Archivio per 7 aprile 2011

Berlusconi e la giustizia

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Scilipoti copia i fascisti

Riprendo da un articolo di Alessandro Robecchi:

(…) è così che nel Manifesto del Movimento di Responsabilità Nazionale sono finiti brandelli del “Manifesto degli intellettuali fascisti”, quello scritto da Giovanni Gentile nel 1925. Ecco un divertente controllo incrociato:

Responsabilità Nazionale è il movimento recente ed antico dello spirito italiano, internamente connesso alla storia della Nazione Italiana” (Responsabili di Scilipoti -Italia, 2011) “Il fascismo è un movimento recente ed antico dello spirito italiano, intimamente connesso alla storia della Nazione Italiana” (Gentile per i fascisti – Italia, 1925):

Ne volete ancora? Ecco!:

“…coinvolgere l’individuo a un’idea in cui esso possa trovare la sua ragione di vita, la sua libertà, il suo futuro e ogni suo diritto” (Scilipoti – 2011). “un’idea in cui l’individuo possa trovare la sua ragione di vita, la sua libertà e ogni suo diritto”(Gentile – 1925). “Responsabilità di Patria è la riconsacrazione delle tradizioni e degli istituti che sono la costanza della civiltà” (Scilipoti -2011). “Codesta patria è pure riconsacrazione delle tradizioni e degli istituti che sono la costanza della civiltà” (Gentile – 1925)

Preghiamo i lettori dello Scilipoti Fans Club di non attardarsi a considerare le frasi dal punto di vista ideologico. E’ vero, esse vengono da un testo fascista, e questo non è bello, ma siamo sicuri che si tratta di un caso, una coincidenza. Lo spessore politico dei Responsabili e del loro patafisico leader avrebbe potuto suggerirgli di copiare anche da una ricetta di cucina, dalle istruzioni di un telefono, da un bugiardino di un farmaco. Che Scilipoti metta nel suo programma la “riconsacrazione delle tradizioni” oppure “aggiungere una noce di burro” è assolutamente indifferente, ininfluente, uguale. Per responsabilità, si intende.

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La faccia come il culo

Makkox

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Energia nucleare

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La miopia razzista e l’emergenza immigrazione

Questa è una delle terribili immagini che vediamo in questi giorni. I 300 dispersi nel canale di Sicilia, non sono certamente i soli che hanno probabilmente perso la vita nel tentativo di cercare di vivere dignitosamente.

Invece di ascoltare il razzismo ignorante che ci raggiunge quotidianamente, proviamo a ragionare:

  • ci sono milioni di africani che vivono in condizioni disperate, governati da totalitarismi fascisti e ladri, mentre al di la del Mediterraneo c’è l’Europa, decadente, ma democratica, in cui la vita è difesa dalla legge e dalla morale della democrazia
  • internet ha unito il mondo, oltre a provocare le rivolte in tutto il mondo arabo, e rimanda immagini di un benessere (provate guardare la pubblicità…) che non è reale neache qui da noi, ma che ad un disperato sembrerà probabilmente il Paradiso
  • il costo delle materie prime, riso e grano compreso, sono aumentati del 200% grazie alle speculazioni finanziarie del nostro capitalismo globale malato. Che impatto abbia avuto tutto ciò su chi non poteva permettersi di comprare altro che un tozzo di pane, è facile immaginarlo.

E allora che ci aspettavamo? Pensare di respingere lo “tsunami umano” (N.B. ma come si può essere così ignoranti e coglioni da usare una simile analogia…) per risolvere il problema è come svuotare il mare con un cucchiaino. Invece di frignare, il governo si attrezzi a dimostrare la nostra carità nei confronti di chi adesso soffre, salvando i disperati da morti assurde a poche miglia marine dalla costa, senza ammucchiare la gente in ridicoli “campi di concentramento”, unisca le forze tra Regioni e Stato, presentando piani seri per la gestione dell’emergenza mentre lavora con l’Europa (N.B. non si può mica solo chiedere! Bisogna esserci anche quando hanno bisogno gli altri stati europei…) e l’Africa per tracciare un piano Marshall di sostegno allo sviluppo del futuro.

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