Archivio per novembre 2010

La rivolta studentesca – 2

(AGI) – Roma, 30 nov. – A poche ore dal voto in Aula alla Camera sul ddl universita’, dove il governo e’ stato battuto da un emendamento del Fli, gli studenti italiani scendono nuovamente in piazza con cortei, manifestazioni e sit in. A Roma, gli studenti hanno lanciato bottiglie, uova e alcuni petardi: la polizia ha caricato e sono stati esplosi anche alcuni lacrimogeni. Anche a Milano ci sono stati momenti di tensione con la polizia. In particolare, nel corteo degli universitari un gruppo ha lanciato uova, bottiglie, petardi e sampietrini contro le forze dell’ordine che hanno risposto con delle cariche. A Genova i disordini di sono verificati davanti alla prefettura del capoluogo ligure contro cui alcuni manifestanti hanno tirato degli oggetti. La polizia ha effettuato una carica di alleggerimento e un manifestante e’ rimasto lievemente ferito; gli studenti hanno occupato simbolicamente Palazzo Ducale. ATorino gli studenti hanno bloccato l’imbocco della Tangenziale e dopo la stazione di Torino Porta Nuova. A Trieste i manifestanti hanno occupato la stazione centrale. A Bologna, dopo aver occupato per oltre un’ora l’Autostrada A14, gli studenti hanno raggiunto la Stazione Centrale cercando di invadere i binari. Le Forze dell’Ordine schierate davanti all’ingresso hanno impedito il tentativo con un paio di cariche di alleggerimento, in risposta anche ai lanci di oggetti: sono volate le prima manganellate e alcuni ragazzi sono rimasti feriti. A Cosenza, gli studenti hanno occupato la sede autostradale della A3, all’altezza dello svincolo di Cosenza Nord. APerugia, occupati i binari della stazione ferroviaria di Fontivegge. A Firenze, dopo un tentativo di occupare autostrada e aeroporto, gli studenti hanno fermato il traffico lungo ponte della Vittoria. A Napoli occupato il Palazzo Reale ed esposto uno striscione a piazza Plebiscito: “C’e’ chi dice no”.

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il giudice: la scuola di Adro esponga il tricolore

La scuola di Adro, in provincia di Brescia – famosa per la vicenda dei 700 simboli del Sole delle Alpi che la caratterizzavano e voluti dal sindaco leghista Oscar Lancini – dovrà esporre la bandiera italiana e quella dell’Unione Europea. A stabilirlo, accogliendo un ricorso presentato dalla Cgil, è stato il Tribunale Civile di Brescia. La stessa corte ha anche ordinato la rimozione “definitiva e a spese del Comune del simbolo partitico”.

La risposta del sindaco – “Non avevo dubbi, d’altro canto siamo in Italia. Ormai all’estero siamo visti un pò come la Repubblica delle banane: come dare torto a chi lo pensa?”. Usa l’ironia Oscar Lancini, sindaco di Adro, che ommenta così la notizia della sentenza del Tribunale di Brescia che ha definito “discriminatori” gli oltre 700 Soli delle Alpi che l’amministrazione di Adro aveva messo dentro e fuori la scuola elementare intitolata a Gianfranco Miglio. Dovranno quindi essere rimossi, a carico del Comune, e fuori dalla scuola dovrà essere esposto il tricolore. Mi aspetto adesso l’incriminazione del Sindaco per abuso di potere.

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La rivolta studentesca

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La profezia di Calamandrei sulla scuola

In questi giorni di contestazione studentesca sulla riforma Gelmini, sono anadato a riprendere un articolo già pubblicato su Nuda Verità Vintage. E’ il discorso veramente profetico che Piero Calamandrei pronunciò al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950 ed è di un’attualità che fa venire i brividi. Giudicate voi:

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.
Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime… Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

“Cari colleghi, noi siamo qui insegnanti di tutti gli ordini di scuole, dalle elementari alle università […]. Siamo qui riuniti in questo convegno che si intitola alla Difesa della scuola. Perchè difendiamo la scuola? […] Difendiamo la scuola democratica: la scuola che è in funzione di questa Costituzione, che può essere strumento, perchè questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà […]. La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. Come voi sapete (tutti voi avrete letto la nostra Costituzione), nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola “l’ordinamento dello Stato”, sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue.[…] A questo serve la democrazia, permette ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità (applausi). Ma questo può farlo soltanto la scuola, la quale è il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perchè solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali. […]”

Piero Calamandrei – 1950

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In ricordo di Enzo Baldoni

Segnalo un articolo di Pasquinando, un sito amico e molto interessante, che ricorda la figura di Enzo Baldoni, rapito ed assassinato in Iraq nel 2004.

“[…] Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch’io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo.” (La terra, il tepore, la morte, 24 luglio 2004)

Ci sono già tutti gli elementi, in questo primo post, per riconoscere la personalità non comune di Enzo Baldoni: smania di partire e testimoniare direttamente ciò che accade nei teatri di crisi;  vena lirica  nell’apprezzare le bellezze della vita; aria scanzonata e cialtrona di chi, per radicata modestia, non vuole prendersi sul serio. Così Enzo parte e va a Baghdad. E ogni giorno, tramite il suo bloghdad, descrive aspetti sconosciuti e decisamente non convenzionali della guerra in Iraq: la calma della piscina dell’ Hotel Palestine; le risate con i cuochi dopo aver scampato un attacco missilistico; la chiassosa umanità degli Iracheni, con la quale l’indole degli Italiani si capisce al volo…

[…] Passeggiamo per Al Mansour, quartiere medioborghese: la gente riempie le strade, passeggia, guarda le vetrine, compera vestiti. E’ la normalità, Baghdad ha l’aria di una città assolutamente pacifica.” (A zonzo per Baghdad, 9 agosto 2004)

Ma, a parte le note di colore, è l’incontro con gli operatori della Croce Rossa Italiana (CRI) che determina una svolta. Le descrizioni dell’ospedale da campo (dove si curano i grandi ustionati) sono fra le più toccanti del blog:

(Parla un medico della CRI, ndr)  “[…] un giorno uno mi butta in braccio un bambino carbonizzato…”, “Già. Proprio carbonizzato” fa Beppe, il duro.  “Un carboncino che urlava. E un medico iracheno ci fa: ‘Ormai è morto, buttatelo via’. E io: ‘Col cazzo che lo buttiamo via. Proviamo a salvarlo.” […]

Anna è un’infermiera volontaria di Messina, una bella faccia italiana, sorridente e concreta: “Lo stress più grande, per noi, sono i bambini. Arrivano qui, ustionati, hanno dolori terribili, urlano, piangono: come fai a non affezionarti? Le loro mamme sono dolcissime, fra donne ci capiamo. Ma ne abbiamo persi tre, in questi ultimi giorni. E questo pesa, pesa. Siamo quasi tutte mamme anche noi.” […]

Beppe conclude: “Anche qui ci sono i pregiudizi. Tempo fa una donna m’ha detto, baciandomi le mani (e ero imbarazzato): ‘Grazie, grazie per aver salvato la mia bambina. Mi avevano detto che voi cristiani avete il cuore nero. Ho scoperto che non è vero.’ Ecco, queste sono le cose che ci aiutano a tirare avanti”.  (All’ospedale della croce rossa, 14 agosto 2004)

Ancora Enzo: “[…] E allora non ce la faccio: e Ahmed, e Noorah, e cazzo quanta sofferenza, dio buono, e mi metto in un angolo e cerco di non fare vedere a nessuno che sto cercando di ricacciar giù lacrime prepotenti.[…] (Allora Anna mi dice:) “Dai, torniamo da lei, facciamola ridere.” Tira fuori dalla tasca tre caramelle, gliele fa vedere, le dice: “Noorah? Me lo dai un bacino? Se mi dai un bacino … caramelle!” Noorah sorride, porge la guancia. Spunta un sorriso nel bel faccino bruciato a metà. Sorride, la mamma di Noorah. E adesso sorrido anch’io. (Noorah, l’innocenza bruciata, 16 agosto 2004)

E ancora:

L’ospedale italiano è un’oasi di efficienza, ma anche di umanità, di simpatia e di allegria. Non c’è niente da fare. Siamo italiani, e con gli iracheni ci intendiamo. Sono degli strafighi, i ragazzi e le ragazze della CRI. […] Ho visto lavorare i medici e gli infermieri italiani gomito a gomito con medici e infermieri iracheni, ognuno rispettoso delle differenze e delle specificità altrui. Li ho visti lottare contro le ustioni, perdere pazienti e salvare delle vite. Li ho visti piangere per un bambino perso e ridere per un frizzo o uno scherzo. Al reparto grandi ustionati si ride tantissimo, si improvvisano pastasciutte di mezzanotte, ci si fanno i gavettoni, ci si lanciano scherzi e lazzi. C’è allegria. E’ sempre così, quando si sta vicino alla morte. E’ la rivincita della vita. (Quei visi allegri da Italiani allegri, 16 agosto 2004)

L’emergenza della guerra, i principi etici di Enzo e l’incontro con persone appassionate e generose, come Ghareeb, sono alla basse dell’ultima splendida impresa di Enzo: portare acqua e medicinali nella cittadina di Najaf, assediata dagli americani:

“Najaf è assediata, Mouktada è ferito, la popolazione è senz’acqua e senza medicinali. “E se glieli portassimo noi?” mi fa Ghareeb. “Ma sei scemo?” gli rispondo. “Per niente. Perché non chiami quel medico alla Croce Rossa? Peppi? Proviamo a chiedere a lui.” (Najaf sotto assedio, 13 agosto 2004)

Il resoconto, giorno dopo giorno, dell’organizzazione della spedizione è il capitolo più appassionante del blog: la richiesta delle autorizzazioni dall’Italia; il lasciapassare dagli americani; le telefonate di Ghareeb per ottenere la copertura dai miliziani di Al Sadr; il dietro-front delle gerarchie della CRI; il reperimento di mezzi alternativi; i guasti per strada; i carri armati americani affrontati sventolando una bandiera rubata alla croce rossa… (consiglio a tutti di leggere i post da Najaf sotto assedio a due passi per il corso)

Purtroppo, al ritorno dalla missione, Enzo e Ghareeb rimangono vittime di un’imboscata. Ghareeb muore sul colpo; Enzo viene rapito e poi ucciso. Da allora c’è stata una lunga trattativa per riportare i resti di Enzo in patria, e finalmente dopo 6 anni (e dopo ripetuti test del DNA) i suoi funerali* si sono svolti lo scorso 27 novembre a Preci, in provincia di Perugia. (*Ringrazio Anna per avermi segnalato la notizia: tra un po’ mi toccherà assumerla in redazione ;-) !)

Voglio chiudere citando la descirzione che Baldoni fa di sé nel sito balene.it (in cui trovate i suoi resoconti dal Chiapas, Timor Est, Colombia e Cuba):

“Non c’è niente da fare: quando uno è ficcanaso, è ficcanaso. E’ insopprimibilmente curioso, gli interessano i lebbrosi, quelli che vivono nelle fogne, i guerriglieri. E poi non gli basta fare il pubblicitario, deve occuparsi anche di critica di fumetti, di traduzioni, di temi civili e perfino di robbe un sacco zen. Ma soprattutto di ficcare il naso dove i governi non vorrebbero: dal Chiapas alle fogne di Bucarest, dallo sterminio dei Karen birmani ai massacri di Timor Est, dal lebbrosario di Kalaupapa ai dissidenti cubani fino alle montagne della Colombia dove si annida il più potente esercito guerrigliero del mondo: le FARC.”

L’impronta di una persona straordinaria non è facile da cancellare. Ma a volte bisogna fare uno sforzo di approfondimento per ridare  colore e sostanza alle memorie che sbiadiscono. Spero che questo mio tributo ad  Enzo sia andato nella direzione giusta. (Da leggere anche: “Enzo Baldoni. Un ricordo necessario.” di Alberto Pulifiato)

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Mario Monicelli

Il cinema non morirà mai, ormai è nato e non può morire: morirà la sala cinematografica, forse, ma di questo non me ne frega niente.

Mario Monicelli

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Chi paga le ragazze di Berlusconi?

L’ennesima trovata del nostro Presidente del Consiglio apre scenari inquietanti quando dichiara: “Non frequento i “wild parties” – nota: visto che i fatti si riferiscono a qualche anno fa, con questo nome si intendono forse le riunioni sociali del Premier, prima che diventassero i “bunga bunga” dei nostri giorni – e non so cosa siano (…) una ragazza che si dichiara prostituta di fronte al mondo si preclude tutte le strade per un lavoro futuro, per trovare un marito… e allora mi domando chi le ha pagate”.

Credo che siano tanti a chiederselo: chi paga le ragazze? Non solo perchè se Berlusconi continua a dichiarare che lui non le ha mai pagate, bisogna credergli sulla parola, ma anche perchè se c’è qualcuno che paga queste ragazze per intrufolarsi nella vita e nella camera da letto del Presidente del Consiglio Italiano, la cosa assume aspetti di grande rilevanza per questioni di sicurezza del capo del governo ed è assolutamente necessario interrompere questa pericolosa abitudine. I vertici dei servizi segreti dovrebbero immediatamente riferire quantomeno in commissione parlamentare, sullo stato delle cose e sulle misure in atto per garantire la sicurezza del Primo Ministro, per accertare come stanno veramente le cose…

D’altronde sarebbe un tentativo di colpo di stato, un attacco alle istituzioni di gravità inaccettabile se qualcuno tentasse di provocare danni al Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, ledendone l’immagine nazionale ed internazionale attraverso delle prostitute compiacenti, alcune addirittura minorenni. E’ quindi un obbligo accertare quanto Silvio Berlusconi sospetta, per sventare il complotto, di cui Frattini per primo ha avuto sentore.

Chi paga le ragazze di Berlusconi? Parafrasando Fazio nell’ultima (bellissima) puntata di “Vieni Via Con Me”, quando dice: “Ho imparato che noi tutti sapevamo che la mafia è infiltrata dappertutto al Nord, ma ce lo eravamo dimenticato!”, possiamo dire che lo sappiamo tutti chi paga le ragazze a Berlusconi e non ce lo siamo ancora dimenticato, ma siamo stanchi di essere presi in giro ogni volta. Si convinca Berlusconi che il suo stile di vita gli ha creato, anche all’estero, una pessima reputazione, con la quale passerà alla storia e non basterà maltrattare l’Ambasciatrice americana che ha retto pro-tempore la sede diplomatica, definendola “personaggio di terzo o quarto livello” per i poco lusinghieri commenti su di lui. La reputazione che si è creato gli sopravviverà: altro che uomo più ammirato d’Europa, come aveva incautamente dichiarato prima del ciclone  Wikileaks.

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Wikileaks sotto attacco

(ANSA) – ROMA, 28 NOV – Il sito di Wikileaks e’ sotto attacco informatico. Lo annunciano i responsabili via Twitter. ‘Stiamo subendo un DDoS (distributed denial of service, letteralmente negazione del servizio), si legge nel messaggio stringato. Il sito da circa un’ora era effettivamente irraggiungibile. Il Guardian pero’ annuncia che pubblichera’ i documenti in proprio possesso, qualunque sara’ lo stato del sito di Wikileaks questa sera.

ampiamente prevedibile…

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Cura immigrato: denunciato

La notizia che riporto la trovate su La Repubblica ed. Milano. Un fatto infame ed un esempio di quanto la cultura razzista della Lega abbia minato alla fondamenta il vivere civile nel nostro Paese.

Saranno denunciati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina “il medico curante e persone esterne” all’ospedale San Paolo di Milano, da dove è stato dimesso l’immigrato che nel pomeriggio di sabato è sceso dalla torre della ex Carlo Erba, in via Imbonati, a causa delle sue gravi condizioni di salute. Lo rende noto la questura di Milano, aggiungendo che l’immigrato è stato dimesso nella prima mattinata odierna da parte di personale medico di quell’ospedale. Nel comunicato non è spiegato quali sia il medico che sarà denunciato: se quello appartenente a Emergency, che l’ha curato sulla torre, oppure un medico che l’ha assistito in seguito. “In merito ai fatti sono in corso indagini per accertare la correttezza delle procedure adottate – spiega la questura – essendo emersi da parte del medico curante e di altre persone estranee alla struttura sanitaria comportamenti che configurano l’ipotesi di reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. I fatti costituenti reato saranno oggetto di denuncia all’autorità giudiziaria”.

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Il complotto – 2

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Le scottanti verità di Wikileaks

“I documenti che stiamo per pubblicare riguardano essenzialmente tutta le maggiori questioni in ogni Paese del mondo”. Parola di Julian Assange, fondatore di Wikileaks, che aggiunge: “Nell’ultimo mese ho speso tutte le mie energie per preparare la pubblicazione della storia diplomatica degli Usa e abbiamo visto come gli Stati Uniti hanno cercato di disarmare i possibili effetti che questi file avranno”.

In attesa delle 22:30, ora in cui New York Times, da El Pais, da Le Monde e il settimanale tedesco Der Spiegel pubblicheranno assieme a Wikileaks una montagna di documenti diplomatici riservati: per essere precisi sono 260mila documenti, nessuno dei quali classificato come “top secret”. La metà sarebbe senza livello di segretezza, il 40,5% “confidenziali”, circa 15.652 quelli “segreti”, e solo il 5% riguarderebbe l’Europa. “Cablogrammi diplomatici” inviati al Dipartimento di Stato dalle ambasciate, dai consolati e dalle rappresentanze diplomatiche americane in tutto il mondo, oltre a 8mila direttive del ministero degli Esteri Usa alle sedi diplomatiche in tutto il mondo.

Sarebbero 4.330 i documenti “esplosivi”: tanti, sufficienti a scatenare un inferno diplomatico. Il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato di attendersi “tensioni nelle relazioni diplomatiche”. “Ci prepariamo allo scenario peggiore” ha ammesso il portavoce Philip Crowley, confermando che gli Usa da giorni sono al lavoro per avvisare direttamente i diversi Paesi con cui sono in contatto. Il capo degli Stati Maggiori delle Forze armate, Mike Mullen, in un’intervista alla Cnn ha rivolto un appello ai responsabili del sito chiedendo che si astengano da un’iniziativa «molto, molto pericolosa».

Mentre impazzano le anticipazioni, che vedremo vere o false tra qualche ora, sui loschi affari di Putin, il coinvolgimento della Turchia con i taleban, il supporto USA ai curdi, le offese del governo Bush a Mandela che condannava la guerra in Iraq, e gli affari di Silvio Berlusconi, non si può non registrare il grande potere che Wikileaks ha dimostrato di avere, sia nell’ottenere i documenti che nell’imporne la pubblicazione, senza che nessuno abbia la forza di impedirlo; dal Presidente degli USA ai capi degli stati coinvolti. E’ una sconfitta storica per i servizi segreti americani che danno spaventosi esempi planetari di inefficienza fin dalla tragedia dell’11 settembre 2001, ma è anche un segnale di fondamentale importanza per la libertà di stampa che grazie alle nuove tecnologie può ancora esercitare un potere globale di controllo e informazione sulla società.

Varrebbe sinceramente la pena di tralasciare le scomposte reazioni italiane, con il Ministro Frattini che ipotizza e poi nega complotti tesi a destabilizzare l’Italia: “Certamente vi sarà qualcosa che riguarda l’Italia, non necessariamente solo questo governo, si parla di notizie che iniziano nel 2006 quando il governo era un altro – ha messo le mani avanti, per poi aggiungere: “La mia preoccupazione è per l’Italia, non solo una parte politica. Sono certo che tutti dovremmo non commentare notizie frutto di un’attività criminale che è stata perseguita penalmente in almeno dieci paesi del mondo, fra cui gli Stati Uniti d’America. Mi auguro che anche la magistratura italiana valuti l’ipotesi di reato”. Insomma è criminale chi pubblica, non chi commette cose talmente imbarazzanti da temerne la pubblicazione.

Oppure il meraviglioso Cicchitto che dice che “…la stessa nozione di terrorismo viene ad avere una accezione molto più vasta. È evidente che esiste un terrorismo mediatico che per certi aspetti può essere molto più efficace di quello tradizionale. In Italia questo tipo moderno e sofisticato di terrorismo è ormai in atto da qualche tempo ed ha accentuato la sua aggressività in questo periodo”. Insomma: Wikileaks come una nuova forma di terrorismo… apprezzabile invece il chiaro riferimento a Feltri e Belpietro come esempio in Italia del “moderno e sofisticato” tipo di terrorismo.

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Happy Birthday Jimi

Lo so che non c’entra niente con gli argomenti che si trattano su Nuda Verità, ma oggi Jimi Hendrix avrebbe compiuto 68 anni e non posso resistere alla tentazione di celebrare con un: Happy Birthday Jimi.

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Superflue le primarie del PD

L’industriale Giuliani malmena Emilio Fede. A questo punto superflue le primarie del Pd.

Spinoza

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Il complotto

Satirico

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Studenti sui tetti e lavoratori in piazza

A giudicare dal fiume di gente che ha attraversato oggi la capitale i lavoratori hanno raccolto il testimone della protesta dagli studenti che hanno urlato la loro rabbia dai monumenti di mezza Italia: mentre la testa del corteo arriva alla sua meta finale la coda attende ancora di partire. La Cgil, come sua politica, non da numeri ma l’afflusso è impressionante. Alla fine dal palco, da dove parla la Camusso, il colpo d’occhio è quello di una mare di bandiere rosse, volti giovani e meno giovani.

Non ci sono scontri con la polizia, come con gli studenti, la folla che gremisce la piazza balla alle note di Bella Ciao imitata dallo stesso segretario. Dal palco il discorso del neo segretario Susanna Camusso che critica il ministro Gelmini, che alle agenzie ha dichiarato che «fa un certo effetto vedere gli studenti con la Cgil», dicendo che “non conosce il Paese” e Le chiede il ritiro della legge di riforma della scuola: “Aver tolto il termine pubblico dal nome del suo ministero non la autorizza a privatizzare la scuola e a finanziare quella privata”.

Poi incalza sulla FIAT: “Vogliamo sapere qual è il futuro della Fiat, perchè la sensazione è che progressivamente la sua testa stia andando in Usa” . Tocca tutti i temi il nuovo segretario, dall’immigrazione alle pensione al welfare fino al fisco, ma è a Berlusconi che rivolge le sue forti più critiche. “Il presidente del Consiglio deve sapere che non si può tenere sotto allarme il Paese. Se ha delle cose concrete le dica, se no smetta di far finta di essere la vittima del mondo” dice il segretario della Cgil tornando sulle polemiche dopo le frasi del governo su un complotto diretto contro l’Italia. e chiedendo chiarezza sul cosiddetto Piano per il Sud per il quale “nel giro di un pomeriggio da 75 miliardi le risorse siano arrivate a 100. Quindi i soldi ci sono e vogliamo sapere dove stanno andando”.

Da questo governo c’e’ un’arroganza che cerca solo di risolvere i problemi di qualcuno, problemi personali». ha detto Susanna Camusso chiudendo il suo intervento “Questo paese non si merita questa classe politica, questo degrado e questa esibizione di machismo e virilità, questo governo dei potenti”.


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Adotta un dottorando…

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A scuola tra l’immondizia

Napoli 26 novembre – un’altro giorno vergognoso per tutti noi, mentre i bambini vanno a scuola saltando tra i sacchetti di immondizia fradicia di pioggia. Mentre l’Istituto Superiore di Sanità annuncia il possibile insorgere di epidemie a causa di questo schifo, la commissione inviata dal Parlamento Europeo annuncia nuove sanzioni per la violazione delle minime regole di prevenzione sanitaria, il governo dice che userà l’esercito ed in due settimane ripulirà le strade: dopo gli annunci trionfali di due anni fa che il problema era risolto ed  il miracolo dei tre giorni promesso qualche settimana fa sono in pochi gli ingenui a crederci….

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Wikileaks fa tremare il mondo

Non vedo l’ora che si sappiano i contenuti dei dossier di Wikileaks, il sito già famoso per aver pubblicato estratti di documenti segreti su Iraq ed Afghanistan, che ha annunciato la prossima pubblicazioni delle comunicazioni fatte dalle ambasciate USA nel mondo a Washington negli ultimi anni.

Il nostro Ministro Frattini trema, tanto da evocare i fantasmi di un possibile complotto contro l’immagine dell’Italia, comparando la vicenda con quella dei rifiuti di Napoli, in un goffo tentativo di anticipare rivelazioni imbarazzanti che riguarderebbero anche il nostro Paese (e non c’è da dubitarne). Per questo aspetto di leggere e ringrazio per l’esistenza del web 2.0, dei Wiki di tutto il mondo, vero baluardo della libertà di comunicazione tra la gente.

In realtà la nuove rivelazioni promesse da Julian Assange, patron di Wikileaks, fanno tremare le diplomazie di mezzo mondo. Il sito che pubblica i documenti riservati prodotti dalle intelligence potrebbe mettere in rete carte “imbarazzanti” per Stati Uniti, Russia e Israele oltre che per i file riguardanti l’Italia ed altri Paesi come UK, Turchia, Danimarca e Norvegia.

Wikileaks non ha specificato quando diffondera’ i nuovi documenti, ma un portavoce del Pentagono, il colonnello Dave Lapan, ha detto di aspettarsi la pubblicazione per questo fine settimana o all’inizio della prossima. In Russia il “Kommersant” ha citato fonti di Wikileaks secondo cui nei cablogrammi dell’ambasciata americana a Mosca ci sarebbero valutazioni sulla situazione politica in Russia e “apprezzamenti poco lusinghieri” su Putin e sulla leadership russai. In Israele, gli Usa hanno discretamente avvertito il premier Benjamin Netanyahu che nei documenti potrebbero esserci valutazioni e informazioni imbarazzanti per i rapporti bilaterali ed una fonte diplomatica turca ha riferito che Washington ha contattato anche le autorita’ di Ankara a proposito di un coinvolgimento della Turchia nei documenti. Le rivelazioni riguarderebbero presunti aiuti dati ai militanti di Al Qaeda in Iraq, ma anche il presunto aiuto degli Usa ai separatisti curdi che combattono contro le truppe del governo di Ankara. (AGI) .

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L’ultima vergogna di Bertolaso

La Protezione Civile, “mette in sicurezza” le poltrone del suo personale, mentre l’Italia è sommersa dalle alluvioni. Mentre tutto franava, Guido Bertolaso ha stabilizzato i suoi fedelissimi: 150 precari, spesso d’alto rango, vengono assunti nel botto finale della gestione che ha alternato successi a scandali fino a diventare nel bene e nel male simbolo del modello berlusconiano di governo.

Figli di magistrati e di prefetti,  mogli di sottosegretari e nipoti di cardinali, già assunti come precari sono infatti stati assunti con una motivazione che, dopo i crolli di Pompei, hanno un po’ il sapore della farsa di fine impero: il testo della deroga al blocco imposto da Tremonti sostiene la necessità di quel personale “anche con riferimento alle complesse iniziative in atto per la tutela del patrimonio culturale”.

Ma è solo il botto finale: quando Bertolaso nel 2001 mise piede sulla tolda di comando l’organico si basava su 320 unità, passate a 590 nel 2006 e schizzate a quasi 900 alla fine del suo mandato. Cinquecento persone in più in nove anni, con uffici lievitati emergenza dopo emergenza, sempre a colpi di ordinanza e mai in forza di un concorso. Un vero e proprio esercito in cui spiccano gli oltre 60 autisti, distaccati dalle forze dell’ordine, per i dirigenti.

E poi, sono arrivati i fedelissimi coltivati a Napoli nelle molteplici crisi dei rifiuti. Un posto per tutti grazie alle parentele giuste nell’esercito o nei servizi segreti, a Palazzo Chigi o in Vaticano, al Viminale o in magistratura, fino a creare una ragnatela di relazioni che sembra plasmata ad hoc per creare consenso verso le attività del Dipartimento e per non disturbare il suo manovratore.

Le parentele scomode iniziano ovviamente da Francesco Piermarini, l’ingegnere-cognato del sottosegretario Bertolaso, mandato tra i cantieri della Maddalena. Ma scorrendo la lista dei beneficiati si svela una rete di favori senza soluzione di continuità. Tra i primi ad essere stabilizzati, a metà di questo decennio, sono stati gli uomini della scorta di Francesco Rutelli in Campidoglio. Dieci “pizzardoni” passati senza semafori dalla polizia municipale di Roma al dipartimento di Palazzo Chigi. Dal fil rouge che lega il Giubileo alla Protezione civile spuntano anche tre supermanager del calibro di Agostino Miozzo, Marcello Fiori e Bernardo De Bernardinis. Facevano parte dell’unità di staff del Giubileo e, grazie al decreto rifiuti del 2008, entrano nel Gotha dei dirigenti generali della presidenza del Consiglio con norma ad personam, e un contratto da 180 mila euro l’anno. Ma sono stati ingaggiati anche ottuagenari che arrotondano la pensione grazie ai munifici gettoni delle emergenze: è il caso dell’83enne Domenico Rivelli, chiamato come “collaboratore per le problematiche amministrativo-contabili per i rifiuti a Napoli”.

Storie vecchie, mentre con la stabilizzazione di fine mandato arriva Barbara Altomonte, moglie del sottosegretario Francesco Giro, docente di scuola superiore ed ora dirigente del Dipartimento. E non è certo un caso che in questa ondata la parte del leone la facciano uomini e donne legati a doppio filo con la Corte dei conti, ossia la magistratura che deve vigilare anche sulle spese della Protezione civile.

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