Articoli con tag Berlusconi

il vero risultato di Milano

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dopo il G8, Napolitano parla con Obama

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il tempo è scaduto, Silvio

La furia con cui Silvio Berlusconi si è imposto al pubblico in televisione, occupando in ognuna delle emittenti il doppio dello spazio consentito dalla legge in campagna elettorale  è un importantissimo indicatore dell’ansia di cui è preda, dopo le elezioni amministrative. in vista di un declino personale e politico che, oramai immerso nella sua follia tirannica, non può accettare. Violare la legge (non solo quella della “par conditio”, ma anche quella sul conflitto d’interessi, visto che il nostro amico ha dato l’ennesima prova di quanto se infischi) non è un problema nella sua visione della realtà e gli è sempre andata bene, ma adesso non sia accorge che la gente, presa da problemi stringenti e di fronte allo sfacelo in cui versa il Paese, non accetta più che lui continui a combattere una battaglia personale mettendo i suoi problemi davanti a  quelli degli altri, lavorando solo per i suoi interessi.  Dopo i catastrofici (per lui, si intende, perchè per il Paese sono stati francamente straordinari) risultati della tornata delle elezioni amministrative, i tipo cominciano a scappare dalla nave che affonda e lui sente il tintinnio delle manette di quella giustizia che tanto si è affannato a combattere e che la gente invece invoca come ultimo baluardo di questa nostra povera democrazia.

Insultare gli avversari era per lui una normalità, quindi non c’è da stupirsi che la strategia adottata per cercare di ribaltare  l’esito del primo turno a Milano sia di agitare il fantasma di una città trasformata in baraccopoli, in preda a zingari, islamici e terroristi, devastata dai centri sociali. Così il povero Pisapia, reo di lesa maestà prima ancora di aver vinto democraticamente il primo turno delle elezioni, si trova ancora coperto da insulti con Bossi che gli da del matto (che splendido esempio del “bue che da del cornuto all’asino”) dopo essersi sentito trattare da ladro, estremista e terrorista dalla Moratti e dalla Santanchè, subito allineate alla visione del loro Padrone (o meglio Padrino) politico.

Volete scommettere che non servirà a niente? Oramai il “dado è tratto” ed il ridicolo ritornello ascoltato così tante volte dagli italiani servirà solo a consolidare l’opinione pubblica contro questo sultano che ha solo i suoi soldi, ma neanche un briciolo di interesse al bene pubblico.

Attento Silvio Berlusconi da Arcore, ascolta bene il tintinnìo di forconi che sale dalle piazze. Il vento è cambiato davvero e continuando a comportarsi al di sopra della legge il rischio comincia ad essere reale… rifletti su quello che ti conviene fare, che questo lo sai fare bene, ma non sfidare il popolo che quelli come te in queste situazioni rischiano: guarda a che fine hanno fatto i tuoi amici in Egitto, Tunisia e Libia e non credere che l’Italia sia la Bielorussia, chè basta leggere i libri di storia per capire come va a finire se non la smetti.

Il tempo è scaduto.

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magistrati eversori

Ci risiamo: Berlusconi incita la folla a scopo privato, insultando le istituzioni.

(ANSA) – MILANO, 7 MAG – Il premier Berlusconi sfrutta anche la platea elettorale di Milano per un nuovo attacco ai giudici: ‘Gli stessi pm sono ancora li’ a ripetere lo stesso tipo di eversione: e’ un cancro della democrazia che dobbiamo estirpare’, ha detto sostenendo che i Pm ‘per 26 volte hanno tentato di usare come arma politica il diritto per far fuori il politico’. Ha poi sostenuto che la Consulta e’ ‘prona ai Pm di sinistra’ ed ha prospettato l’estrazione a sorte per la scelta dei membri del Csm.

Mi rifiuto di fare commenti (perchè rischierei di passare agli insulti anche io), e mi affido alla satira… Come dicevano gli anarchici: “una risata vi seppellirà”

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camorra e corruzione alla Regione Campania

La notizia è passata in secondo piano nei giorni scorsi, tra matrimoni regali stile Grande Fratello, bombardamenti e beatificazioni, ma vale la pena cercare di darle nuovamente un po’ di risalto perchè per convenienze elettorali si è compiuto l’ennesimo scempio ai danni della gente Campana, con la riammissione alla Regione di due condannati: Alberico Gambino, condannato in primo e secondo grado per peculato, e Roberto Conte, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa per una storia di voti di scambio con il clan camorristico Misso, e tuttora indagato e rinviato a giudizio per la vicenda degli “affitti d’oro” consumata a danno della stessa Regione Campania, nel cui parlamento questo galantuomo è adesso autorizzato a sedere. Serve dire che entrambi sono sostenitori del PDL? Che le loro liste sono serbatoi di voti per la candidatura di Lettieri alle prossime elezioni comunali, il candidato espressione di un altro galantuomo come Cosentino? Chissà perchè, ma ho la sensazione che queste specifiche non siano utili perchè tutti lo avevano già intuito…

E il povero Caldoro, Presidente della Regione Campania, che un anno fa aveva detto di non volere assolutamente i voti di Conte, adesso per sostenere la candidatura di Lettieri è “costretto” a tenerseli stretti… Il fatto è che è stato lo stesso Berlusconi, tre giorni fa a prendere atto dei ricorsi dei consiglieri regionali Gambino e Conte, eletti nel 2010, ma immediatamente sospesi perchè impresentabili, viste le condanne a loro carico, e ad ordinarne l’immediata riammissione, senza attendere l’esito dei reclami in corso (da parte dei candidati che erano subentrati e che vengono adesso estromessi per ridare il posto ai due galantuomini, e da parte dell’Avvocatura dello Stato) e senza neanche valutare le incompatibilità pre-esistenti. E quando il padrone chiama, ovviamente i suoi servi si guardano bene da fare tanti distinguo…

L’incompatibilità tra il PDL e la legalità e l’etica è conclamata da tempo, ma bisogna evitare che questo porti a non diventare notizia gli abusi che vengono continuamente fatti a scapito del nostro Paese. Aggiungiamo questi due nomi al lungo elenco degli impresentabili che riempiono le istituzioni per conto di Silvio Berlusconi e della sua parte politica e chiediamone conto al momento della rielezione, perchè meritiamo come minimo una classe dirigente che abbia la fedina penale pulita (come scritto nelle proposte politiche di Nuda Verità), ed il capo dell’Esecutivo non può permettersi di continuare a violare impunemente i diritti dei suoi cittadini, oltre alle leggi del Paese.

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Berlusconi copia Benito

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Gheddafi, le bombe e Bossi

Mentre il colonnello Gheddafi invoca in televisione la trattativa con la NATO per far cessare i bombardamenti che oltre a sfiancare le sue difese stanno pericolosamente avvicinandosi alla sua persona negli ultimi tempi (ad esempio, mentre parlava in TV una bomba ha sfiorato gli studi televisivi…), il governo italiano litiga furiosamente sull’adesione forzata che Berlusconi ha dovuto dare, su pressione si Sarkozy più che di Obama, garantendo la partecipazione diretta delle nostre forze armate agli attacchi armati alla Libia di Gheddafi, assieme alle forze NATO. Quindi, da una parte l’evolversi delle cose sul piano militare apre spiragli verso la resa del dittatore libico e dall’altra i nostri valenti rappresentanti governativi litigano preoccupati dai propri interessi, incuranti dell’immagine del Paese, oramai considerato marginale ed inaffidabile.

Umberto Bossi. furioso per la mancata consultazione da parte del Cavaliere prima di prendere gli impegni sulla guerra, ha fatto depositare a Reguzzoni, il rappresentante del Carroccio in Parlamento, una mozione in sei punti che fissano i paletti necessari per non aprire un fronte con il PDL che minerebbe inevitabilmente le sorti del governo, oramai schiavo dei voleri leghisti se vuole sopravvivere. I punti, bollati come “una provocazione” dal PDL, sono:

  1. fissare un termine certo delle ostilità, stabilendo una data di cessazione della partecipazione italiana ai bombardamenti
  2. la garanzia che non vi siano aggravi fiscali per sopportare i costi delle azioni militari
  3. un forte contenimento dei costi delle operazioni militari
  4. un blocco navale per impedire ai migranti di raggiungere le sponde italiane
  5. la ripartizione dei flussi migratori tra i Paesi che partecipano alle azioni militari
  6. aiuti economici ai Paesi nordafricani per contenere le partenze dei migranti

Che l’obiettivo dichiarato della Lega sia legato ai flussi migratori è chiaro, perchè ogni altro aspetto della vicenda è lontano dalle capacità intellettive oltre che politiche dello schieramento di Bossi, ma è altrettanto ovvio quanto il governo di Berlusconi sia ricattabile anche su questo fronte, intrappolato tra gli obblighi internazionali imposti senza alcuna capacità e possibilità di negoziato per il nostro Paese, vista la risibile reputazione che abbiamo acquistato a forza di scandali, gaffe ed amicizie rischiose, e le richieste xenofobe dell’unico alleato di governo che incurante delle sorti del Paese, tira la corda, portando sul tavolo contropartite populiste mirate esclusivamente al proprio tornaconto elettorale (che vuol dire, giusto come esempio, fissare un termine certo dell’intervento militare? E’ una nostra decisione? O ci sfiliamo allo scadere della data?).

Adesso proveranno a trattare sui singoli punti, visto che la mozione è decisamente irricevibile e c’è da scommetterci che magari un accordo lo troveranno a scapiti dei migranti.

Altra nota triste: sembra che anche il PD e l’IdV abbiano presentato delle mozioni contro la decisione del governo di partecipare alla guerra in Libia: se ne sa qualcosa? L’unica preoccupazione adesso sembrano essere le amministrative, tanto che Veltroni comincia a chiedere una verifica sulla posizione di Bersani dopo il voto, dando per scontato che si vada a perdere… ovviamente.

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15 leggi in Parlamento per salvare Berlusconi

Riprendo da Nonleggerlo, l’elenco dei provvedimenti attualmente alo studio in Parlamento, confessando un moto di sgomento nel vedere quanto questo organo istituzionale, centro della vita democratica del Paese sia stato totalmente asservito agli interessi di un singolo individuo:

Prescrizione breve per gli incensurati over 65
Prescrizione breve per gli incensurati
Processo breve
Processo lungo
Conflitto di attribuzioni per bloccare il processo Mediaset
Conflitto di attribuzioni per bloccare il processo Ruby
Blocca Ruby a effetto immediato
Improcedibilità sul Presidente del Consiglio
Riforma punitiva della giustizia
Ddl blocca-intercettazioni
Immunità parlamentare
Lodo Alfano costituzionale
Responsabilità civile dei magistrati
Stop temporaneo al Nucleare
Stop temporaneo alla Privatizzazione dell’Acqua
Alleggerimento del Concorso esterno in associazione mafiosa

In questo elenco non vi un solo provvedimento legislativo mirato agli interessi del Paese che, mentre i servi fanno a gara per compiacere il loro padrone, continua a sprofondare…

Buona Pasqua.

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perchè non vogliono i referendum

A quanto pare, dopo il vergognoso ricorso a provvedimenti legislativi esclusivamente destinati a far saltare il referendum sul nucleare e non ad abbandonarne l’adozione (le parti dell’emendamento che prevedono l’abrogazione delle norme oggetto del quesito referendario, sono incastonate tra due commi con i quali il governo si riserva di tornare sulla questione, una volta acquisite “nuove evidenze scientifiche mediante il supporto dell’agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza, tenendo conto dello sviluppo tecnologico e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea”. E lo farà entro dodici mesi adottando una “Strategia energetica nazionale”, per la quale furbescamente non si nomina, ma neppure si esclude, il ricorso al nucleare), adesso si mette in discussione anche il referendum che chiede il mantenimento dell’acqua come bene comune, calpestando così il diritto di oltre 2 milioni di cittadini che hanno firmato per impedirne la privatizzazione.

In attesa del parere dei tecnici incaricati dal Ministro Romani di effettuare “un approfondimento legislativo” anche su questo tema di grande rilevanza, mi sembra estremamente importante fare alcune considerazioni, prima fra tutte quella che, a causa dell'”effetto Fukushima”, il referendum sul nucleare rischiava di attirare alle urne un numero sufficiente di persone da garantire il raggiungimento del quorum, spingendo anche gli altri quesiti referendari verso il successo: quello sull’acqua e quello… sul legittimo impedimento. Si, perchè non bisogna dimenticare che tra i referendum previsti per giugno c’è anche quello che vuole abrogare la “legge ad personam” studiata per il Premier e quindi appare chiaro ancora una volta il disegno che sta dietro alla repentina manovra per impedire lo svolgimento lo svolgimento referendario.

Come dice Stefano Rodotà in uno splendido editoriale(…) evidentemente gli strateghi della decostituzionalizzazione permanente devono essersi resi conto che i referendum sull’acqua hanno una autonoma e forte capacità di mobilitazione. Fanno appello a un dato di vita materiale, individuano bisogni, evocano il grande tema dei beni comuni, hanno già avuto un consenso senza precedenti nella storia della Repubblica, visto che quelle due richieste di referendum sono state firmate da 2 milioni di cittadini, senza alcun sostegno di grandi organizzazioni, senza visibilità nel sistema dei media. Pur in assenza del referendum sul nucleare, si devono esser detti i solerti curatori del benessere del presidente del Consiglio, rimane il rischio che il tema dell’acqua porti comunque i cittadini alle urne, renda possibile il raggiungimento del quorum e, quindi, trascini al successo anche il referendum sul legittimo impedimento. Per correre questo rischio? Via, allora, al bis dell’abrogazione, anche se così si fa sempre più sfacciata la manipolazione di un istituto chiave della nostra democrazia”. Insomma, una volta di più si usa disinvoltamente la legge per mettere il presidente del Consiglio al riparo dai rischi della democrazia.

L’aggressione ai referendum e ai diritti dei cittadini promotori e votanti, la spregiudicata manipolazione degli istituti costituzionali fanno nascere per l’opposizione un vero e proprio obbligo. Agire attivamente, mobilitarsi perché il quorum sia raggiunto, si voti su uno, due, tre o quattro quesiti. Si tratta di difendere il diritto dei cittadini a far sentire la loro voce, quale che sia l’opinione di ciascuno,  altrimenti, dovremo malinconicamente registrare l’ennesimo scarto tra parole e comportamenti. Come diceva Leonardo da Vinci: “chi non impedisce il Male, sappia che ne è la causa!

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l’articolo 1

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il PDL attenta alla Costituzione

“Il parlamento è sovrano, gerarchicamente viene prima degli altri organi costituzionali come magistratura e consulta e presidenza della Repubblica”. Dal Pdl arriva un nuovo attacco contro i giudici, ma anche contro il capo dello stato, attraverso una proposta di legge per riformare l’articolo 1 della Costituzione, presentata dal deputato Remigio Ceroni.

“Visto che al momento non è possibile fare una riforma in senso presidenziale come vorrebbe Berlusconi- spiega il deputato Remigio Ceroni – per ora ribadiamo la centralità del parlamento troppo spesso mortificata, quando fa una legge, o dal presidente della Repubblica che non la firma o dalla Corte costituzionale che la abroga. Occorre ristabilire la gerarchia tra i poteri dello Stato. Se c’è un conflitto, occorre specificare quale potere è superiore”, e aggiunge che quello che e’ da evitare e’ ”il nascere e svilupparsi di un’eversione e soprattutto il sopravvento di poteri non eletti dal popolo e privi di rappresentanza politica”

Attualmente, l’articolo 1 della costituzione recita: “l’italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione” e secondo la proposta di legge del PDL, sarebbe trasformato in “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralità del parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale“, senza più riferimenti o vincoli alla Costituzione e quindi alla figura degli organi istituzionali di controllo tra cui la Presidenza della Repubblica.

Particolare non secondario è che questo priverebbe il Presidente della Repubblica della facoltà di sciogliere d’autorità le Camere… Insomma, l’escalation eversiva del PDL continua in maniera preoccupante e sottolinea le preoccupazioni già espresse dal Presidente Napolitano nei giorni scorsi, da cui la mia lettera.

Presidente, per cortesi ci pensi seriamente e li fermi prima che si troppo tardi!

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l’arroganza del tiranno

Ieri è stata una giornata simbolo, in cui l’arroganza del tiranno nostrano ha avuto libero sfogo davanti ad una folla reclutata dalla fida Brambilla.

“Bisogna accertare se c’è un’associazione a delinquere nella magistratura. Molti magistrati perseguono un progetto eversivo, come fecero nel ’93 quando fecero fuori un leader come Craxi e adesso vogliono fare lo stesso con me”. Nessun commento sul fatto che il rappresentante del governo del Paese voglia far passare la magistratura come una banda di delinquenti, mentre un ladro conclamato come il suo amato Bettino, mentore e protettore, passa per santo… applausi ovviamente quando parla di arrivare a 120 anni o della sua componente omosessuale lesbica (mio Dio quanto è malato… Veronica ci avevi avvertito, ma mai avremo pensato che fosse così malato di sesso a 75 anni…).

Un premier non può essere distratto con delle bazzecole per 15 anni (ndr – si riferisce ais uoi processi ovviamente), ma qui ci potrebbe essere una norma che forse, forse accorcerebbe un mio processo (ndr – ratifica della nuova legge ad personam, sfacciatamente…). Di fronte all’attacco della magistratura devo essere tutelato: per questo difendo il processo breve, perchè il legittimo impedimento di Alfano e Schifani è stato bocciato dalla Consulta, l’organo politico sottoposto al volere dei PM di sinistra”. Capito? L’arroganza di questo tiranno oramai non ha più limiti. Chissenefrega di quelli che non avranno giustizia, tanto io mi salvo e continuo a governare questo disgraziato Paese…

Il processo Mills? “Eversione”. L’avvocato Mills condannato? “Uno sfigato”. Il processo Mediatrade? “Risibile”. Ride il tiranno ed irride, gettando fango sui giudici: E’ giusto che voi sappiate, perchè sui giornali queste cose non si sanno, che nella storia del PM De Pasquale (ndr – quello del processo Mediatrade) ci sono cose negative…”. Cosa non è dato saperlo e francamente non ci interessa affatto, visto che il dossieraggio del fango che questo signore adotta per cercare di screditare i propri antagonisti è frutto del tipico atteggiamento difensivo della mafia.

Quando chiude lamentandosi che lo chiamino “nano”, non capisce: non è la statura fisica, Presidente, ma quella morale che fa di lei un nano.

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un appello per la difesa della scuola e della democrazia

“Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime… Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.”

Questo è un estratto del discorso che Piero Calamandrei tenne nel 1950 nel Convegno per la Difesa della Scuola Pubblica e che, riletto oggi alla luce delle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, fa venire i brividi, non solo per la sua agghiacciante attualità, ma anche perchè rafforza la convinzione che da una dittatura mediatica si stia cercando di passare ad una dittatura di fatto. Pressato da ogni lato, “azzannato” si è definito qualche giorno fa, il Premier ha elevato il livello dello scontro in maniera sfacciatamente autoritaria, forte di una pletora di servi da lui messi nelle stanze del potere nel corso di questi ultimi 16  anni.

“I genitori possono scegliere liberamente quale educazione dare ai loro figli e sottrarli a quegli insegnamenti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi da quelli della famiglia” ha dichiarato Berlusconi, spiegando agli intervenuti all’Associazione Nazionale delle Mamme (!) i tanti provvedimenti che il governo ha messo in atto in favore della famiglia, tra cui i bonus per la scuola privata, che di per se sono già uno scandalo visti i tagli alla scuola pubblica della riforma Gelmini e che alla luce delle parole di Calamandrei suonano come il sinistro avvertimento dell’avverarsi di una profezia.

“[…] nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola “l’ordinamento dello Stato”, sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue.[…] A questo serve la democrazia, permette ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità (applausi). Ma questo può farlo soltanto la scuola, la quale è il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perchè solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali. […]“

questo diceva Calamandrei nel suo famoso discorso e come fece lui nel 1950, vorrei anche io, sebbene da un palcoscenico ben diverso, lanciare un appello a tutti coloro che hanno a cuore la democrazia in questo Paese, perchè non si permetta più a questo tiranno, becero e corrotto di demolire quanto le generazioni che ci hanno preceduto hanno costruito con dure lotte e spesso con il loro sangue. Il disegno della P2 di cui Berlusconi era (ed è) parte, prevede la destabilizzazione del Paese attraverso il controllo dei media (che come tutti sappiamo è già a buon punto…), la delegittimazione degli organi costituzionali tra cui il Parlamento, la Magistratura e appunto la Scuola, per instaurare un regime autoritario. Non possiamo assistere inermi e non vogliamo. Non lasciamoci sottomettere pensando che da soli non possiamo fare niente, perchè insieme siamo in grado di cambiare le cose e fermare questo disegno fascista. Dichiariamo guerra senza quartiere, dai giornali, dai blog, nelle piazze e nella nostra vita quotidiana alla politica dello sfascio e del degrado del nostro Paese, urliamo con quanto fiato abbiamo in gola la nostra intenzione di difenderci perchè sappiano che non lasceremo morire la democrazia senza combattere.

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devolvi l’8xmille per una buona causa

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appello per un’intifada italiana

Insomma, dopo aver creduto che il Premier si era prodigato per la liberazione di Ruby perchè sinceramente convinto che fosse la nipote di Mubarak, sollevando il conflitto di attribuzione con la Procura di Milano e quindi chiedendo che il processo passasse al Tribunale dei Ministri (che non condannerà mai il leader della maggioranza parlamentare), adesso 314 “onorevoli” rappresentanti della maggioranza hanno approvato il testi della legge sulla prescrizione breve, liberando l’amato Silvio anche dalla sicura condanna per corruzione nel processo Mills. Il testo adesso passa al Senato, dove Berlusconi conta su una maggioranza sicura, e poi sarà (per fortuna) sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica, previo vaglio della Corte Costituzionale, dando un  minimo di speranza ai familiari delle vittime di stragi sul lavoro come nel caso Thyssen o della stazione di Viareggio e di tutti quelli che non vedranno giustizia per l’ennesima legge “ad personam”, ideata per salvare un uomo che ha fatto dello spregio delle leggi il suo cavallo di battaglia, “come neanche Al Capone” (citazione di Berlusconi stesso).

Che dire di questi 314 parlamentari, talmente servi del proprio padrone da rendersi ridicoli di fronte al mondo avallando la squallida scusa usata con i poliziotti che controllavano Ruby e talmente incuranti del dovere dello Stato di garantire una giustizia uguale per tutti pur di cercare salvare ancora una volta il proprio padrone? Che non sono semplicemente degni di sedere nel Parlamento italiano, ma la cosa non credo li scalfirebbe minimamente, perchè non sono li per svolgere un compito per il Paese, ma sono stati cooptati dallo stesso padrone, grazie ad una legge elettorale che impedisce alla gente di eleggere i propri rappresentati, affidando le sorti di questo sfortunata (e colpevole) Italia alle mani di costoro.

Hanno anche la faccia tosta di raccontarci che i 31 processi contro di Lui sono sempre finiti nel nulla, quasi a voler provare l’infondatezza degli stessi, perchè fino ad oggi è stato tramite l’inganno e  la frode di leggi studiate a tavolino che Berlusconi si è salvato dal giudizio. Tutti questi anni passeranno come pagine nerissime alla storia italiana, una vergogna di cui tutte le generazioni che verranno ci addosseranno inevitabilmente la colpa per non essere riusciti ad impedirle.

Pensate al messaggio che questa vicenda ha lanciato alla gente: “tanto chi ha potere la fa sempre franca”, “perchè non provarci ad infrangere la legge se hai amici in grado di non farti pagare per i tuoi reati”. Insomma in Italia esiste una sancita impunità per l’oligarchia, per i ricchi e potenti e quindi la giustizia non è uguale per tutti. Come facciamo a chiamarla ancora democrazia? Perchè ancora ci concedono di parlare liberamente senza mandarci (per il momento) la polizia politica alla porta? La violazione della legge da parte del governo non è una violazione dei diritti democratici di un popolo di pretendere giustizia? E la giustizia non è la forma più alta di libertà che deve essere garantita ad un popolo che vuole essere democratico? Perchè non riempiamo le piazze come in Egitto o in Tunisia per chiedere le dimissioni del tiranno che viola la legge e la costituzione? Comincio a credere che solo con un’intifada l’Italia potrà liberarsi del giogo di una tirannia mascherata da democrazia… del bunga bunga.

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come la vede Crozza


ancora rido 🙂

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il finto attentato a Belpietro

Non ci fu nessun attentato contro il direttore di Libero, Maurizio Belpietro. Queste sono le conclusioni dell’inchiesta di cui è stata ufficialmente chiesta l’archiviazione. Che la cosa fosse una bufala era stato palese sin dai primi momenti (vedi articolo di allora), ma oggi bisogna ricordare le dichiarazioni sempre appropriate di Maroni (“attenti al clima d’odio”), quelle dello stesso Belpietro (“pago per le mie idee”, “non capisco quale reato ho commesso per meritare addirittura una condanna a morte”), e del comitato di Redazione di Libero (“Quanto successo sembra il frutto maturo di una ideologia di violenza e di odio che mette nel mirino chiunque provi a distaccarsi da un’idea dominante e precostituita di verità e giustizia”). Lapidario Berlusconi, reduce dal vile lancio del souvenir del Duomo di Milano, subito seguito dai principali esponenti del suo partito che dichiararono di essere vittime del clima d’odio alimentato da Santoro e Di Pietro. La richiesta di archiviazione rimette tutto a posto, evidenziando di quali cialtroni si tratti…

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le battute in aula e poi la scena del Caimano

Tribunale di Milano, processo Mediaset. Questa mattina il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato in aula e la casistica di “brillanti sketch” è stata rinnovata.
Oggi è toccato al Pm che rappresenta l’accusa, Fabio De Pasquale, che il premier ha incrociato in una pausa dell’udienza. “Lei è quello cattivo”: ha detto il Cavaliere stringendogli la mano. “Si contenga con le battute”: è stata la replica.”Si contenga lei con le accuse”: ha risposto poi Berlusconi. De Pasquale (che ha avuto l’ultima parola perchè si è poi girato e se ne è andato): “Le accuse sono il mio lavoro, le battute no”.
Accanto al premier, c’e’ sempre il suo medico personale, Alberto Zangrillo e, altra presenza costante nelle apparizioni ai processi, il sottosegretario all’Attuazione del Programma Daniela Santanche’. Presenti in aula anche due ‘firme’ della carta stampata, Vittorio Feltri e Giuseppe D’Avanzo. Al vicedirettore di ‘Repubblica’ che lo incalza (“Si fara’ mai processare?”), il premier replica: “Signor Stalin, ma chi e’ lei?” e, alla risposta (“Sono di ‘Repubblica’), il premier si allontana lasciando la replica al suo legale Niccolo Ghedini: “Ci faremo processare dove lo decidiamo noi”
Poi all’uscita la grandiosa interpretazione dell’ultima scena del Caimano, di Nanni Moretti davanti a qualche decina di sostenitori ben attrezzati e contestatori… spiritosi.

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lo schiaffo europeo e l’isteria leghista

Mamma mia che schiaffo! Solo a guardare la faccia di Maroni all’uscita della riunione di Bruxelles si poteva intuire il dolore che provava dopo il manrovescio che l’Unione Europea a decretato negando all’Italia gli aiuti per fronteggiare la declamata emergenza immigrazione. Per carità non voglio certo affermare che l’Europa debba voltarci le spalle nel caso di un’emergenza o gongolare dell’ennesimo fiasco del nostro Paese, ma voglio solo registrare la clamorosa sberla che la comunità europea ci ha rifilato mandandoci a casa a rifare i compiti.

Ma di quale emergenza state parlando? La solidarietà europea non sarebbe negata in caso di emergenza, ma non ci risulta che l’Italia stia subendo un’emergenza in questo momento. Ecco in sintesi la motivazione che ha spinto al gran rifiuto. Di fatti i numeri non parlano di esodi biblici, al netto dei rimpatri per cui comunque riceviamo contributi economici a fronte dei costi di gestione. I “richiedenti asilo” sarebbero in numeri gestibili se distribuiti equamente nelle regioni italiane e comunque non sarebbero neanche un sesto dei numeri ospitati dalla Germania. ad esempio. Il fatto è che non sono affatto distribuiti in tutta Italia: la sola Sardegna ne ha ospitati 1500, la Puglia oltre 2000, e poi la Campania, Lazio, la Toscana e molte altre, ma più ci si avvicina alle regioni della Padana mitologica della follia leghista e più ci si accorge che i numeri sono uno zero spaccato. Eppure in Sardegna non ci sono state rivolte popolari, anzi si sono viste azioni spontanee di vera solidarietà con distribuzione di cibo ed accoglienza, nessuna tendopoli è stata allestita così come da nessuna altra parte del Paese. E allora mi sorge un dubbio: non sarà che si sta gridando al lupo al lupo per spaventare la gente a scopi elettorali? La paura di un’invasione biblica (urlata dal Maroni ancora prima che sbarcasse un solo migrante e poi velocemente ridimensionata per non scadere troppo in fretta nel ridicolo) porta indubbiamente acqua al mulino del razzismo padano ed i media servili del nostro Paese non si sono certo fatti scappare l’occasione per alimentare il fuoco. Adesso però siamo stai sbugiardati dall’Europa… alla faccia delle grandi relazioni vantate da Berlusconi & Co.

E dopo lo schiaffo le urla isteriche: “Fuori dall’Europa!”, “meglio soli che male accompagnati!” ha dichiarato fuori un Maroni evidentemente fuori di testa ed ancora sofferente dai postumi dell’atterraggio con i piedi per terra fuori dai confini servili del nostro povero Paese. “Ritiriamo le truppe in Libano e mettiamole a pattugliare i confini!” ha detto Calderoli, oramai in un’insopportabile avvitamento tra la pazzia conclamata e l’idiozia più imbarazzante. Gli ha fatto eco il Ministro degli Esteri Frattini da Londra, con toni lievemente meno accesi, ma altrettanto fuori luogo, tanto che lo stesso Presidente della Repubblica si è affrettato a richiamarlo personalmente, invitando lui e tutti gli esponenti del governo ad evitare  di sparare al alzo zero frasi inaccettabilmente ingiuriose di cui ci troveremo a pagare le conseguenze. Uscire dall’Europa? Solo un pazzo può dire simili castronerie. Per fare cosa? Chiedere l’annessione all’Unione Africana o correre da soli contro il mondo? Invece di riflettere sulle proprie politiche scellerate, cercando di ricucire dopo strappi interminabili e propaganda insulsa la nostra reputazione, ci stiamo attirando ancora una volta l’ostilità dei nostri compatrioti europei con insulti e minacce perchè l’Unione Europea non si è piegata al volere leghista e del governo? Già sentir parlare i leghisti di solidarietà è sospetto, se non ridicolo, visto l’elenco infinito di razzismo ed egoismo che no cosparge la storia (non ultimo il “fuori dalle palle” in dialetto, grugnito da Bossi qualche giorno fa), ma chiedere solo quando fa comodo per fini elettorali, mentre fino al giorno prima si è girata la testa dall’altra parte non è accettabile da nessuno.

In un Paese minimamente civile  il Ministro degli Interni e quello degli Esteri si sarebbero dovuti dimettere per l’incapacità dimostrata, la figuraccia a cui hanno esposto il Paese e per le reazioni inconsulte che sono seguite alla decisione della comunità di cui facciamo parte (per fortuna!). Invece di continuare a sbraitare idiozie, aizzando gli animi, che Calderoli e Bossi dimostrino la solidarietà leghista, ospitando i richiedenti asilo nelle province del Nord, come fanno le altre Regioni, più povere, ma sicuramente più civili e solidali. E poi un appello alla nazione: per favore smettiamo di discutere e mandiamo a casa questi incapaci una volta per tutte e per sempre, prima che sia troppo tardi!

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il sesso come scorciatoia per il benessere

Ricordo qualche tempo fa un’inchiesta de Le Iene sulle adolescenti che vendevano sesso ai compagni di scuola per comprarsi il vestito o le scarpe alla moda e confesso di aver liquidato rapidamente l’argomento nella convinzione si trattasse di “nicchie” ristrette di ragazzine dalla scarsa moralità, malate del consumismo più deleterio, quello che è in grado di sostituirsi ad ogni valore, come un falso idolo a cui tutto deve essere assoggettato. Poi l’altro giorno una mia cara amica mi ha confessato la preoccupazione per le confidenza della figlia quindicenne che le raccontava di compagne di classe che offrivano sesso orale per pochi spicci, competendo tra di loro per fare miseri guadagni, come se questo fosse la normalità, senza neanche averne il bisogno perchè si tratta di classi di una scuola privata, frequentata quindi dalle figlie di famiglie “benestanti”, in grado di pagare rette non proprio alla portata di tutti.

Mi sono incuriosito ed ho cominciato a parlarne con altri amici, scoprendo con tristezza che il fenomeno non è poi così circoscritto come credevo, poi stamattina, leggendo su Repubblica un articolo sulle proteste dei precari che si sono svolte ieri in tante città d’Italia, ho letto un commento che mi ha dato una chiave di lettura. Si trattava di una ragazza di quasi trenta anni, laureata e con un master post-laurea che non riusciva a trovare un lavoro neanche come segretaria, che ipotizzava come fosse molto più facile cercare una strada imitando il Grande Fratello, le veline e tutte quei modelli di donna che la televisione (privata ed in maniera minore anche la pubblica) danno ai nostri ragazzi. Ho fatto un giro sulla rete e mi sono imbattuto su frasi come: “sono troppo bella per lavorare”, “un lavoro è inutile cercarlo, quindi che studio a fare? ma a casa con i miei non ci voglio restare”, “che male c’è… mica uccido nessuno, anzi…”.

Infatti: che male c’è? E poi, anche guardando agli esempi della cronaca, una ragazza ha possibilità di trovare facilmente lavoro e fare carriera facendo sesso in maniera strumentale. Si diventa addirittura Ministro allargando le gambe, per non parlare dei soldi che piovono se sei un po’ zoccola. E cosa dovrebbero pensarne le ragazzine? Ruby non aveva 16 anni quando con il sesso è diventata ricchissima (senza parlare di adesso che ne ha 18 e guadagna in maniera esagerata tra interviste ed esclusive fotografiche…). Insomma tra i modelli televisivi proposti al pubblico, in cui più hai un bel culo e più diventi ricca, e gli esempi della classe dirigente del Paese, in cui la chiave del successo è legata alla propensione individuale a fare sesso, credo di aver individuato un altro danno che il berlusconismo ha portato al nostro Paese, invogliando le generazioni più giovani ad imitare conmportamenti altamente deleteri e fortemente pericolosi per la stabilità sociale.

Per carità non parlo di morale. Per come la vedo io ognuno può fare quello che vuole, sempre a patto che non leda la libertà di altri e non usi violenza, ma l’utilizzo della sessualità come strumento di guadagno anche per le più giovani (per le maggiorenni si tratta di… “mestiere”) mi spaventa perchè fa cadere ogni coinvolgimento emotivo e sentimentale, declassando il sesso da sublime momento di scambio emotivo a merce, minando alla radice le fondamenta dei rapporti futuri che queste generazioni avranno nella vita.

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