Terzigno Burning

Gli scontri tra la popolazione di Terzigno e comuni limitrofi e la polizia sono oramai diventati storia quotidiana, tra feriti, contusi, bombe molotov e petardi che fanno aumentare ogni giorno di più la rabbia della gente: siamo improvvisamente ripiombati nell’incubo dei rifiuti? C’è forse aria di una nuova emergenza, con commissari onnipotenti ed amici collusi con la camorra? Eppure ci era stato detto che tutto era stato risolto, che Bertolaso aveva fatto il miracolo che le amministrazioni precedenti non erano state in grado di fare, che il “Governo del Fare” aveva dimostrato al mondo che era in grado di fare miracoli, a Napoli come a l’Aquila…

Non entro nel merito di Cava Vitiello o degli inceneritori (vedi Acerra) che stranamente funzionano solo al 25% del loro potenziale, perchè credo che i tecnici abbiano la materia e la professionalità per proporre soluzioni tecniche, ma vorrei fare un paio di considerazioni politiche.

Ogni soluzione deve essere accettabile per la popolazione del luogo. Non è possibile far ingoiare forzatamente soluzioni del problema che non garantiscono la sicurezza e la qualità della vita degli abitanti dei comuni in cui le discariche opereranno. In Germania, ci fanno i soldi con i rifiuti di mezza Europa ed i comuni che ospitano le discariche sono lieti di averle perchè aiutano il tenore di vita della gente e sono assolutamente sicure. Anche in Italia abbiamo esempi virtuosi, vedi il Trentino: perchè non ci facciamo dare un mano per chiudere questa vicenda che ferisce non solo i manifestanti negli scontri con la polizia, ma anche l’orgoglio del nostro Paese?

Anche il Papa ha voluto esprimere la propria solidarietà con le popolazioni in rivolta mentre tutto il mondo ride alle nostre spalle per una vicenda che incarna ancora una volta lo stereotipo degli italiani approssimati che non riescono a fare le cose come si deve, neanche a gestore i rifiuti che producono.

Per togliere qualche luogo comune dalla discussione basterebbe raccontare alla gente qual è la densità abitativa di quell’area ai piedi del Vesuvio ed in quale stato di degrado legislativo e di abusivismo siano stati costruiti molti di quei comuni per spiegare come mai questo scandalo avvenga in Campania. E’ giusto il principio che ognuno gestisca localmente i propri rifiuti, anche per non incorrere in spese straordinariamente alte per lo smaltimento in altre regioni o all’estero, ma bisogna capire che per arrivare a questo non ci saranno miracoli Berlusconiani, ma una lunga strada di recupero in primo luogo dei principi di responsabilità e legalità e che per nessun motivo deve essere la gente a pagare il prezzo di una criminale gestione del territorio da parte delle istituzioni.

Fanno fatica i sindaci dei paesi epicentro di questa vera e propria sommossa ad incitare le popolazioni al rispetto delle istituzioni. La gente non si fida più e si rivolta. Proporrei al Governo del Fare di cominciare anche a Pensare, smettendo di prendere in giro la gente, sventolando slogan e chiacchiere perchè in questo clima, tra crisi e sfacelo sociale, ogni promessa mai mantenuta può essere il pretesto per una nuova sommossa popolare… 

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