Archivio per 24 ottobre 2010

La sofferenza dei polli

Vukic

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Il tradimento di Fini

E’ un marchio di fabbrica orami per Gianfranco Fini, il Presidente della Camera che ogni giorno è accostato a Giuda dai suoi ex-camerati, colleghi di partito e “stampa” di regime. A parte l’inconsuetudine di sentire insultare la terza carica dello Stato senza che nessuno invochi il vilipendio come accade per un normale cittadino che manda quel paese in pubblico il Presidente del Consiglio o dello Stato, non riesco veramente a capire la colpa che gli viene attribuita. Ha lasciato il PDL? No: è stato espulso per aver chiesto una maggior democrazia interna (e visti i suoi trascorsi, era una richiesta piena di valore, credo) e maggior rispetto per la legalità. E allora? E’ un traditore un rappresentante dello Stato che chiede che il valore della legalità sia messo in primo piano in ogni azione del Governo?

Forse è un traditore perchè ha smesso di asservirsi al padrone del PDL ed ai suoi alleati razzisti, ha osato chiedere un confronto ed una discussione senza tra l’altro mai ricevere risposta se non, appunto, gli insulti, i dossier per delegittimarne la figura e l’epiteto di “traditore” per marchiarlo di fronte all’opinione pubblica in vista delle elezioni prossime venture.

Poi i fatti dei giorni scorsi sul Lodo Alfano e la sua applicabilità retroattiva, approvato in Commissione anche con i voti della sua nuova formazione. In uno show (che agli occhi di molto è apparso più come un ponte levatoio tra minoranze distanti piuttosto che come dibattito pubblico), ha discusso con Dalema sostenendo che “reteirabilità” del Lodo Alfano ne avrebbe fatto una legge ad personam”, di fatto smentendo il voto del suo rappresentante che lo aveva approvato in Commissione. Sarà stato forse il commento del Presidente della Repubblica che aveva già bocciato la validità costituzionale del Lodo, ma il cambiamento di Fini ha definitivamente affossato il tentativo del Premier di garantirsi un salvacondotto vita natural durante dalle sue “presunte” malefatte, visto che se al termine delle quattro letture necessarie alla Camera ed al Senato la legge costiuzionale non fosse approvata con i due terzi dei voti, questa dovrebbe essere soggetta a referendum popolare e, anche applicando il massimo della potenza di fuoco dell’impero mediatico di Berlusconi, il risultato non sarebbe affatto scontato ed i tempi si allungherebbero troppo per salvare il Premier attuale dai processi che incombono.

Sarà per questo che quelli della banda Berlusconi lo chiamano traditore?

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Terzigno Burning

Gli scontri tra la popolazione di Terzigno e comuni limitrofi e la polizia sono oramai diventati storia quotidiana, tra feriti, contusi, bombe molotov e petardi che fanno aumentare ogni giorno di più la rabbia della gente: siamo improvvisamente ripiombati nell’incubo dei rifiuti? C’è forse aria di una nuova emergenza, con commissari onnipotenti ed amici collusi con la camorra? Eppure ci era stato detto che tutto era stato risolto, che Bertolaso aveva fatto il miracolo che le amministrazioni precedenti non erano state in grado di fare, che il “Governo del Fare” aveva dimostrato al mondo che era in grado di fare miracoli, a Napoli come a l’Aquila…

Non entro nel merito di Cava Vitiello o degli inceneritori (vedi Acerra) che stranamente funzionano solo al 25% del loro potenziale, perchè credo che i tecnici abbiano la materia e la professionalità per proporre soluzioni tecniche, ma vorrei fare un paio di considerazioni politiche.

Ogni soluzione deve essere accettabile per la popolazione del luogo. Non è possibile far ingoiare forzatamente soluzioni del problema che non garantiscono la sicurezza e la qualità della vita degli abitanti dei comuni in cui le discariche opereranno. In Germania, ci fanno i soldi con i rifiuti di mezza Europa ed i comuni che ospitano le discariche sono lieti di averle perchè aiutano il tenore di vita della gente e sono assolutamente sicure. Anche in Italia abbiamo esempi virtuosi, vedi il Trentino: perchè non ci facciamo dare un mano per chiudere questa vicenda che ferisce non solo i manifestanti negli scontri con la polizia, ma anche l’orgoglio del nostro Paese?

Anche il Papa ha voluto esprimere la propria solidarietà con le popolazioni in rivolta mentre tutto il mondo ride alle nostre spalle per una vicenda che incarna ancora una volta lo stereotipo degli italiani approssimati che non riescono a fare le cose come si deve, neanche a gestore i rifiuti che producono.

Per togliere qualche luogo comune dalla discussione basterebbe raccontare alla gente qual è la densità abitativa di quell’area ai piedi del Vesuvio ed in quale stato di degrado legislativo e di abusivismo siano stati costruiti molti di quei comuni per spiegare come mai questo scandalo avvenga in Campania. E’ giusto il principio che ognuno gestisca localmente i propri rifiuti, anche per non incorrere in spese straordinariamente alte per lo smaltimento in altre regioni o all’estero, ma bisogna capire che per arrivare a questo non ci saranno miracoli Berlusconiani, ma una lunga strada di recupero in primo luogo dei principi di responsabilità e legalità e che per nessun motivo deve essere la gente a pagare il prezzo di una criminale gestione del territorio da parte delle istituzioni.

Fanno fatica i sindaci dei paesi epicentro di questa vera e propria sommossa ad incitare le popolazioni al rispetto delle istituzioni. La gente non si fida più e si rivolta. Proporrei al Governo del Fare di cominciare anche a Pensare, smettendo di prendere in giro la gente, sventolando slogan e chiacchiere perchè in questo clima, tra crisi e sfacelo sociale, ogni promessa mai mantenuta può essere il pretesto per una nuova sommossa popolare… 

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