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Monti, Berlusconi e i maiali della Polverini

La diga è rotta. Tutti i giorni escono allo scoperto nuovi episodi di malaffare e malcostume che investono la già fragilissima reputazione della classe politica che (ahimè) governa questo nostro povero Paese: maiali e burini laziali imperversano, lombardi vacanzieri che incassano beni milionari dagli amici, tesorieri che considerano i fondi pubblici come appannaggio personale e dei propri amici, alte cariche dello Stato che fermano i lavori del Parlamento per non perdere un fottutissimo aereo.

Tutto questo durante una crisi dagli esiti incertissimi, che vede gli italiani arrancare dietro un debito pubblico di proporzioni inaccettabili, togliendosi il pane dalla bocca per far fronte alle gabelle, guardando i propri figli perdere la propria giovinezza alla disperata ricerca di un lavoro che non trovano, testimoni di un mercato del lavoro malato, asservito a interessi finanziari e non produttivi, indegnamente incurante dell’ambiente o delle famiglie che dipendono da quei posti di lavoro, spesso miseri e senza speranza di futuro.

Questa è l’aggravante che non dovrebbe lasciare scampo a questa pletora di corrotti che si celano dietro la maschera della politica nostrana, animati solo dalla decadenza morale i cui massimi esempi sono stati forniti all’Italia e alla comunità internazionale dell’ex-Premier Berlusconi, che oggi “tentenna” sulla scelta di tornare a candidarsi alle prossime elezioni, travolto dagli scandali generati dal proprio sistema da basso impero. Teme la perdita di consensi che la giunta romanesca e fascistella del Lazio provocherà nell’elettorato di destra, ma soprattutto la reazione a catena che i “fatti gravissimi”  (parole del Presidente della Corte dei Conti) di Via della Pisana porteranno sulla traballante amministrazione Formigoni in Lombardia, e poi (scommettiamo?) in Campania, Calabria, Sicilia e via discorrendo, ovunque il governo sia nelle mani degli emuli del padrone del Bunga Bunga.

Se Mario Monti vuole veramente provare a risanare il Paese deve far avere una risposta forte a tutto questo, cercando di far giungere alla popolazione italiana il messaggio che lo Stato non tollera più gli sprechi vergognosi, punisce non solo i responsabili dei fatti una volta accertati, ma inibisce il sistema dal ripetersi di simili atti di spregio per il Paese, soprattutto nelle condizioni miserabili in cui si trova. Così alla gente rimarrà forse solo il senso di schifo per questi comportamenti ignobili perpetrati da traditori dell’impegno assunto con l’elezione a rappresentare il bene comune.

Probabilmente ha ragione Grillo quando afferma che tutto questo è “solo la punta dell’iceberg”, che vengono fuori le minuzie per distrarre dal marciume profondo che pervade le istituzioni italiane, che questa classe politica va spazzata via per poter ricostruire una rappresentanza solidamente ancorata a principi etici e morali, in grado di guidare il Paese in maniera degna, ribadendo il diritto dei giovani (e di tutti) a potersi impegnare per costruire il futuro.

Le fotografie della festa decadente tra ancelle parioline con il rolex e maiali in mutande (sia nel senso delle maschere indossate che di persone) hanno fatto il giro del mondo, come fecero un tempo il Bunga Bunga e le nipoti minorenni di Mubarak, minando nuovamente la credibilità nazionale che a fatica e a suon di tasse e balzelli stiamo cercando di ricostruire. Non possiamo lasciar vanificare ogni sforzo (giusto o meno che sia) perchè questi miserabili continuino nelle loro pratiche decadenti, rubando a man bassa quello che versiamo per far funzionare la cosa pubblica, costruendosi ville o imperi a seconda del livello di potere raggiunto, considerando la propria non un mandato a nome della collettività, ma un affare, una mammella da cui succhiare il più possibile, incuranti del nostro futuro.

Caro Presidente Monti, capisco che tra la FIAT e l’Alcoa, l’ILVA, lo spread e gli affari finanziari, Lei abbia le mani piene, ma il Suo onorevole tentativo di portare questo Paese lontano dal baratro passa inevitabilmente attraverso la riforma della politica che è stato ed è il cancro che affligge questa nostra Povera Italia. Una riforma elettorale equa (che da soli non riusciranno mai a fare in maniera dignitosa, perchè troppo presi dagli interessi particolari per guardare alla democrazia e al bene della nazione) che restituisca alla gente il potere di scegliere (e mandare via) i propri rappresentanti è il minimo accettabile, perchè è fondamentale intanto spazzare via tutto il marcio di questa classe politica e amministrativa. Il rischio, mi creda, è che se non saranno puniti in maniera esemplare, se non saranno imposte regole ferree perchè non si ripeta mai più tutto questo, sarà la gente stessa, esasperata ridotta a una vita miserabile, a fare giustizia: basta leggere un libro di storia per capirlo. Non lo sente il tintinnìo di forconi che sale dalla piazza?

P.S. – Cominciamo dalla Polverini? Oggi è emerso che agli atti dei magistrati che indagano sull’allegra gestione dei fondi regionali ci sarebbe una lettera scritta da Fiorito il 18 luglio indirizzata a ogni singolo consigliere regionale del Pdl, al presidente dell’Assemblea regionale Abbruzzese, al vice-capo gruppo Carlo De Romanis e, per conoscenza a Renata Polverini, in cui si legge:

“Sollecitato da alcuni zelanti colleghi ho proceduto ad una serie di controlli su documenti giustificativi delle spese effettuate per il mantenimento del rapporto con gli elettori. Trovando una situazione assolutamente insostenibile, con assenza totale di documenti in alcuni casi e con giustificazioni, diciamo così, da approfondire, eccessivamente generiche e prive di riscontri effettivi (…) Come certo concorderà, è impossibile tollerare. E per questo, per i casi più evidenti, attendo risposta, in assenza della quale agirò, ove necessario, a mia e nostra tutela, secondo quanto previsto dalla legge”.

Alla lettera nessuno rispose mai, ma 4 giorni dopo Fiorito venne destituito.

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camorra e corruzione alla Regione Campania

La notizia è passata in secondo piano nei giorni scorsi, tra matrimoni regali stile Grande Fratello, bombardamenti e beatificazioni, ma vale la pena cercare di darle nuovamente un po’ di risalto perchè per convenienze elettorali si è compiuto l’ennesimo scempio ai danni della gente Campana, con la riammissione alla Regione di due condannati: Alberico Gambino, condannato in primo e secondo grado per peculato, e Roberto Conte, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa per una storia di voti di scambio con il clan camorristico Misso, e tuttora indagato e rinviato a giudizio per la vicenda degli “affitti d’oro” consumata a danno della stessa Regione Campania, nel cui parlamento questo galantuomo è adesso autorizzato a sedere. Serve dire che entrambi sono sostenitori del PDL? Che le loro liste sono serbatoi di voti per la candidatura di Lettieri alle prossime elezioni comunali, il candidato espressione di un altro galantuomo come Cosentino? Chissà perchè, ma ho la sensazione che queste specifiche non siano utili perchè tutti lo avevano già intuito…

E il povero Caldoro, Presidente della Regione Campania, che un anno fa aveva detto di non volere assolutamente i voti di Conte, adesso per sostenere la candidatura di Lettieri è “costretto” a tenerseli stretti… Il fatto è che è stato lo stesso Berlusconi, tre giorni fa a prendere atto dei ricorsi dei consiglieri regionali Gambino e Conte, eletti nel 2010, ma immediatamente sospesi perchè impresentabili, viste le condanne a loro carico, e ad ordinarne l’immediata riammissione, senza attendere l’esito dei reclami in corso (da parte dei candidati che erano subentrati e che vengono adesso estromessi per ridare il posto ai due galantuomini, e da parte dell’Avvocatura dello Stato) e senza neanche valutare le incompatibilità pre-esistenti. E quando il padrone chiama, ovviamente i suoi servi si guardano bene da fare tanti distinguo…

L’incompatibilità tra il PDL e la legalità e l’etica è conclamata da tempo, ma bisogna evitare che questo porti a non diventare notizia gli abusi che vengono continuamente fatti a scapito del nostro Paese. Aggiungiamo questi due nomi al lungo elenco degli impresentabili che riempiono le istituzioni per conto di Silvio Berlusconi e della sua parte politica e chiediamone conto al momento della rielezione, perchè meritiamo come minimo una classe dirigente che abbia la fedina penale pulita (come scritto nelle proposte politiche di Nuda Verità), ed il capo dell’Esecutivo non può permettersi di continuare a violare impunemente i diritti dei suoi cittadini, oltre alle leggi del Paese.

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