Il coraggio di staccare la spina

Come avevo fatto notare in precedenza, le vicende del governo Berlusconi sembrano indirizzarsi verso il finale e la palla passa inevitabilmente nel campo di Gianfranco Fini.“Silvio Berlusconi non farà un passo indietro, Fini stia con noi o si assuma la responsabilità della crisi”, ha fatto sapere il vertice del Pdl rispondendo a stretto giro di posta al presidente della Camera che aveva chiesto le dimissioni del premier se la vicenda della telefonata da palazzo Chigi verso la questura di Milano si fosse dimostrata vera. Insomma la discussione adesso è sul coraggio che Fini dovrebbe dimostrare nello staccare la spina, assumendosi una responsabilità politica che suona quasi come una vera e propria eutanasia.

Ovviamente solo gli ingenui continuano a credere che vi possano essere alternative, escludendo rapporti costruttivi all’interno della ex-maggioranza dopo gli accadimenti degli ultimi mesi, ma il Presidente della Camera continua a traccheggiare per fare la sua mossa nel momento politicamente più opportuno (anche in termini elettorali), cucinando a fuoco lento il suo avversario che oramai guida un governo agonizzante e pronto a cadere in ogni occasione. Molti scommettono che Fini sceglierà il nodo sulla giustizia, ma di certo non si farà allettare dalla vicenda Ruby, per far cadere il Cavaliere sui sui vizi: ha bisogno di qualcosa di politicamente più sostanzioso, per affrontare le prossime elezioni sui princìpi e non sul chiacchiericcio tipico dell’era berlusconiana.

Da notare invece sono le dichiarazioni di Calderoli, sulla possibilità di un governo tecnico che porti il Paese alle elezioni:

“Macché governo tecnico, macché Lega interessata a un governo tecnico! Io sono preoccupato che qui, profittando delle vicende personali di Berlusconi, sia in atto un colpo di Stato, ma sarebbe il golpe dei fighetta, di quelli che frignano e che non hanno voce e voti. Ma se c’è colpo di Stato la rivolta del popolo è legittima”

Considerando che il governo è ancora in piedi e che il “signor” Calderoli ne è Ministro, trovo gravissimo che voglia aizzare gli animi dei sostenitori della Lega contro un’eventualità costituzionalmente e democraticamente prevista nelle facoltà del Presidente della Repubblica a cui è richiesto di verificare che non esistano altre possibili maggioranze in Parlamento, prima di eventualmente scioglierlo. Altro che colpo di stato:  la mistificazione che questi signori continuano a portare avanti non è frutto dell’ignoranza (ricordo anche che Bossi dichiarò a suo tempo che era ora di rimuovere il Presidente della Camera come se lui o Berlusconi ne avessero facoltà…), ma di un’occupazione prepotente del potere. Aizzare le folle ad una rivolta se non venissero prese decisioni gradite, cioè esaltare o difendere pubblicamente un’azione riconosciuta reato dalla legge della nazione in cui si vive è apologia di reato e sarebbe veramente ora che si applicasse il Codice Penale una volta per tutte!

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  1. #1 di pasquinando il novembre 2, 2010 - 7:47 am

    Ciao Marco,
    grazie per il tuo forte richiamo all’applicazione del codice penale per chi commette apologia di reato come Calderoli, Bossi e tanti altri…
    Concordo con la tua analisi politica sulla tattica di Fini, riluttante a basare la sua rottura definitiva sul nuovo scandalo Ruby-gate, in attesa di qualcosa di più sostanzioso e spendibile come il tema della giustizia.
    Purtroppo, ciò che non viene rimarcato a sufficienza è il fatto che il Ruby-gate non è una scandalo sessuale, ma un caso eclatante e dichiarato di ABUSO DI UFFICIO, FALSO IN ATTI DI UFFICIO, e via consultando… QUESTA COSA È GRAVISSIMA!!! E in un paese normale sarebbe sufficiente per ESILIARE perennemente che se ne rendesse responsabile. Non trovi?

    • #2 di marcofer7 il novembre 2, 2010 - 8:51 am

      Concordo, ma credo che il problema ancora più grave sia lo stallo istituzionale che questo governo ha imposto al Paese, non essendo in grado di governare se non sull’ordinaria amministrazione. L’unico provvedimento di un certo peso portato davanti alla Camere da luglio è stata la riforma dell’Università, cosa importantissima per il Paese: rinviato a data da definirsi su richiesta del governo stesso. Morale: Berlusconi è cotto (notizia di questa mattina: un altro scandalo a luci rosse emerge dalla Procura di Palermo…), ma non molla la sedia e ci si continua ad avvitare in una spirale disastrosa per noi tutti.

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