Archivio per marzo 2012

chi mi cambia €500?

Questa mattina sono al lavoro: sto facendo una docenza sulla Comunicazione ed il Marketing per il Sole 24 Ore Formazione e vi voglio raccontare un piccolo episodio, che tuttavia mi appare significativo.

Devo cambiare una banconota da €500 e, in una delle pause tra una presentazione ed un esercizio, esco e chiedo ai negozi intorno a Piazza Indipendenza a Roma incontrando chiare difficoltà a volte oggettive e spesso di cattiva volontà nel cambiare la mia banconota. Dopo un breve girovagare, provo ad una banca: “Che Banca!” dice lo slogan, ammiccando alla superiorità dei servizi offerti e mi rivolgo ad un impiegato che si dimostra immediatamente seccato della mia richiesta, abbassando subito lo sguardo sul cellulare che aveva in mano. “Non si può”, bofonchia senza più neanche guardarmi. “Come mai?”, chiedo, “pensavo che in una banca non fosse un problema come magari per un negoziante…”. “Scusi ma lei è un nostro cliente?”. “No”, rispondo io. “E allora… mi dispiace”. L’impiegato si gira e mi molla. “E mai lo diventerò” dico stupito per la scortesia e l’atteggiamento arrogante che avevo ricevuto. Mi giro e me ne vado pensando che invece di “Che Banca!” dovrebbero chiamarsi “Che stronzi!”, ma sono oramai vaccinato alla mancanza non solo di cortesia, ma anche di efficenza e servizio a cui siamo costretti da questo sistema decadente e fallimentare in cui viviamo in Italia.

Uscendo mi cade l’occhio su un piccolo supermercato etnico e, oramai senza alternative entro e chiedo ad un ragazzo asiatico che stava pulendo alcuni scaffali. “Scusi… una cortesia: mi potrebbe cambiare una banconota da €500?”. “Si, penso di si”, mi risponde, smette di fare quello che stava facendo e va alla cassa, ma i soldi che ha non bastano. “Aspetti”, apre un altro cassetto dove sono riposti altri contanti in buste separate e si accinge a contare, separare banconote per raggiungere i miei €500 e alla fine mi consegna svariate banconote di vario taglio con il cambio.

Sorrido: “Lei è molto gentile”, dico. “Grazie, ma non ho fatto niente di speciale… La aspetto quando vuole comprare del buon cibo indiano” mi risponde sorridendo.

Esco sorridendo anche io. In questo Paese dilaniato c’è una speranza di civiltà che ci viene proprio dall’immigrazione, da coloro che sono immuni da questa nostra infame cultura dell’egoismo.

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1 Commento

La mappa dei rincari dell’ISTAT

Riporto senza commentare, perché sono dibattuto. Da una parte sono convinto da anni che l’opera di risanamento e di recupero che sta facendo Monti sia la priorità, prima che il disastro in cui viviamo ci precipiti nell’emergenza. Tuttavia ultimamente comincio a guardare dietro il profondo cambiamento che sta cambiando con inattesa solerzia l’Italia. Articolo 18 in primis, perché toccare dei diritti sociali è senza dubbio pericoloso per la pacifica convivenza oltre che un atto totalmente politico di stampo liberista.

Quindi riporto solo i dati dell’Istat sugli aumenti che stiamo subendo, che sono tassazioni indirette per i cittadini.

ALIMENTARI

  •   Caffe’                       12,8%
  •   Zucchero                  12,5%
  •   Vino                          3,5%
  •   Pane                          2,7%
  •   Pesce fresco              2,5%
  •   Pasta                         2,4%

ENERGIA

  • Diesel                      22,5%
  • Benzina                   18,6%
  • Gpl                            7,9%

TABACCHI

  • Sigarette                 8,8%
  • Sigari                      3,0%

TRASPORTI

  • Biglietto aereo        14,9%
  • Biglietto treno         6,8%
  • Rc auto                    4,3%

CASA

  • Gasolio riscaldamento   11,7%
  • Energia elettrica               5,8% (9.8% da maggio)
  • Spese condominiali          4,2%

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2 commenti

Economia, politica, finanza e…

Ricevo dal mio amico Franco, da Milano e pubblico molto volentieri:

Cominciamo col dire che non vorrei vivere in un mondo di merda. Soprattutto per le mie figlie e i miei futuri nipoti vorrei che cambiasse un po’ l’aria.  Un bel po’.

Mi è sempre sembrato un mondo male organizzato ma più passa il tempo e più mi sembra peggiori.

E’ ingiusto, profondamente ingiusto e vorrei tanto che i giovani trovassero la forza per rivoltarlo come un calzino.  Spero nei giovani perché la mia generazioni non ha solo fallito, di più, ha fatto cagare. Eravamo partiti alla grande, con il ’68.  Un momento magico, di grande formazione, di grandissima partecipazione, l’entusiasmo era palpabile, la voglia di fare irrefrenabile, si ragionava su tutto, ci si nutriva di nuove idee, cambiare il mondo sembrava a portata di mano… e poi, puff, pian pianino è svanito tutto.  O quasi.

E oggi ancora ci ritroviamo con guerre da tutte le parti, bambini che muoiono di fame o che vengono costretti a fare i soldati, popolazioni sotto sviluppate che vivono con 1-2 dollari al giorno,  i pochi stati ricchi che consumano l’80 per cento delle risorse del pianeta, la finanza che crea una crisi economica che poi fa pagare ad altri, e razzismo, egoismo, avidità, terrorismo e, forse anche peggio del terrorismo, la lotta la terrorismo… Insomma, una gran brutta roba. Un minestrone con ingredienti indigeribili.

Se il tutto è scoraggiante, l’economia mondiale sta diventando sempre più assurda.

“Ehi, ma tu che titoli hai per parlare di economia? E per di più di economia internazionale? Sei forse un economista di fama?”

“Innanzitutto possiedo un loden e di questi tempi non è poco, e il caso ha voluto che mi laureassi pure alla Bocconi….”

No, non mi sento minimamente un economista anche perché gli economisti ragionano in maniera del tutto diversa dalla mia.  Quindi o sono io che sono fuori di cucuzza, il che è molto probabile, o lo sono loro.

Sta di fatto che quando sentenziano “dobbiamo consumare sempre di più se vogliamo avere una costante crescita” pur capendo perfettamente cosa vogliano dire, sento che le budella mi si contorcono.  Possiamo, in un mondo dalle risorse limitate, dire una stronzata simile?

La sfida del futuro sarà creare lavoro risparmiando sulle risorse, o addirittura creare risorse. O lavorare meno per lavorare tutti. Il lavoro green… Ma non potrà essere un semplice diamoci dentro finché ci sono risorse, poi si vedrà.

“Dobbiamo far crescere il PIL”.  Altra cosa che mi fa impazzire. Che razza di indice è il PIL. Il PIL comprende il valore dei beni e servizi prodotti all’interno di un paese.  Se noi consumiamo un prodotto, qualcun altro dovrà produrlo, quindi consumando quel prodotto stiamo creando ricchezza. Quindi pensate a quanta più ricchezza in più state creando quando siete in coda e consumate un sacco di benzina rispetto a quando la strada è libera. E quando fate un incidente stradale…. fate lavorare soccorritori, poliziotti, medici, carrozzieri, meccanici… ci pensate a quanto PIL state creando? Quanta ricchezza…

“Siamo fieri di comunicare all’assemblea degli azionisti che la nostra azienda ha chiuso l’anno con un +75% di profitto,  siamo orgogliosi di presentarvi questa cartina che mostra tutti i mercati sui quali il nostro prodotto è consumato. La nostra quota di mercato è schizzata alle stelle, soprattutto in Africa, e il rating delle agenzie è passato da AA+ a AAA.

Le nostre mine anti uomo sono sempre più ricercate e apprezzate…soprattutto quelle a forma di uccellino che piacciono tanto ai bambini…”

Che si produca merda, armi o acqua santa è lo stesso. L’importante è avere un incremento di profitto rispetto all’anno prima.  Non so a voi, ma a me viene un tale giramento di palle… Il rating dovrebbe essere assegnato tenendo conto di cosa si produce, quante risorse si consumano, quanto si inquina, il benessere dei dipendenti, il benessere sociale prodotto.

Se uno produce uova con galline che passano la vita legate in uno spazio grande quanto un foglio A4 e sottoponendole a variazioni artificiali di luce e buio cosicché producano più uova,  per me può fare quanto profitto vuole ma  a me non dispiacerebbe abbattere l’aziendina con un bel bazooka.  Altro che tripla A.

Allo stesso modo agli stati non dovrebbe essere attribuito un giudizio solo in base alla capacità di ripianare il proprio debito ma si dovrebbe tener conto anche del livello di benessere dei cittadini, di quanto il paese inquina, di quante risorse consuma, di quanta evasione e corruzione ci sono in quel paese, ecc…

E visto che siamo arrivati sull’argomento cosa fareste voi a dei politici che, fieri, sottolineano i grandi risultati raggiunti nel combattere l’evasione con 12 miliardi recuperati nel 2011 su una stima di evasione di 150 miliardi dimenticando quindi che significa che si è recuperato l’8% dell’evaso ma il 92% evasione era e evasione è rimasta? Io li caccerei tutti a calci nel culo.

Sì, perché sono gli stessi politici che dicono ai giovani che devono puntare all’eccellenza se vogliono trovare un lavoro, avere un futuro… A parte che mi verrebbe da chiedere a questi politici:” E dei giovani non eccellenti che ne facciamo? Li buttiamo?”

Ma, a parte questo, non so a casa vostra, ma a casa mia sarebbe eccellente recuperare il 92% dell’evasione e darsi da fare per recuperare il restante 8 %. Non considerare eccellente l’aver recuperato l’8%.  Punto.

Io so solo che se fossi un evasore sentendo questi bei ragionamenti continuerei ad evadere.

E la corruzione.

Si dice che la corruzione ci costi 60 miliardi l’anno.  E normalmente quando si parla di corruzione si intende politica corrotta.

Ora, si dice anche che in politica in Italia sia occupato circa 1 milione di persone.

Se fossero corrotti “solo” 1.000 politici incasserebbero di media 60 milioni ciascuno! In lire poco meno di 120 miliardi di lire ciascuno.  Le lire sono morte e defunte, lo so bene, ma forse rendono ancora oggi meglio l’idea della valanga di denaro che finisce nella corruzione.

Non so a voi, ma a me queste cifre fanno venire i brividi lungo la schiena…

Del resto, solo le dimensioni enormi del problema rendono capibile come sia possibile che un cazzutissimo Lusi possa rubare 25 milioni senza che nessuno se ne accorga.

E la finanza internazionale! Che crea sto po’ po’ di casino, si fa finanziare dagli stati, fa pagare a tutti noi i casini che ha combinato e poi continua a darsi i bonus. Bella performance, No?

Potrei continuare a lungo…

Rileggendo queste righe dove si parla di politica, economia e finanza cito spesso la merda.

Chi sa come mai? Mah!

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