Scontri sulla scuola

Sale la tensione per la protesta degli studenti che si allarga a macchia d’olio negli atenei e scuole italiane. Dal tetto di architettura a Roma a quello di Ingegneria a Palermo, dalle occupazioni a Torino, Pavia, Macerata, al presidio sotto Montecitorio, è stata una giornata di tensione e scontri che ha visto cortei, manifestazioni, occupazioni in tutta Italia. Momenti di grande tensione soprattutto nella Capitale. Un gruppo di studenti in corteo a Roma ha anche tentato stamane un’irruzione al Senato (guarda i video). Il gruppo, che si sarebbe staccato dai manifestanti che stazionavano davanti alla Camera (dove è in discussione il Ddl di riforma dell’Università) ha cercato di invadere l’atrio prima di essere respinto dalle forze dell’ordine. La vetrata all’ingresso è stata oggetto di lanci di uova. Un funzionario della polizia è stato colto da malore e tre carabinieri sono stati feriti. Il bilancio è di 27 denunce, di cui 8 nei confronti dei giovani che hanno tentato di entrare al Senato, e due arresti.

Le agitazioni si susseguono in molte altre città d’Italia. Dopo l’avvio della discussione alla Camera del disegno di legge di riforma dell’università, dopo un’assemblea che si è svolta martedì pomeriggio, i ricercatori dell’Alma Mater di Bologna hanno intanto aperto ufficialmente la mobilitazione. Mercoledì mattina lezioni fuori dalle aule, malgrado la pioggia della mattinata, in vista della manifestazione attesa per giovedì mattina vestiti «a lutto» in segno di protesta. Due atenei statali italiani su tre risultano coinvolti nella protesta , appoggiata dalla maggior parte dei dottorandi e dei ricercatori, contro l’approvazione della riforma Gelmini in via di approvazione alla Camera: su 66 università pubbliche ben 44, riferiscono le associazioni, sarebbero da loro occupate o autogestite.

«Gli studenti che contestano le riforme del governo rischiano di difendere i baroni, i privilegi e lo status quo. Alcuni studenti vengono strumentalizzati da esponenti politici della sinistra che oggi hanno deciso di inscenare una sceneggiata sui tetti delle università».

Così in una nota il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, commentando le mobilitazioni e le contestazioni messe in scena oggi dagli studenti contro il decreto di riforma dell’università

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