Archivio per gennaio 2015

Renzi, la lingua inglese e lo Shish

Mi ha capitato di vedere questo video:

e li per li mi ci sono innervosito nel vedere le continue figure meschine che facciamo ogni volta che un nostro rappresentante istituzionale va all’estero, alimentando gli stereotipi dell’italiano provinciale e ignorante che vuole apparire senza essere. Poi Google mi ha proposto le parodie di questa figuraccia di Renzi, che appaiono sulla rete e non ce la faccio a smettere di ridere.

Annunci

, , , , , ,

Lascia un commento

Lottare per l’emergenza Pompei

bOttimo risultato quello raggiunto da Riparte il Futuro, l’iniziativa di Libera e Gruppo Abele, che ha ottenuto l’audizione del generale Giovanni Nistri, nominato per gestire l’emergenza Pompei, alla commissione Beni Culturali del Senato. E’ un dovere rendere pubblico quanto si sta facendo per salvare Pompei e vigilare passo dopo passo sulla Road Map per il salvataggio.

Mentre Pompei si sta letteralmente sbriciolando, inefficienze, malaffare e corruzione, incapacità di spendere le risorse disponibili sono infatti rischi concreti, visto quanto c’è voluto per semplicemente venire a conoscenza di quanto si stia facendo. Bisogna invece reagire e salvare davvero Pompei, puntando sulla trasparenza, la qualità e la legalità.

Nella relazione del generale Nistri ci sono sia l’analisi puntuale dei problemi da risolvere sia le risposte possibili. Vengono denunciati gli intrecci societari che finiscono per avvantaggiare i “soliti noti” e i rischi d’infiltrazione della criminalità organizzata, ma si propone anche la piena trasparenza e la piena accessibilità dei cittadini a tutti i dati e le informazioni disponibili, attivando così un vero e proprio monitoraggio civico come già previsto dal progetto Open Pompei.

Patrimonio dell’umanità per l’UNESCO sin dal 1997, nei primi dieci anni del nuovo millennio Pompei richiama oltre due milioni di turisti all’anno (dati Soprintendenza della Repubblica) e nel 2013 è il secondo sito italiano per numero di visitatori con un guadagno lordo totale di €20.337.340,30(dati Ministero Beni Culturali).Tutti sappiamo quanto Pompei abbia potenzialità di attrazione di pubblico e di investimenti di molto superiori se gestita in maniera organizzata oltre che onesta, ma bisogna fare in fretta.

Dopo numerose denunce dello stato di degrado dell’area nei mesi precedenti, nel 2010 la Casa dei Gladiatori subisce un gravissimo crollo probabilmente a causa di infiltrazioni di acqua e il  Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano dichiara: “Quello che è accaduto a Pompei dobbiamo, tutti, sentirlo come una vergogna per l’Italia. Chi ha da dare delle spiegazioni non si sottragga al dovere di darle al più presto e senza ipocrisie». (articolo su Corriere.it) L’Unione europea stanzia un finanziamento per far fronte al pericolo di crolli, dando formalmente il via al Grande Progetto Pompei che avrebbe dovuto riqualificare tutta l’area a partire dai mesi successivi.

Non succede invece niente se non le dimissioni del tenero Biondi, ma, nel febbraio 2013 alcune persone coinvolte negli appalti della ristrutturazione vengono indagate dalla Guardia di Finanza per corruzione, frode, abuso d’ufficio e truffa nell’affidamento e nella gestione di alcuni contratti sui lavori di messa in sicurezza eseguiti a Pompei. (articolo su La Stampa)

Nel marzo del 2014 si verificano tre crolli in meno di 24 ore. ”Occorre un piano di interventi straordinario che metta in sicurezza l’intera area perché se questi terreni non hanno un drenaggio forte delle acque piovane è chiaro che Pompei è destinata a crollare per intero”, è l’allarme lanciato dal presidente della commissione nazionale italiana per l’Unesco Giovanni Puglisi.(Ansa.it)

Nel giugno 2014 si verificano altri due cedimenti strutturali in una bottega nel Regio VIII.

L’emergenza è ancora in corso, ma almeno adesso, per merito di Libera, non ci sarà più il silenzio.

, , , ,

Lascia un commento

La poesia anti intolleranza di Charb

Dipingi un Maometto glorioso, e muori.
Disegna un Maometto divertente, e muori.
Scarabocchia un Maometto ignobile, e muori.
Gira un film di merda su Maometto, e muori.
Resisti al terrorismo religioso, e muori.
Lecca il culo agli integralisti, e muori.
Prendi un oscurantista per un coglione, e muori.
Cerca di discutere con un oscurantista, e muori.
Non c’è niente da negoziare con i fascisti.
La libertà di ridere senza alcun ritegno la legge ce la dà già,
la violenza sistematica degli estremisti ce la rinnova.

Grazie, banda di imbecilli.

Charb (direttore di Charlie Hebdo) 

, , , , , , , ,

Lascia un commento

QUANTO PUZZA PARIGI…

1La strage di Parigi è di per se una tragedia e lo è ancora di più perché vi sono rimasti assassinati dei disegnatori satirici, proseliti di un’arte antichissima per commentare la società, che attraverso lo sberleffo stigmatizza la storia, racconta la vita di noi tutti, attribuendo potenza al ridicolo.

Il Re è nudo!

Voilà.

Lo facevano a 360 gradi, senza guardare un faccia a nessuno, neanche a Dio, ma non voglio entrare in questo spigoloso aspetto della libertà. Che valga la frase attribuita a Voltaire: “non condivido quello che dici, ma difenderò fino alla morte per il tuo diritto a dirlo”.

E’ stata una strage: 12 persone trucidate con ancora la matita fumante in mano, mentre erano in riunione di redazione per stabilire le cose da fare, gli argomenti da trattare. Erano tutti li e non è stato un caso che gli esecutori della strage abbiano scelto proprio quel momento. E’ così che hanno potuto uccidere non solo il Direttore, ma anche tutti i suoi collaboratori, chiamandoli per nome, facendo l’appello, dividendo gli uomini dalle donne, eseguendo una sentenza folle, che fa raggelare il sangue per la brutalità delle azioni e del pensiero di chiaro stampo fascista che le sottendono: quello che non segue la linea, il pensiero dominante, deve essere eliminato.

Non è un caso che anche la rete di hacker che si cela dietro lo pseudonimo di Anonymous abbia promesso guerra agli autori di questo crimine che è un chiaro attentato contro la libertà di espressione, che è alla base della cultura della nostra civiltà.

C’è una gran puzza di fascismo, ma non è il solo odore nauseante che arriva da Parigi. C’è una gran puzza di merda che ti assale ascoltando i commenti sulle televisioni e su internet. L’abbiamo sentita tutti: dagli integralisti di ogni stampo che condannano ufficialmente, ma… “in fondo, però, se la sono cercata” “avevano offeso i principi religiosi”, dai “complottisti” che analizzano i dettagli della foto in cui il poliziotto viene finito sul marciapiede, per provare che è stata una messa in scena, dagli xenofobi che vogliono restringere i limiti dell’immigrazione per fermare i terroristi, e ovviamente, dai fanatici fautori della Guerra Santa.

Ma c’è anche tanta puzza di bruciato in tutto questo.

Cominciamo dal “cui prodest”: a chi giova? Sicuramente alla causa dell’ISIS che ha dimostrato di poter eliminare i suoi nemici e Charbonnier era nella lista degli obiettivi primari. Conferisce credibilità alla minaccia.

Inoltre favorisce un clima di tensione e di irrigidimento delle misure di sicurezza, mettendo in allerta tutto il sistema e quindi può essere utilizzato come esca da chi rema in quella direzione. La scuola liberista di Friedman predicava che creare una condizione di precarietà favorisce l’adozione di misure straordinarie, che in nessun’altra situazione sarebbero accettate dalla popolazione. Lo abbiamo già visto in passato, dall’11 settembre in poi in maniera particolare.

Infine ci sono cose strane: la carta d’identità di uno dei 2 presunti fratelli latitanti lasciata in bella vista nella macchina usata per la fuga e poi abbandonata per strada è quantomeno comica, degna di quel fantozziano brigatista infiltrato che dimenticò il borsello con i documenti e le chiavi del covo. Ricorda anche le carte d’identità degli attentatori di Al Qaeda, che sopravvissero all’esplosione ed al rogo degli aerei delle Torri Gemelle.

E cosa è successo con il complice di 18 anni che si è presentato in Questura spontaneamente, dimostrando di essere stato a scuola, alla periferia di Parigi, nel momento in cui i fatti avvenivano al centro? I media hanno indubbiamente contribuito a gonfiare la storia, sfruttando la giovane età del sospetto, ma resta comunque un clamoroso abbaglio. Chi era quindi il terzo del commando? Non ci sono notizie a riguardo…

Sembra infine che siano passati 25-30 minuti per compiere la strage e fuggire. Un eternità se si considera che la strada è al centro di Parigi, dove la polizia può sopraggiungere in pochi minuti. Anche perché, immagino che la gente del quartiere avrà chiamato subito la polizia sentendo gli spari. In molti hanno filmato dalle finestre, riprendendo due uomini totalmente in nero, incappucciati e con i guanti, che sparavano per strada con dei kalashnikov urlando chiaramente che “Allah è grande”.

, , , , , , , , ,

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: