Archivio per novembre 2011

LA NUDA VERITA’

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la triste storia delle “ministre” di Berlusconi che lasciano

Che tristezza nel vedere il rinomato servilismo di Vespa all’opera, che felicità nel vedere tanta mediocrità spazzata via dalla nostra vita.

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è ora di fare piazza pulita

Dopo qualche giorno comincio a crederci davvero: Berlusconi ha finito di governare l’Italia. I caroselli, la festa spontanea della piazza, il lancio di monetine in perfetto stile Craxi (anche se molto meno violento di quanto successe a Bettino, ma simbolico proprio per quello che accadde a Craxi davanti all’hotel Raphael), l’ex-Premier che esce dalla porta secondaria per evitare la folla che lo insultava: è successo davvero, tanto che Berlusconi diffonde messaggi video dal suo rifugio, in perfetto stile Al-Qaeda, avvertendo di non essersi arreso e minacciando di raddoppiare gli sforzi…

… e poi la patetica manifestazione degli “indignados” del PDL, in giacca e cravatta e pelliccia per le signore… insomma dopo una vita, passata a fare i suoi interessi, il signore di Arcore ha dovuto suo malgrado “fare un passo indietro”, che è stato da lui stesso spiegato con l’ammissione che lo ha fatto “per il bene del Paese e degli italiani”. Erano anni che glielo chiedevamo e lui ha deciso proprio adesso che stiamo veramente a pezzi, pronti a fare la fine della Grecia e cioè ad essere costretti a pagare interessi per tutta la vita… (aspettate un attimo… ma non è quello che noi italiani facciamo da sempre per ripagare il debito pubblico che la Democrazia Cristiana prima ed il Partito Socialista di Craxi poi hanno gentilmente aperto per tutte le generazioni future? Qual’è la differenza? Semplice: se prima pagavamo interessi tutta la vita al governo italiano, se facciamo come la Grecia saremo costretti a pagare interessi per tutta la vita alla Germania e agli altri Paesi che ci presterebbero i soldi…).

Sono infatti convinto che a Berlusconi questa vicenda lo ha seccato enormemente perchè non lo hanno fatto fuori i Bersani o i Di Pietro della situazione (figuriamoci…), ma l’Europa, con la Merkel e Sarkozy in testa, con la benedizione di Obama, che ha già definito positivo il cambio di governo in Italia. E’ quindi stata una faida interna alla destra europea, che ha sfruttato l’indignazione e la rabbia del popolo italiano contro una classe di nani e ballerine (e zoccole) che tra perversioni, droga, furti e malavita, incompetenza ed ignoranza non sono mai stati in grado di gestire un Paese, dividendolo, dilaniandolo tra mille polemiche, squilli secessionisti, idiozie razziste, ladrocinio e villania. Di fronte ala leva economica dei mercati, sono crollati come carte al vento, facendo impallidire dalla vergogna anche lo stesso Tremonti.

Guardatevi il video di Scillipoti che parla dopo le dimissioni di Berlusconi

Ve lo dico: adesso è ora di fare pazza pulita di questa gente. Se davvero crediamo di poter far risorgere il nostro Paese, la classe eletta con Berlusconi deve sparire, per non continuare a coprire di ridicolo l’Italia e danneggiare gravemente il futuro nostro e dei nostri figli.

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Il triste addio di Silvio

Grande Crozza!

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Le dimissioni di Berlusconi

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L’Italia ed il mondo

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Attaccato alla sedia

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I ristoranti sono pieni…

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L’ultima cena di Berlusconi

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Ali Babà

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I costi della sanità per la Casta

Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati.

Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza privata finanziata da Montecitorio.
Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per volontà dell’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i conviventi more uxorio. Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche. Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familiari. Per curare i problemi delle vene varicose (voce “sclerosante”), 28mila e 138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153mila
euro di ticket.
Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 25 mila euro mensili, a farsi un’assicurazione privata. Non si capisce perché questa ‘mutua integrativa la debba pagare la Camera facendola gestire direttamente dai Questori. “Secondo noi basterebbe semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività dieci milioni di euro all’anno”. Mentre  a noi tagliano  sull’assistenza  sanitaria e  sociale  è deprimente scoprire che alla casta  rimborsano  anche massaggi e chirurgie plastiche private e sempre nel massimo silenzio di tutti”.

La classe politica ha causato al Paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. 

La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

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Silvio, illuminaci…

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Firmiamo per adeguare gli stipendi dei parlamentari alla media europea

Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n. 352 la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione ha annunciato, con pubblicazione sulla GU n. 227 del 29-9-2011,  la promozione della proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: «Adeguamento alla media  europea  degli  stipendi,  emolumenti,  indennita’  degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».

L’iniziativa, nata in modo trasversale ai partiti e promossa dal gruppo facebook “Nun Te Regghe Più”, dal titolo della famosa canzone di Rino Gaetano, ha come obiettivo la promulgazione di una legge di iniziativa popolare formata da un solo articolo: “i parlamentari italiani eletti al senato della repubblica, alla camera dei deputati, il presidente del consiglio, i ministri, i consiglieri e gli assessori regionali, provinciali e comunali, i governatori delle regioni, i presidenti delle province, i sindaci eletti dai cittadini, i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica, ed equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell’unione europea, più della media aritmetica europea degli eletti negli altri paesi dell’unione per incarichi equivalenti”

La raccolta firme viene effettuata tramite appositi moduli vidimati depositati negli uffici elettorali dei comuni italiani, qui l’elenco aggiornato in tempo reale dei comuni nei quali è già possibile andare a firmare: http://nunteregghepiu.altervista.org/comuni.htm

L’iniziativa è completamente autofinanziata dai promotori e dagli aderenti quindi la diffusione dei moduli potrà essere non omogenea, eventuali segnalazioni di comuni sprovvisti di moduli potranno essere effettuate direttamente nel gruppo facebook http://www.facebook.com/groups/nunteregghepiu/ o all’indirizzo di posta elettronicalegge.ntrp@gmail.com

50.000 firme sono il minimo richiesto dalla legge per la presentazione della proposta, 80.000 sono il numero necessario per sopperire ad eventuali errori e anomalie di raccolta ma il vero obiettivo è quello di poter raccogliere le firme di tutti gli italiani stanchi di mantenere i privilegi di una classe politica capace solo di badare ai propri interessi personali. Una firma non costa molto, continuare a restare indifferenti costa molto di più.

Andate a firmare nel vostro comune e non fatelo da soli.

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Go, in the name of God

E’ stato dato molto risalto all’articolo del Financial Times che esorta Silvio Berlusconi a farsi da parte per in nome di Dio, dell’Italia e dell’Europa, ma guardate qui, se vi va cosa hanno scritto TUTTI gli altri giornali del nostro Premier e della sua ennesima infelice frase: “Forse si è data troppa enfasi alla crisi: i ristoranti sono pieni, gli aerei sono pieni…” (salvo poi domandarsi se sono pieni all’andata e forse vuoti al ritorno…).

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La badante tedesca

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… gli facevano gli scherzi (anche sulla manovra economica)

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speculazioni sull’euro

L’euro non è in crisi… però vuole stare un po’ da solo

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Berlusconi ed il disastro economico

Lo spread schizzato a 410 punti, gli interessi sui titoli di Stato decennali al 6,18%, la Borsa crollata del 3,82 – sono questi i numeri che hanno scandito l’ennesimo lunedì nero dell’economia nazionale. Berlusconi ha però rassicurato il Paese affermando che “… queste fibrillazioni non dipendono dalla mia presenza o da quello che sta facendo il governo, che ha imboccato la via giusta. La speculazione ha puntato l’Italia e la risposta che va data deve essere globale, noi non possiamo fare molto di più di quello che stiamo facendo. E sicuramente non potrebbe farlo un altro governo… “.

Poco importa far notare che i dati diffusi sulla crescita della disoccupazione sono drammatici, sopratutto per quanto riguarda i giovani (quasi il 30% di disoccupati), che l’inflazione ha ripreso a galoppare superando il 3% e che questi numeri, inquadrati nella preoccupazione più volte espressa dall’Unione Europea sulla stabilità economica del nostro povero Paese, rendono l’Italia il punto debole da attaccare se si decide di fare la guerra all’Euro.

I punto che il Presidente del Consiglio non tiene in considerazione non è tanto quello che potrebbe fare adesso, ma quello che non ha fatto nei lunghissimi anni di governo assolutista in cui le preoccupazioni per gli affari personali e per la depravazione sessuale hanno dominato le sue azioni, invece di intraprendere una strada virtuosa per assicurare un futuro all’Italia. La sua reputazione internazionale è inoltre giunta ai vertici del ridicolo, assicurando che non è sicuramente lui la persona in grado di portare il Paese fuori dal pantano in cui si trova, rendendo ancora più facile sferrare attacchi violenti alla nostra economia, vista senza una guida credibile e senza un futuro plausibile con le regole internazionali.

Forse Berlusconi passerà alla storia come colui che ha affondato l’Italia, distruggendone ogni principio di credibilità e negando il futuro che invece abbiamo tutti il dovere di garantire alle prossime generazioni e a poco varrà il coro di voci che si leveranno dicendo “lo avevamo detto”. Forse ha ragione Sacconi a temere una rivolta popolare: sarebbe veramente ora.

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