Archivio per la categoria Esteri

la crisi finanziaria e la guerra per conquistare il pianeta

Vi consiglio di prendervi il tempo di guardare questo video (è lungo 2 ore…) sul ciclo economico dei nostri giorni e scommetto che troverete talmente tante analogie con quello che ci sta succedendo in Italia, sulle radici di una crisi che ci costringe a vivere in totale incertezza sul futuro, mettendoci tutti in condizioni di vera e propria schiavitù.

Osservo da un po’ di tempo il movimento Zeitgeist, scettico da una parte perchè dubito sempre di chi offre risposte alle domande (chissà perchè poi…) e interessato dall’altra a punti di vista su quello che è indubbiamente un cambiamento sociale di natura epocale. Non sono giunto a conclusioni, ma i temi trattati sono sicuramente centrali e, anche se il video è lungo, vi assicuro che il tempo passa velocemente tali e tante sono le tematiche affrontate.

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siamo tutti Julian Assange

Può un hacker essere più pericoloso di un dittatore?

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le prime foto da Marte

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Occupy Wall Street: il manifesto

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Noam Chomsky e Bob Kennedy sulla crisi

Dopo lo schiaffone rifilato dagli USA all’Europa (e alla Merkel in particolare) sulla gestione della paurosa crisi finanziaria che sta riducendo tutti sul lastrico, le concessioni della Merkel che riscopre la necessità di maggiori poteri a Bruxelles (come sapevamo tutti…) e la risposta stizzita del vecchio continente che ricorda agli USA che la crisi non è nata in Europa, mi sembra doveroso sottoporvi due filmati.

Il primo è una parte di un discorso tenuto da Noam Chomski, il filosofo statunitense di statura mondiale, sull’effettiva realtà democratica negli USA:

e il secondo è un meraviglioso discorso di Robert Kennedy, che evidenzia le radici profonde del problema che stiamo vivendo nel mondo.

I suoi punti sono di un’attualità sconvolgente.

A voi le conclusioni

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tesori dell’Uomo emergono dal mare

Voglio riportare le notizie che non appaiono sui media (in Italia). Dopo quella della levitazione degli oggetti, vi propongo una scoperta che è veramente straordinaria, assimilabile per tanti versi alla scoperta dei bronzi di Riace.
ALESSANDRIA, Egitto (Reuters) — Una sfinge di granito con la testa del padre di Cleopatra, è emersa mercoledì dalle acque del porto di Alessandria, dopo essere rimasta 1600 anni sott’acqua. I subacquei guidati da dall’archeologo marino francese Franck Goddio, hanno imbragato la sfinge, che è conservata in maniera superba, e l’hanno issata sul ponte della nave da ricerca Princess Dudu.
La città dove le vite di Cleopatra, Giulio Cesare e Marco antonio si incrociarono, è scomparsa sotto il mare più di 1,600 anni fa, dopo una serie di terremoti e inondazioni.
Hanno anche recuperato una meravigliosa statua del Grande Sacerdote di Iside che porta un urna, che era probabilmente nel santuario di Iside sull’isola di Antirodo, che è stata il centro degli scavi sottomarini nella Baia di Alessandria.
“Questa è una delle statue meglio preservate ed  è tra le più belle e rare.” ha detto Goddio ai giornalisti, riferendosi ai 250 kg di statua sacerdotale del primo secolo AD.

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la rivoluzione verrà dalla Rete

Si è sempre detto che “sono i giovani a cambiare le cose, perché più invecchi e più hai da perdere” e dopo gli anni ’70 ho sempre pensato che è anche vero che i giovani sono più manipolabili. Oggi però, le cose sono diverse, perché esiste la Rete: ricordate gli stadi strapieni di ogni comizio di Obama nella sua campagna elettorale, le primavere arabe dello scorso anno che hanno rivoluzionato la geografia politica del Mediterraneo, le manifestazioni di Occupy Wall Street contro l’arrogante strapotere della finanza.

Sono i giovani che cambieranno il mondo? Me lo auguro vivamente, li osservo con attenzione perché il momento storico in cui viviamo è veramente triste e  qualsiasi cosa venga dalla gente, del mio Paese e da tutto il mondo, mi interessa per capire dove (e come) vogliamo andare avanti, mentre assistiamo al crollo verticale del capitalismo, ad un fallimento economico che, oltre che sociale, assomiglia per molti versi a quello a cui abbiamo già assistito anni fa con la caduta del comunismo. E cerco di dare una mano a chi si organizza per cercare di cambiare le cose, aggregando la gente, attraverso i social network o i blog (proprio come Nuda Verità), perché possiamo, vogliamo e abbiamo strumenti potenti per far sentire la nostra voce.

Occupy Wall Street è oramai un’organizzazione diffusa (guardate la mappa delle occupazioni che sono state fatte in tutto il mondo) che segue una precisa teoria, ha radicamenti internazionali che si riconoscono in un’organizzazione che si chiama Occupy Together e più viene contrastata duramente dalle forze di polizia nonostante il pacifismo dei partecipanti alle manifestazioni (è notizia recente la repressione violenta della polizia di Chicago subita dai manifestanti durante l’incontro il 2012 NATO Summit, il 19 maggio scorso), più cresce in termini di consensi ed iniziative.

Gli indignados spagnoli, i nostri studenti la scorsa primavera e il Movimento 5 Stelle in Italia, ognuno con le dovute e oggettive differenze, hanno qualcosa in comune perché nascono dallo stesso seme: forse i giovani cambieranno davvero il mondo, forse l’inizio è davvero vicino.

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il Papa, l’IMU e lo strano fenomeno delle chiese aperte

Se viveste a Roma non potreste non aver notato lo “strano” fenomeno delle chiese aperte. Esatto: chiese solitamente mai aperte al pubblico (e a Roma ce ne sono veramente tante e bellissime) hanno  improvvisamente spalancato i solenni portoni al pubblico. I visitatori estasiati dallo splendore del patrimonio artistico avranno plaudito alla solerzia del Vaticano nel far ammirare i tesori d’arte accumulato nei secoli, ma le ragioni sono più pragmatiche.

Andiamo con ordine. il governo dei Tecnici al governo in Italia, di fronte al tentativo di risanare un Paese dilaniato da un lungo passato di malgoverno è costretto ad imporre sacrifici a tutta la popolazione, in base al reddito, senza tuttavia escludere neanche i più poveri. Tra i provvedimenti istituisce l’IMU, un’imposta sulla proprietà immobiliare dei cittadini, compresa la casa in cui abitano. Le proprietà immobiliari della Chiesa (o forse dovrei dire del Vaticano) sono immense: chiese, scuole ospedali, aziende oltre ai conventi, i dormitori e la galassia di società no-profit che sono o gravitano nella sfera di influenza di papa Ratzinger e tutte, dico tutte, queste proprietà non hanno mai pagato questa tassa e vengono (ovviamente verrebbe da dire) incluse nelle fonti di prelievo fiscale.

Questo scatena il putiferio perchè si tratterebbe di un vero e proprio salasso, quasi un attentato alle finanze dello Stato Vaticano e cominciano le urla indignate. Sono fermamente convinto che i luoghi di culto non debbano essere soggetti a tassazione per il semplice motivo che, per sostenersi, non essendo centri di profitto, questi dovrebbero chiedere alla gente di pagare (e questo aumenterebbe la tassazione oggettiva sui cittadini credenti) o chiudere (e questo sarebbe una grave violazione del diritto di culto della gente). Detto questo però, ogni altra attività deve generare un gettito fiscale che serve a finanziare il pubblico vivere civile della comunità: è un principio fondamentale della pubblica convivenza e infatti anche il Vaticano è costretto a cedere. La Santa Sede annuncia che pagheranno l’IMU tutte le sue attività commerciali.

Prima ancora che Monti possa rispondere alle sempre maggiori pressioni che gli arrivano da ogni fronte, è tutto un fiorire di cappelle che trasformano interi immobili in luogo di culto e le porte delle chiese si aprono, perchè se sono chiuse, non sono luoghi di culto. Ecco svelato il miracolo, ma la cosa che fa più rabbia sono le scuole. Parificate o private che siano, sono arrivati a sostenere di non essere attività commerciali perchè le rette salatissime che vengono imposte agli studenti sarebbero in realtà dei finanziamenti alla comunità religiosa che manda avanti la scuola: una bugia talmente grossolana che basta una visita occasionale per rendersene conto. Eppure Gasparri, lo ha gridato come un fatto ovvio non appena il governo Monti ha dichiarato che le attività non commerciali del Vaticano ed in genere di ogni altra attività no-profit sarà esclusa dal provvedimento fiscale.

La corsa frenetica a cercare motivazioni per non pagare le tasse da parte del Vaticano è un insulto che dovrebbe vedere tutti gli italiani sdegnati, perchè non è concepibile che qualcuno si sottragga alle restrizioni che tutti devono subire, ma lo è ancora di più quando questo è fatto da un’istituzione spirituale. Siamo stati costretti a tutto questo da uno Stato, chiamato a gestore la cosa pubblica, che invece di servire il popolo lo ha soggiogato e ci accorgiamo di come anche chi è stato chiamato a curare le anime di milioni di cittadini italiani si rifiuta di contribuire alle loro necessità per preservare i propri privilegi.

Non c’è che dire: o gli italiani si svegliano e mettono fine a tutto questo, affermando con tutta la forza necessaria il principio della sovranità popolare o non riusciremo mai a sottrarci al giogo medievale in cui siamo costretti e finiremo schiacciati dall’avidità del Papa e dell’Imperatore.

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poveri neo-nazisti…

un’imperdibile spot tedesco sui neo-nazisti. divertentissimo!

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speculazioni sull’euro

L’euro non è in crisi… però vuole stare un po’ da solo

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Berlusconi ed il disastro economico

Lo spread schizzato a 410 punti, gli interessi sui titoli di Stato decennali al 6,18%, la Borsa crollata del 3,82 – sono questi i numeri che hanno scandito l’ennesimo lunedì nero dell’economia nazionale. Berlusconi ha però rassicurato il Paese affermando che “… queste fibrillazioni non dipendono dalla mia presenza o da quello che sta facendo il governo, che ha imboccato la via giusta. La speculazione ha puntato l’Italia e la risposta che va data deve essere globale, noi non possiamo fare molto di più di quello che stiamo facendo. E sicuramente non potrebbe farlo un altro governo… “.

Poco importa far notare che i dati diffusi sulla crescita della disoccupazione sono drammatici, sopratutto per quanto riguarda i giovani (quasi il 30% di disoccupati), che l’inflazione ha ripreso a galoppare superando il 3% e che questi numeri, inquadrati nella preoccupazione più volte espressa dall’Unione Europea sulla stabilità economica del nostro povero Paese, rendono l’Italia il punto debole da attaccare se si decide di fare la guerra all’Euro.

I punto che il Presidente del Consiglio non tiene in considerazione non è tanto quello che potrebbe fare adesso, ma quello che non ha fatto nei lunghissimi anni di governo assolutista in cui le preoccupazioni per gli affari personali e per la depravazione sessuale hanno dominato le sue azioni, invece di intraprendere una strada virtuosa per assicurare un futuro all’Italia. La sua reputazione internazionale è inoltre giunta ai vertici del ridicolo, assicurando che non è sicuramente lui la persona in grado di portare il Paese fuori dal pantano in cui si trova, rendendo ancora più facile sferrare attacchi violenti alla nostra economia, vista senza una guida credibile e senza un futuro plausibile con le regole internazionali.

Forse Berlusconi passerà alla storia come colui che ha affondato l’Italia, distruggendone ogni principio di credibilità e negando il futuro che invece abbiamo tutti il dovere di garantire alle prossime generazioni e a poco varrà il coro di voci che si leveranno dicendo “lo avevamo detto”. Forse ha ragione Sacconi a temere una rivolta popolare: sarebbe veramente ora.

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il vento del cambiamento è arrivato anche in Spagna

In questa foto ripresa da El Pais, Alejandro, 19 anni, cambia il nome della Piazza del Consiglio a Piazza del 15 maggio. A Valencia, come in Egitto, Tunisia, Libia e Siria il vento sta cambiando. A presto sui nostri schermi… Il futuro è nell’aria

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la morte di Bin Laden

Dopo cinque giorni dall’annuncio ufficiale da parte del Presidente degli Stati Uniti, Al Qaida ha diffuso un messaggio, ripreso prima da Al Jazeera e poi da tutti i media mondiali, che conferma la morte di Osama Bin Laden, spazzando via i dubbi, le illazioni e le menzogne a cui abbiamo assistito in questi giorni. Eccone il testo integrale:

“Se gli americani sono stati in grado di uccidere Osama, non c’è nulla di cui vergognarsi, ma gli americani sapranno con i loro media, i loro agenti, il loro equipaggiamento, uccidere ciò a cui lo sceicco Osama ha dedicato la sua vita? Confermiamo che il sangue dello sceicco combattente Osama bin Laden non è stato versato invano e che sarà una maledizione che perseguiterà gli americani ed i loro agenti, all’interno e e fuori dal loro paese. Continueremo sulla strada della jihad, tracciata dal nostro leader, lo sceicco Osama, senza esitazioni e riluttanza. Non ci discosteremo da questo obiettivo fino alla vittoria o alla morte. Come previsto dal giuramento di bin Laden, l’America e coloro che vivono in America non potranno mai essere sicuri, finché non lo sarà il nostro popolo in Palestina. I soldati dell’Islam continueranno, in gruppo e individualmente, senza tregua la pianificazione della loro lotta. Il popolo musulmano del Pakistan, sul cui suolo è stato ucciso lo sceicco Osama, alla rivolta per lavare l’onta che gli è stata inflitta da una banda di traditori e ladri, che hanno venduto tutto al nemico. I pakistani reagiscano con la forza per pulire il loro paese dagli americani che hanno diffuso la corruzione. Lo sceicco ha rifiutato di lasciare questo mondo prima di condividere con la nazione islamica la gioia suscitata dalle rivolte di fronte all’ingiustizia. Per questo una settimana prima della sua morte ha registrato un messaggio che contiene complimenti e consigli e noi lo trasmetteremo presto”.

Mentre comincia quindi l’attesa per il messaggio “postumo” di Osama Bin Laden, il messaggio diffuso dai suoi fedeli ha l’evidente scopo di aizzare le popolazioni musulmane dal Pakistan al Mediterraneo, ma tradisce una debolezza che forse mai prima si era avvertita.

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Le immagini proibite del matrimonio reale

Oh noooooooooo… 😉

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Gheddafi, le bombe e Bossi

Mentre il colonnello Gheddafi invoca in televisione la trattativa con la NATO per far cessare i bombardamenti che oltre a sfiancare le sue difese stanno pericolosamente avvicinandosi alla sua persona negli ultimi tempi (ad esempio, mentre parlava in TV una bomba ha sfiorato gli studi televisivi…), il governo italiano litiga furiosamente sull’adesione forzata che Berlusconi ha dovuto dare, su pressione si Sarkozy più che di Obama, garantendo la partecipazione diretta delle nostre forze armate agli attacchi armati alla Libia di Gheddafi, assieme alle forze NATO. Quindi, da una parte l’evolversi delle cose sul piano militare apre spiragli verso la resa del dittatore libico e dall’altra i nostri valenti rappresentanti governativi litigano preoccupati dai propri interessi, incuranti dell’immagine del Paese, oramai considerato marginale ed inaffidabile.

Umberto Bossi. furioso per la mancata consultazione da parte del Cavaliere prima di prendere gli impegni sulla guerra, ha fatto depositare a Reguzzoni, il rappresentante del Carroccio in Parlamento, una mozione in sei punti che fissano i paletti necessari per non aprire un fronte con il PDL che minerebbe inevitabilmente le sorti del governo, oramai schiavo dei voleri leghisti se vuole sopravvivere. I punti, bollati come “una provocazione” dal PDL, sono:

  1. fissare un termine certo delle ostilità, stabilendo una data di cessazione della partecipazione italiana ai bombardamenti
  2. la garanzia che non vi siano aggravi fiscali per sopportare i costi delle azioni militari
  3. un forte contenimento dei costi delle operazioni militari
  4. un blocco navale per impedire ai migranti di raggiungere le sponde italiane
  5. la ripartizione dei flussi migratori tra i Paesi che partecipano alle azioni militari
  6. aiuti economici ai Paesi nordafricani per contenere le partenze dei migranti

Che l’obiettivo dichiarato della Lega sia legato ai flussi migratori è chiaro, perchè ogni altro aspetto della vicenda è lontano dalle capacità intellettive oltre che politiche dello schieramento di Bossi, ma è altrettanto ovvio quanto il governo di Berlusconi sia ricattabile anche su questo fronte, intrappolato tra gli obblighi internazionali imposti senza alcuna capacità e possibilità di negoziato per il nostro Paese, vista la risibile reputazione che abbiamo acquistato a forza di scandali, gaffe ed amicizie rischiose, e le richieste xenofobe dell’unico alleato di governo che incurante delle sorti del Paese, tira la corda, portando sul tavolo contropartite populiste mirate esclusivamente al proprio tornaconto elettorale (che vuol dire, giusto come esempio, fissare un termine certo dell’intervento militare? E’ una nostra decisione? O ci sfiliamo allo scadere della data?).

Adesso proveranno a trattare sui singoli punti, visto che la mozione è decisamente irricevibile e c’è da scommetterci che magari un accordo lo troveranno a scapiti dei migranti.

Altra nota triste: sembra che anche il PD e l’IdV abbiano presentato delle mozioni contro la decisione del governo di partecipare alla guerra in Libia: se ne sa qualcosa? L’unica preoccupazione adesso sembrano essere le amministrative, tanto che Veltroni comincia a chiedere una verifica sulla posizione di Bersani dopo il voto, dando per scontato che si vada a perdere… ovviamente.

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la tragicomica vicenda dei migranti e della Romania

Ieri il presidente romeno Traian Basescu ha detto che il suo paese è pronto ad accogliere 200 migranti tunisini, in risposta all’appello alla solidarietà rivolto dall’Italia ai membri dell’Unione europea. Vista l’aria che tira ed i treni da e per la Francia che partono a singhiozzo, bisognerebbe suggerire a Frattini e Maroni di ringraziare la tanto bistrattata Romania e ricordare che ad oggi la ricca Lombardia non ne ospita nessuno e neanche il Veneto (i pochi Sindaci che avevano accettato la richiesta di Maroni di ospitare una quota di migranti sono stati spernacchiati dagli stessi leghisti…). Adesso mi resta da vedere la Tunisia che accoglie 200 rumeni di etnia Rom, che sono scacciati da tutti, e poi ho visto tutto in questa commedia tragica sui migranti africani…

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ecco perchè è morto Arrigoni

In questo video trasmesso qualche tempo  fa da “Presa Diretta” del TG3, ci sono i motivi per cui Vittorio Arrigoni è morto.

Pubblicando questo video non voglio giudicare, ma solo proporre una testimonianza per rendere chiaro a tutti cosa faceva Vittorio a Gaza. Al di la della crudeltà che permea lo stallo in cui versa il processo di pace tra Israele e Palestina, riportare le notizie a rischio della propria vita è un atto non solo di coraggio, ma anche di passione democratica, degno del più profondo rispetto di tutti.

We will stay Human, Vik

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libertà per la Libia – 2

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…e Bossi sbugiarda Maroni

L’Italia deve uscire dalla Ue? “No, no. Maroni era arrabbiato”. Così Umberto Bossi risponde ai giornalisti a Montecitorio e aggiunge: “Sono cose che passano in una notte”. Che cosa dovrebbe fare l’Europa? “L’Europa – risponde il leader della Lega – dovrebbe fare un sacco di cose e invece non fa niente. Dovrebbe fare quello che stiamo facendo noi, mandare le navi a pattugliare”. E sull’ondata migratoria in arrivo dal Nord Africa il leader del Carroccio è perentorio: “Dobbiamo mandarli a casa tutti. “Sì”, l’Ue è un problema – ammette il ministro delle Riforme – ma “noi andiamo avanti per la nostra strada, come abbiamo sempre fatto”. Questo è quanto riporta Il Giornale, pensate un po’…

Bossi quindi sbugiarda clamorosamente il Ministro degli Interni, che in piena crisi isterica non era riuscito a frenare i nervi dopo lo schiaffo ricevuto dall’Unione Europea. Anche Frattini, cambia rotta, dichiarando che “per l’Italia l’Unione europea è una straordinaria opportunità”.

In meno di 24 ore, un completo cambiamento di rotta a dimostrazione del livello di sbando totale in cui versa il governo. A Bossi qualcuno spieghi che andare avanti per la “loro” strada si è dimostrato un fallimento a 360 gradi (oltre a ripugnare per il razzismo della politica del “fuori dalle palle”), a Maroni, si chiarisca che strillare in maniera isterica non serve mai, soprattutto quando si hanno posizioni sbagliate (ricordate anche il trambusto dopo le dichiarazioni di Saviano sulla ‘ndrangheta al Nord?), e visto che un Ministro deve evitare di creare danni all’immagine del Paese, si inviti lui e Frattini a dare le dimissioni (in dialetto padano: fora de ball).

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lo schiaffo europeo e l’isteria leghista

Mamma mia che schiaffo! Solo a guardare la faccia di Maroni all’uscita della riunione di Bruxelles si poteva intuire il dolore che provava dopo il manrovescio che l’Unione Europea a decretato negando all’Italia gli aiuti per fronteggiare la declamata emergenza immigrazione. Per carità non voglio certo affermare che l’Europa debba voltarci le spalle nel caso di un’emergenza o gongolare dell’ennesimo fiasco del nostro Paese, ma voglio solo registrare la clamorosa sberla che la comunità europea ci ha rifilato mandandoci a casa a rifare i compiti.

Ma di quale emergenza state parlando? La solidarietà europea non sarebbe negata in caso di emergenza, ma non ci risulta che l’Italia stia subendo un’emergenza in questo momento. Ecco in sintesi la motivazione che ha spinto al gran rifiuto. Di fatti i numeri non parlano di esodi biblici, al netto dei rimpatri per cui comunque riceviamo contributi economici a fronte dei costi di gestione. I “richiedenti asilo” sarebbero in numeri gestibili se distribuiti equamente nelle regioni italiane e comunque non sarebbero neanche un sesto dei numeri ospitati dalla Germania. ad esempio. Il fatto è che non sono affatto distribuiti in tutta Italia: la sola Sardegna ne ha ospitati 1500, la Puglia oltre 2000, e poi la Campania, Lazio, la Toscana e molte altre, ma più ci si avvicina alle regioni della Padana mitologica della follia leghista e più ci si accorge che i numeri sono uno zero spaccato. Eppure in Sardegna non ci sono state rivolte popolari, anzi si sono viste azioni spontanee di vera solidarietà con distribuzione di cibo ed accoglienza, nessuna tendopoli è stata allestita così come da nessuna altra parte del Paese. E allora mi sorge un dubbio: non sarà che si sta gridando al lupo al lupo per spaventare la gente a scopi elettorali? La paura di un’invasione biblica (urlata dal Maroni ancora prima che sbarcasse un solo migrante e poi velocemente ridimensionata per non scadere troppo in fretta nel ridicolo) porta indubbiamente acqua al mulino del razzismo padano ed i media servili del nostro Paese non si sono certo fatti scappare l’occasione per alimentare il fuoco. Adesso però siamo stai sbugiardati dall’Europa… alla faccia delle grandi relazioni vantate da Berlusconi & Co.

E dopo lo schiaffo le urla isteriche: “Fuori dall’Europa!”, “meglio soli che male accompagnati!” ha dichiarato fuori un Maroni evidentemente fuori di testa ed ancora sofferente dai postumi dell’atterraggio con i piedi per terra fuori dai confini servili del nostro povero Paese. “Ritiriamo le truppe in Libano e mettiamole a pattugliare i confini!” ha detto Calderoli, oramai in un’insopportabile avvitamento tra la pazzia conclamata e l’idiozia più imbarazzante. Gli ha fatto eco il Ministro degli Esteri Frattini da Londra, con toni lievemente meno accesi, ma altrettanto fuori luogo, tanto che lo stesso Presidente della Repubblica si è affrettato a richiamarlo personalmente, invitando lui e tutti gli esponenti del governo ad evitare  di sparare al alzo zero frasi inaccettabilmente ingiuriose di cui ci troveremo a pagare le conseguenze. Uscire dall’Europa? Solo un pazzo può dire simili castronerie. Per fare cosa? Chiedere l’annessione all’Unione Africana o correre da soli contro il mondo? Invece di riflettere sulle proprie politiche scellerate, cercando di ricucire dopo strappi interminabili e propaganda insulsa la nostra reputazione, ci stiamo attirando ancora una volta l’ostilità dei nostri compatrioti europei con insulti e minacce perchè l’Unione Europea non si è piegata al volere leghista e del governo? Già sentir parlare i leghisti di solidarietà è sospetto, se non ridicolo, visto l’elenco infinito di razzismo ed egoismo che no cosparge la storia (non ultimo il “fuori dalle palle” in dialetto, grugnito da Bossi qualche giorno fa), ma chiedere solo quando fa comodo per fini elettorali, mentre fino al giorno prima si è girata la testa dall’altra parte non è accettabile da nessuno.

In un Paese minimamente civile  il Ministro degli Interni e quello degli Esteri si sarebbero dovuti dimettere per l’incapacità dimostrata, la figuraccia a cui hanno esposto il Paese e per le reazioni inconsulte che sono seguite alla decisione della comunità di cui facciamo parte (per fortuna!). Invece di continuare a sbraitare idiozie, aizzando gli animi, che Calderoli e Bossi dimostrino la solidarietà leghista, ospitando i richiedenti asilo nelle province del Nord, come fanno le altre Regioni, più povere, ma sicuramente più civili e solidali. E poi un appello alla nazione: per favore smettiamo di discutere e mandiamo a casa questi incapaci una volta per tutte e per sempre, prima che sia troppo tardi!

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