Articoli con tag Calderoli

la Lega rutta in aula

La Lega da ancora segni di vita: il consigliere del partito padano di Vigevano, rutta in aula durante il discorso del Sindaco e il consiglio comunale viene sospeso. Rutta, dimostrando ancora una volta l’ignorante disprezzo per le istituzioni del Paese che hanno questi cialtroni. Travolti dagli scandali, palesatisi ladroni mille volte più del loro razzismo, ma ancora in grado di farci rabbrividire per la pochezza che dimostrano. Ecco la cronaca dei fatti:

Il consiglio comunale è in corso, ci sono stati scontri accesi tra le forze di opposizione – Pd, Pdl e Civiltà vigevanese – e la maggioranza leghista. Tra i più accesi c’è il consigliere del Carroccio vigevanese, Michele Cavazzana. Quando prende la parola il sindaco, accade il fattaccio: a Cavazzana sfugge un rutto. Molto sonoro, probabilmente amplificato dall’acustica dell’aula. A questo punto, imbarazzo generale, interviene un cittadino, dalla platea, e grida “questo è un consiglio comunale, non un porcile” e Cavazzana risponde in malo modo. Caos, proteste, le forze d’opposizione abbandonano l’aula, il presidente del Consiglio, Matteo Loria, interrompe e chiude la seduta, quando mancano venti minuti a mezzanotte. La mattina arrivano le scuse formali di Cavazzana, protocollate in Comune: «Inavvertitamente – scrive tra l’altro – per stanchezza ho ceduto a un comportamento non consono all’aula, totalmente involontario. Pertanto, sono a chiedere scusa a tutti i presenti in Consiglio».

I maiali di Calderoli, il nazismo alla Menghele di Borghezio, gli insulti alla bandiera e a mille simboli dello Stato, il razzismo bieco e incivile non sono bastati? Non abbiamo tollerato  incredibilmente troppo questa gente?

Li appendiamo?

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lo schiaffo europeo e l’isteria leghista

Mamma mia che schiaffo! Solo a guardare la faccia di Maroni all’uscita della riunione di Bruxelles si poteva intuire il dolore che provava dopo il manrovescio che l’Unione Europea a decretato negando all’Italia gli aiuti per fronteggiare la declamata emergenza immigrazione. Per carità non voglio certo affermare che l’Europa debba voltarci le spalle nel caso di un’emergenza o gongolare dell’ennesimo fiasco del nostro Paese, ma voglio solo registrare la clamorosa sberla che la comunità europea ci ha rifilato mandandoci a casa a rifare i compiti.

Ma di quale emergenza state parlando? La solidarietà europea non sarebbe negata in caso di emergenza, ma non ci risulta che l’Italia stia subendo un’emergenza in questo momento. Ecco in sintesi la motivazione che ha spinto al gran rifiuto. Di fatti i numeri non parlano di esodi biblici, al netto dei rimpatri per cui comunque riceviamo contributi economici a fronte dei costi di gestione. I “richiedenti asilo” sarebbero in numeri gestibili se distribuiti equamente nelle regioni italiane e comunque non sarebbero neanche un sesto dei numeri ospitati dalla Germania. ad esempio. Il fatto è che non sono affatto distribuiti in tutta Italia: la sola Sardegna ne ha ospitati 1500, la Puglia oltre 2000, e poi la Campania, Lazio, la Toscana e molte altre, ma più ci si avvicina alle regioni della Padana mitologica della follia leghista e più ci si accorge che i numeri sono uno zero spaccato. Eppure in Sardegna non ci sono state rivolte popolari, anzi si sono viste azioni spontanee di vera solidarietà con distribuzione di cibo ed accoglienza, nessuna tendopoli è stata allestita così come da nessuna altra parte del Paese. E allora mi sorge un dubbio: non sarà che si sta gridando al lupo al lupo per spaventare la gente a scopi elettorali? La paura di un’invasione biblica (urlata dal Maroni ancora prima che sbarcasse un solo migrante e poi velocemente ridimensionata per non scadere troppo in fretta nel ridicolo) porta indubbiamente acqua al mulino del razzismo padano ed i media servili del nostro Paese non si sono certo fatti scappare l’occasione per alimentare il fuoco. Adesso però siamo stai sbugiardati dall’Europa… alla faccia delle grandi relazioni vantate da Berlusconi & Co.

E dopo lo schiaffo le urla isteriche: “Fuori dall’Europa!”, “meglio soli che male accompagnati!” ha dichiarato fuori un Maroni evidentemente fuori di testa ed ancora sofferente dai postumi dell’atterraggio con i piedi per terra fuori dai confini servili del nostro povero Paese. “Ritiriamo le truppe in Libano e mettiamole a pattugliare i confini!” ha detto Calderoli, oramai in un’insopportabile avvitamento tra la pazzia conclamata e l’idiozia più imbarazzante. Gli ha fatto eco il Ministro degli Esteri Frattini da Londra, con toni lievemente meno accesi, ma altrettanto fuori luogo, tanto che lo stesso Presidente della Repubblica si è affrettato a richiamarlo personalmente, invitando lui e tutti gli esponenti del governo ad evitare  di sparare al alzo zero frasi inaccettabilmente ingiuriose di cui ci troveremo a pagare le conseguenze. Uscire dall’Europa? Solo un pazzo può dire simili castronerie. Per fare cosa? Chiedere l’annessione all’Unione Africana o correre da soli contro il mondo? Invece di riflettere sulle proprie politiche scellerate, cercando di ricucire dopo strappi interminabili e propaganda insulsa la nostra reputazione, ci stiamo attirando ancora una volta l’ostilità dei nostri compatrioti europei con insulti e minacce perchè l’Unione Europea non si è piegata al volere leghista e del governo? Già sentir parlare i leghisti di solidarietà è sospetto, se non ridicolo, visto l’elenco infinito di razzismo ed egoismo che no cosparge la storia (non ultimo il “fuori dalle palle” in dialetto, grugnito da Bossi qualche giorno fa), ma chiedere solo quando fa comodo per fini elettorali, mentre fino al giorno prima si è girata la testa dall’altra parte non è accettabile da nessuno.

In un Paese minimamente civile  il Ministro degli Interni e quello degli Esteri si sarebbero dovuti dimettere per l’incapacità dimostrata, la figuraccia a cui hanno esposto il Paese e per le reazioni inconsulte che sono seguite alla decisione della comunità di cui facciamo parte (per fortuna!). Invece di continuare a sbraitare idiozie, aizzando gli animi, che Calderoli e Bossi dimostrino la solidarietà leghista, ospitando i richiedenti asilo nelle province del Nord, come fanno le altre Regioni, più povere, ma sicuramente più civili e solidali. E poi un appello alla nazione: per favore smettiamo di discutere e mandiamo a casa questi incapaci una volta per tutte e per sempre, prima che sia troppo tardi!

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Montezemolo

Inserto Satirico

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Il coraggio di staccare la spina

Come avevo fatto notare in precedenza, le vicende del governo Berlusconi sembrano indirizzarsi verso il finale e la palla passa inevitabilmente nel campo di Gianfranco Fini.“Silvio Berlusconi non farà un passo indietro, Fini stia con noi o si assuma la responsabilità della crisi”, ha fatto sapere il vertice del Pdl rispondendo a stretto giro di posta al presidente della Camera che aveva chiesto le dimissioni del premier se la vicenda della telefonata da palazzo Chigi verso la questura di Milano si fosse dimostrata vera. Insomma la discussione adesso è sul coraggio che Fini dovrebbe dimostrare nello staccare la spina, assumendosi una responsabilità politica che suona quasi come una vera e propria eutanasia.

Ovviamente solo gli ingenui continuano a credere che vi possano essere alternative, escludendo rapporti costruttivi all’interno della ex-maggioranza dopo gli accadimenti degli ultimi mesi, ma il Presidente della Camera continua a traccheggiare per fare la sua mossa nel momento politicamente più opportuno (anche in termini elettorali), cucinando a fuoco lento il suo avversario che oramai guida un governo agonizzante e pronto a cadere in ogni occasione. Molti scommettono che Fini sceglierà il nodo sulla giustizia, ma di certo non si farà allettare dalla vicenda Ruby, per far cadere il Cavaliere sui sui vizi: ha bisogno di qualcosa di politicamente più sostanzioso, per affrontare le prossime elezioni sui princìpi e non sul chiacchiericcio tipico dell’era berlusconiana.

Da notare invece sono le dichiarazioni di Calderoli, sulla possibilità di un governo tecnico che porti il Paese alle elezioni:

“Macché governo tecnico, macché Lega interessata a un governo tecnico! Io sono preoccupato che qui, profittando delle vicende personali di Berlusconi, sia in atto un colpo di Stato, ma sarebbe il golpe dei fighetta, di quelli che frignano e che non hanno voce e voti. Ma se c’è colpo di Stato la rivolta del popolo è legittima”

Considerando che il governo è ancora in piedi e che il “signor” Calderoli ne è Ministro, trovo gravissimo che voglia aizzare gli animi dei sostenitori della Lega contro un’eventualità costituzionalmente e democraticamente prevista nelle facoltà del Presidente della Repubblica a cui è richiesto di verificare che non esistano altre possibili maggioranze in Parlamento, prima di eventualmente scioglierlo. Altro che colpo di stato:  la mistificazione che questi signori continuano a portare avanti non è frutto dell’ignoranza (ricordo anche che Bossi dichiarò a suo tempo che era ora di rimuovere il Presidente della Camera come se lui o Berlusconi ne avessero facoltà…), ma di un’occupazione prepotente del potere. Aizzare le folle ad una rivolta se non venissero prese decisioni gradite, cioè esaltare o difendere pubblicamente un’azione riconosciuta reato dalla legge della nazione in cui si vive è apologia di reato e sarebbe veramente ora che si applicasse il Codice Penale una volta per tutte!

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Le Guardie Padane e la banda armata

Se non fosse stato per un solerte avvocato non ci saremo accorti che le Camice Verdi della Guardia Padana l’hanno probabilmente fatta franca nel silenzio di tutti, ma andiamo con ordine: il 12 marzo scorso il governo aveva approvato il nuovo Codice dell’ordinamento Militare del Ministro La Russa ed il Presidente della Repubblica lo aveva promulgato tre giorni dopo. Nel testo, che è andato in vigore l’8 ottobre scorso, l’articolo 2268 abroga 1.085 norme, tra le quali il decreto legislativo 43/48, che recita: “Chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici, è punito con la reclusione da uno a dieci anni. Chiunque vi partecipa è punito con la reclusione fino a diciotto mesi”.

Nascosta tra le norme abrogate c’è quindi il divieto di costituzione di associazioni di carattere militare, che mette in forse il processo in corso da 14 anni a Verona a carico di 36 politici e attivisti della Lega Nord sparsi fra il Piemonte, la Liguria, la Lombardia e il Veneto, accusati di aver organizzato nel 1996 una formazione paramilitare denominata “Guardia Nazionale Padana”, con tanto di divisa: le celebri Camicie Verdi, i guardiani della secessione. Processo che fino a qualche mese fa vedeva imputati anche Bossi, Maroni, Borghezio, Speroni e altri cinque alti dirigenti che erano parlamentari all’epoca dei fatti, fra i quali naturalmente Calderoli ed il sindaco di Treviso, Gobbo. In origine, i capi di imputazione formulati dal procuratore Guido Papalia sulla scorta di indagini della Digos e di copiose intercettazioni telefoniche, in cui molti protagonisti parlavano di fucili e armi varie, erano tre: attentato alla Costituzione, attentato all’unità e all’integrità dello Stato, costituzione di una struttura paramilitare fuorilegge. Ma i primi due, con un’altra legge, furono di fatto depenalizzati (restano soltanto in caso di effettivo uso della violenza) nel 2005 dal centrodestra ai tempi del secondo governo Berlusconi. Restava in piedi il terzo, quello cancellato dal decreto di La Russa. Da notare è ce oggi la Guardia Nazionale Padana si è trasformata da corpo paramilitare in onlus che fa parte… della Protezione Civile (come si adeguano ai tempi….)

“La decisione finale deve ancora essere assunta, ma stiamo seriamente valutando di rivolgerci ai giudici della Consulta”, annuncia il procuratore capo di Verona Mario Giulio Schinaia. “E’ l’unico strumento a nostra disposizione, stiamo studiando con attenzione se ne sussistano gli estremi”. Ma è mai possibile che in 5 mesi nessun esponente del centro-sinistra si sia preso la briga di leggere la legge e denunciare questo abuso?

Intanto il 7 ottobre, nella prima udienza del processo al Tribunale di Verona, si è alzata l’avvocatessa Patrizia Esposito segnalando ai giudici che anche il reato superstite stava per evaporare: bastava aspettare il 9 ottobre e tutti gli imputati sarebbero stati assolti per legge.

Oltre ai leghisti, ringraziano il Ministro la Russa le Brigate Rosse e tutte le bande armate che potranno formarsi senza timore di infrangere la legge.

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Razzismi

Grazie a Dio è il 12 settembre e il mondo è ancora una volta sano e salvo. A niente sono valsi i proclami del predicatore pazzo della Florida che voleva bruciare in piazza il Corano o il comico tentativo in Danimarca di un patetico kamikaze amatoriale che si è ferito nel tentativo di farsi esplodere. L’unica considerazione da fare è scontata: il mondo è pieno di pazzi.

Piuttosto un paio di domande: ma perchè gli americani si fanno abbindolare da questi falsi profeti, telepredicatori da strapazzo che sobillano gli animi, strappano fortune ai creduloni in nome di un Dio tutto loro? Sarà il retaggio che si portano dietro dai tempi della prima fuga dall’Europa per le persecuzioni religiose? In ogni caso interpretare quanto è successo l’11 settembre 2001 in ottica religiosa è già di una miopia talmente clamorosa che la risonanza data al predicatore pazzo da parte di media di tutto il mondo suona quasi come un’ulteriore provocazione nei confronti dell’Islam, degna del peggior George Bush Jr.

Chi non vuol capire, continuerà a fare il sordo, chiudendo gli occhi di fronte al nuovo mondo che viviamo e che vivremo, fatto di integrazione tra culture, razze, religioni, ognuno con la propria maniera di vivere la realtà quotidiana e di pregare il proprio Dio.

A proposito, qui da noi, nella nostra piccola e sempre più provinciale Repubblica, i nostri predicatori pazzi sono i leghisti (chi non ricorda Calderoli, le sue graziose t-shirt o l’iniziativa di portare maiali davanti alle moschee…), che negano il diritto al culto ai musulmani di Milano, costretti a pregare in strada a Via Jenner o vietano la costruzione di moschee adducendo ridicoli princìpi di incompatibilità urbanistica perchè ben sanno che l’articolo 8 della Costituzione italiana recita: “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge” garantendo a tutti i credenti la libertà di culto.

I razzisti sono uguali in tutto il mondo e dovrebbero essere quantomeno spernacchiati (personalmente sarei favorevole ad un articolo del codice penale che prevede il reato di razzismo, commisurando pene molto severe a chi vi incorre, vista l’odiosità del crimine – vedi Proposte Politiche).

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