No, non è la RAI TV

Ma insomma! Santoro, la Gabanelli, Fazio e Saviano, la Dandini, Floris: minacce, sospensioni, indagini interne, ostacoli uno dietro l’altro per rendere difficile ed eventualmente impedire il lavoro di chi non è allineato.

Avevo già segnalato la recrudescenza dell’offensiva delle truppe berlusconiane, ma devo dire che attacchi così palesi alla libertà di stampa francamente non credevo potessero essere accettati dalla nostra “democrazia”. Addirittura l’AGCOM, l’autorità garante delle garanzie nella comunicazione, nonostante le forti infiltrazioni para-governative che hanno sollevato severe critiche e dubbi sull’imparzialità nel passato, ha dovuto diffidare il Tg1 di Minzolini per l’eccessivo sbilanciamento pro-governativo nel periodo che va da lugio a settembre scorso, minacciando ulteriori sanzioni se la cosa non verrà corretta, restituendo il corretto bilanciamento nel dare notizie al Paese nel breve termine.

Tuttavia, nonostante si sia veramente toccato il limite più basso nella libertà di stampa in Italia, si levano quotidianamente voci dal PDL che giustificano i provvedimenti con i troppi programmi televisivi trasmessi dalla RAI contro il Premier. Vogliamo ricordare che non accettiamo più che la realtà venga rivoltata davanti ai nostri occhi? Non sono i troppi programmi a far scandalo, ma il nostro Premier che ne combina una dietro l’altro, come stanno a provare gli innumerevoli processi (e ce ne fosse uno da cui è stato assolto se non per decorrenza dei tempi o mancanza di prove…). Cosa dovrebbe fare la stampa di fronte a ipotesi concrete di corruzione, frode fiscale, associazione mafiosa da parte di chi guida il Paese? Forse costoro vogliono ridurre la televisione di Stato (e quindi di tutti gli italiani e non solo della minoranza che ha votato questo governo – provate un po’ a sommare i voti contrari e gli astenuti dal voto, che da soli fanno il 40% del Paese e vedrete in quanti hanno votato Berlusconi) ad un servile ente di propaganda alla Fede, Minzolini, Feltri o Belpietro?

Questa è un’inaccettabile censura nei confronti del libero giornalismo, che un emittente pubblica deve stimolare invece di reprimere. Quando potremo assistere ad un inchiesta sui ripetuti scandali, sulle gaffe e le ipotesi di reato del Premier sulle sue reti televisive, (tanto per vedere come i giornalisti post-Mentana di Mediaset vedono l’argomento)? Intanto l’Italia scivola al 49mo posto nel ranking mondiale sulla libertà di stampa, al pari del Burkina Faso, che tuttavia è in ascesa mentre il nostro Paese è li stabile…

La RAI non deve essere un’altra TV commerciale, con tette, culi e reality come la stanno riducendo ad essere (oramai Quark ed i documentari sulle gazzelle africane sono gli unici programmi che fanno cultura), ma la televisione pubblica italiana, alla BBC: è per questo che si paga il canone, perchè la cultura non fa audience… e se non sono in grado la vendano, la privatizzino come fu deciso dagli italiani in un referendum popolare di qualche anno fa e mai attuato.

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