Bertolaso, la cricca e la Protezione Civile

La conclusione delle indagini sulla vicenda del G8 e della cosiddetta “cricca”, porta ad una conclusione scontata: ci sono prove “incontivertibili” a carico di Bertolaso, il vertice della Protezione Civile,  ed altri 18 imputati, per corruzione ed associazione a delinquere.

Stando alla richiesta di rinvio a giudizio, dall’inchiesta apparirebbe la “sistematica violazione delle regole che caratterizzava la gestione dei cosiddetti Grandi eventi, con prova incontrovertibile dell’ asservimento della pubblica funzione di Guido Bertolaso“. Bertolaso avrebbe quindi assicurato alla cosiddetta “Cricca” degli appalti una protezione globale con una sistematica violazione delle regole,  in cambio delle presunte “utilità” (un appartamento a Via Giulia, denaro, favori sessuali al Salaria Sport Village, ecc.) ricevute dall’imprenditore Anemone, che per fortuna della giustizia annotava tutto in un elenco, poi sequestrato dagli inquirenti. Per tornare con la memoria ai fatti ecco quanto riportato a suo tempo:

È un elenco che raccoglie tutti gli interventi edili (di ristrutturazione e ricostruzione) affrontati da Diego Anemone negli uffici pubblici e appartamenti privati della nomenklatura nazionale. Palazzo Chigi, la residenza privata di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, le abitazioni degli ex ministri Pietro Lunardi e Claudio Scajola, prime e seconde case, in città e in montagna. Le dimore di Guido Bertolaso (si scopre che a Roma sono due: in via Bellotti Bon e in via Giulia) e i suoi uffici della Protezione Civile.
E ancora capi di gabinetto, capi di dipartimento nei ministeri, capi di uffici legislativi, della Protezione civile e del ministero della Giustizia, dirigenti Rai, generali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, agenti dei servizi segreti. Una lista dettagliata dei lavori al Viminale, ai ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture, nella sede di Forza Italia e negli alloggi privati di segretarie di ministri (è il caso di Fabiana Santini assistente del Ministro Scajola, oggi assessore regionale nel Lazio)”.

Ecco quanto pubblicavo, giusto giusto un anno fa (il 15 maggio 2010) su Nuda Verità, a proposito dello scandalo della Cricca:

Bertolaso invece si difende a spada tratta, ma i fatti che continuano da emergere dall’inchiesta scandalo sui grandi appalti tenderebbero ad inchiodarlo sempre più, accreditandolo o come manager disattento o come consapevole leader di una struttura che era il collettore di un sistema di raccolta nel settore degli appalti. Il nodo sembra infatti essere che la Protezione Civile era stata la soluzione trovata per aggirare le gare nell’assegnazione della realizzazione delle grandi opere in maniera diretta, ad imprenditori con pochi scrupoli e molti soldi.

I fatti ci hanno dato ragione, ma forse, anche in questo caso, siamo di fronte a magistrati eversivi che vogliono addirittura assicurare la giustizia nel nostro povero Paese…

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