Me ne frego!

“Noi del Colle ce ne freghiamo!“, ha detto il coordinatore del PDL, Denis Verdini, già noto alle cronache ed indagato dalla magistratura per le squallide vicende della P3. Si è scatenato il finimondo, con il partito di Berlusconi schierato a difendere Verdini, adducendo improbabili fraintedimenti e balenando motivazioni che la disgraziata frase avrebbe sottointeso e le opposizioni che trasudano indignazione nelle dichiarazioni dei leader.

Un individuo come Verdini sarebbe stato rimosso già da tempo, dopo quello che la magistratura sta appurando sul suo conto, una persona al livello di Cosentino, gente per cui la corruzione e l’inganno sono peccatucci veniali e non mi stupisco affatto se questa gente pensi di sopraffare le Istituzioni, piegandole al loro comodo personale. Il punto è che non deve essere loro consentito. Invece di esporre la propria indignazione, sarebbe importante dare un segnale, prendendo provvedimenti importanti e simbolici nei confronti di un rappresentante del Parlamento, leader del gruppo parlamentare più folto, che è al governo, che disconosce il Presidente della Repubblica. Insomma ci vuole della coerenza: fregarsene del Presidente della Repubblica e delle sue competenze, in questa nostra democrazia non è permesso neanche al Presidente del Consiglio ed è molto grave che un largo gruppo parlamentare dichiari di non rispettarne la figura.

Invece di blaterare rettifiche e spiegazioni, Verdini ed i suoi compari dovrebbero scusarsi con il Paese per gli insulti continui che fanno alla nostra Costituzione ed ai suoi rappresentanti.

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  1. #1 di Risorse Legali il dicembre 10, 2010 - 11:30 am

    Verdini è chiaro ed esplicito nella sua dichiarazione: “Noi del Colle ce ne freghiamo!“; e con il “Noi” vuole indicare, oltrechè se stesso, il gruppo di persone al quale appartiene [PdL].
    Il Senatore della Repubblica Italiana Marcello Dell’Utri [PdL], a proposito dell’inizio della sua carriera politica e delle relazioni tra questa e i suoi procedimenti giudiziari, ha dichiarato: “Io sono politico per legittima difesa. A me delle politica non frega niente. Mi difendo con la politica, sono costretto. Mi candidai nel 1996 per proteggermi. Infatti subito dopo mi arrivò il mandato di arresto. Mi difendo anche fuori [dal Parlamento], ma non sono mica cretino. Quelli mi arrestano”.
    Sempre Marcello Dell’Utri ha dichiarato: “Mangano è un mio eroe. Poteva essere un pentito credibile, perché viveva lì [ad Arcore con Berlusconi]. Invece non lo ha mai fatto, era in carcere malato ed è morto”.
    Queste persone che delle istituzioni se ne fregano e per le quali i mafiosi sono “eroi” dovrebbero essere immediatamente destituite da qualsiasi ruolo istituzionale per indegnità.

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