Il tradimento di Fini

E’ un marchio di fabbrica orami per Gianfranco Fini, il Presidente della Camera che ogni giorno è accostato a Giuda dai suoi ex-camerati, colleghi di partito e “stampa” di regime. A parte l’inconsuetudine di sentire insultare la terza carica dello Stato senza che nessuno invochi il vilipendio come accade per un normale cittadino che manda quel paese in pubblico il Presidente del Consiglio o dello Stato, non riesco veramente a capire la colpa che gli viene attribuita. Ha lasciato il PDL? No: è stato espulso per aver chiesto una maggior democrazia interna (e visti i suoi trascorsi, era una richiesta piena di valore, credo) e maggior rispetto per la legalità. E allora? E’ un traditore un rappresentante dello Stato che chiede che il valore della legalità sia messo in primo piano in ogni azione del Governo?

Forse è un traditore perchè ha smesso di asservirsi al padrone del PDL ed ai suoi alleati razzisti, ha osato chiedere un confronto ed una discussione senza tra l’altro mai ricevere risposta se non, appunto, gli insulti, i dossier per delegittimarne la figura e l’epiteto di “traditore” per marchiarlo di fronte all’opinione pubblica in vista delle elezioni prossime venture.

Poi i fatti dei giorni scorsi sul Lodo Alfano e la sua applicabilità retroattiva, approvato in Commissione anche con i voti della sua nuova formazione. In uno show (che agli occhi di molto è apparso più come un ponte levatoio tra minoranze distanti piuttosto che come dibattito pubblico), ha discusso con Dalema sostenendo che “reteirabilità” del Lodo Alfano ne avrebbe fatto una legge ad personam”, di fatto smentendo il voto del suo rappresentante che lo aveva approvato in Commissione. Sarà stato forse il commento del Presidente della Repubblica che aveva già bocciato la validità costituzionale del Lodo, ma il cambiamento di Fini ha definitivamente affossato il tentativo del Premier di garantirsi un salvacondotto vita natural durante dalle sue “presunte” malefatte, visto che se al termine delle quattro letture necessarie alla Camera ed al Senato la legge costiuzionale non fosse approvata con i due terzi dei voti, questa dovrebbe essere soggetta a referendum popolare e, anche applicando il massimo della potenza di fuoco dell’impero mediatico di Berlusconi, il risultato non sarebbe affatto scontato ed i tempi si allungherebbero troppo per salvare il Premier attuale dai processi che incombono.

Sarà per questo che quelli della banda Berlusconi lo chiamano traditore?

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  1. #1 di disegnareconlaluce il ottobre 26, 2010 - 8:57 am

    Fini ha soltanto semi-aperto gli occhi, tutto qui. Che poi lo definiscano traditore quelli che lui stesso ha portato in parlamento e’ semplicemente una reazione comprensibile data la pochezza dei personaggi. La cosa che mi stupisce pero’ e’ che tutto questa riscoperta della legalita’ non venga confermata con i fatti, vedi il voto sul lodo alfano retroattivo.

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