso nell’elettorato significa avere coraggio di prendere iniziative, oltre a stilare un programma di governo, perchè al governo, se ci vogliono andare (e lo speriamo tutti che si crei un’alternativa progressista a Berlusconi) devono farsi votare dalla gente, che non ci crede più ai discorsi ed ai salotti.

Annunci

, , , ,

  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: