Archivio per marzo 2013

lettera a Papa Francesco

Il nuovo Papa Jorge Mario Bergoglio con il nome di Francesco I
Benvenuto Francesco.

La tua scesa al soglio di Pietro è una gran bella novità, per un miliardo di motivi e l’impatto che hai avuto su di me – non cattolico per scelta ponderata (forse solo un po’ condizionata dal mio essere romano), ma cristiano convinto – è stato notevole. Sia da un punto di vista personale che professionale. Mi spiego:

  • la scelta di un Papa argentino, sudamericano è evidentemente una scelta politica da parte del Conclave, che era già stato tentato nello scorso 2005, quando cedette solo alla figura di Ratzinger, fedele collaboratore e guardiano della dottrina ecclesiastica del papato appena concluso, quello di Giovanni Paolo II. Il Sudamerica rappresenta il serbatoio per eccellenza per la dottrina cattolica, essendo un continente totalmente fedele al Vaticano, nonostante il rampantismo delle sette religiose e dell’Islam: questa riserva gigantesca sta subendo tuttavia l’effetto della globalizzazione materiale del pianeta e perde consensi, anno dopo anno. La tua nomina è quindi simbolicamente importante per rinsaldare gli argini di un intero continente, che hai reso felice, orgoglioso, unito più che mai in passato. Raul Castro è stato tra i primi a farti giungere  il suo augurio, che credo sentito (quantomeno più di quello della Kirkner stessa) cogliendo la portata unificatrice della tua elezione. Tuttavia non posso non notare che la tua origine, che tanto ha in comune con la nostra cultura, assume un’importanza più ampia, de-regionalizzando una Chiesa che è oramai globale con i suoi miliardi di fedeli. Un processo già iniziato con Giovanni Paolo II e poi con Ratzinger, che credo sia inarrestabile per la sopravvivenza stessa della Chiesa Cattolica, ricordandolo quindi a tutti gli italiani che, nonostante tutto, continuano a vedere il Vaticano come una faccenda semi-privata.
  • scegliere il nome di Francesco è stato geniale! Quanti messaggi contiene quella scelta, quel nome che tanto è caro a tutti i cristiani e che nessun Papa aveva mai avuto il coraggio di scegliere. San Francesco d’Assisi, il frate che aveva rinunciato alle sue ricchezze per la povertà, che entrava in simbiosi con il creato e viveva della carità dei fedeli, predicando loro amore per tutti e tutto perchè frutto della mano di Dio. Tuttavia San Francesco è stato anche il laico che, fattosi frate, scosse la Chiesa fin dalle fondamenta, portando un colpo durissimo alla curia corrotta di quel tempo, che faticava a obbedire al sesto e settimo comandamento (“non rubare” e “non commettere atti impuri”). Francesco da Assisi fu un esempio difficile da seguire, un aiuto straordinario per i poveri e un pericolo per il male che pervadeva la Curia ai suoi tempi, come immagino tu voglia fare adesso, per contrastare la crisi della fede negli uomini, che è generata dal modello cinicamente materiale del potere temporale. Essendo un esperto di comunicazione da oltre venti anni, noto anche che la tua scelta di chiamarti Francesco implica che il nome con cui verrai chiamato non avrà numeri che lo seguono: nessun Papa lo ha scelto, quindi sarai per tutti Papa Francesco, non il secondo o il terzo: Francesco e basta.  Questo crea già adesso un immediato senso di familiarità, di simpatia in tutti: geniale! La sensazione che ho senza che tu abbia detto niente, è che la Chiesa su sia scelta un altro Papa carismatico e comunicatore.
  • Applausi poi a scena aperta per i tuoi gesti e le tue parole, semplici ma straordinariamente efficaci per lasciar intravedere la tua visione della Chiesa. Le battute e i sorrisi dopo la commozione evidente con i tuoi occhi sbarrati davanti alla folla che da ore ti aspettava sotto a pioggia battente, sono già tanto perchè hanno rotto il ghiaccio, svelando la simpatia che emana la tua figura, ma pregare per Benedetto XVI assieme alla folla, dichiarando così la continuità della dottrina e chiedere la benedizione del mondo tramite la gente che era nella piazza, stabilendo così un contatto diretto e partecipato con la gente di tutto il pianeta collegato in direttissima televisiva, sono da esperto comunicatore.
  • scherzando, si potrebbe anche dire che sei un Papa nero. Non per trovare letture della profezia di Malachia, ma perchè il capo dei Gesuiti veniva chiamato il Papa Nero (un vecchio adagio diceva: “ai Gesuiti un Papa Nero, alla Chiesa un Papa vero”). E’ ance la prima volta che viene eletto un Gesuita al Soglio di Pietro e da sempre i Gesuiti sono la dottrina della Chiesa con le loro scuole, in tutto il mondo e tanto di più nei paesi Latino Americani e di lingua spagnola a predicare la dottrina di Ignazio da Loyola. Negli ultimi, tanti, troppi anni siete stati la “sinistra” della Chiesa, preda dell’affaristico Opus Dei e delle sue derivazioni dirette e indirette come i Legionari di Cristo: vere e proprie sette finanziarie, fortemente discutibili da un punto di vista etico. Ecco: su questo Francesco ha già colpito, e immagino che i mercanti nel tempio si sentano gli occhi addosso.
  • questa crisi finanziaria sta strangolando la povera Europa. Il problema è diverso da quello del Sudamerica dove la povertà è atavica, ma i Paesi stanno crescendo, hanno preso possesso delle proprie ricchezze naturali e le loro economie crescono sopra il 3% l’anno. Qui da noi la povertà era stata combattuta con efficacia e adesso la sentono tutti con estrema violenza. Difendili davvero i poveri, Francesco, in tutto il mondo. Aiuta a debellare la piaga della finanza e del capitalismo selvaggio che sta distruggendo la nostra civiltà.

Come ultima cosa ti voglio fare una preghiera. Riguarda il nostro paese, l’Italia: la tua elezione ha già detto che cambiare si può per gli uomini di buona volontà, anche quando sembra impossibile. Spiegalo ai nostri amministratori, Francesco, perchè la terra in cui la Chiesa ha messo le sue radici sin dai tempi dei martiri non debba finire nell’oblio della storia.

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l’antifascismo e la natura del nemico

Senza titoloNon ho nessuna intenzione di addentrarmi nella polemica (strumentalmente) creata sulle digressioni via blog di Roberta Lombardi, la neo-nominata capogruppo (pro-tempore) del Movimento 5 Stelle, sul fascismo.

Capisco e (parzialmente) condivido il senso delle sue parole che non mi paiono un elogio del fascismo (diversamente da quanto dichiarato da Berlusconi, ad esempio…), ma vorrei solo ricordare che queste dichiarazioni  sono pericolose perché oltre a non sentire affatto il bisogno di trattare di questi temi in questo momento, ogni apertura verso una delle pagine più nere (in tutti i sensi) della nostra storia è un insulto verso chi ha dedicato la propria vita a difesa della libertà. Non solo in Italia, ma in tutto il mondo, come le ultime parole scritte da Steven Vincent, il giornalista del New York Times, rapito e ucciso in Iraq, che riporto nella vignetta qui accanto, ricordano a tutti.

“Lo ripeto: le parole contano. Termini come “paramilitari”, squadre della morte” e “fascisti” chiarificano la natura del nemico”… Altro che folklore, Roberta! Per cortesia evita di trattare di queste cose se non vuoi trovarti nel vespaio di mille polemiche (del tutto inutili e pericolose per la credibilità di quanto state facendo) e concentrati a liberare questo Paese dalla mafia che ne ha corroso le fondamenta liberali, democratiche e antifasciste.

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the Italian revolution

italian-revolution-e1321994482578Dear International friends of Italy,

it is not easy to understand what is happening in this Country after the political elections. I fully appreciate the fact that we are part of a bigger entity like Europe, which is also part of a larger globalised world economy but I would encourage you to watch closely the Italian political laboratory instead of taking the easier highway of irony and blame for what looks like a non governable democracy. Let me try to explain the rationale behind my advice:

  • Italy is tainted by several unsustainable aspects for a modern democracy, amongst which corruption, a gigantic tax evasion, lack of vision for a modern industrial development, no regulation for conflict of interests in business like in politics, the highest cost of politics in the whole world and a central debt that obliges us to pay billions of euros in interests instead of investing in the future of our Country. The reasons for that are tied to port world war II history, but in the new globalised world, any of these issues are not acceptable.
  • Our political class has been preserving power for individual (or party) sake instead of looking at what the Country needed to continue  running the world’s seventh largest economy. For many years we have forced by democracy to witness the disaster of Mr.Berlusconi’s governments, in line with President Bush, Putin, Gaddafi and the global liberist financial philosophy. Funds for schools, universities, research centers and hospitals have been pillaged as well as any other social institution, including courts of justice where Berlusconi was often called to respond to the many claims of illegal practices, from corruption, tax evasion, mafia and illegal sex with minors. Obviously nothing has been done to face the structural problems of our democracy.
  • Since the beginning of the present financial crisis (generated in the USA by the above mentioned liberist mentality in managing finance), the Italians have been depraved of social rights and taxed to the actual unbearable limit (obviously excluding the evading 40%  of the population!), while politicians have been increasing wages for themselves and the political parties they represented, stealing public funds and engaging in many illegal activities without even the trouble of being investigated, taking advantage of a an absurd law that claims that justice have no jurisdiction over politics, unless authorized by the Parliament.
  • Banks and financial institutions have been “saved” (until the next crisis…) with public funds to ensure they were not collapsing under the pressure of their mismanagents, but unemployment has raised dramatically reaching a peak 38% amongst the young people desperately trying to get a job that is not available in a blocked system like ours and are forced to emigrate. Families cannot make it to the end of the months with decreasing buying power and increasing unemployment, small industry strives to survive the globalised economy and are closing (every month we have 1000 companies shutting down) or forced to let employee go. At the same time, tax evasion has been slightly cut but many tax privileges have been extended to political parties, banks, unions and the Church.

What was the choice we really had? Accept the EU financial aid and take the same road where Greece was forced to go or try to change once for good the way we have been ruled. The present political asset of the Parliament may look like instability to a superficial view, but you should consider that the entire process of Movimento 5 Stelle has been done in full compliance with the democratic rules, and no violence has been used to put into practice this historically unprecedented people’s revolution.

We are taking back the power we have delegated for too much time to an inect and embarrassing  political class. It may take some time, but we are now taking the problem by the roots and this has already changed our future. Using Goldman Sachs CEO’s words “we have an historical opportunity to change and innovate the way to rule a country”. Take a deeper look if you want to understand what is going on, as the way we have used may be the future of democracy, not only for Italy.

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