Articoli con tag Carfagna

Carfagna, Prestigiacomo & Co.

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Un consiglio per la Carfagna

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La guerra tra bande

Ha ragione Vendola quando dice che “nel partito di Berlusconi c’è una questione criminale”. Questo succede quando un Ministro (Mara Carfagna) se ne va sbattendo la porta, adducendo come motivazione la “guerra tra bande” di affaristi che governano il partito, un senatore (Marcello dell’Utri) viene condannato per essere stato il legame tra la mafia e l’attuale Primo Ministro, quando un sottosegretario (Nicola Cosentino) indagato per camorra continua ad operare indisturbato in Campania, dopo avere oltretutto tentato un’infame delegittimazione del candidato del suo stesso partito alla carica di Governatore da cui lui era stato escluso, un coordinatore nazionale del partito (Denis Verdini) viene accusato di affari illeciti legati alla nuova loggia massonica P3 e quando lo stesso Premier, se non fosse per le leggi ad personam che su è fatto costruire come maglia di ferro attorno a lui, verrebbe condannato per reati che spaziano dall’associazione mafiosa, alla corruzione, l’evasione fiscale, il falso in bilancio, l’esportazione di capitali, l’abuso di potere, ecc. ecc.

C’è una questione criminale nel partito di Berlusconi, Nicki e fa bene Montezemolo, usando un linguaggio tipico del mondo dello sport, a dire che “se imparassimo a fare squadra non ce ne sarebbe più per nessuno, l’Italia potrebbe vincere” ovunque, ma mi sento di aggiungere, pur condividendo in maniera completa, che prima di fare squadra bisogna eliminare chi rema contro, chi fa del bene pubblico un suo interesse privato, bandendo questa cricca del malaffare capitanata da Berlusconi da ogni campo di gioco.

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Papi & Mara

Ottomax

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Alla Carfagna piace Bocchino

Non è una constatazione a sfondo erotico, anche se un po’ si sorride, ma un dramma politico quello che va in onda in questi giorni e vede il Ministro delle Pari Opportunità minacciare le dimissioni dall’incarico e dal partito a causa dei ripetuti attacchi ricevuti dall’interno del PDL.

Quando Berlusconi ha detto di lei «io la sposerei», la battuta – come si ricorderà – scatenò la bomba Veronica, con tutto ciò che ne seguì. Ma questo non c’entra con la politica. La scalata di Mara l’ha portata addirittura a dare l’assalto ai mammasantissima della sua regione. Nel momento di maggiore debolezza di Cosentino, quando il padrone del Pdl campano alle scorse regionali non è stato candidato a governatore a causa dei guai giudiziari, Mara stringe un’alleanza con Bocchino e con Caldoro. Si candida capolista, fa accoppiata (si possono segnare sulla scheda due preferenze) con alcuni dei più forti raccoglitori di consensi, per esempio il super-votato Fulvio Martusciello, e coglie un successone. Così, s’accinge a diventare la più potente in Campania.

Però, Caldoro la spiazza, scegliendo di costruire la giunta insieme a Cosentino e non con lei, che deve accontentarsi di una sua sola pedina, l’assessore alla scuola, Caterina Miraglia. Poi Caldoro rompe con Cosentino (nel frattempo è venuto alla luce il dossier falsissimo che accusava il neo-governatore di omosessualità), Bocchino comincia smarcarsi da Berlusconi e la Carfagna resta senza sostegni e non riesce a stabilire altre alleanze. Deve rinunciare, per incompatibilità, alla carica di capogruppo in Regione, e alcuni dei suoi compagni di cordata passano nelle file di Cosentino. Avendo contro il quale, è difficile che Mara possa candidarsi a sindaco di Napoli.

Insomma, il logoramento dei suoi rapporti col partito può spingere Mara a raggiungere il suo amico Bocchino in Fli? Per Berlusconi, perderla sarebbe uno smacco epocale – l’ha sempre proposta come il volto più spendibile del partitone azzurro – e lei, al momento, parrebbe tutt’altro che disposta al… salto della quaglia.

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