La trappola

Le parole del Ministro degli Interni Maroni giungono puntuali per alimentare la tensione nell’opinione pubblica dopo i fatti di Genova, con i fascisti serbi lasciati liberi di sconquassare lo stadio e la città in occasione del nazional-popolare appuntamento della partita di qualificazione per gli europei di calcio.

Non ci si aspetta certo un annuncio di questo genere da un Ministro della Repubblica, che deve garantire l’ordine e non sobillare gli animi: se ha notizia di infiltrazioni di violenti o di piani tesi a far degenerare una manifestazione sindacale, non è certo spiattellando i suoi timori alla stampa che riuscirà ad impedirli. Cercare attenzione mediatica preventiva suona invece come un sinistro avvertimento, quasi a voler mettere in guardia la popolazione romana contro i manifestanti della FIOM, in piazza per difendere il loro sacrosanto diritto a discutere assieme ai sindacati ed agli imprenditori le modifiche contrattuali che vengono loro calate dall’alto, a scapito dei salari e dell’occupazione e nonostante anni di lotte costate loro ore ed ore di sciopero non retribuite: il Ministro Maroni, sta costruendo un clima di tensione attorno ad una grande giornata per la democrazia sindacale.

“Non ci vuole grande immaginazione che eventuali incidenti sarebbero una manna per chi vive sulla paura, per chi conquista i voti soffiando sulle tensioni e poi presentandosi come l’incarnazione del vecchio blocco d’ordine, l’alfiere della nuova maggioranza silenziosa, anche se in questo caso è più fragorosa che mai” dice Giuseppe Giulietti. “Le parole del ministro Maroni lasciano allibiti, perché vengano dal ministro che non ha saputo prevedere e prevenire l’arrivo, a tutti noto, di 400 estremisti di destra dalla Serbia, eppure alcuni di loro erano ricercati da tempo, passeggiavano per Genova, erano ospiti nelle case di conosciutissimi neofascisti liguri. Come hanno fatto ad entrare prima in Italia, poi a Genova, poi allo stadio?”

Ci auguriamo che la manifestazione della FIOM di domani possa essere grande, pacifica, e che, almeno per una volta, la realtà possa farsi beffa delle parole del leghista Maroni.

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  1. Una lezione di democrazia | Nuda Verità

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