Archivio per 24 novembre 2010

Tintinnìo di forconi sotto il Palazzo

Non sottovaluterei il tintinnìo di forconi che si ode in piazza in questi giorni e non credo neanche che li sottovalutino i signori del Palazzo, anche se presi dalle trame che fervono in attesa del fatidico voto di fiducia del prossimo 14 dicembre. E’ un popolo arrabbiato quello di Terzigno e quello della scuola, studenti compresi, mentre dai tetti e dalle gru di mezza Italia gli operai, i precari, gli immigrati urlano la loro rabbia.

Si sono alzati i toni, che erano già abbondantemente al di sopra della normale dialettica politica per combattere una sfida che oltre al valore politico ha il sapore della sfida all’Ok Corral, un duello in perfetto stile western… all’italiana. Tuttavia è proprio in questo momento che si sono alzati i toni anche della gente, che soffre a tirare avanti e si vede ulteriormente penalizzata da una manovra solo matematicamente comprensibile, ma profondamente ingiusta, che è stufa della corruzione e del malaffare di chi se ne approfitta, che assiste alla demolizione del servizio pubblico e dei servizi al pubblico, dalla scuola, alla giustizia, al lavoro, alla sanità, all’economia e la cultura del Paese.

Se Emilio Fede viene preso a schiaffi in un ristorante di Milano, a prescindere dal fatto che li abbia presi per una questione privata o per il suo ruolo pubblico, mezza Italia ride e si ricrede sull’esistenza di Dio, ma credo anche che Feltri, Belpietro, Sallusti e compagni cantante non ridano affatto e stiano molto attenti girando per strada…

Attenzione però che proprio il tintinnìo dei forconi sotto i Palazzi ha sempre provocato una reazione. Negli anni ’70 fu la strumentalizzazione di quello che è stato il Movimento a distruggerlo, dissipando le energie positive che venivano espresse dalla gente, in altri momenti fu la repressione, ma in altri fu proprio quel rumore che fece correre all’interno delle stanze del potere.

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Una medicina per una nuova scuola

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Scontri sulla scuola

Sale la tensione per la protesta degli studenti che si allarga a macchia d’olio negli atenei e scuole italiane. Dal tetto di architettura a Roma a quello di Ingegneria a Palermo, dalle occupazioni a Torino, Pavia, Macerata, al presidio sotto Montecitorio, è stata una giornata di tensione e scontri che ha visto cortei, manifestazioni, occupazioni in tutta Italia. Momenti di grande tensione soprattutto nella Capitale. Un gruppo di studenti in corteo a Roma ha anche tentato stamane un’irruzione al Senato (guarda i video). Il gruppo, che si sarebbe staccato dai manifestanti che stazionavano davanti alla Camera (dove è in discussione il Ddl di riforma dell’Università) ha cercato di invadere l’atrio prima di essere respinto dalle forze dell’ordine. La vetrata all’ingresso è stata oggetto di lanci di uova. Un funzionario della polizia è stato colto da malore e tre carabinieri sono stati feriti. Il bilancio è di 27 denunce, di cui 8 nei confronti dei giovani che hanno tentato di entrare al Senato, e due arresti.

Le agitazioni si susseguono in molte altre città d’Italia. Dopo l’avvio della discussione alla Camera del disegno di legge di riforma dell’università, dopo un’assemblea che si è svolta martedì pomeriggio, i ricercatori dell’Alma Mater di Bologna hanno intanto aperto ufficialmente la mobilitazione. Mercoledì mattina lezioni fuori dalle aule, malgrado la pioggia della mattinata, in vista della manifestazione attesa per giovedì mattina vestiti «a lutto» in segno di protesta. Due atenei statali italiani su tre risultano coinvolti nella protesta , appoggiata dalla maggior parte dei dottorandi e dei ricercatori, contro l’approvazione della riforma Gelmini in via di approvazione alla Camera: su 66 università pubbliche ben 44, riferiscono le associazioni, sarebbero da loro occupate o autogestite.

«Gli studenti che contestano le riforme del governo rischiano di difendere i baroni, i privilegi e lo status quo. Alcuni studenti vengono strumentalizzati da esponenti politici della sinistra che oggi hanno deciso di inscenare una sceneggiata sui tetti delle università».

Così in una nota il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, commentando le mobilitazioni e le contestazioni messe in scena oggi dagli studenti contro il decreto di riforma dell’università

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PDL e Lega aiutano i pedofili

Un gruppo di senatori di PDL e Lega, stavano facendo passare un emendamento (il numero 1707) nella legge sulle intercettazioni, che aboliva l’arresto in flagranza di reato nei casi di violenza sessuale su minori  se…”di lieve entità”. Scoperti da un deputato del PD, nel centrodestra c’è stato il fuggi fuggi generale tra”non avevo capito”, “non pensavo fosse proprio cosi” ed il classico “mi avete frainteso” di stampo berlusconiano, ma alla fine i nomi dei firmatari di questo infame emendamento sono venuti fuori e sono i seguenti:

  • sen. Maurizio Gasparri – PDL
  • sen. Federico Bricolo – Lega Nord
  • sen. Gaetano Quagliariello – PDL
  • sen. Renato Centaro – PDL
  • sen. Filippo Berselli – PDL
  • sen. Sandro Mazzatorta – Lega Nord
  • sen. Sergio Divina – Lega Nord

Per la cronaca: il sen.Bricolo è quello che proponeva il “carcere per chi rimuove un crocefisso da un edificio pubblico”, il sen.Berselli ha dichiarato di essere stato “iniziato al sesso da una prostituta”, il sen.Mazzatorta ha ripetutamente cercato di impedire i matrimoni misti, mentre il sen.Divina  rimasto famoso per aver dichiarato che “i Trentini sono come i cani ringhiosi che capiscono solo la logica del bastone”, frase attribuita a suo tempo a Benito Mussolini. Gasparri lo conosciamo tutti…

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