Studenti sui tetti e lavoratori in piazza

A giudicare dal fiume di gente che ha attraversato oggi la capitale i lavoratori hanno raccolto il testimone della protesta dagli studenti che hanno urlato la loro rabbia dai monumenti di mezza Italia: mentre la testa del corteo arriva alla sua meta finale la coda attende ancora di partire. La Cgil, come sua politica, non da numeri ma l’afflusso è impressionante. Alla fine dal palco, da dove parla la Camusso, il colpo d’occhio è quello di una mare di bandiere rosse, volti giovani e meno giovani.

Non ci sono scontri con la polizia, come con gli studenti, la folla che gremisce la piazza balla alle note di Bella Ciao imitata dallo stesso segretario. Dal palco il discorso del neo segretario Susanna Camusso che critica il ministro Gelmini, che alle agenzie ha dichiarato che «fa un certo effetto vedere gli studenti con la Cgil», dicendo che “non conosce il Paese” e Le chiede il ritiro della legge di riforma della scuola: “Aver tolto il termine pubblico dal nome del suo ministero non la autorizza a privatizzare la scuola e a finanziare quella privata”.

Poi incalza sulla FIAT: “Vogliamo sapere qual è il futuro della Fiat, perchè la sensazione è che progressivamente la sua testa stia andando in Usa” . Tocca tutti i temi il nuovo segretario, dall’immigrazione alle pensione al welfare fino al fisco, ma è a Berlusconi che rivolge le sue forti più critiche. “Il presidente del Consiglio deve sapere che non si può tenere sotto allarme il Paese. Se ha delle cose concrete le dica, se no smetta di far finta di essere la vittima del mondo” dice il segretario della Cgil tornando sulle polemiche dopo le frasi del governo su un complotto diretto contro l’Italia. e chiedendo chiarezza sul cosiddetto Piano per il Sud per il quale “nel giro di un pomeriggio da 75 miliardi le risorse siano arrivate a 100. Quindi i soldi ci sono e vogliamo sapere dove stanno andando”.

Da questo governo c’e’ un’arroganza che cerca solo di risolvere i problemi di qualcuno, problemi personali». ha detto Susanna Camusso chiudendo il suo intervento “Questo paese non si merita questa classe politica, questo degrado e questa esibizione di machismo e virilità, questo governo dei potenti”.


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