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La FED alimenta la paura sui mercati

1Non posso esimermi da scrivere un altro articolo sull’economia (o forse dovrei parlare di finanza?) dopo la decisione della FED, la Banca centrale USA, di non alzare i tassi di interesse che negli Stati Uniti d’America  sono praticamente a zero (0-0,25) da quasi 10 anni, da quando la misura fu introdotto per contrastare la Grande Crisi del 2008.

Fornire denaro “fresco” al mercato per allentare la morsa del declino finanziario è una forma di droga che viene fornita ogni giorno agli operatori e alle banche e, nonostante il contrasto degli integralisti, è una misura ampiamente adottata (si veda, solo a titolo di esempio, il Quantitative Easing che la Banca Centrale Europea ha annunciato continuerà fornire al mercato europeo che ancora si dibatte nella via di uscita dalla crisi) e che, stando ai risultati dell’economia reale (disoccupazione, crescita delle imprese, aumento dei salari, ecc.) qui negli USA ha funzionato benissimo, riportando il Paese a livelli pre-crisi oramai conclamati.

Eppure la FED ha deciso di rimandare ancora una volta, nonostante la signora Yellen annunci un rialzo dei tassi di interesse da anni oramai. Perché? Vediamo punto per punto in maniera da cercare di trarne qualche conclusione:

  1. l’ulteriore procrastinare della FED ha lanciato un messaggio preoccupante ai mercati mondiali (e non solo quello USA) sullo stato di salute degli Stati Uniti, tanto da necessitare ancora un po’ di “droga”, come quando si dibatteva nella morsa della crisi. In un momento di grande preoccupazione per l’economia mondiale, con il tracollo delle economie emergenti, compresa la Cina che ha “tirato il carretto” negli ultimi 10 anni mentre il mondo occidentale annaspava, questo certamente peggiora ulteriormente le cose. Guardate la volatilità sui mercati! Una maggiore incertezza significa minore crescita. Un aumento dello 0,25% (come era stato preventivato) non sarebbe stato molto e avrebbe calmato l’ansietà.
  2. La FED ha indicato proprio le incertezze del mercato come uno dei motivi del mancato rialzo dei tassi. Tuttavia i mercati sono un luogo dove si trattano prezzi e merci (le azioni in questo caso), il punto finale della filiera economica e finanziaria. Come mai l’istituzione governo del mercato USA si fa guidare invece di dare una direzione ai mercati stessi? Per di più l’incertezza dei mercati era derivata dalle crescenti difficoltà della Cina e delle economie emergenti (o dovrei parlare di finanza?) e non quella a stelle e strisce che invece corre come un treno (l’economia reale!). Per di più, se il declino della seconda economia mondiale era sfuggito alla FED in precedenza allora siamo veramente nei guai.
  3. Una delle motivazioni addotte è stata l’inflazione, che resta ancora sotto il livello atteso dalla Banca Centrale (manca uno 0,1% al 2% atteso!), ma è oramai chiaro che le metriche usate dal governo americano per l’inflazione non si riflettono affatto sui prezzi dei supermercati. Quanti hanno visto un ribasso sui carburanti nonostante il calo del prezzo del greggio? Ovviamente non abbiamo un’inflazione come negli anni ’70, ma l’aumento di prezzi è evidente a tutti, negli USA (così come in Italia).
  4. E’ chiaro che il tasso di disoccupazione non è importante per la FED, nonostante fosse uno dei parametri chiave. Il 5.1% di disoccupazione misurato fino al mese di agosto scorso è sicuramente migliore del 6,5% indicato a  suo tempo come il livello sotto il quale si sarebbe alzato il tasso di interesse. Va tuttavia detto che la percentuale non tiene conto di tutti quelli che hanno rinunciato a cercare lavoro.
  5. Gli interessi bassi erano intesi a stimolare la gente ad investire, ma io, come tanti altri,  cerco di risparmiare fino all’ultimo centesimo in questo periodo pieno di incertezze e nubi all’orizzonte. La decisione della FED mi costringe sempre più in questa direzione, visto che neanche la Banca Centrale USA ha fiducia nella propria economia al punto da smettere di drogarla.
  6. il debito pubblico USA è oramai a livelli di vera insostenibilità, dopo tutti gli sforzi fatti per stimolare l’economia a uscire dalla Grande Crisi. Un dollaro forte avrebbe aiutato il Paese a controllare la crescita di un debito pubblico che porta rischi gravissimi se fuori controllo. La decisione della FED ha invece indebolito il dollaro, portando ulteriori elementi di preoccupazione per i mesi a seguire.
  7. La credibilità della FED non è l’unica cosa che è uscito incrinata dall’attesissima riunione di ieri (“ma sanno che stanno facendo?” “hanno dati diversi da quelli dei mercati?” “è in arrivo un’altra crisi?”sono alcuni dei commenti che si possono leggere in questi giorni e di cui ho già tratto qui). Si è incrinata la fiducia nella capacità degli USA di prendere per mano l’economia mondiale e questo è un vero disastro.

Vedremo nei prossimi giorni come tutto questo andrà a finire.

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Il nuovo Medio Evo

1Dopo la caduta delle ideologie, che hanno indubbiamente avuto effetti a volte devastanti, ma hanno avuto il merito di fare dei princìpi sociali il centro dell’evoluzione civile, credo si stia vivendo adesso un inevitabile nuovo Medio Evo.

Il vuoto lasciato dal pensiero ideologico è grande; è’ una voragine che si tenta di riempire con il mercato, il consumismo, seguendo un modello economico che offre sempre minori garanzie alla gente, creando incertezza sul futuro e ostacolando il pari accesso alle opportunità di sviluppo. Domina infatti da tanti, troppi anni una visione di convivenza sociale incentrata esclusivamente sul profitto.

Questo è un modello di società che funziona in maniera esagerata per il 6% della popolazione mondiale, che si divide il 50% delle risorse, lasciando al restante 94% della gente di sbranarsi per quel che rimane. Raramente nella storia si è vista maggiore disparità tra la qualità di vita delle persone: sia in senso geografico, guardando all’Africa tutta e a tante parti dell’Asia e del Sudamerica, che in senso sociale, con l’emarginazione e la povertà che si espandono a ritmi vertiginosi, dalle bidonville delle megalopoli del Terzo Mondo alle gelide strade di New York.

Il paragone con il Medio Evo mi appare quindi appropriato. Il regnante medievale era il padrone assoluto. Possedeva e quindi disponeva della terra, con tutto il lavoro e i frutti che ne derivavano. Vassalli, valvassori, signori e aristocratici in generale lo aiutavano in cambio dei suoi favori  lasciando il minimo per sopravvivere al resto della gente.

Per mantenere l’ordine si avvaleva di un esercito ben armato e spesso brutale che, quando non era impegnato al fronte, era usato per scopi civili.

La gente viveva una vita difficile, nella paura e nell’incertezza. Recentemente la famigerata scuola liberista di Chicago, ha teorizzato il ridurre la gente allo stato di paura e incertezza come una pratica utile alla produzione di legge di restrizione delle libertà civili e dei diritti acquisiti, perché nelle condizioni di stress la gente tende ad accettare cose che non accetterebbe mai altrimenti.

Certamente la quotidianità di oggi è immensamente più facile, grazie alla scienza ed alle sue applicazioni tecnologiche. Mangiamo meglio e viviamo di più e abbiamo accesso al sapere universale grazie a internet, ma questo è il miracolo della scienza, il frutto della nostra mente straordinaria e niente ha a che vedere con il modello sociale in cui viviamo.

Scendendo nel dettaglio, mi domando come possa essere accettabile giudicare il livello di vita in base al Prodotto Interno Lordo, che è semmai il livello di produzione di ricchezza, ma non tiene in considerazione cose fondamentali come il livello e la qualità dell’istruzione delle nuove generazioni, la puntualità della giustizia, la qualità delle cure mediche disponibili. L’indice sul prodotto interno lordo avrebbe una valenza solo se includesse misurazioni su questi punti e molte altre come il differenziale nella ridistribuzione delle ricchezze disponibili.

Il sistema finanziario globale è d’altronde totalmente scollegato dalla realtà produttiva e dalla gente. Impegnati a vendere il futuro profitto, guadagnando cifre da capogiro attraverso perversi meccanismi che in pochi capiscono davvero, cambiando il destino di intere popolazioni nel nome di qualche punto percentuale sulle valute, i nostri banchieri giocano un gioco degno dei migliori alchimisti, capaci di trasformare il piombo in oro, ma solo per il loro padrone e certamente non per il benessere della popolazione.

Senza scendere a compromessi con le teorie complottiste o il Nuovo Ordine Mondiale del Club Bilderberg, chiamate il nostro tempo come volete: un’oligarchia post-democratica o un nuovo Medio Evo, ma temo che sarà una lunga era buia per la stragrande maggioranza della gente. Essendo un inguaribile ottimista, mi auguro ci porti ad un nuovo Rinascimento o comunque verso un futuro migliore, anche se mi rendo conto che questo dipenderà da chi, prima o poi, riuscirà a riempire il vuoto lasciato dalle ideologie.

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la crisi finanziaria e la guerra per conquistare il pianeta

Vi consiglio di prendervi il tempo di guardare questo video (è lungo 2 ore…) sul ciclo economico dei nostri giorni e scommetto che troverete talmente tante analogie con quello che ci sta succedendo in Italia, sulle radici di una crisi che ci costringe a vivere in totale incertezza sul futuro, mettendoci tutti in condizioni di vera e propria schiavitù.

Osservo da un po’ di tempo il movimento Zeitgeist, scettico da una parte perchè dubito sempre di chi offre risposte alle domande (chissà perchè poi…) e interessato dall’altra a punti di vista su quello che è indubbiamente un cambiamento sociale di natura epocale. Non sono giunto a conclusioni, ma i temi trattati sono sicuramente centrali e, anche se il video è lungo, vi assicuro che il tempo passa velocemente tali e tante sono le tematiche affrontate.

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Il simbolico attentato di Genova

L’attentato all’Amministratore Delegato di Ansaldo Nucleare ha un valore simbolico perché colpisce un ingranaggio della macchina dello Stato, che simboleggia sia nel campo di attività che nella maniera in cui è gestita, lo stile del potere che governa il Paese dal dopoguerra. Tuttavia il simbolismo dell’attentato è rafforzato anche del momento di rara tensione e tragica intensità in cui versano le cose, a causa del precipitare dei catastrofici eventi finanziari internazionali.

Temo tuttavia che la gente non si soffermi più di tanto sulla motivazioni che sono invece alle origini della crisi, per poterne individuare le cause e porre un rimedio efficace per il futuro: la gente credo sia molto più concentrata sull’improvvisa povertà, instabilità e precarietà della propria esistenza e molto più arrabbiata “con chi ci ha portato fino a questo punto”, vale a dire la classe politica, con l’ex Premier Berlusconi e Bossi in testa (perché nessuno parla di che rivincita si sia preso Fini con i recenti fatti che hanno dilaniato il PDL?), il sistema finanziario che è indifferente alla sofferenza della popolazione, l’organizzazione dello Stato che priva i cittadini del benché minimo sostegno nell’adempimento dei doveri a cui sono chiamati, con Equitalia in testa, con i suoi modi arroganti, sprezzanti e senza neanche un’ombra di quel rispetto che dovrebbero ai contribuenti.

In questo clima, l’attentato di Genova rappresenta un simbolo ancora più pesante di una rivolta contro lo Stato tiranno.

Mentre sparano all’ingegner Adinolfi, cresce l’odio verso la classe politica che non ha saputo arginare la crisi, che ci teneva all’oscuro sbeffeggiandoci con dati rassicuranti (di tante frasi che rimarranno storiche ricordo solo: “Vediamo la luce alla fine del tunnel” – Tremonti – “Ma quale crisi, i ristoranti son pieni” – Berlusconi), e si arricchiva rubando a piene mani, in tutte le maniere, anche le più sfacciate e volgari. Cresce la rabbia verso una Chiesa cattolica che non sente il dovere di contribuire a risolvere i problemi finanziari del Paese in cui ha le proprie radici, semplicemente pagando le tasse sui beni di cui è proprietaria, come sono stati chiamati a fare tutti gli italiani, tranne le banche, perché anche questa categoria “a rischio” è stata esentata dall’IMU, come i sindacati… Crescono i suicidi di quelli che non ce la fanno più e sentono la terra mancargli sotto i piedi, e gli atti inconsulti come l’occupazione armata di uffici di Equitalia (per una richiesta di €40,000 di cui invece oggi si è scoperto che solo €2,000 era o dovuti), le bottiglie molotov, gli impiegati asserragliati negli uffici o malmenati per strada, (come credo possa succedere oggi per un evasore, smascherato pubblicamente).

La gente si sente sfruttata, privata della propria dignità e di quel futuro che ha costruito per tutta la vita, truffata da uno Stato che non ha saputo riformarsi perché i dirigenti che si sono avvicendati (mica tanto poi…) al potere erano troppo presi dal fare affari tra di loro… con i soldi della gente, perché adesso il domani mette paura e la rabbia popolare può finire per dare sostegno, anche se non esplicito, ad azioni di lotta aperta al sistema. Che succederebbe se venisse ferito, rapito o ucciso un politico legato alla catastrofe dell’economia italiana?

Attenzione anche alle manipolazioni di tutto questo. Ho vissuto gli anni ’70 e ricordo bene quanto tutto il Movimento di allora fu strumentalizzato, usato e distrutto

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