il tempo è scaduto, Silvio

La furia con cui Silvio Berlusconi si è imposto al pubblico in televisione, occupando in ognuna delle emittenti il doppio dello spazio consentito dalla legge in campagna elettorale  è un importantissimo indicatore dell’ansia di cui è preda, dopo le elezioni amministrative. in vista di un declino personale e politico che, oramai immerso nella sua follia tirannica, non può accettare. Violare la legge (non solo quella della “par conditio”, ma anche quella sul conflitto d’interessi, visto che il nostro amico ha dato l’ennesima prova di quanto se infischi) non è un problema nella sua visione della realtà e gli è sempre andata bene, ma adesso non sia accorge che la gente, presa da problemi stringenti e di fronte allo sfacelo in cui versa il Paese, non accetta più che lui continui a combattere una battaglia personale mettendo i suoi problemi davanti a  quelli degli altri, lavorando solo per i suoi interessi.  Dopo i catastrofici (per lui, si intende, perchè per il Paese sono stati francamente straordinari) risultati della tornata delle elezioni amministrative, i tipo cominciano a scappare dalla nave che affonda e lui sente il tintinnio delle manette di quella giustizia che tanto si è affannato a combattere e che la gente invece invoca come ultimo baluardo di questa nostra povera democrazia.

Insultare gli avversari era per lui una normalità, quindi non c’è da stupirsi che la strategia adottata per cercare di ribaltare  l’esito del primo turno a Milano sia di agitare il fantasma di una città trasformata in baraccopoli, in preda a zingari, islamici e terroristi, devastata dai centri sociali. Così il povero Pisapia, reo di lesa maestà prima ancora di aver vinto democraticamente il primo turno delle elezioni, si trova ancora coperto da insulti con Bossi che gli da del matto (che splendido esempio del “bue che da del cornuto all’asino”) dopo essersi sentito trattare da ladro, estremista e terrorista dalla Moratti e dalla Santanchè, subito allineate alla visione del loro Padrone (o meglio Padrino) politico.

Volete scommettere che non servirà a niente? Oramai il “dado è tratto” ed il ridicolo ritornello ascoltato così tante volte dagli italiani servirà solo a consolidare l’opinione pubblica contro questo sultano che ha solo i suoi soldi, ma neanche un briciolo di interesse al bene pubblico.

Attento Silvio Berlusconi da Arcore, ascolta bene il tintinnìo di forconi che sale dalle piazze. Il vento è cambiato davvero e continuando a comportarsi al di sopra della legge il rischio comincia ad essere reale… rifletti su quello che ti conviene fare, che questo lo sai fare bene, ma non sfidare il popolo che quelli come te in queste situazioni rischiano: guarda a che fine hanno fatto i tuoi amici in Egitto, Tunisia e Libia e non credere che l’Italia sia la Bielorussia, chè basta leggere i libri di storia per capire come va a finire se non la smetti.

Il tempo è scaduto.

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  1. #1 di louis il maggio 21, 2011 - 4:07 pm

    Ormai il suo tempo l’ha sciupato nel non governare la nazione. Sei fuori da tutto, non e’ che facendo comizi, peraltro senza una logica seria, spaventi,,,,,,,, un consiglio, LASCIA!!!!!

    • #2 di marcofer7 il maggio 21, 2011 - 4:10 pm

      SI: lascia perchè il vento è cambiato e il futuro è nell’aria…

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