Articoli con tag afghanistan

un’altra guerra persa

Nel corso del 2010 gli insorti in Afghanistan non sono stati affatto indeboliti dalle operazioni delle forze della coalizione le cui unità sono state oltretutto aumentate, ma hanno iniziato ad attaccare in zone sinora risparmiate dai combattimenti. E’ quanto emerge da due mappe delle Nazioni Unite, compilate una a marzo (all’inizio della stagione piu’ intensa dei combattimenti) e l’altra alla fine di ottobre. Le carte, usate dal personale Onu per valutare i pericoli negli spostamenti nel Paese, dividono i distretti dell’Afghanistan in quattro categorie: a rischio molto alto, ad alto rischio, medio e basso.

I documenti confermano quanto emerso sinora e traggono le stesse conclusioni di un rapporto del Pentagono del mese scorso, secondo cui in Afghanistan quest’anno gli attacchi sono aumentati del 70% rispetto allo scorso anno. Sul terreno, con le offensive (infruttuose) delle forze della coalizione concentrate nel sud, gli insorti si sono spostati verso il nord e l’ovest del Paese. Dall’inizio dell’anno sono stati uccisi in Afghanistan oltre 700 soldati delle forze della coalizione e secondo il sito ‘ICasualties.org’, il 2010, pur se ancora non concluso, e’ stato l’anno piu’ sanguinoso dall’avvio nel 2001 delle operazioni statunitensi nel Paese ora guidato da Hamid Karzai. Da gennaio sono morti in Afghanistan anche piu’ di 800 soldati afghani.

La strategia della Nato per l’Afghanistan prevede per il luglio del prossimo anno l’inizio del trasferimento delle responsabilita’ in materia di sicurezza alle forze di sicurezza locali con l’obiettivo di completare il trasferimento nel 2014. Attualmente in Afghanistan sono dispiegati circa 140mila soldati, tra i quali circa quattromila militari italiani, concentrati per lo piu’ nella provincia occidentale di Herat.

Nel frattempo il Presidente afgano Ahmid Karzai cerca alleanze con i potenti signori della guerra che usano la produzione ed il commercio di droga per finanaziare i loro eserciti. Secondo Wikileaks, infatti Karzai che era stato definito come un uomo “ispirato dalla paranoia” è più volte intervenuto personalmente per far rilasciare funzionari condannati o accusati di traffico di droga. “In numerose occasioni, abbiamo sottolineato con il ministro della Giustizia afgano la necessità di mettere fine ai suoi interventi e a quelli del presidente Karzai che autorizzavano il rilascio di detenuti prima del processo e permettevano a individui pericolosi di girare liberi o di tornare alle loro attività senza mai finire davanti a una Corte afgana”.

In questo scenario, più che mai, riportiamo i nostri ragazzi a casa: bring the boys back home!

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Le bombe di La Russa

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Am-missione di pace

La notizia è entrata in tutte le case: altri quattro ragazzi, alpini questa volta sono rimasti uccisi in Afghanistan, in questo orribile 2010 di “missione di pace” in cui 34 quattro dei nostri soldati sono morti per difendere l’occidente dalla minaccia terrorista. Il cordoglio unanime è subentrato alle case di Montecarlo, i dossier, gli insulti, le inchieste ed i razzismi nostrani, facendoci sentire tutti veramente stupidi.

Il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, chiama sciacalli tutti quelli che insistono a chiedere il ritiro delle truppe dalla missione, visto che è già previsto per la fine del 2011, senza accorgersi che il suo è un ragionamento da avvoltoio: d’altronde, da qui alla fine del prossimo anno quanti vuoi che ne muoiano? Eppure che senso ha combattere senza neanche la (ridicola) motivazione di portare la pace? Alla fine del 2011 non ci ritireremo perchè abbiamo portato a termine al missione, ma perchè abbiamo miseramente fallito (chiedetelo a Karzai, messo alla guida del Paese dall’Amministrazione Bush per… meriti aziendali ed oggi uno dei più critici con la gestione della campagna militare afgana).

In questi anni i soldati delle forze internazionali hanno ucciso e sono rimasti uccisi senza stroncare Al Qaeda, pacificare i signori della guerra che comandano tutte le regioni del Paese ad esclusione (forse) della capitale, alimentando il senso di rivalsa anti-occidentale della popolazione per i continui errori di mira che hanno distrutto scuole, ospedali e villaggi inermi alla ricerca dei capi talebani capeggiati dall’ineffabile Mullah Omar, prima al potere ed ancora oggi a capo della resistenza. E Osama Bin Laden? La leggenda lo avvolge e non si è riuscito neanche a sapere se è davvero mai stato in Afghanistan, in Pakistan o chissà dove si trovi o si trovasse.

Paghiamo ancora oggi gli errori di Bush e della sua cricca criminale, cercando di fuggire di fronte alla realtà, chiamando la guerra “missione di pace” per sentirci a posto con la nostra coscienza (e con la costituzione per cui “l’Italia ripudia la guerra”) e cercando una via d’uscita (il 2011 appunto, quando le truppe lasceranno il Paese, come annunciato da Obama) per non rimanere invischiati in un altro Vietnam.

Capisco che il governo voglia rispettare gli impegni presi da Berlusconi (con il suo caro amico Bush prima e con Obama poi) per rinsaldare le alleanze internazionali e l’alleanza con gli USA, ma da cittadino, mi aspetterei un atto di ammissione degli errori compiuti, un mea culpa che faccia capire agli italiani come anche noi, oltre agli americani, sappiamo che tutta questa vicenda è stato un tragico errore da cui vogliamo uscire al più presto. Invece l’avvoltoio La Russa chiede di armare gli aerei con le bombe, di combattere come gli Sturmtruppen dei fumetti, senza neanche la dignità di rispondere, se non con gli insulti, a chi gli chiede se non sia il caso di accelerare l’inevitabile ritirata.

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..altri quattro morti in Afghanistan

di Marco Scalia

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