La Battaglia di Roma vista dall’estero

Ecco il video reportage mandato in onda da Russia Today sulla Battaglia di Roma di ieri:

Violent clashes erupt in Italy after Berlusconi survives no-confidence vote (viaRussiaToday)

At least 50 police and 40 protesters have been injured as hundreds of students clashed with police near the residence of Silvio Berlusconi in Italy’s capital on Tuesday. The riots came as parliament decided on the prime minister’s future. Berlusconi secured a comfortable victory in the no-confidence vote at the senate, but survived a similar motion in the lower house by just three votes. Demonstrators marched through Rome’s historic centre, throwing firecrackers that boomed as lawmakers cast their votes. Similar protests took place in other parts of the country.

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  1. #1 di Risorse Legali il dicembre 15, 2010 - 11:47 am

    “GIORNO/RESTO/NAZIONE” di giovedì 23 ottobre 2008
    [ v. anche: http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406 ]
    [ v. anche: http://www.youtube.com/watch?v=Q7WvLwmgqn4 ]

    Il Senatore della Repubblica Francesco Cossiga dichiara:

    “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno.
    In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito… Lasciarli fare (gli universitari, ndr).
    Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
    Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri.
    Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.
    Soprattutto i docenti.
    Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio.”

    Capito ? 😉

    • #2 di marcofer7 il dicembre 15, 2010 - 11:57 am

      C’ero anche io quando Kossiga era Ministro dell’Interno negli anni ’70. Giorgiana Masi, Walter Rossi e tanti altri sono stati il tragico risultato delle teorie di cui al tuo commento. Non è un caso che alla sua morte siano stati pochi quelli che hanno speso una lacrima per lui.

  2. #3 di ruggerogaltarossa il dicembre 16, 2010 - 6:51 pm

    Io non me la sento di condannare queste proteste. Non so se siano state effettivamente pilotate da poliziotti in borghesi come alcuni stanno insinuando in Italia. Resta il fatto che il fututo in Italia non esiste. Questa è la mia analisi riguardo al voto di fiducia

    http://ruggerogaltarossa.wordpress.com/2010/12/16/italian-republic-in-sale/

    • #4 di marcofer7 il dicembre 17, 2010 - 9:34 am

      Sono daccordo. Per chi, come me, ha vissuto gli anni ’70, risulta abbastanza chiaro che demonizzare il movimento di rivolta popolare (perchè di questo credo si tratti) è una facile soluzione per scansare il problema e cercare di strumentalizzarlo. Certo è che il movimento studentesco deve stare attento perchè alla prossima occasione potrebbe scapparci un “incidente” che catalizzerebbe l’attenzione sulla violenza e non più sulle motivazioni della protesta (Kossiga docet).
      Ho letto un po’ il tuo blog: complimenti per il tuo impegno. Per quanto riguarda la scelta di scrivere in inglese, immagino per aprire le porte ad una diffusione più vasta delle tue opinioni (cosa buona e giusta), ti devo però dire che questo le preclude a moltissimi italiani che purtroppo non parlano inglese e tantomeno lo leggono

      • #5 di ruggerogaltarossa il dicembre 18, 2010 - 1:56 am

        Grazie del complimento. Il fatto è che io ora studio Giornalismo a Londra, per cui siamo spinti dai prof a creare dei nostri blog. Ovviamente devo scrivere in Inglese, anche perchè è un blog pensato per stranieri che vogliono conoscere l’Italia. Quando tornerò in Italia dopo la laurea potrò finalmente scrivere in Italiano.

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