Nuda Verità

Nuda Verità è un blog che vuole parlare di politica.

Credo fermamente che sia un dovere cercare di fare qualcosa per migliorare la società in cui viviamo, resistendo ai tentativi di bieco opportunismo, lottando contro il razzismo in ogni forma si presenti, guidando il cambiamento verso un futuro migliore e più giusto.

Se un blog può fare qualcosa in questa direzione, NUDA VERITA’ vuole scoprirlo.

  1. #1 di marco il dicembre 8, 2013 - 10:15 am

    Più che un commento vorrei fare una proposta da aggiungere alle altre già presenti. Riguarda (almeno) due argomenti tra i più scottanti del momento: pensioni e disoccupazione. Secondo me si possono affrontare insieme. Riduco ai minimi termini, semplificando al massimo questa proposta (ne sono state fatte altre simili in passato) se sarà considerata interessante entrerò nel dettaglio. La possibilità di usufruire di una pensione, chiamiamola part time, arrivati ai 55 anni di età. La giornata lavorativa sarà di 4 ore anziché 8, le altre 4 saranno compensate da una persona che era disoccupata.
    Gli aspetti più significativi:
    il neo pensionato riceverà uno stipendio pari all’importo che riceverebbe come se andasse regolarmente in pensione alcuni anni più tardi,
    il neoassunto riceverebbe uno stipendio regolare part time.
    Se teniamo conto del costo complessivo del lavoro (quasi il doppio dello stipendio netto) all’azienda questa operazione non costerebbe un centesimo in più (anzi…) ed avrebbe la possibilità di inserire gente più giovane, affiancata da personale esperto.
    Si ridurrebbero gli infortuni e le assenze per malattia (più frequenti nei lavoratori anziani),
    si immetterebbe molto denaro “fresco” nel mercato (il disoccupato comincia, o ricomincia a spendere),
    si ridurrebbero le spese di assistenza dello Stato (cassa integrazione, mobilità eccetera)
    si ridurrebbe il “conflitto” generazionale

    Fatemi sapere cosa ne pensate.
    Come ho detto in precedenza, ho solo presentato uno schema molto scarno e riassuntivo dell’intera proposta, sperando di mettere in evidenza la sua reale dimensione.

    Un saluto
    Marco

    • #2 di marcofer7 il dicembre 9, 2013 - 1:53 pm

      Sono in piena sintonia con la tua proposta che trovo molto valida. Se vuoi elaborarla un po’ di più sarei lieto di ospitare un tuo articolo.

  2. #3 di marco il dicembre 9, 2013 - 2:02 pm

    Sarò molto felice di farlo, nei prossimi giorni vedrò di entrare di più nel dettaglio.
    Appena mi sarà possibile scriverò un nuovo post.

    Un saluto
    Marco

  3. #4 di marco il dicembre 11, 2013 - 8:35 pm

    Proviamo a ipotizzare alcune cifre:

    stipendio netto 1450 euro mensili – 20300 euro l’anno

    stipendio lordo (quello figurato in busta paga) circa 2100 euro

    Costo complessivo azienda (stipendio lordo + le residue tassazioni) circa 2600 euro

    Stipendio annuo lordo (CUD) circa 29400 euro (14 mensilità)

    Costo complessivo annuo circa 36400 (14 mesi) – siccome non sono sicuro che vi sia la stessa tassazione sulla 13° e la 14° mettiamo in conto anche la seguente cifra 31200 (12 mesi)

    Pensione stimata al momento dell’uscita dal lavoro (in questo caso nel 2022 – situazione reale con 34 anni di contributi) circa 19200 lordi – circa 14800 netti

    Pensione percepita circa 1140 euro per 13 mensilità, vale a dire circa 14800 euro, appunto.

    Capisco che un’Introduzione di questo tipo è molto noiosa, ma indispensabile per capire meglio di cosa stiamo parlando.

    Dunque, questo lavoratore costa alla sua azienda , 31200 euro l’anno, mentre il lavoratore percepirebbe 14800 euro, se fosse in pensione. 31200 – 14800 = 16400 euro a favore dell’azienda.

    Uno stipendio part time è normalmente circa la metà di un tempo pieno, ma per un neoassunto, sarà sicuramente inferiore alla metà dello stipendio di un prepensionando.
    Per rimanere sempre sul “largo”, faccio comunque riferimento alla metà del neopensionato: sono 15600 euro, compresi i contributi (circa 10000 euro l’anno netti).
    In pratica per l’azienda, nella peggiore delle ipotesi avrà un guadagno di circa 800 euro l’anno, come risparmio degli stipendi.

    Oltre a questo avrà la possibilità di avere contemporaneamente, per alcuni anni, maestranze (tutor) e neofiti, senza spendere niente in più.
    Avrà anche una riduzione degli infortuni e delle malattie (aumentano con l’aumentare dell’età)

    Lo Stato riceverà la metà dei contributi, e quindi apparentemente ci rimetterà, ma forse non è proprio così.

    Innanzitutto risparmierà sugli infortuni e sulle malattie dei neopensionati (saranno necessariamente almeno dimezzate, ma probabilmente la diminuzione sarà molto più drastica).
    Risparmierà in sussidi di disoccupazione, cassa integrazione, mobilità a via dicendo. Non conosco esattamente il numero di lavoratori sopra i cinquantacinque anni, ma sicuramente sono alcuni milioni.

    Avendo immesso nel mercato una quantità potenzialmente enorme di denaro fresco (gli stipendi part time + le neopensioni sono una cifra più alta del solo stipendio pieno) oltre a contribuire a far ripartire il mercato, riceverà un maggiore introito dalle tasse indirette ma anche dirette.
    Vi sarebbe anche una riduzione della tensione sociale e dello scontro generazionale, che purtroppo si fanno sempre più sentire.
    Naturalmente sarà il lavoratore anziano a scegliere se usufruire o meno di questa opportunità, purtroppo ci sono molte ragioni (a cominciare dai bassi stipendi) che possono ostacolare questa scelta, ma ve ne sono tante altre che la favorirebbero, ad esmpio a 55 anni normalmente siamo ancora in grado di avere una vita attiva (a 65 molto meno) troppi figli sono ancora disoccupati, purtroppo, eccetera.

    Credo che se una riforma di questo genere fosse introdotta avrebbe un buon successo.

    Fatemi sapere che cosa ne pensate.
    Buona serata
    Marco

  4. #5 di marco il dicembre 17, 2013 - 12:41 pm

    Ancora un dato: secondo L’ISTAT nel 2012 i lavoratori sopra i 55 anni di età costituivano il 36,6% dell’intera forza lavoro, è facile comprendere come questa soluzione sia in grado di incidere sulla disoccupazione.

    Marco

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