il finto attentato a Belpietro

Non ci fu nessun attentato contro il direttore di Libero, Maurizio Belpietro. Queste sono le conclusioni dell’inchiesta di cui è stata ufficialmente chiesta l’archiviazione. Che la cosa fosse una bufala era stato palese sin dai primi momenti (vedi articolo di allora), ma oggi bisogna ricordare le dichiarazioni sempre appropriate di Maroni (“attenti al clima d’odio”), quelle dello stesso Belpietro (“pago per le mie idee”, “non capisco quale reato ho commesso per meritare addirittura una condanna a morte”), e del comitato di Redazione di Libero (“Quanto successo sembra il frutto maturo di una ideologia di violenza e di odio che mette nel mirino chiunque provi a distaccarsi da un’idea dominante e precostituita di verità e giustizia”). Lapidario Berlusconi, reduce dal vile lancio del souvenir del Duomo di Milano, subito seguito dai principali esponenti del suo partito che dichiararono di essere vittime del clima d’odio alimentato da Santoro e Di Pietro. La richiesta di archiviazione rimette tutto a posto, evidenziando di quali cialtroni si tratti…

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