Archivio per 31 ottobre 2010

Che la Forza sia con noi

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La Casta difende i suoi privilegi

Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione.
Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :

“Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità. Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati. Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.”

Volete sapere come è andata a finire?

  • Presenti: 525
  • Votanti: 520
  • Astenuti: 5
  • Maggioranza: 261
  • Favorevoli: 22
  • Contrari 498

La Camera non ha approvato, i giornali ed i media non ne hanno parlato….

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Una medicina per Silvio

riprendo dalla vecchia versione di Nuda Verità, visto che questo farmaco era stato prescritto qualche anno fa. Nel caso la medicina non funzionasse, si stanno già raccogliendo le firme per chiedere agli USA di voler tornare spontaneamente ad invaderci per liberarci evitandoci di dover ripetere la faccenda del fascismo come un tempo…

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Di questi tempi…

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Emma, Gianfranco e lo strappo finale

L’Italia per Fini “è un paese fermo e dilaniato da mille polemiche, Emma Marcegaglia, ha drammaticamente ragione”. Così il Presidente della Camera in un’intervista a Il Messaggero di oggi si mette al fianco di Emma Marcegaglia che ieri aveva lanciato un altro affondo sull’immobilità del governo di fronte alla drammatica realtà del Paese e delle sue imprese. “Se l’Italia non esce dalla propaganda affonda in una palude” continua Fini, aggiungendo che il PDL deve “smetterla di dire che la colpa di tutti i problemi è dei giornali, della sinistra o della magistratura” evitando così di affrontare i problemi del Paese.

L’insanabile frattura tra Fini e Berlusconi sembra proprio essere giunta al momento della verità anche alla luce dei commenti:

  • sulla giustizia (“la legge deve essere uguale per tutti e chi sbaglia deve pagare. Questo è esattamente il contrario dell’impunità e dell’immunità”);
  • sull’economia del Paese (“Anziché risparmiare cento con tagli da dieci dobbiamo indicare settori in cui investire e non solo quelli in cui tagliare. La nostra economia non sarà mai competitiva in termini di quantità. Possiamo essere competitivi solo in termini di qualità. Possibile che l’Italia non riesca a trovare risorse che al contrario saltano fuori quando la Lega batte i pugni sul tavolo per difendere 200 ultrà delle quote latte?“).
  • sugli scandali (“il caso Ruby sta facendo il giro del mondo e mette l’Italia in una condizione imbarazzante. Sono amareggiato dalle ultime vicende politiche di cui sarebbe meglio non parlare. L’Italia merita un biglietto da visita migliore di quello che viene presentato, e questa ennesima polemica rappresenta una brutta pagina per il nostro Paese”)

L’asse tra Futuro e Libertà e Confindustria ed il capitale storico italiano rappresentato da Montezemolo, sembra essere ulteriormente rinsaldato dalla comunanza di vedute pubblicamente espresse, accelerando lo strappo con il PDL. D’altronde anche Bossi, nel bel mezzo dell’uragano Ruby, parlando ai suoi leghisti aveva premonizzato: “è in arrivo un governo tecnico con noi all’opposizione: preparatevi”. Gli unici a non crederci sono lo stesso Berlusconi (“un governo tecnico sarebbe un rovesciamento della democrazia” ha  dichiarato all’ANSA, dimostrando ancora una volta di intendere la legge costituzionale in una maniera tutta sua, visto che il Presidente della Repubblica è obbligato a valutare se esistono altre maggioranze in Parlamento in caso di crisi) e Maroni che, nel lento, ma costante, tentativo di proporsi come alternativa alla guida del Carroccio, insite per elezioni anticipate in caso di crisi dell’attuale governo.

In tutto questo movimento non è escluso che il PD partecipi dietro le quinte, ma sicuramente, non ha ancora una volta una precisa strategia di comunicazione, rischiando di risultare agli occhi dell’elettorato come uno spettatore passivo…

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