il gioco del calcio

Che tempi… Oggi ho sentito il Presidente della Federcalcio, Abete, che, pressato dalla domanda dal pur compiacente giornalista RAI, ricordava a tutti che il calcio rappresenta milioni di tesserati ed appassionati e che tra questi ci siano delle mele marce è normale, “succede dappertutto… nella politica, nella finanza”. Ma ci potete credere? Questo per giustificare lo “sfogo” dell’allenatore della nazionale, Prandelli, che aveva dichiarato ai giornalisti che la Nazionale era pronta a non partecipare al Campionato Europeo (che inizia la prossima settimana) se  necessario.

L’ennesimo scandalo scommesse sta minando per l’ennesima volta la credibilità dello Sport nazionale e l’onorabilità dei partecipanti, costringendo giocatori a lasciare il ritiro della squadra, come nel caso di Criscito o di Bonucci che è invece restato in forza alla Nazionale perchè non ha ricevuto l’avviso di garanzia (pensate  se glielo recapitassero durante la manifestazione sportiva internazionale…) e non per il merito delle accuse, pesanti quanto quelle ventilate anche per Buffon, l’iconico portiere e capitano azzurro che, stando alle accuse, ha fatto assegni per un totale di €1.5 milioni (!!) ad un amico che ha una tabaccheria che opera anche come centro scommesse. Non potendo scommettere direttamente perchè è un calciatore professionista, avrebbe versato quella somma scommettendo tramite un amico compiacente. Alla faccia della lealtà sportiva e della legge… ma che volete che sia, siamo abituati a ben altro dopo decenni di scandali berlusconiani, Lusi, Belsito e tutto il marciume che ci circonda.

Nei giorni precedenti il Presidente del Consiglio, di fronte all’ennesima perdita di faccia del nostro martoriato Paese di fronte al pubblico internazionale, si era sfogato (a titolo personale aveva voluto puntualizzare) contro questo centro di malcostume che è il calcio, dove il fenomeno sportivo è oramai un effetto collaterale rispetto agli interessi economici e di potere che lo caratterizzano, dove mafie nazionali ed internazionali si incrociano. L’ipotizzata sospensione dei campionati per 2-3 anni ha però terrorizzato tutti, addetti ai lavori e pubblico, oramai pronti con l’acquolina in bocca come lupi davanti alla preda, quando manca meno di una settimana alla kermesse europea. Cercando di arginare la polemica, (che ha poi invaso gli spogliatoi portandolo ad ipotizzare il ritiro della Nazionale dagli Europei), e riportare l’attenzione sul gioco del calcio, Prandelli aveva dichiarato di sentirsi in “imbarazzo anche solo a parlare di 40-50 sfigatelli”. Io invece che posso parlare da libero cittadino non mi sento in imbarazzo e vorrei ricordare i seguenti punti:

  • Scommettere da parte di un giocatore professionista è vietato dalla legge e per un giocatore simbolo come Buffon è vietato anche moralmente. Vista poi la contingenza economica in cui versa il Paese e tutti i suoi cittadini, giocarsi €1.5 milioni è veramente un gesto disprezzabile anche da questo punto di vista. Ovviamente le indagini sono chiamate  chiarire se gli assegni (ammessi anche dall’avvocato del portiere) sono stati versati per scommettere o per donazioni personali o per acquistare le sigarette.
  • I calciatori indagati, se ritenuti colpevoli devono essere radiati e non colpiti da squalifiche che, visti gli onorari milionari che percepiscono, risultano non essere una pena ne rilevante per loro ne simbolica per quanti avessero l’intenzione di cadere in tentazione in futuro. Doni, ad esempio, che è stato appena condannato per la seconda volta ad ulteriori 2 anni di squalifica, potrà tranquillamente godersi gli eventuali proventi del malaffare e magari avere la faccia di ripresentarsi su un terreno di gioco una volta scontata la pena.
  • Al Presidente della Federcalcio bisognerebbe ricordare di pensare, prima di aprire bocca. Cosa vuol dire? Che visto che lo fanno tutti non ci sono motivi di innervosirsi se i calciatori, il simbolo della ricchezza dei nostri tempi, gli idoli degli adolescenti e di tanta gente nel Paese truccano le partite, vendendo il risultato oltre che l’onore e la faccia? E’ la stessa logica che ci ha portato nel fango: tanto lo fanno tutti… Qualcuno ricordi ad Abete, che danneggiare ancora l’immagine della nostra povera Italia all’estero, in una contingenza drammatica come quella che stiamo vivendo, è uno scempio oltre ad essere un vero e proprio crimine (visto che proprio di credibilità abbiamo bisogno dopo le misfatte berlusconiane), e che non ce ne frega niente se lo fanno anche altri.

Allo sfogo di Prandelli, ha risposto bene la Ministro Cancellieri, rassicurandolo dicendo: “La Nazionale può andare a giocare… e che giochi bene

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  1. #1 di codicesocialeraf il giugno 3, 2012 - 5:07 pm

    Condivido al 100% la tua analisi dei fatti…bravo!

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