Berlusconi passa l’esame con il CEPU

In una Roma blindata ed in preda a proteste e scontri tra la polizia ed i manifestanti, si è consumata la tragi-commedia, che vedeva il Presidente Berlusconi come regista e umili comprimari eletti nell’occasione al ruolo di salvatori della Patria per votare la fiducia all’agonizzante esecutivo: il governo passa l’esame della fiducia con 314 voti a favore e 311 contrari, vanificando anche il “sacrificio” delle deputate in dolce attesa Federica Mogherini (Pd), Giulia Bongiorno (Fli) e Giulia Cosenza (Fli) che si erano presentate in Aula con tanto di pancione (la Bongiorno addirittura in sedia a rotelle).

Si sapeva di come avrebbe votato gente come Domenico Scilipoti, Massimo Calearo e Bruno Cesario che, alla vigilia della crisi, si erano inventati un movimento da hoc, il cosidetto “gruppo di responsabilità”: avrebbero votato per il governo, ma forse nessuno si sarebbe aspettato il “pathos” con cui hanno consumato il patto stretto nei giorni scorsi con il Premier, aspettando la seconda chiamata prima di esprimere il proprio (scontato) voto, da loro definito enfaticamente “storico”, tanto per coprirsi ancor di più di ridicolo. Il colpo di teatro è stato invece da parte di due donne di Futuro e Libertà: Maria Grazia Siquilini e Catia Polidori che si sono aggiunte a Moffa, che non ha votato e Catone che si è schierato con la maggioranza.

Dopo il ‘no’ motivato di Maria Grazia Siliquini, che dopo il voto ha dichiarato “Sono serena, ho fatto una scelta coerente rispondendo alla mia coscienza e al rapporto antico con i miei elettori: faccio riferimento a loro, non ai leader e dunque lascio Fli e torno al PDL”, a peggiorare la situazione è arrivato l’inatteso salto della barricata della Polidori. Tra l’indignazione generale dei Finiani e delle opposizioni, il più diretto è stato Luca Barbareschi, che ha parlato di voto “vergognoso” dichiarando che la Polidori è stata “minacciata”: “La Polidori è stata minacciata per le sue aziende. Le hanno detto che le chiudevano le sue aziende. Sappiamo per certo che la Polidori, la cui azienda di famiglia è il Cepu, ha ottenuto rassicurazioni che la favoriscono“. Appena subito dopo il voto si è scatenata una rissa in aula tra i deputati di Fli e i leghisti (guarda il video). Stando alle ricostruzioni il finiano Giorgio Conte avrebbe insultato la Polidori. Sono dovuti intervenire i commessi per evitare il contatto tra i parlamentari. La Polidori è uscita dall’Aula diretta verso la sala del governo, scortata da alcuni dei parlamentari del Pdl, seguita da Antonio Razzi, che nelle ultime ore ha lasciato l’Idv per passare a Noi Sud (favorevole a Berlusconi) e si sono recati nello studio del Premier per un incontro personale e riservato…

“La vittoria numerica di Berlusconi è evidente quanto la nostra sconfitta, resa ancor più dolorosa dalla disinteressata folgorazione sulla Via di Damasco di tre esponenti di Futuro e Libertà” ha dichiarato Gianfranco Fini.

“Ve lo dicevo che Fli si spaccava” ha commentato un Berlusconi tronfio come non si vedeva da qualche tempo, tra gli ululati della Lega che inneggiano al voto subito, come probabilmente accadrà.

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