Archivio per aprile 2011

Le immagini proibite del matrimonio reale

Oh noooooooooo… 😉

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Berlusconi copia Benito

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Eataly come IKEA sulla famiglia

Riprendo e pubblico integralmente, concordando su ogni parola, da “Il Post“:

La pagina 4 della Stampa di stamattina è occupata da una grande pubblicità di Eataly, la catena di alimentari per appassionati di gastronomia e prelibatezze naturali che dopo avere aperto un primo grande negozio a Torino è ora anche a Milano, Bologna, Genova, Asti, e altri luoghi d’Italia, e anche a New York ed è diventato un’istituzione e un luogo/logo di culto e moda per il consumismo “informato”.
La pubblicità di oggi sulla Stampa riprende esplicitamente le polemiche sulla pubblicità di Ikea che aveva come oggetto una coppia gay, che la società svedese non esitava a definire “famiglia”, offrendole i suoi prodotti. Una campagna “normale” in un luogo normale, ma che in Italia aveva generato le proteste persino di un sottosegretario (e di altri improvvidi), consegnando a Ikea un’ulteriore consenso da parte dei suoi numerosi clienti.

Adesso è Eataly a invitare una “famiglia” composta da due donne che si tengono per mano: ed è esemplare come i temi che dovrebbero essere portati avanti da una politica progressista trovino invece la loro più vistosa rappresentazione nelle iniziative di due società commerciali, tra obiettivi etici ed economici (tra l’altro Eataly annuncia l’apertura dei suoi negozi per il Primo Maggio) che probabilmente si saldano.”

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Gheddafi, le bombe e Bossi

Mentre il colonnello Gheddafi invoca in televisione la trattativa con la NATO per far cessare i bombardamenti che oltre a sfiancare le sue difese stanno pericolosamente avvicinandosi alla sua persona negli ultimi tempi (ad esempio, mentre parlava in TV una bomba ha sfiorato gli studi televisivi…), il governo italiano litiga furiosamente sull’adesione forzata che Berlusconi ha dovuto dare, su pressione si Sarkozy più che di Obama, garantendo la partecipazione diretta delle nostre forze armate agli attacchi armati alla Libia di Gheddafi, assieme alle forze NATO. Quindi, da una parte l’evolversi delle cose sul piano militare apre spiragli verso la resa del dittatore libico e dall’altra i nostri valenti rappresentanti governativi litigano preoccupati dai propri interessi, incuranti dell’immagine del Paese, oramai considerato marginale ed inaffidabile.

Umberto Bossi. furioso per la mancata consultazione da parte del Cavaliere prima di prendere gli impegni sulla guerra, ha fatto depositare a Reguzzoni, il rappresentante del Carroccio in Parlamento, una mozione in sei punti che fissano i paletti necessari per non aprire un fronte con il PDL che minerebbe inevitabilmente le sorti del governo, oramai schiavo dei voleri leghisti se vuole sopravvivere. I punti, bollati come “una provocazione” dal PDL, sono:

  1. fissare un termine certo delle ostilità, stabilendo una data di cessazione della partecipazione italiana ai bombardamenti
  2. la garanzia che non vi siano aggravi fiscali per sopportare i costi delle azioni militari
  3. un forte contenimento dei costi delle operazioni militari
  4. un blocco navale per impedire ai migranti di raggiungere le sponde italiane
  5. la ripartizione dei flussi migratori tra i Paesi che partecipano alle azioni militari
  6. aiuti economici ai Paesi nordafricani per contenere le partenze dei migranti

Che l’obiettivo dichiarato della Lega sia legato ai flussi migratori è chiaro, perchè ogni altro aspetto della vicenda è lontano dalle capacità intellettive oltre che politiche dello schieramento di Bossi, ma è altrettanto ovvio quanto il governo di Berlusconi sia ricattabile anche su questo fronte, intrappolato tra gli obblighi internazionali imposti senza alcuna capacità e possibilità di negoziato per il nostro Paese, vista la risibile reputazione che abbiamo acquistato a forza di scandali, gaffe ed amicizie rischiose, e le richieste xenofobe dell’unico alleato di governo che incurante delle sorti del Paese, tira la corda, portando sul tavolo contropartite populiste mirate esclusivamente al proprio tornaconto elettorale (che vuol dire, giusto come esempio, fissare un termine certo dell’intervento militare? E’ una nostra decisione? O ci sfiliamo allo scadere della data?).

Adesso proveranno a trattare sui singoli punti, visto che la mozione è decisamente irricevibile e c’è da scommetterci che magari un accordo lo troveranno a scapiti dei migranti.

Altra nota triste: sembra che anche il PD e l’IdV abbiano presentato delle mozioni contro la decisione del governo di partecipare alla guerra in Libia: se ne sa qualcosa? L’unica preoccupazione adesso sembrano essere le amministrative, tanto che Veltroni comincia a chiedere una verifica sulla posizione di Bersani dopo il voto, dando per scontato che si vada a perdere… ovviamente.

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manifesti fascisti a Roma

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il valore della festa della Liberazione

Riporto il discorso fatto da Piero Calamandrei sulla Costituzione in occasione della Festa della Liberazione, il 25 aprile di tanti anni fa. Era il 1950, ma i contenuti di quel discorso sono oggi più che mai attuali, alla luce degli attacchi alla Costituzione, alla Resistenza ed alle istituzioni tutte a cui abbiamo assistito in questi giorni.

Ha perfettamente ragione Calamandrei quando dice che la Costiuzione è solo carta se non la si difende tutti i giorni nei suoi valori, in quei contenuti per cui tanti ragazzi sono morti, sulle montagne così come nelle strade di Milano, di Firenze e di tutte le nostre città. “Bisogna vigilare sulla libertà” avvertiva Calamandrei nel 1950, “perchè non si debba più assistere a quello che la mia generazione ha vissuto per un ventennio. Perchè la libertà è come l’aria e lo si capisce quando comincia a mancare!”

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25 aprile

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15 leggi in Parlamento per salvare Berlusconi

Riprendo da Nonleggerlo, l’elenco dei provvedimenti attualmente alo studio in Parlamento, confessando un moto di sgomento nel vedere quanto questo organo istituzionale, centro della vita democratica del Paese sia stato totalmente asservito agli interessi di un singolo individuo:

Prescrizione breve per gli incensurati over 65
Prescrizione breve per gli incensurati
Processo breve
Processo lungo
Conflitto di attribuzioni per bloccare il processo Mediaset
Conflitto di attribuzioni per bloccare il processo Ruby
Blocca Ruby a effetto immediato
Improcedibilità sul Presidente del Consiglio
Riforma punitiva della giustizia
Ddl blocca-intercettazioni
Immunità parlamentare
Lodo Alfano costituzionale
Responsabilità civile dei magistrati
Stop temporaneo al Nucleare
Stop temporaneo alla Privatizzazione dell’Acqua
Alleggerimento del Concorso esterno in associazione mafiosa

In questo elenco non vi un solo provvedimento legislativo mirato agli interessi del Paese che, mentre i servi fanno a gara per compiacere il loro padrone, continua a sprofondare…

Buona Pasqua.

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perchè non vogliono i referendum

A quanto pare, dopo il vergognoso ricorso a provvedimenti legislativi esclusivamente destinati a far saltare il referendum sul nucleare e non ad abbandonarne l’adozione (le parti dell’emendamento che prevedono l’abrogazione delle norme oggetto del quesito referendario, sono incastonate tra due commi con i quali il governo si riserva di tornare sulla questione, una volta acquisite “nuove evidenze scientifiche mediante il supporto dell’agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza, tenendo conto dello sviluppo tecnologico e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea”. E lo farà entro dodici mesi adottando una “Strategia energetica nazionale”, per la quale furbescamente non si nomina, ma neppure si esclude, il ricorso al nucleare), adesso si mette in discussione anche il referendum che chiede il mantenimento dell’acqua come bene comune, calpestando così il diritto di oltre 2 milioni di cittadini che hanno firmato per impedirne la privatizzazione.

In attesa del parere dei tecnici incaricati dal Ministro Romani di effettuare “un approfondimento legislativo” anche su questo tema di grande rilevanza, mi sembra estremamente importante fare alcune considerazioni, prima fra tutte quella che, a causa dell'”effetto Fukushima”, il referendum sul nucleare rischiava di attirare alle urne un numero sufficiente di persone da garantire il raggiungimento del quorum, spingendo anche gli altri quesiti referendari verso il successo: quello sull’acqua e quello… sul legittimo impedimento. Si, perchè non bisogna dimenticare che tra i referendum previsti per giugno c’è anche quello che vuole abrogare la “legge ad personam” studiata per il Premier e quindi appare chiaro ancora una volta il disegno che sta dietro alla repentina manovra per impedire lo svolgimento lo svolgimento referendario.

Come dice Stefano Rodotà in uno splendido editoriale(…) evidentemente gli strateghi della decostituzionalizzazione permanente devono essersi resi conto che i referendum sull’acqua hanno una autonoma e forte capacità di mobilitazione. Fanno appello a un dato di vita materiale, individuano bisogni, evocano il grande tema dei beni comuni, hanno già avuto un consenso senza precedenti nella storia della Repubblica, visto che quelle due richieste di referendum sono state firmate da 2 milioni di cittadini, senza alcun sostegno di grandi organizzazioni, senza visibilità nel sistema dei media. Pur in assenza del referendum sul nucleare, si devono esser detti i solerti curatori del benessere del presidente del Consiglio, rimane il rischio che il tema dell’acqua porti comunque i cittadini alle urne, renda possibile il raggiungimento del quorum e, quindi, trascini al successo anche il referendum sul legittimo impedimento. Per correre questo rischio? Via, allora, al bis dell’abrogazione, anche se così si fa sempre più sfacciata la manipolazione di un istituto chiave della nostra democrazia”. Insomma, una volta di più si usa disinvoltamente la legge per mettere il presidente del Consiglio al riparo dai rischi della democrazia.

L’aggressione ai referendum e ai diritti dei cittadini promotori e votanti, la spregiudicata manipolazione degli istituti costituzionali fanno nascere per l’opposizione un vero e proprio obbligo. Agire attivamente, mobilitarsi perché il quorum sia raggiunto, si voti su uno, due, tre o quattro quesiti. Si tratta di difendere il diritto dei cittadini a far sentire la loro voce, quale che sia l’opinione di ciascuno,  altrimenti, dovremo malinconicamente registrare l’ennesimo scarto tra parole e comportamenti. Come diceva Leonardo da Vinci: “chi non impedisce il Male, sappia che ne è la causa!

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Brava FIAT

Bisogna “dare a  Cesare quel che è di Cesare”, svincolandoci dalle logiche sindacali per guardare ai fatti in un’ottica macro-economica. Con l’annuncio dell’acquisto del 16% di Chrysler, che per il momento la porta al 46% del capitale dell’azienda statunitense, in attesa del 5% (che verrà a titolo gratuito a fine 2011, una volta restituito al governo USA il prestito ricevuto per il salvataggio di 2 anni fa), la FIAT è riuscita a raggiungere un obiettivo storico, non solo per l’impresa di Torino, ma per l’industria Italiana e per estensione del pensiero anche per  il nostro Paese.

Attenzione, non è una logica capitalistico/espansionistica che mi spinge ad applaudire, ma la considerazione che non questa notizia inverte una pericolosa tendenza del nostro tessuto industriale ad essere acquisito da capitali stranieri ed in questo periodo di decadenza del nostro Paese, il fatto che un’impresa nostrana riesca ad entrare sulla scena mondiale, per competere con i colossi che la fanno da padroni, credo vada salutato con soddisfazione e grande rispetto.

Oltretutto la vicenda Chrysler è stata possibile grazie alla ricerca che il Gruppo FIAT ha saputo finanziare e sviluppare, anche questo in controtendenza rispetto alle politiche pubbliche scellerate a cui assistiamo e grazie ad un management preparato ed in grado di trattare a livello internazionale, cosa rarissima nel desolante panorama dell’industria nazionale.

Ovviamente mi auguro che altrettanta visione ed abilità venga dimostrata nella gestione del nuovo gruppo unico globale che FIAT si appresta a controllare, distribuendo in maniera equa il valore che il lavoro potrà creare, trasformando sul modello tedesco il rapporto padrone/lavoratore in una simbiosi basata sulla produzione di qualità della produzione, ma anche sul rispetto dei diritti acquisiti e della qualità di vita dei lavoratori.

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l’articolo 1

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il PDL attenta alla Costituzione

“Il parlamento è sovrano, gerarchicamente viene prima degli altri organi costituzionali come magistratura e consulta e presidenza della Repubblica”. Dal Pdl arriva un nuovo attacco contro i giudici, ma anche contro il capo dello stato, attraverso una proposta di legge per riformare l’articolo 1 della Costituzione, presentata dal deputato Remigio Ceroni.

“Visto che al momento non è possibile fare una riforma in senso presidenziale come vorrebbe Berlusconi- spiega il deputato Remigio Ceroni – per ora ribadiamo la centralità del parlamento troppo spesso mortificata, quando fa una legge, o dal presidente della Repubblica che non la firma o dalla Corte costituzionale che la abroga. Occorre ristabilire la gerarchia tra i poteri dello Stato. Se c’è un conflitto, occorre specificare quale potere è superiore”, e aggiunge che quello che e’ da evitare e’ ”il nascere e svilupparsi di un’eversione e soprattutto il sopravvento di poteri non eletti dal popolo e privi di rappresentanza politica”

Attualmente, l’articolo 1 della costituzione recita: “l’italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione” e secondo la proposta di legge del PDL, sarebbe trasformato in “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralità del parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale“, senza più riferimenti o vincoli alla Costituzione e quindi alla figura degli organi istituzionali di controllo tra cui la Presidenza della Repubblica.

Particolare non secondario è che questo priverebbe il Presidente della Repubblica della facoltà di sciogliere d’autorità le Camere… Insomma, l’escalation eversiva del PDL continua in maniera preoccupante e sottolinea le preoccupazioni già espresse dal Presidente Napolitano nei giorni scorsi, da cui la mia lettera.

Presidente, per cortesi ci pensi seriamente e li fermi prima che si troppo tardi!

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l’essenza del problema in Italia

“Processo Breve: Come dire, da domani la lista d’attesa di una TAC deve essere di 10 giorni. Altrimenti? Altrimenti sei guarito!” (Luciana Litizzetto)

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lettera al Presidente Napolitano

Egregio Signor Presidente,

leggo del Suo sdegno per i manifesti di Milano che equiparano i magistrati alle Brigate Rosse e della Sua preoccupazione per ” il rischio di una pericolosissima degenerazione della situazione”, e colgo anche negli aggettivi superlativi che Lei usa il segno di quanto si sia arrivati a deteriorare il vivere civile della nostra democrazia, costringendo il Paese a camminare sull’orlo di un baratro, a causa delle continue  delegittimazioni a cui sono soggette le istituzioni di cui Lei è il più alto rappresentante.  Mi chiedo tuttavia (e mi creda, è tutto il mondo civile che si pone la stessa domanda parlando dell’Italia) come possa essere tollerabile una classe politica autoreferenziale che lascia il Paese in balìa degli eventi pur di preservare se stessa ed i suoi privilegi, scavalcando le leggi per non essere sottoposta alla giustizia quando commette reati talmente palesi da consentire agli organi giudicanti di avanzare la richiesta di giudizio immediato, poichè non vi è bisogno alcuno di effettuare indagini, tali e tante sono le prove del reato commesso.

Cosa la spinge a non sollevare il Paese da questa melma e sciogliere le Camere, come le da potere la Costituzione repubblicana? Da osservatore esterno ai giochi della politica, La conosco come uomo saggio e con forti radici democratiche, che le consentirono nel passato a  non cedere alle tentazioni autoritarie dell’ideologia, e proprio come tale mi aspetterei un gesto di forte coraggio istituzionale per salvaguardare quantomeno l’onore del Paese.

Quanto pensa che dovremo aspettare prima di assistere al prossimo indegno spettacolo di asservimento del Parlamento ai voleri di privati interessi, del tutto disinteressati ai diritti della gente alla giustizia, al lavoro, alla sanità, all’istruzione, o all’ennesima perdita di dignità nazionale di fronte alle nazioni di tutto il mondo per le dichiarazioni farcite di razzismo di un partito che a stento raggiunge il 10% dei votanti (che si per se sono già la metà della popolazione, visto che l’altra metà è talmente schifata da non recarsi neanche più alle urne)? Cosa racconteremo ai nostri giovani, segnati dalla scelta tra il precariato o la disoccupazione cronica, di fronte ai soldi facili proposti da modelli di vita esaltati da esempi eccellenti, in cui la corruzione, la frode,  e la prostituzione minorile, il razzismo e l’egoismo sociale sono proposti come valori e  non come reati da punire in maniera esemplare?

Non si meravigli, egregio signor Presidente, degli attacchi alle istituzioni, a cui la Sua stessa persona è stata troppe volte soggetta, delle menzogne, ingiurie ed insulti, delle calunnie del dossieraggio e dell’inesistente moralità di questa classe politica, perchè questo credo sia parte di un disegno già svelato a suo tempo dalle carte della loggia massonica Propaganda 2, i cui intenti erano, e credo siano rimasti, di trasformare questa democrazia in un totalitarismo affaristico, in cui la libertà di tutti è vista come un pericolo oltre che un fastidio. Se non scioglie le Camere d’autorità, magari per il timore che con questa legge elettorale infame, che priva gli elettori del potere primordiale di scegliere i propri rappresentanti, si possa tornare in una situazione simile o peggiore, La vorrei spingere a riflettere sulle tragiche conseguenze che la scellerata conduzione del Paese da parte di questo governo e dei suoi servi parlamentari, può portare in termini non più di semplici tensioni, ma, come dice appunto Lei di una “pericolosissima degenerazione della situazione”.

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la tragicomica vicenda dei migranti e della Romania

Ieri il presidente romeno Traian Basescu ha detto che il suo paese è pronto ad accogliere 200 migranti tunisini, in risposta all’appello alla solidarietà rivolto dall’Italia ai membri dell’Unione europea. Vista l’aria che tira ed i treni da e per la Francia che partono a singhiozzo, bisognerebbe suggerire a Frattini e Maroni di ringraziare la tanto bistrattata Romania e ricordare che ad oggi la ricca Lombardia non ne ospita nessuno e neanche il Veneto (i pochi Sindaci che avevano accettato la richiesta di Maroni di ospitare una quota di migranti sono stati spernacchiati dagli stessi leghisti…). Adesso mi resta da vedere la Tunisia che accoglie 200 rumeni di etnia Rom, che sono scacciati da tutti, e poi ho visto tutto in questa commedia tragica sui migranti africani…

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l’arroganza del tiranno

Ieri è stata una giornata simbolo, in cui l’arroganza del tiranno nostrano ha avuto libero sfogo davanti ad una folla reclutata dalla fida Brambilla.

“Bisogna accertare se c’è un’associazione a delinquere nella magistratura. Molti magistrati perseguono un progetto eversivo, come fecero nel ’93 quando fecero fuori un leader come Craxi e adesso vogliono fare lo stesso con me”. Nessun commento sul fatto che il rappresentante del governo del Paese voglia far passare la magistratura come una banda di delinquenti, mentre un ladro conclamato come il suo amato Bettino, mentore e protettore, passa per santo… applausi ovviamente quando parla di arrivare a 120 anni o della sua componente omosessuale lesbica (mio Dio quanto è malato… Veronica ci avevi avvertito, ma mai avremo pensato che fosse così malato di sesso a 75 anni…).

Un premier non può essere distratto con delle bazzecole per 15 anni (ndr – si riferisce ais uoi processi ovviamente), ma qui ci potrebbe essere una norma che forse, forse accorcerebbe un mio processo (ndr – ratifica della nuova legge ad personam, sfacciatamente…). Di fronte all’attacco della magistratura devo essere tutelato: per questo difendo il processo breve, perchè il legittimo impedimento di Alfano e Schifani è stato bocciato dalla Consulta, l’organo politico sottoposto al volere dei PM di sinistra”. Capito? L’arroganza di questo tiranno oramai non ha più limiti. Chissenefrega di quelli che non avranno giustizia, tanto io mi salvo e continuo a governare questo disgraziato Paese…

Il processo Mills? “Eversione”. L’avvocato Mills condannato? “Uno sfigato”. Il processo Mediatrade? “Risibile”. Ride il tiranno ed irride, gettando fango sui giudici: E’ giusto che voi sappiate, perchè sui giornali queste cose non si sanno, che nella storia del PM De Pasquale (ndr – quello del processo Mediatrade) ci sono cose negative…”. Cosa non è dato saperlo e francamente non ci interessa affatto, visto che il dossieraggio del fango che questo signore adotta per cercare di screditare i propri antagonisti è frutto del tipico atteggiamento difensivo della mafia.

Quando chiude lamentandosi che lo chiamino “nano”, non capisce: non è la statura fisica, Presidente, ma quella morale che fa di lei un nano.

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ecco perchè è morto Arrigoni

In questo video trasmesso qualche tempo  fa da “Presa Diretta” del TG3, ci sono i motivi per cui Vittorio Arrigoni è morto.

Pubblicando questo video non voglio giudicare, ma solo proporre una testimonianza per rendere chiaro a tutti cosa faceva Vittorio a Gaza. Al di la della crudeltà che permea lo stallo in cui versa il processo di pace tra Israele e Palestina, riportare le notizie a rischio della propria vita è un atto non solo di coraggio, ma anche di passione democratica, degno del più profondo rispetto di tutti.

We will stay Human, Vik

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firme false per Formigoni

La Procura di Milano ha notificato inviti a comparire a una decina di consiglieri provinciali e comunali del Popolo delle libertà che hanno autenticato le firme necessarie per presentare alle elezioni del 28 e 29 marzo 2010 la lista ‘Formigoni per la Lombardia’. Sono accusati di falso ideologico e dovranno spiegare come hanno potuto convalidare 800 firme risultate invece false alla luce delle indagini condotte dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo. A smentirne l’autenticità non è la perizia di un esperto, ma centinaia di persone che in questi mesi sono state pazientemente sentite dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria di Milano e che una dopo l’altra hanno detto “quella firma non è mia”. Ora gli “autenticatori” si trovano di fronte una prova granitica.

“Chi raccoglie le firme non è il candidato presidente, ma i partiti” ha dichiarato liquidando la cosa Fornigoni. Del resto la raccolta delle firme avvenne in fretta e furia, perché a ridosso delle scadenze Silvio Berlusconi, Umberto Bossi e Roberto Formigoni rivoluzionarono l’ordine dei candiadati per inserire la Minetti e il fisioterapista del premier, Giorgio Puricelli, ai primi posti del listino e garantirne l’elezione.

Ora ditemi voi: in un Paese civile questo non sarebbe sufficiente per pretendere le dimissioni del Presidente della Regione Lombardia, visto la truffa che lo ha portato alla candidatura? Continuiamo da assistere a questo schifo fino a che sarà considerato normale (se non lo è già…)

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un appello per la difesa della scuola e della democrazia

“Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime… Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.”

Questo è un estratto del discorso che Piero Calamandrei tenne nel 1950 nel Convegno per la Difesa della Scuola Pubblica e che, riletto oggi alla luce delle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, fa venire i brividi, non solo per la sua agghiacciante attualità, ma anche perchè rafforza la convinzione che da una dittatura mediatica si stia cercando di passare ad una dittatura di fatto. Pressato da ogni lato, “azzannato” si è definito qualche giorno fa, il Premier ha elevato il livello dello scontro in maniera sfacciatamente autoritaria, forte di una pletora di servi da lui messi nelle stanze del potere nel corso di questi ultimi 16  anni.

“I genitori possono scegliere liberamente quale educazione dare ai loro figli e sottrarli a quegli insegnamenti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi da quelli della famiglia” ha dichiarato Berlusconi, spiegando agli intervenuti all’Associazione Nazionale delle Mamme (!) i tanti provvedimenti che il governo ha messo in atto in favore della famiglia, tra cui i bonus per la scuola privata, che di per se sono già uno scandalo visti i tagli alla scuola pubblica della riforma Gelmini e che alla luce delle parole di Calamandrei suonano come il sinistro avvertimento dell’avverarsi di una profezia.

“[…] nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola “l’ordinamento dello Stato”, sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue.[…] A questo serve la democrazia, permette ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità (applausi). Ma questo può farlo soltanto la scuola, la quale è il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perchè solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali. […]“

questo diceva Calamandrei nel suo famoso discorso e come fece lui nel 1950, vorrei anche io, sebbene da un palcoscenico ben diverso, lanciare un appello a tutti coloro che hanno a cuore la democrazia in questo Paese, perchè non si permetta più a questo tiranno, becero e corrotto di demolire quanto le generazioni che ci hanno preceduto hanno costruito con dure lotte e spesso con il loro sangue. Il disegno della P2 di cui Berlusconi era (ed è) parte, prevede la destabilizzazione del Paese attraverso il controllo dei media (che come tutti sappiamo è già a buon punto…), la delegittimazione degli organi costituzionali tra cui il Parlamento, la Magistratura e appunto la Scuola, per instaurare un regime autoritario. Non possiamo assistere inermi e non vogliamo. Non lasciamoci sottomettere pensando che da soli non possiamo fare niente, perchè insieme siamo in grado di cambiare le cose e fermare questo disegno fascista. Dichiariamo guerra senza quartiere, dai giornali, dai blog, nelle piazze e nella nostra vita quotidiana alla politica dello sfascio e del degrado del nostro Paese, urliamo con quanto fiato abbiamo in gola la nostra intenzione di difenderci perchè sappiano che non lasceremo morire la democrazia senza combattere.

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devolvi l’8xmille per una buona causa

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