Archivio per 17 dicembre 2010

The Scillipoti Show

ecco chi è l’on.Scillipoti, ex IdV, di cui tanto si è parlato in occasione del voto di fiducia a Berlusconi, in un chiaro esempio di autosatira degna del miglior Lotito.

, , ,

Lascia un commento

Paralisi per neve

Le bestemmie oggi si sono sprecate, intrappolato per ore in una città paralizzata da un paio di centimetri di neve: il caos più totale ha avvolto le strade di Roma costringendo ad ore ed ore di file interminabili sull’asfalto ghiacciato. Gli incidenti stradali e le macchine in panne ostruivano la circolazione, mentre i veicoli avanzavano centimetro per centimetro cercando di non scivolare sulla poltiglia di neve ghiacciata.

Ai primi fiocchi, improvvisamente le strade si sono riempite di autobus che andavano in rimessa, senza più caricare i gruppi di persone infreddolite che aspettavano il trasporto. Sulla Cassia, andando fuori Roma, ho visto tanti, anziani, bambini, immigrati avviarsi a piedi sotto la neve e poi la pioggia gelata dopo aver aspettato per ore. C’era gente esasperata dopo ore di attesa in file immobili, che tentava manovre e cambi di corsia pericolose pur di cercare di divincolarsi dalla morsa del traffico, ma soprattutto ho visto tanta rassegnazione nei volti delle persone che incontrato nelle 5 ore che ho impiegato a tornare a casa. Rassegnazione per lo stato incivile in cui sono state lasciate le strade della città e soprattutto le arterie che collegano il centro con la periferia. Eppure lo sapevano tutti che avrebbe nevicato, erano giorni che le previsioni meteo annunciavano la neve. Possibile che nessuno si sia curato di spargere neanche un grammo di sale per cercare di evitare ai cittadini l’incubo in cui siamo stati lasciati oggi?

Lo so che lo stesso è successo in  mezza Italia, ma la cosa non mi conforta affatto, anzi rafforza la convinzione che il problema di questo Paese è che la cosa pubblica non funziona più. Non che fosse un esempio di brillante efficienza anche prima, ma adesso ho la netta impressione che si sia arrivati allo sfascio.

Caro Sindaco Alemanno, visto che se ne sta occupando a quanto dice negli ultimi giorni, controlli anche l’efficienza di quei dipendenti a cui ha affidato incarichi nell’ATAC (l’azienda comunale per i trasporti) perchè il servizio offerto a quella gente per strada al gelo è una vergogna, e ci faccia sapere anche chi non ha pulito le strade dalla neve, nonostante gli allerta meteo. Questo è uno dei compiti più importanti di un Sindaco: garantire ai propri cittadini i servizi necessari a svolgere la propria vita in una città moderna è un Suo obbligo, molto più del cercare la ribalta televisiva nazionale.

, , ,

Lascia un commento

Infiltrati provocatori

Abbiamo assistito oggi ad un Ministro Maroni piccato per i sospetti sull’esistenza di infiltrati delle forze dell’ordine nei disordini che hanno sconvolto Roma il 14 dicembre scorso. “Sono metodi archiviati” ha sostenuto a margine della sua esposizione in Parlamento. Strano… eppure le foto che sono state pubblicate in questi giorni parrebbero dire altro, proviamo a vederne qualcuna:

Guardate il tizio in beige, con il manganello e le spalle al muro davanti alla vetrina: ha anche un paio di manette aperte in mano… La stessa persona sembra essere quella ritroviamo nelle foto che seguono (quantomeno è vestita nella stessa identica maniera, scarpe comprese):

Un ragazzo a volto coperto che colpisce finanzieri e attacca blindati della polizia e poi soccorre un militare mostrando manette e manganello? Ce ne sono altre di foto con questo strano personaggio: mentre attacca con una vanga un blindato della polizia, solo e temerario, mentre sfida lo sbarramento della zona rossa nel cuore degli scontri a pochi metri da Senato, il volto coperto da una sciarpa, mentre colpisce il vetro del furgone della Celere, subito seguito da un altro ragazzo. Ancora dopo è presente alla scena del finanziere aggredito che impugna la pistola, come vedete nella prima immagine in alto: è sempre lui, in un angolo accanto alla vetrina: ma questa volta ha in una mano il manganello e nell’altra le manette. Ed è dalla parte delle forze dell’ordine.

Poi in un’altra immagine infine si mostra a volto scoperto, dietro il muro dei militari, accanto a due poliziotti. Il ragazzo con il giubbotto beige è inconfondibile. Ha scarpe bianche Nike, che spiccano su quelle scure della massa. Jeans scoloriti, cadenti, che cerca di tirare su quando è con i poliziotti. E indossa un unico guanto destro, a righe bianche e rosse. Sia negli attacchi, sia quando impugna le manette, si copre il volto con una sciarpa chiara. Negli scatti si notano diversi “tutori della legge” travisati come dimostranti. La sequenza dell’aggressione al finanziere mostra alcuni agenti con il viso coperto. Uno di loro soccorre il sottufficiale nella mischia: ha un vistoso parka con un disegno geometrico a varie tonalità di grigio e occhiali da sci. E subito dopo è accanto al presunto provocatore. La scena dello scontro per liberare il militare delle Fiamme Gialle evidenzia altri due “infiltrati”. Uno è quello che poi abbraccia il sottufficiale, come a calmarlo. L’altro è quello vestito con una giacca a vento nera che si getta contro gli aggressori, impugnando una ricetrasmittente. E poi nella confusione viene colpito dal manganello di un basco verde sopraggiunto di corsa.

L’uso di personale infiltrato nelle manifestazioni di piazza è prassi antica e legittima. Serve per controllare i movimenti della folla, identificare i soggetti che guidano gli assalti, intervenire “dall’interno” nei momenti più delicati. Un impiego frequente anche negli stadi ma soprattutto in occasione di cortei politici. Anche durante il G8 di Genova molte foto hanno documentato la presenza di agenti in borghese, mescolati alle marce nei momenti pacifici e nelle giornate della battaglia. Ma nonostante i sospetti non è mai stata documentata l’opera di provocatori: uomini delle forze dell’ordine “in incognito” che aggredissero loro colleghi o partecipassero alla devastazione dei negozi.  Le immagini del “ragazzo con il giubbotto beige” invece sembrano confermare le ipotesi più inquietanti.

A tutela della legalità democratica e dei tanti uomini delle forze dell’ordine che si sono fatti picchiare rispettando le regole dell’ordine pubblico, chiediamo a Maroni di smetterla di raccontarci frottole:  quanti erano gli agenti mescolati ai black bloc nella giornata che ha fatto ripiombare la capitale nel clima degli anni di piombo? E quale è stato il loro ruolo nella guerriglia metropolitana con decine di feriti e danni gravissimi?

, , ,

4 commenti

Da Santoro…

Makkox

, , , ,

2 commenti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: