Articoli con tag Berlusconi

Grillo, le piazze e lo tsunami che investe l’Italia

grillo“La nostra generazione voleva cambiare la società e non ci siamo riusciti: fatelo voi per piacere!” Dario Fo, davanti alla piazza Duomo gremita all’inverosimile ha espresso un sentimento che tanti di quelli che hanno vissuto gli anni ’70 avevano dentro.

“Io non sono il leader del Movimento 5 Stelle, sono solo il portavoce, perchè la vera forza è la rete, siamo tutti noi!” così Grillo davanti a ottocentomila persone (!!) a Piazza San Giovanni a Roma qualche giorno dopo, nel bel mezzo di un tripudio che ha sancito il successo inequivocabile di quella rivoluzione civile che nei prossimi due giorni spazzerà via la classe politica infame che abbiamo sopportato in tutti questi anni.

Una classe politica non si auto-riforma (quanto volte lo abbiamo scritto su Nuda Verità…), ha bisogno di uno shock o di un effetto esterno che la costringa (vedi il “rumore dei forconi sotto il Palazzo” che abbiamo sempre invocato), di una rivoluzione che le strappi il comando, ed ecco che il Movimento 5 Stelle si appresta a travolgerli proprio come uno Tsunami. A nulla sono valse le calunnie, le dietrologie, le ricerche per alimentare la macchina del fango che tanto è servita in passato per fare politica perchè nessuno è più solido di chi non ha niente da nascondere e oltre a predicare riesce a mettere in pratica principi “rivoluzionari” per l’Italia degli ultimi anni: Onestà, Trasparenza e Solidarietà.

Non è Grillo sono i i milioni di Italiani traditi, vilipesi, sfruttati e soggiogati che si stanno rivoltando: è una rivoluzione non violenta ma sentitissima dalla gente quella che si sta per svolgere nelle urne della nostra democrazia, anzi che si è già svolta visti i risultati nelle piazze in cui il Movimento ha tenuto i suoi comizi.

Per carità non associami neanche lontanamente questo fenomeno all’ascesa della Lega di Bossi perché mai questa ha potuto contare sula sollevazione popolare a cui stiamo assistendo in tutto il Paese: rappresentava interessi di parte e era un vero e proprio partito, strutturato e inserito nel sistema, mentre qui stiamo assistendo a la spallata che farà cadere il sistema, portata da un Movimento e non un partito, che usa il mezzo più potente (la rete) per parlarsi, dialogare, scegliere, cambiare l’Italia. Forse il fenomeno delle piazze mi può ricordare l’ascesa di Obama, con i suoi stadi pieni, ma forse neanche lui ha potuto assistere a una piazza con 800.000 persone che hanno scelto di finanziare il cambiamento.

Ci sono alcuni aspetti che non condivido (il contrasto con il dissenso interno, le aperture ai fascisti di CasaPound, il disprezzo dei media), ma sono comunque marginali rispetto all’opportunità storica che si presenta al Paese. Non è un colpo di Stato: si chiama democrazia e riportare il popolo al centro delle decisioni è la vera rivoluzione di Grillo alla quale non posso che applaudire con entusiasmo.

Siamo tutti stufi (io per esempio ho smesso di pubblicarne su Nuda Verità) dei contrasti tra Berlusconi e i giudici, le difese di un Monti che non è riuscito a svincolarsi dall’immagine prona nei confronti della Germania, dei sofismi impalpabili tra candidati liberisti e socialisti del PD, delle gnocche ignoranti del PDL sempre pronte a inneggiare al vecchio satiro, delle opinioni interessate di commentatori iscritti ai partiti, di manager ladri di professione che ripagano i partiti per le poltrone ricevute a suon di milioni sottratti alla comunità. Parafrasando Grillo, preferisco mille volte rischiare il salto nel buio con chi fa dell’onestà e della trasparenza il suo motore che partecipare al suicidio di massa con una classe politica infame e invito il Partito Democratico ad accorgersi del fenomeno (ieri Ambrosoli ha fatto timide, ma illuminate aperture basate non sulle alleanze programmatiche, ma su progetti concreti… finalmente!) per dare una mano invece di contrastare lo Tsunami che si è già abbattuto sull’Italia.

I giochi sono fatti: arrendetevi, siete circondati dal popolo italiano.

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vogliamo sapere quale sarà il futuro dell’Italia

Che 2012 ragazzi…

Facevo benzina a un distributore automatico dove un ragazzo dello Sri Lanka aiutava a fare rifornimento in cambio della mancia mentre si è fermato un’altra macchina dall’altro lato e il conducente, un uomo sui 50 anni, gli ha chiesto se poteva anticipargli €5 per fare benzina. Il ragazzo dello Sri Lanka gli ha detto di no e si è girato verso di me dicendo: “Tutti i giorni viene e fa €5 di benzina… ma dove ci va con €5?”. Non molto lontano, questo è sicuro, ma che tristezza… Il Paese è allo sfascio e la gente è ridotta alla fame. Basta girare e guardare quello che succede tutti i giorni: negozi che chiudono, migliaia di persone che chiedono la carità in mezzo alla strada e tanti altri che non la chiedono e vivono tra i cartoni o negli angoli delle stazioni.

La maggioranza della gente regge a fatica, mangiandosi i risparmi di una vita per sopravvivere, sperando che le cose migliorino in questo 2013 che sta arrivando, ma con pochissime speranze.

A gennaio ci martelleranno i timpani con programmi di risanamento del Paese, adesso che sta crollando, pezzo dopo pezzo, dalle scuole, alle aule di Giustizia, agli ospedali. Monti si vanterà di aver evitato la catastrofe, ammonendo che poteva andare peggio, che le banche italiane non sono fallite, e che l’Agenda del Professore è la strada migliore per risanare il Paese partendo dai suoi conti pubblici. Berlusconi starnazzerà oscenità e minacce in preda alla sua follia senile, litigando in diretta con tutti, mentre Maroni cercherà di spremerlo in cambio di un appoggio della Lega del dopo-Trota, che nessuno sa quanti avranno il fegato di votare. Bersani è stato preso alla sprovvista dalla discesa/salita in campo di Monti e, a botta calda, ha provato a protestare: “Ma come fa a guidare il governo in carica e presentarsi alle elezioni?” Poi evidentemente gli hanno spiegato che lo fanno tutti i Capo del Governo uscenti a tutte le elezioni, e Monti ha assicurato la nazione che lui è sobriamente super partes nelle “ridotte funzioni della straordinaria amministrazione”  e faziosamente pro Monti nel tempo libero. Bersani è in vantaggio ma non può farsi prendere alle spalle così! Tutti sanno che le banche italiane non sono fallite grazie ai miliardi che sono stati prelevati dalle tasche di quelli che pagano le tasse e che sono confluiti nelle casse degli Istituti di Credito che li hanno usati per ricomprarsi un po’ di quel debito pubblico che le banche estere non volevano più accollarsi. I mercati si sono tranquillizzati perchè lo spettro di un’insolvibilità del nostro Paese si è dissipato, ma i soldi che sono stati necessari per questo vengono dalla carne viva del popolo italiano oltre che dai tagli ai servizi civili e ai diritti sindacali. E’ questo il futuro che viene prospettato al Paese? Vogliamo parlare di programmi di sviluppo e non di contabilità per una volta? Qual’è il Piano Industriale, quello per i Beni Culturali, per la Scuola, la Sanità e la Giustizia, la lotta all’evasione e alla Mafia? Qual’è la visione del prossimo governo? Sono questi gli argomenti con cui parlare alla gente e non le farsesche beghe tra partiti o leader veri e presunti della politica italiana. Bersani: Monti non ha bisogno di schierarsi, perchè è l’unico con un’agenda chiara di quello che vogliono fare al Paese. Lo ha capito anche Casini che adesso fatica a vedersi sbiadire dietro al Professore che aveva tanto opportunisticamente invocato.

Personalmente ne ho le scatole piene di programmi finanziari e delle liste di provvedimenti, magari individualmente validi, ma che non hanno una visione complessiva, una strategia per uscire da questo stato di intollerabile degrado in cui versano le nostre vite ogni giorno dell’anno, Capodanno compreso.

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Monti, Berlusconi e i maiali della Polverini

La diga è rotta. Tutti i giorni escono allo scoperto nuovi episodi di malaffare e malcostume che investono la già fragilissima reputazione della classe politica che (ahimè) governa questo nostro povero Paese: maiali e burini laziali imperversano, lombardi vacanzieri che incassano beni milionari dagli amici, tesorieri che considerano i fondi pubblici come appannaggio personale e dei propri amici, alte cariche dello Stato che fermano i lavori del Parlamento per non perdere un fottutissimo aereo.

Tutto questo durante una crisi dagli esiti incertissimi, che vede gli italiani arrancare dietro un debito pubblico di proporzioni inaccettabili, togliendosi il pane dalla bocca per far fronte alle gabelle, guardando i propri figli perdere la propria giovinezza alla disperata ricerca di un lavoro che non trovano, testimoni di un mercato del lavoro malato, asservito a interessi finanziari e non produttivi, indegnamente incurante dell’ambiente o delle famiglie che dipendono da quei posti di lavoro, spesso miseri e senza speranza di futuro.

Questa è l’aggravante che non dovrebbe lasciare scampo a questa pletora di corrotti che si celano dietro la maschera della politica nostrana, animati solo dalla decadenza morale i cui massimi esempi sono stati forniti all’Italia e alla comunità internazionale dell’ex-Premier Berlusconi, che oggi “tentenna” sulla scelta di tornare a candidarsi alle prossime elezioni, travolto dagli scandali generati dal proprio sistema da basso impero. Teme la perdita di consensi che la giunta romanesca e fascistella del Lazio provocherà nell’elettorato di destra, ma soprattutto la reazione a catena che i “fatti gravissimi”  (parole del Presidente della Corte dei Conti) di Via della Pisana porteranno sulla traballante amministrazione Formigoni in Lombardia, e poi (scommettiamo?) in Campania, Calabria, Sicilia e via discorrendo, ovunque il governo sia nelle mani degli emuli del padrone del Bunga Bunga.

Se Mario Monti vuole veramente provare a risanare il Paese deve far avere una risposta forte a tutto questo, cercando di far giungere alla popolazione italiana il messaggio che lo Stato non tollera più gli sprechi vergognosi, punisce non solo i responsabili dei fatti una volta accertati, ma inibisce il sistema dal ripetersi di simili atti di spregio per il Paese, soprattutto nelle condizioni miserabili in cui si trova. Così alla gente rimarrà forse solo il senso di schifo per questi comportamenti ignobili perpetrati da traditori dell’impegno assunto con l’elezione a rappresentare il bene comune.

Probabilmente ha ragione Grillo quando afferma che tutto questo è “solo la punta dell’iceberg”, che vengono fuori le minuzie per distrarre dal marciume profondo che pervade le istituzioni italiane, che questa classe politica va spazzata via per poter ricostruire una rappresentanza solidamente ancorata a principi etici e morali, in grado di guidare il Paese in maniera degna, ribadendo il diritto dei giovani (e di tutti) a potersi impegnare per costruire il futuro.

Le fotografie della festa decadente tra ancelle parioline con il rolex e maiali in mutande (sia nel senso delle maschere indossate che di persone) hanno fatto il giro del mondo, come fecero un tempo il Bunga Bunga e le nipoti minorenni di Mubarak, minando nuovamente la credibilità nazionale che a fatica e a suon di tasse e balzelli stiamo cercando di ricostruire. Non possiamo lasciar vanificare ogni sforzo (giusto o meno che sia) perchè questi miserabili continuino nelle loro pratiche decadenti, rubando a man bassa quello che versiamo per far funzionare la cosa pubblica, costruendosi ville o imperi a seconda del livello di potere raggiunto, considerando la propria non un mandato a nome della collettività, ma un affare, una mammella da cui succhiare il più possibile, incuranti del nostro futuro.

Caro Presidente Monti, capisco che tra la FIAT e l’Alcoa, l’ILVA, lo spread e gli affari finanziari, Lei abbia le mani piene, ma il Suo onorevole tentativo di portare questo Paese lontano dal baratro passa inevitabilmente attraverso la riforma della politica che è stato ed è il cancro che affligge questa nostra Povera Italia. Una riforma elettorale equa (che da soli non riusciranno mai a fare in maniera dignitosa, perchè troppo presi dagli interessi particolari per guardare alla democrazia e al bene della nazione) che restituisca alla gente il potere di scegliere (e mandare via) i propri rappresentanti è il minimo accettabile, perchè è fondamentale intanto spazzare via tutto il marcio di questa classe politica e amministrativa. Il rischio, mi creda, è che se non saranno puniti in maniera esemplare, se non saranno imposte regole ferree perchè non si ripeta mai più tutto questo, sarà la gente stessa, esasperata ridotta a una vita miserabile, a fare giustizia: basta leggere un libro di storia per capirlo. Non lo sente il tintinnìo di forconi che sale dalla piazza?

P.S. – Cominciamo dalla Polverini? Oggi è emerso che agli atti dei magistrati che indagano sull’allegra gestione dei fondi regionali ci sarebbe una lettera scritta da Fiorito il 18 luglio indirizzata a ogni singolo consigliere regionale del Pdl, al presidente dell’Assemblea regionale Abbruzzese, al vice-capo gruppo Carlo De Romanis e, per conoscenza a Renata Polverini, in cui si legge:

“Sollecitato da alcuni zelanti colleghi ho proceduto ad una serie di controlli su documenti giustificativi delle spese effettuate per il mantenimento del rapporto con gli elettori. Trovando una situazione assolutamente insostenibile, con assenza totale di documenti in alcuni casi e con giustificazioni, diciamo così, da approfondire, eccessivamente generiche e prive di riscontri effettivi (…) Come certo concorderà, è impossibile tollerare. E per questo, per i casi più evidenti, attendo risposta, in assenza della quale agirò, ove necessario, a mia e nostra tutela, secondo quanto previsto dalla legge”.

Alla lettera nessuno rispose mai, ma 4 giorni dopo Fiorito venne destituito.

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il coraggio di Monti

Le voglio fare solo una domanda, prof. Monti: come è mai che adesso non si parla più di Berlusconi e delle sue mille malefatte, cricche, puttane, minorenni, mafiosi, corrotti e corruttori?

Capisco che l’immagine del Paese non può reggere ulteriori sberleffi, vista la situazione critica che siamo costretti a vivere, che la credibilità si costruisce giorno per giorno, evitando imbarazzanti epiloghi come quello del Bunga Bunga, della nipote di Mubarak, o i baci a Gheddafi (ah… giusto: adesso non può più…), e che quindi è preferibile da un punto di vista di immagine del Paese non esporre ai media (e al pubblico ludibrio) il soggetto. Tuttavia questo non può e non deve fermare la Giustizia; non si debbono permettere scambi di favori tra le parti (cioè noi come Stato italiano e l’imputato), neanche nella penombra dell’Aula parlamentare, tra le votazioni di leggi che segneranno il futuro di tutti noi. Perché così fa la Mafia quando tratta, giusto?

Senta: mi ritengo immune dalle chiacchiere sul suo conto, da quelle allarmistiche sul Club Bildemberg, alle sue passate attività professionali tra i “poteri forti” mondiali. Credo che Lei si sia preso una gatta da pelare a dir poco gigantesca e che lo abbia fatto convinto del dovere morale di provare a raddrizzare la tendenza al massacro, al disfacimento sociale, culturale, politico e civile del Paese. Lo ha fatto perché crede di avere le forze per poterci riuscire e con Lei si è schierata l’Italia tutta, ricorda? Se ci riuscirà, come tutti ci auguriamo, sarà un eroe nazionale, di quelli che hanno fatto la storia del nostro Paese.

Anche per questo la esorto a non tralasciare la questione interna. Siamo purtroppo costretti dalla democrazia a sopportare una classe di incapaci (per di più presuntuosi e spesso disonesti) che non abbiamo mai eletto se non per interposta persona delle segreterie di partiti, completamente inadeguati a gestire il Paese, in particolare durante la durissima crisi che ci ha investito. Sono persone che non autorizzano neanche la magistratura a compiere il suo dovere nei confronti di “onorevoli” mafiosi, camorristi, corrotti o ladri, che tipo di rispetto possono avere? Salvare Silvio Berlusconi dal far fronte ai suoi doveri di cittadino nei confronti della legge è stata la missione di vita di tanta parte di questo Parlamento e tanti altri hanno contribuito a far fare affari d’oro, sempre a Silvio Berlusconi: lo lasceranno adesso che ha perso molto del suo potere, che il partito si sgretola sotto la guida dell’algido Alfano, che i giudici continuano a chiedere la sua condanna per questo o quel reato? Ad esempio: come reagirebbe il Parlamento se venisse chiesto l’arresto di Silvio Berlusconi?

E’ un’intera classe politica che deve avere una sferzata. Deve essere chiaro a tutti che essere responsabili delle proprie azioni nei confronti della legge dello Stato vale per tutti, in eguale misura, per garantire la convivenza civile e evitare abusi e sopraffazioni.

Continuare a negare questi princìpi cardine della democrazia, da un’ulteriore spinta al Paese verso la rovina e alimenta il fuoco dell’esasperazione sociale che rischia di diventare rivolta. Io che non sono un liberista, come avrà capito, penso che in questo caso è perfetto lo slogan “colpirne 1 per educarne 100”. Capisco anche che lei è un tecnico, ma ha già dimostrato di fare scelte politiche importanti: abbia ancora più coraggio, scardini dalle fondamenta questo sistema bloccato e corrotto.

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il terremoto politico delle amministrative 2012

Erano elezioni amministrative parziali, che coinvolgevano una porzione significativa, ma non estesa della popolazione. Vero, ma gli esiti che hanno avuto sono veramente straordinari. Cerchiamo di ricapitolare:

  • crolla la destra, dal PDL al Terzo Polo, in maniera trasversale. perdendo dappertutto tranne che in 6 comuni
  • la Lega sparisce perdendo 7 ballottaggi su 7, conservando solo la Verona del ribelle Tosi.
  • il PD vince a man bassa, spesso seguendo la stessa logica di coalizione che li ha portati a vincere come a Genova o L’Aquila, mentre perde quando corre da solo o con parte della coalizione, come a Palermo con il ritorno sulla scena di Orlando (IdV), per il quarto mandato, sulle ali di un eclatante 70% dei consensi.
  • Il Movimento conquista Parma, segnando la storia europea, facendo eleggere un candidato che non appartiene a nessun partito, dimostrando che si può fare politica e vincere senza spendere fortune, riportando la democrazia alla gente.

Questo scenario credo sia la materializzazione di un incubo per tanti che fino a qualche mese fa partecipavano allegramente al saccheggio istituzionale dagli scranni della maggioranza di Berlusconi e Bossi e per tutti coloro che li spalleggiavano e un osgno che diventa realtà per le centinaia di migliaia che si sono impegnati nel Movimento, che oltre alla storica elezione a Parma, raccolgono altri tre sindaci in comuni minori del Nord Italia e molti consensi in tutta Italia.

Trovo patetici i tentativi di screditare l’importante affermazione del Movimento, che rappresenta oltretutto una novità nella secolare politica italiana, parlando di voti della destra piuttosto che della sinistra, perchè, come ha ben detto il neo-sindaco di Parma: i voti sono dei cittadini, parlare di destra o sinistra oggi ha veramente poco o nessun senso.

In realtà queste elezioni segnano anche il presentarsi di un’opportunità storica per il Partito Democratico, approfittando del vuoto lasciato dal PDL e dalla Lega per rafforzare la propria coalizione, avvicinandosi alle richieste del Movimento, cosa che non sfugge a Letta quando chiede la “rinuncia ai contributi elettorali, una dura legge contro la corruzione e nuova legge elettorale subito, entro l’estate”. Questo darebbe un segnale forte nella giusta direzione, dando inizio ad un processo di  pulizia e rinnovamento della società civile che suonerebbe come il complemento essenziale al processo di risanamento finanziario iniziato con Monti.

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Chi ha paura del Movimento?

Il Movimento Cinque Stelle cresce, a Parma raggiunge il ballottaggio, a Genova lo sfiora e si attesta dappertutto come una realtà della politica nazionale in questa tornata parziale di elezioni amministrative. Eppure ascoltando i commenti  a caldo, il ritornello è sempre lo stesso: antipolitica, voto di protesta, populismo. E’ mai possibile che nessuno si fremi a riflettere su quanto sta accadendo? C’è chi ha colto un parallelismo con la nascita della Lega, ricordando il 1992 e quell’aula piena di  cittadini prestati (allora) alla politica: Bossi, Maroni, Borghezio, Speroni, Rosy Mauro erano tutti li, sconosciuti alla ribalta come lo era quel Castelli che dichiarò che avrebbe fatto politica per massimo 5 anni perchè lui era un ingegnere e voleva continuare a fare il suo lavoro (magari poi lo avesse fatto…). Il radicamento sul territorio era in effetti simile a quello che si riscontra adesso con il Movimento, si usciva da una crisi istituzionale (Mani Pulite) che aveva distrutto il sistema dei partiti della Guerra Fredda e anche allora si gridò al voto di protesta. Allora però votava il Paese e non la metà degli elettori come accade adesso e le argomentazioni xenofobe dei leghisti erano un elemento di rottura che riportava a una visione particolarista della società, agli interessi di un Nord destabilizzato dall’improvvisa mancanza di supporto politico per le sue commesse industriali. Poi, infatti, con la restaurazione berlusconiana del sistema, abbiamo visto tutti come è andata  a finire ed il marcio che la Lega ha nascosto per anni (e credo si sia solo all’inizio delle scoperte…).

Il Movimento è un’altra cosa: ha un programma chiaro (basta andare sul sito per visionarlo integralmente) senza argomentazioni xenofobe o particolariste sia in senso geografico che di interessi, non propone rivendicazioni basate su mitologie storiche per darsi un corpo. Al contrario si basa sulla gente che grazie al potere straordinario della rete ed alla popolarità del personaggio Beppe Grillo ha trovato la maniera di aggregarsi e di esprimersi, organizzandosi per cambiare le cose nel Paese partendo dalla restituzione della democrazia alla popolazione.

Antipolitica? Ma facciamola finita… questa è la politica, quella che non passa attraverso le segreterie dei partiti, ma il consenso popolare, che non usa il finanziamento pubblico o rimborso elettorale che si voglia chiamare per finanziare le proprie attività, che si batte senza guardare in faccia i potentati, che non ha paura di urlare la propria rabbia per le condizioni in cui versa il Paese, che non accetta di far pagare l’enorme debito contratto dal sistema a quella gente che invece non ha accumulato una lira (o un euro, fate voi…) di debito personale per tutta la vita. L’Articolo 49 della Costituzione da ai cittadini la facoltà di riunirsi costituendo movimenti e partiti (la differenza è sottile) per gestire la cosa pubblica e per poter far questo ci sono tutta una serie di condizioni e vincoli che il Movimento ha rispettato alla lettera, contro tutto e tutti, ma con la forza propulsiva inarrestabile dei movimenti popolari. C’è un esempio eccellente che ha cambiato la storia che ha seguito lo stesso percorso: Obama, altro che la Lega.

Vi ricorderete tutti come fosse dato come agnello sacrificale dello strapotere del clan di Clinton e poi perdente contro un Partito Repubblicano perchè di colore e senza una grande storia personale. Eppure lui parlava alla Rete, raccoglieva consensi perchè parlava ed ascoltava la gente, riavvicinava i giovani alla politica rendendoli partecipi del programma e alla fine ha stravinto. Era antipolitica quella di Obama? O quella del Movimento lo è perchè predica lo scioglimento dei partiti (cosa che succede spontaneamente sotto il peso della corruzione e dell’indegno sistema che hanno creato (o lasciato creare nel caso della sinistra) a causa dell’imbarazzante incapacità di governare della loro classe dirigente, chiusa ed oggi  asserragliata nei loro palazzi e nei loro privilegi medievali? Il Movimento è un fenomeno importante perchè segna una svolta nella maniera di fare politica in Italia, altro che antipolitica. I risultati li vedremo, adesso che conquisteranno posizioni di amministrazione (statene certi), ma vi prego smettetela di dar retta ai media asserviti alla politica della casta, ai La Russa, Gasparri, Berlusconi e compagnia varia, e guardate con attenzione quello che sta succedendo, perchè forse per la prima volta in Italia sta succedendo qualcosa di veramente nuovo.

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la triste storia delle “ministre” di Berlusconi che lasciano

Che tristezza nel vedere il rinomato servilismo di Vespa all’opera, che felicità nel vedere tanta mediocrità spazzata via dalla nostra vita.

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è ora di fare piazza pulita

Dopo qualche giorno comincio a crederci davvero: Berlusconi ha finito di governare l’Italia. I caroselli, la festa spontanea della piazza, il lancio di monetine in perfetto stile Craxi (anche se molto meno violento di quanto successe a Bettino, ma simbolico proprio per quello che accadde a Craxi davanti all’hotel Raphael), l’ex-Premier che esce dalla porta secondaria per evitare la folla che lo insultava: è successo davvero, tanto che Berlusconi diffonde messaggi video dal suo rifugio, in perfetto stile Al-Qaeda, avvertendo di non essersi arreso e minacciando di raddoppiare gli sforzi…

… e poi la patetica manifestazione degli “indignados” del PDL, in giacca e cravatta e pelliccia per le signore… insomma dopo una vita, passata a fare i suoi interessi, il signore di Arcore ha dovuto suo malgrado “fare un passo indietro”, che è stato da lui stesso spiegato con l’ammissione che lo ha fatto “per il bene del Paese e degli italiani”. Erano anni che glielo chiedevamo e lui ha deciso proprio adesso che stiamo veramente a pezzi, pronti a fare la fine della Grecia e cioè ad essere costretti a pagare interessi per tutta la vita… (aspettate un attimo… ma non è quello che noi italiani facciamo da sempre per ripagare il debito pubblico che la Democrazia Cristiana prima ed il Partito Socialista di Craxi poi hanno gentilmente aperto per tutte le generazioni future? Qual’è la differenza? Semplice: se prima pagavamo interessi tutta la vita al governo italiano, se facciamo come la Grecia saremo costretti a pagare interessi per tutta la vita alla Germania e agli altri Paesi che ci presterebbero i soldi…).

Sono infatti convinto che a Berlusconi questa vicenda lo ha seccato enormemente perchè non lo hanno fatto fuori i Bersani o i Di Pietro della situazione (figuriamoci…), ma l’Europa, con la Merkel e Sarkozy in testa, con la benedizione di Obama, che ha già definito positivo il cambio di governo in Italia. E’ quindi stata una faida interna alla destra europea, che ha sfruttato l’indignazione e la rabbia del popolo italiano contro una classe di nani e ballerine (e zoccole) che tra perversioni, droga, furti e malavita, incompetenza ed ignoranza non sono mai stati in grado di gestire un Paese, dividendolo, dilaniandolo tra mille polemiche, squilli secessionisti, idiozie razziste, ladrocinio e villania. Di fronte ala leva economica dei mercati, sono crollati come carte al vento, facendo impallidire dalla vergogna anche lo stesso Tremonti.

Guardatevi il video di Scillipoti che parla dopo le dimissioni di Berlusconi

Ve lo dico: adesso è ora di fare pazza pulita di questa gente. Se davvero crediamo di poter far risorgere il nostro Paese, la classe eletta con Berlusconi deve sparire, per non continuare a coprire di ridicolo l’Italia e danneggiare gravemente il futuro nostro e dei nostri figli.

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Il triste addio di Silvio

Grande Crozza!

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Le dimissioni di Berlusconi

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L’Italia ed il mondo

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Attaccato alla sedia

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I ristoranti sono pieni…

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L’ultima cena di Berlusconi

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Silvio, illuminaci…

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Go, in the name of God

E’ stato dato molto risalto all’articolo del Financial Times che esorta Silvio Berlusconi a farsi da parte per in nome di Dio, dell’Italia e dell’Europa, ma guardate qui, se vi va cosa hanno scritto TUTTI gli altri giornali del nostro Premier e della sua ennesima infelice frase: “Forse si è data troppa enfasi alla crisi: i ristoranti sono pieni, gli aerei sono pieni…” (salvo poi domandarsi se sono pieni all’andata e forse vuoti al ritorno…).

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La badante tedesca

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… gli facevano gli scherzi (anche sulla manovra economica)

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Berlusconi ed il disastro economico

Lo spread schizzato a 410 punti, gli interessi sui titoli di Stato decennali al 6,18%, la Borsa crollata del 3,82 – sono questi i numeri che hanno scandito l’ennesimo lunedì nero dell’economia nazionale. Berlusconi ha però rassicurato il Paese affermando che “… queste fibrillazioni non dipendono dalla mia presenza o da quello che sta facendo il governo, che ha imboccato la via giusta. La speculazione ha puntato l’Italia e la risposta che va data deve essere globale, noi non possiamo fare molto di più di quello che stiamo facendo. E sicuramente non potrebbe farlo un altro governo… “.

Poco importa far notare che i dati diffusi sulla crescita della disoccupazione sono drammatici, sopratutto per quanto riguarda i giovani (quasi il 30% di disoccupati), che l’inflazione ha ripreso a galoppare superando il 3% e che questi numeri, inquadrati nella preoccupazione più volte espressa dall’Unione Europea sulla stabilità economica del nostro povero Paese, rendono l’Italia il punto debole da attaccare se si decide di fare la guerra all’Euro.

I punto che il Presidente del Consiglio non tiene in considerazione non è tanto quello che potrebbe fare adesso, ma quello che non ha fatto nei lunghissimi anni di governo assolutista in cui le preoccupazioni per gli affari personali e per la depravazione sessuale hanno dominato le sue azioni, invece di intraprendere una strada virtuosa per assicurare un futuro all’Italia. La sua reputazione internazionale è inoltre giunta ai vertici del ridicolo, assicurando che non è sicuramente lui la persona in grado di portare il Paese fuori dal pantano in cui si trova, rendendo ancora più facile sferrare attacchi violenti alla nostra economia, vista senza una guida credibile e senza un futuro plausibile con le regole internazionali.

Forse Berlusconi passerà alla storia come colui che ha affondato l’Italia, distruggendone ogni principio di credibilità e negando il futuro che invece abbiamo tutti il dovere di garantire alle prossime generazioni e a poco varrà il coro di voci che si leveranno dicendo “lo avevamo detto”. Forse ha ragione Sacconi a temere una rivolta popolare: sarebbe veramente ora.

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Conversazione tra un inglese ed un italiano…

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