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L’isola di Pasqua ha una sorpresa!

7gIl grande mistero che circonda l’isola di Pasqua è diventato, se possibile, ancora più profondo: letteralmente.

L’isola di Pasqua o Rapa Nui  è uno dei posti più remoti al mondo, nel mezzo dell’Oceano Pacifico, 3500 km a est del SudAmerica Gli archeologi hanno infatti scavato per anni attorno alle enigmatiche e gigantesche teste di pietra (887) che si ergono e cosa hanno scoperto? Le gigantesche teste hanno anche un corpo completo, completamente immerso nella terra e coperto da antichi petroglifi  non ancora decifrati.

Sono state erette per 250 anni, dal 1250 al 1500, da un popolo misteriosissimo, caduto in rovina per la devastazione ambientale causata proprio dalla costruzione delle gigantesche statue. Le teste arrivano ad essere 10 metri di altezza e pesare 82 tonnellate che, con il corpo, diventano 22 metri di altezza (più di un palazzo di sette piani!) per oltre 270 tonnellate di peso.

Ecco alcune foto (cliccare per ingrandire):

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le prime foto da Marte

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la macchina del futuro viene dal passato

E’ tutto pronto: entro la metà del prossimo anno sarà in vendita l’auto ad aria, una macchina che nel serbatoio ha solo aria compressa. Costerà appena 7000 euro e il primo modello ad arrivare sarà una city car, seguito da una gamma infinita di modelli, dalla berlina da famiglia alla piccola, dalla vetturetta per 14enni al Bus, passando per il veicolo commerciale, il trattore e il container. Non manca nulla, perfino un motore da attaccare a casa ad una presa di corrente per usarlo come generatore in caso di emergenza. L’autonomia di marcia è di oltre 350km con consumi ridicoli: mezzo litro (meno di €1) per 100 km di percorrenza.

La  Motor Development International (MDI), con sede in Lussemburgo, è ormai a un passo dal lancio commerciale come ha annunciato a La Repubblica di cui riporto uno stralcio dell’intervista al curatore del progetto, Cyril Negre.

“(…) non avremo nessuna concessionaria, ma officine: produciamo là dove vendiamo. Con vantaggi infiniti, economici, sociali. Pensi solo al fatto che un costruttore normale deve farsi carico di una logistica enorme perché produce in un solo posto e poi è costretto a spedire in tutto il mondo. Da noi chi produce vende. Non paghiamo commissione al concessionario perché è la stessa fabbrica che vende la macchina, e questo abbassa enormemente i costi”.

Si, ma dovrete avere diverse fabbriche, sparse per tutta Europa. E poi, scusi, perché prima parlava di vantaggi ‘sociali’?
“Deve vedere il progetto da un’angolazione diversa, complessiva. Immagini di produrre un certo numero di auto in una sola officina o in 50 fabbriche sparse per tutta Europa. Nel secondo caso facciamo del bene perché serve il 30% di forza lavoro in più. Sembra uno svantaggio, ma è una grande vantaggio perché si entra nel tessuto sociale delle città, si dà forza alle famiglie. E poi non dimentichi che per fare ecologia, oggi, non  basta fare macchine pulite, ma è necessario fare macchine che costano poco. E che richiedono poca energia per essere prodotte. Proprio quello che facciamo noi. In più non trasportiamo macchine finite qua e là per l’Europa. Le produciamo in loco, questo riduce ulteriormente le emissioni (e i costi) del ciclo produttivo”.

In Italia volete produrre 140 mila pezzi l’anno?
“Si, alla fine è questo l’obiettivo. E sono stime prudenti perché quando la gente conoscerà il nostro prodotto ci sarà un vero boom della domanda. La macchina costa poco, ma soprattutto costa pochissimo da usare, meno di 1 euro per fare 100 km. E poi il nostro concetto produttivo avvicinerà il pubblico al prodotto. Questi numeri fanno impressione ma se li distribuisce su 20 fabbriche il discorso è diverso. Oggi nessuno si può svegliare e trasformare in costruttore. L’unica strada è quella di creare tante piccole officine. Distribuendo il know how, non macchine fatte, è tutto più facile e veloce”.

Torniamo alla macchina. Si può caricare in due minuti in una stazione di servizio specifica o in tre ore ad una normale presa di corrente. A bordo quindi c’è un compressore? 
“No, è lo stesso motore che spinge la macchina che funziona anche da compressore: non c’è motore e compressore, ma c’è solo un elemento che fa tutto. E che – volendo – può anche funzionare come generatore di corrente per appartamenti. Noi lo chiamiamo motore/alternatore. Bello no?”

Parliamo di potenze e prestazioni.
“La piccola AirPod ha 7 Kw, ma una coppia completamente piatta di 45 Nm e una velocità massima di 80 Km/h. L’AirOne invece ha un motore da 15 Kw e fa i 100 orari. Ma è una macchina molto più grossa, pesa 400 kg. E poi c’è l’AirCity – ancora più grande – che non è più un quadriciclo leggero ma una macchina vera, fa i 130 orari ed ha con 25 Kw di potenza”.

E’ vero che la tecnologia dei veicoli ad aria compressa è antica?
“Si, c’erano carrelli nelle miniere che funzionavano così già nel 1870 e i francesi a inizio secolo fecero anche un tram, poi però arrivò il motore a scoppio…”.

Credo che tutto questo meriti quantomeno una seria riflessione. Per chi vuole andare nel dettaglio il sito è www.mdi.lu

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la passeggiata di Venere sul Sole

il pianeta Venere, fra la mezzanotte e l’alba di domani, 6 giugno 2012, transiterà davanti al Sole; il prossimo transito avverrà tra 105 anni, l’11 dicembre del 2117.

Venere si allineerà con Sole e Terra e lo vedremo camminare sul Sole, per una volta simile ad un punto di buio invece che a una stella.

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la levitazione nello spazio

Mentre siamo affaccendati, nel bel mezzo di una crisi che sembra sempre di più un crollo del sistema finanziario che regola e dispone delle nostre vite da anni (troppi), ecco apparire su Il Sole 24 Ore una notizia che riporta tutto il contesto nel giusto scenario: due olandesi, geniali, hanno trovato la maniera di far fluttuare gli oggetti nell’aria, creando un modulo a levitazione magnetica dalle infinite applicazioni: arte, design, arredamento, illuminazione, progetti industriali…

Guardate questo video:

Non c’è settore in cui questo straordinario strumento non possa trovare applicazioni. Il Sole 24 Ore riporta che “i visitatori del Salone del Mobile di Milano, dove è stata presentata l’invenzione, passavano davanti alla lampada sospesa nel vuoto, tagliata in due fette fluttuanti nello spazio, e si fermavano abbacinati. Qualcuno toccava con timore la lampada, altri ritiravano il dito nel timore di prendere chissà quale mortale scossa” e nei negozi Nike a Miami e Las Vegas, una gigantesca scarpa da basket galleggia immota nello spazio, davanti ai clienti attoniti.

Nessun filo, nessun trucco, nessun inganno: Gerard e Angela Jensen hanno usato il principio antichissimo dell’attrazione e respingimento magnetico di due dispositivi, applicati a due oggetti, tenendoli a distanza costante per aria (tecnicamente si ottiene attraverso un raggio laser che parte da una base magnetica e colpisce il ricettore situato sul modulo fluttuante, mantenendolo sospeso in perfetto equilibrio, al livello di fluttuazione desiderata).

Il costo del dispositivo attuale, che può sostenere oggetti di medie dimensioni è (ma è sono in fase di realizzazione altri prodotti in grado di sostenere oggetti di dimensioni anche molto più grandi) di €500, offrendo una nuova tecnologia alla portata di tutti: provate ad immaginare in quanti settori potrà essere sfruttata, trasporto compreso se riescono ad applicarla a grandi oggetti.

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Terzo grado in carcere

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La NASA scopre vita aliena sulla Terra

Non è uno scherzo, ne una visione fantascientifica: la NASA ha infatti annunciato una conferenza stampa per stasera in cui saranno dati i dettagli di “una scoperta in astrobiologia (la scienza che studia l’origine, l’evoluzione, la distribuzione ed il futuro della vita nell’universo)” che potrebbe dimostrare l’esistenza di un’altra forma di vita, anche sulla Terra. La scoperta potrebbe provare la teoria che esistono creature-ombra in parallelo agli esseri umani e in ambienti finora ritenuti inabitabili, vale a dire che esiste una forma di “vita come non la conosciamo”.

Le ipotesi già impazzano nella rete, tanto da aver scatenato una vera e propria frenesia mediatiaca prontamente ribatezzata “Astronomy Hysteria”. Sia come sia, la comunità scientifica è divisa tra scettici e convinti sostenitori che sì, la presenza di altre forme di vita intelligente accanto alla nostra è un dato che aspetta solo di trovare conferma. La scoperta dovrebbe riguardare un microbo che riesce a vivere in un ambiente finora ritenuto letale per qualsiasi forma di vita. Il batterio è stato trovato in fondo al Mono Lake, nel Parco Nazionale di Yosemite, in California, una lago ricco di arsenico. La creatura usa infatti l’arsenico per sopravvivere e questa capacità, secondo l’agenzia spaziale americana, aumenta la prospettiva che una forma di vita simile possa esistere su altri pianeti che non hanno la nostra atmosfera: “Se questi organismi utilizzano l’arsenico nel loro metabolismo, ciò dimostra che ci sono altre forme di vita rispetto a quelle che conosciamo. Sono alieni, ma alieni che condividono lo stesso nostro ambiente”.

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La strabiliante scoperta di un precario

La scoperta di Fabrizio Tamburini, precario a €1300 al mese all’Università di Venezia e oggi tra i candidati al Nobel… Gelmini e Tremonti riflettete!!

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