Archivio per ottobre 2011

Idee per l’Italia: da Renzi a Johnny Palomba

Caro Renzi, non credere di essere stato l’unico ad elencare 100 idee per l’Italia: ecco infatti quelle pubblicate da Johnny Palomba:

  1. E’ tutto un magna magna,  è ora di dire basta.
  2. Ritiro della patente per chi guida male. Soprattutto i vecchi.
  3. Più deodorante nella vita delle persone.
  4. Abolizione delle macchinine 50 cc.
  5. Divieto di indossare le Hogan, scarpe brutte.
  6. Controlliamo le nascite degli imbecilli.
  7. Abolizione della parola “bipartizan”
  8. Divieto di diffusione su qualsiasi social network di foto di cuccioli abbandonati in cerca di casa.
  9. Reintroduzione della pena di morte per chi parlando fa le virgolette con le dita.
  10. Stop alle auto blu. Hanno rotto le palle. Famole arancioni.
  11. Abolizione degli inserti dei quotidiani del sabato.
  12. Reitroduzione della caccia al Mammuth.
  13. Abolizione della pubblicità durante le serie televisive.
  14. Riqualificazione del Vaticano da Stato autonomo a Parco giochi interattivo del comune di Roma.
  15. Niente tasse per me.
  16. Poche cazzate.
  17. Divieto assoluto per i ristoranti di servire il cappuccino durante il pasto.
  18. Abolizione della parola “attimino”
  19. Espulsioni più rapide e certe non per forza per chi non ha il permesso di soggiorno ma soprattutto per chi ci sta profondamente sulle palle.
  20. Riqualificazione della Padania da stato immaginario a parco tematico.
  21. Divieto assoluto di vendita per gli alimenti aromatizzati all’anice.
  22. Lotta senza quartiere alle zanzare.
  23. Niente più uvette nel panettone
  24. Abolizione delle 4 frecce in macchina
  25. Legge per la regolamentazione dell’emigrazione. Facciamo uscire dal paese solo gli stronzi.
  26. Abolizione nell’Inno nazionale della parte che fa “borobò borobò borobbobbobbò”
  27. Abolizione dei rifiuti.
  28. Reintroduzione della pesca al Marlyn
  29. Sogni più belli.
  30. Abolizione della frase del cameriere a fine pasto: “Tuttapposto?che ve porto? N’amaro? Na grappa? Ve faccio erconto?”
  31. Si può parlare al conducente. A meno che non stia al telefono.
  32. Vietare la pantomima che nessuno segue più delle hostess che prima del decollo ti spiegano come devi morire se l’aereo si schianta.
  33. Vietare la musica lounge
  34. Reintroduzione coatta delle toppe di Naj Oleari
  35. Benzina gratis
  36. Gasolio gratis
  37. Gpl e metano a 4 euro il litro che sta gente colla macchina a gas tutta precisina mi sta sulle palle
  38. Abolizione delle razze canine di piccola taglia
  39. Abolizione del vino rosé
  40. Divieto di pronuncia della parola “problematico” in luogo di “problema”
  41. Abolizione dei giornalisti sportivi
  42. Nuova legge sulle pensioni: si va in pensione a 18 anni fino ai sessantacinque. Poi si va a lavorare. Almeno sti anziani c’hanno qualcosa da fare.
  43. Abolizione di Wikipedia.
  44. Casa al mare per tutti. La stessa.
  45. Nuovo sistema elettorale, per alzata di mano.
  46. Pene più severe per chi viola il diritto d’autore.
  47. Banda larga per tutti per scaricare meglio i film e le serie tv.
  48. Abbassare il tono di voce.
  49. Abolizione della punteggiatura.
  50. Abolizione delle faccine nei messaggini.
  51. Sushi per tutti
  52. Legge per il riciclo legale dei regali di merda che ti fanno a Natale.
  53. Abolizione delle liste di nozze.
  54. Reintroduzione del casco a scodella.
  55. Abolizione dei semafori.
  56. Abolizione della dicitura: “in esclusiva”
  57. Reintroduzione dell pena di morte per chi appiccica le gomme sotto al banco.
  58. Pene più severe per chi mette il parmigiano nella pasta alle vongole.
  59. Campionato di serie A a 16 squadre
  60. Divieto di messa in onda della serie “Sex and the city”
  61. Abolizione di Sanremo. Proprio la città, così siamo sicuri.
  62. Abolizione delle barzellette.
  63. Al cinema almeno una volta a settimana.
  64. Reintroduzione dello Stato dei Presidi
  65. Legge per la regolamentazione del l’uso del topless
  66. Abolizione dei Teletubbies
  67. Decentramento dei ministeri e delle due camere in un enorme tensostruttura da qualche parte.
  68. Introduzione delle bare blu.
  69. Abolizione degli autografi.
  70. Uscita dall’Euro e ritorno al baratto.
  71. Pena di morte per gli uomini che si modellano le sopracciglia.
  72. Abolizione dei proverbi.
  73. Riqualificazione della Salerno – Reggio Calabria, da autostrada a percorso culturale.
  74. Finito il ponte sullo stretto di Messina, dare il via ai lavori per una galleria, sempre sotto lo stretto.
  75. Abolizione dei Vigili Urbani.
  76. Introduzione nel codice della strada della “constatazione a colpi di cric del sinistro”.
  77. Abolizione dell’alba (non la vede quasi più nessuno)
  78. Introduzione di un’ora in più nella giornata.
  79. Divieto di affissione dell’adesivo “baby on board” sulle auto, anche perché sono regolarmente guidate da uno stronzo.
  80. Legge per permettere di urinare in qualunque luogo si voglia.
  81. Abolizione dei superlativi.
  82. Reintroduzione del duello.
  83. Abolizione del genere hip hop
  84. Deportazione per chi affolla le inaugurazioni di grandi negozi di elettrodomestici.
  85. Dure sanzioni a chi si veste da Johnny Palomba alle manifestazioni.
  86. Introduzione del teletrasporto.
  87. Pena di morte per gli uomini che usano il borsello o il marsupio.
  88. Divieto di tatuarsi scritte giapponesi o maori delle quali si ignora il significato.
  89. Divieto da parte dei camion della spazzatura di mettersi davanti e non farci passare.
  90. Introduzione della schiavitù a progetto.
  91. Abolizione del programma Excel. Non lo so usare.
  92. Sedie più comode.
  93. Abolizione delle suonerie dei telefonini.
  94. Abolizione della pioggia forte.
  95. Abolizione di tutte le province tranne quella di Isernia che mi sta simpatica.
  96. Abolizione della liquirizia.
  97. Introduzione in tutto il territorio nazionale di esemplari di tigre del Bengala
  98. Estrazione a sorte per le tasse.
  99. Abolizione dei giovani vecchi-
  100. Introduzione del 5 per mille a me.
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Occupiamo il presente

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Conversazione tra un inglese ed un italiano…

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La strategia della Lega

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I timori di Sacconi

Il Ministro Sacconi teme che torni la violenza politica ed annuncia questi suoi timori in concomitanza con la manovra che vuole portare più facilità di licenziamento e l’innalzamento dell’età pensionabile per far fronte alle pressanti richieste di risanamento che giungono dall’Unione Europea. Ovviamente l’onda lunga degli scontri a Roma dei giorni scorsi consente anche di associare in maniera quasi subliminale quei fatti con i timori di una resurrezione delle Brigate Rosse, di Prima Linea, Ordine nuovo e tutti gli altri movimenti armati che sconvolsero il Paese negli anni ’60, ’70 e ’80 e questo è ovviamente scorretto; se non sul piano della lotta poltica, almeno su quello della comunicazione istituzionale perchè a parlare è un Ministro della nostra povera Repubblica.

Io che ero un adolescente negli anni ’70 e come (quasi) tutta la mia generazione credevo profondamente negli ideali del tempo, ricordo che la strategia usata dal potere fu esattamente la stessa: instillare la paura per far passare misure restrittive che in nessun altra maniera sarebbero state accettate. D’altronde questa strategia è scritta sui libri del liberismo ed ha avuto le più variegate applicazioni dal Cile, alla Polonia, all’Italia nel passato, e perfino agli Stati Uniti d’America (e con loro a tutto il mondo) in occasione dell’11 settembre 2001. Se non ci fosse stata la paura del terrorismo, avremo mai accettato le restrizioni alla libertà individuale che continuiamo a sopportare ancora oggi, oltre dieci anni dopo l’attacco alle Torri gemelle di New York.

Oggi, nel nostro piccolo (nel senso anche morale del termine) il Ministro Sacconi, teme per il risorgere del terrorismo proprio mentre vuole liberalizzare i licenziamenti invece di difendere i posti di lavoro, che sono sempre più precari a causa della crisi finanziaria (che sancisce il crollo del sistema capitalista), difendendo così il potere di spesa della popolazione e quindi del mercato italiano. Certo c’è la pressante richiesta dell’Unione Europea di riportare sotto controllo i conti di un Paese allo sbando, che non ha una politica di sviluppo e che ha affrontato la crisi senza fare proprio niente, confidando nella natura anomala del credito delle imprese (meno esposte che in altri Paesi con il sistema bancario, perchè ottenere dalle banche italiane è un vero e proprio problema e questo limita lo sviluppo, ma difende da un’esposizione debitoria eccessiva) e della gente italiana, di cui è proverbiale la propensione al risparmio (perchè è secolare la sfiducia popolare nelle capacità dei nostri governanti di creare le condizioni per un futuro sereno).

Il governo si assuma le sue responsabilità allora, senza evocare fantasmi (a proposito, ma perchè certi timori non li esterna il Ministro degli Interni, invece che quello dello Sviluppo Economico?). Se toccheranno il futuro della gente rendendo incerto il posto di lavoro e restringendo l’accesso alla pensione a chi ha versato contributi tutta la vita, non saranno le Brigate Rosse a reagire, ma la gente stessa, stufa di un precariato assurdo ed una distribuzione sempre più oligarchica della ricchezza prodotta dal Paese (che è sempre la terza economia dell’Unione Europa, ma ha un’evasione fiscale da nazione sottosviluppata ed una raccolta fiscale iniqua ed ingiustamente distribuita) a rivoltarsi.

Non faccia confusione Signor Ministro, i suoi timori sono forse giustificati, ma il terrorismo non c’entra proprio niente.

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1 Commento

io lo so perchè

Io lo so perchè la vita peggiora e lottare ogni giorno per avere ciò che avevamo, adesso non basta.

Io lo so perchè dentro gli ospedali di Stato c’è gente che muore per niente e gente che invece li lascia morire rubandoci sopra con il solo interesse di un sciacallo

Io lo so perchè a scuola si sbarca il lunario, odiando il momento di insegnare o imparare, aspettando soltanto una vita leggera, egoista, prevista ed inutile.

Io lo so perchè nessuno rispetta la legge, qualunque essa sia, fottendo il vicino, escludendo la gente, invece di unirla.

Io lo so perchè adesso che crolla tutto nessuno si prende la briga di fare qualcosa, annegando la propria coscienza tra i rifiuti e la mafia o sperando che il crollo si possa fermare per decreto divino.

Io lo so perchè ladri e papponi vengono eletti insieme a coloro che condannano in video senza poi fare niente, propinando alla gente in menù delle cose, decidendo se quello che esiste è accaduto davvero o è spazzato nell’angolo come polvere e basta.

Io lo so perchè si odia la gente che non ci somiglia, sfruttandola il giorno per punirla la notte, ripudiando il passato del nostro Paese e la sua civiltà.

Io lo so perchè ascolto una Chiesa corrotta, che decide per tutti nel bene e nel male, dimenticando quel dono di libero arbitrio che proprio il Signore ci volle donare.

Io lo so perchè il sogno di un mondo migliore e più giusto non è mai decollato e so anche che è adesso che conta, non il passato.

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