Articoli con tag corruzione

gli “onorevoli” corrotti voteranno la legge anticorruzione?

Guardate il video trasmesso da PiazzaPulita, il programma de La7 sugli “onorevoli” nei guai con la giustizia per corruzione (51) che saranno chiamati a votare la legge anticorruzione in Parlamento… sentiteli parlare e immaginate come voteranno.

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Monti, Berlusconi e i maiali della Polverini

La diga è rotta. Tutti i giorni escono allo scoperto nuovi episodi di malaffare e malcostume che investono la già fragilissima reputazione della classe politica che (ahimè) governa questo nostro povero Paese: maiali e burini laziali imperversano, lombardi vacanzieri che incassano beni milionari dagli amici, tesorieri che considerano i fondi pubblici come appannaggio personale e dei propri amici, alte cariche dello Stato che fermano i lavori del Parlamento per non perdere un fottutissimo aereo.

Tutto questo durante una crisi dagli esiti incertissimi, che vede gli italiani arrancare dietro un debito pubblico di proporzioni inaccettabili, togliendosi il pane dalla bocca per far fronte alle gabelle, guardando i propri figli perdere la propria giovinezza alla disperata ricerca di un lavoro che non trovano, testimoni di un mercato del lavoro malato, asservito a interessi finanziari e non produttivi, indegnamente incurante dell’ambiente o delle famiglie che dipendono da quei posti di lavoro, spesso miseri e senza speranza di futuro.

Questa è l’aggravante che non dovrebbe lasciare scampo a questa pletora di corrotti che si celano dietro la maschera della politica nostrana, animati solo dalla decadenza morale i cui massimi esempi sono stati forniti all’Italia e alla comunità internazionale dell’ex-Premier Berlusconi, che oggi “tentenna” sulla scelta di tornare a candidarsi alle prossime elezioni, travolto dagli scandali generati dal proprio sistema da basso impero. Teme la perdita di consensi che la giunta romanesca e fascistella del Lazio provocherà nell’elettorato di destra, ma soprattutto la reazione a catena che i “fatti gravissimi”  (parole del Presidente della Corte dei Conti) di Via della Pisana porteranno sulla traballante amministrazione Formigoni in Lombardia, e poi (scommettiamo?) in Campania, Calabria, Sicilia e via discorrendo, ovunque il governo sia nelle mani degli emuli del padrone del Bunga Bunga.

Se Mario Monti vuole veramente provare a risanare il Paese deve far avere una risposta forte a tutto questo, cercando di far giungere alla popolazione italiana il messaggio che lo Stato non tollera più gli sprechi vergognosi, punisce non solo i responsabili dei fatti una volta accertati, ma inibisce il sistema dal ripetersi di simili atti di spregio per il Paese, soprattutto nelle condizioni miserabili in cui si trova. Così alla gente rimarrà forse solo il senso di schifo per questi comportamenti ignobili perpetrati da traditori dell’impegno assunto con l’elezione a rappresentare il bene comune.

Probabilmente ha ragione Grillo quando afferma che tutto questo è “solo la punta dell’iceberg”, che vengono fuori le minuzie per distrarre dal marciume profondo che pervade le istituzioni italiane, che questa classe politica va spazzata via per poter ricostruire una rappresentanza solidamente ancorata a principi etici e morali, in grado di guidare il Paese in maniera degna, ribadendo il diritto dei giovani (e di tutti) a potersi impegnare per costruire il futuro.

Le fotografie della festa decadente tra ancelle parioline con il rolex e maiali in mutande (sia nel senso delle maschere indossate che di persone) hanno fatto il giro del mondo, come fecero un tempo il Bunga Bunga e le nipoti minorenni di Mubarak, minando nuovamente la credibilità nazionale che a fatica e a suon di tasse e balzelli stiamo cercando di ricostruire. Non possiamo lasciar vanificare ogni sforzo (giusto o meno che sia) perchè questi miserabili continuino nelle loro pratiche decadenti, rubando a man bassa quello che versiamo per far funzionare la cosa pubblica, costruendosi ville o imperi a seconda del livello di potere raggiunto, considerando la propria non un mandato a nome della collettività, ma un affare, una mammella da cui succhiare il più possibile, incuranti del nostro futuro.

Caro Presidente Monti, capisco che tra la FIAT e l’Alcoa, l’ILVA, lo spread e gli affari finanziari, Lei abbia le mani piene, ma il Suo onorevole tentativo di portare questo Paese lontano dal baratro passa inevitabilmente attraverso la riforma della politica che è stato ed è il cancro che affligge questa nostra Povera Italia. Una riforma elettorale equa (che da soli non riusciranno mai a fare in maniera dignitosa, perchè troppo presi dagli interessi particolari per guardare alla democrazia e al bene della nazione) che restituisca alla gente il potere di scegliere (e mandare via) i propri rappresentanti è il minimo accettabile, perchè è fondamentale intanto spazzare via tutto il marcio di questa classe politica e amministrativa. Il rischio, mi creda, è che se non saranno puniti in maniera esemplare, se non saranno imposte regole ferree perchè non si ripeta mai più tutto questo, sarà la gente stessa, esasperata ridotta a una vita miserabile, a fare giustizia: basta leggere un libro di storia per capirlo. Non lo sente il tintinnìo di forconi che sale dalla piazza?

P.S. – Cominciamo dalla Polverini? Oggi è emerso che agli atti dei magistrati che indagano sull’allegra gestione dei fondi regionali ci sarebbe una lettera scritta da Fiorito il 18 luglio indirizzata a ogni singolo consigliere regionale del Pdl, al presidente dell’Assemblea regionale Abbruzzese, al vice-capo gruppo Carlo De Romanis e, per conoscenza a Renata Polverini, in cui si legge:

“Sollecitato da alcuni zelanti colleghi ho proceduto ad una serie di controlli su documenti giustificativi delle spese effettuate per il mantenimento del rapporto con gli elettori. Trovando una situazione assolutamente insostenibile, con assenza totale di documenti in alcuni casi e con giustificazioni, diciamo così, da approfondire, eccessivamente generiche e prive di riscontri effettivi (…) Come certo concorderà, è impossibile tollerare. E per questo, per i casi più evidenti, attendo risposta, in assenza della quale agirò, ove necessario, a mia e nostra tutela, secondo quanto previsto dalla legge”.

Alla lettera nessuno rispose mai, ma 4 giorni dopo Fiorito venne destituito.

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Vogliamo la legge anti-corruzione

Questi dati sono noti a tutti, ma sottolineano la necessità di una legge che punisca severamente ogni tentativo di corruzione, in maniera verticale, dai massimi dirigenti agli impiegati, dall’industriale che paga per ottenere al funzionario che si presta (e spesso pretende…).

Che il PDL si opponga la varo di una legge, richiesta a gran voce anche dal Parlamento Europeo da anni, è scandaloso.

La rinascita del Paese passa dalla credibilità che abbiamo e dalla capacità di attrarre investimenti (che la corruzione scoraggia vivamente…). Se non passiamo urgentemente questo esame rischiamo di vanificare tutti i sacrifici che stiamo (giustamente o ingiustamente) facendo

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il coraggio di Monti

Le voglio fare solo una domanda, prof. Monti: come è mai che adesso non si parla più di Berlusconi e delle sue mille malefatte, cricche, puttane, minorenni, mafiosi, corrotti e corruttori?

Capisco che l’immagine del Paese non può reggere ulteriori sberleffi, vista la situazione critica che siamo costretti a vivere, che la credibilità si costruisce giorno per giorno, evitando imbarazzanti epiloghi come quello del Bunga Bunga, della nipote di Mubarak, o i baci a Gheddafi (ah… giusto: adesso non può più…), e che quindi è preferibile da un punto di vista di immagine del Paese non esporre ai media (e al pubblico ludibrio) il soggetto. Tuttavia questo non può e non deve fermare la Giustizia; non si debbono permettere scambi di favori tra le parti (cioè noi come Stato italiano e l’imputato), neanche nella penombra dell’Aula parlamentare, tra le votazioni di leggi che segneranno il futuro di tutti noi. Perché così fa la Mafia quando tratta, giusto?

Senta: mi ritengo immune dalle chiacchiere sul suo conto, da quelle allarmistiche sul Club Bildemberg, alle sue passate attività professionali tra i “poteri forti” mondiali. Credo che Lei si sia preso una gatta da pelare a dir poco gigantesca e che lo abbia fatto convinto del dovere morale di provare a raddrizzare la tendenza al massacro, al disfacimento sociale, culturale, politico e civile del Paese. Lo ha fatto perché crede di avere le forze per poterci riuscire e con Lei si è schierata l’Italia tutta, ricorda? Se ci riuscirà, come tutti ci auguriamo, sarà un eroe nazionale, di quelli che hanno fatto la storia del nostro Paese.

Anche per questo la esorto a non tralasciare la questione interna. Siamo purtroppo costretti dalla democrazia a sopportare una classe di incapaci (per di più presuntuosi e spesso disonesti) che non abbiamo mai eletto se non per interposta persona delle segreterie di partiti, completamente inadeguati a gestire il Paese, in particolare durante la durissima crisi che ci ha investito. Sono persone che non autorizzano neanche la magistratura a compiere il suo dovere nei confronti di “onorevoli” mafiosi, camorristi, corrotti o ladri, che tipo di rispetto possono avere? Salvare Silvio Berlusconi dal far fronte ai suoi doveri di cittadino nei confronti della legge è stata la missione di vita di tanta parte di questo Parlamento e tanti altri hanno contribuito a far fare affari d’oro, sempre a Silvio Berlusconi: lo lasceranno adesso che ha perso molto del suo potere, che il partito si sgretola sotto la guida dell’algido Alfano, che i giudici continuano a chiedere la sua condanna per questo o quel reato? Ad esempio: come reagirebbe il Parlamento se venisse chiesto l’arresto di Silvio Berlusconi?

E’ un’intera classe politica che deve avere una sferzata. Deve essere chiaro a tutti che essere responsabili delle proprie azioni nei confronti della legge dello Stato vale per tutti, in eguale misura, per garantire la convivenza civile e evitare abusi e sopraffazioni.

Continuare a negare questi princìpi cardine della democrazia, da un’ulteriore spinta al Paese verso la rovina e alimenta il fuoco dell’esasperazione sociale che rischia di diventare rivolta. Io che non sono un liberista, come avrà capito, penso che in questo caso è perfetto lo slogan “colpirne 1 per educarne 100”. Capisco anche che lei è un tecnico, ma ha già dimostrato di fare scelte politiche importanti: abbia ancora più coraggio, scardini dalle fondamenta questo sistema bloccato e corrotto.

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Formigoni non ha capito

Caro Presidente Formigoni, come è mai possibile che si ostini a non capire?

Le sue parole affannate, sbugiardate e confuse non cambiano proprio niente per quanto riguarda le vacanze extra-lusso a scrocco che ha deciso di fare per anni. Il Presidente di una Regione importante come la Lombardia non si può permettere un comportamento neanche assimilabile a quello che ha tenuto.

Alle confessioni del suo amico Daccò, responsabile del crack dell’Ospedale San Carlo, tra i più importanti di Milano, lei si è dapprima indignato, poi ha cercato di minimizzare adducendo che erano vacanze di gruppo e che tutti pagavano una quota, che il suo amico aveva solo anticipato i denari, ma si era sempre rifiutato di fornire la prove che la sua quota fosse stata rimborsata. Poi, l’evidenza che i suoi rimborsi non erano di fatto mai stati effettuati e che quindi aveva ricevuto beni materiali ed immateriali per centinaia di migliaia di euro da un’imprenditore (e anche chiamarlo così ripugna un po’…) come Daccò, pesantemente coinvolto nella Sanità, che è di competenza del suo ufficio, come Presidente della Regione Lombardia. Alle inevitabili, sacrosante richieste di dimissioni davanti alla menzogna, più ancora che per il sospetto di gravi interferenze ed interessi personali nella gestione della Sanità lombarda, la sua difesa è richiedere la prova dei favori che Daccò si sarebbe comprato.

Se torno indietro con la memoria di qualche tempo, ricordo che i sospetti attorno alla sua figura ci sono sempre stati, non ultimo quello delle firme false che le hanno consentito la candidatura al presente mandato come Presidente, che è poi il quarto nella sua storia, se non vado errato, al termine di una stagione elettorale tra le più travagliate, corrotte e sporche della nostra Repubblica.

Non è un luogo comune, ma un urlo di disperazione ricordare che in nessun Paese al mondo è tollerabile un amministratore pubblico che mente, cercando di nascondere di aver tratto profitto personale dal proprio operato, a prescindere dai favori che avrà o non avrà fatto al suo amico, in cambio delle centinaia di migliaia di euro che le ha regalato. Il fatto che lei abbia mentito è un grave indizio  a suo carico perché rivela che ha qualcosa da nascondere.

E’ l’amministrazione pubblica di gente come lei che ha portato il Paese alla rovina finanziaria, culturale e civile. Lei è libero di faraoneggiare, ostentando uno stile di vita che farebbe invidia a Briatore, mentre la gente vive momenti drammatici a causa del diktat finanziario che è stato fatto, ma le consiglio di non sottovalutare il disgusto e la rabbia che questo suo comportamento genera.

Evitiamo ulteriori scene melodrammatiche: dia le dimissioni, ci faccia il piacere.

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Economia, politica, finanza e…

Ricevo dal mio amico Franco, da Milano e pubblico molto volentieri:

Cominciamo col dire che non vorrei vivere in un mondo di merda. Soprattutto per le mie figlie e i miei futuri nipoti vorrei che cambiasse un po’ l’aria.  Un bel po’.

Mi è sempre sembrato un mondo male organizzato ma più passa il tempo e più mi sembra peggiori.

E’ ingiusto, profondamente ingiusto e vorrei tanto che i giovani trovassero la forza per rivoltarlo come un calzino.  Spero nei giovani perché la mia generazioni non ha solo fallito, di più, ha fatto cagare. Eravamo partiti alla grande, con il ’68.  Un momento magico, di grande formazione, di grandissima partecipazione, l’entusiasmo era palpabile, la voglia di fare irrefrenabile, si ragionava su tutto, ci si nutriva di nuove idee, cambiare il mondo sembrava a portata di mano… e poi, puff, pian pianino è svanito tutto.  O quasi.

E oggi ancora ci ritroviamo con guerre da tutte le parti, bambini che muoiono di fame o che vengono costretti a fare i soldati, popolazioni sotto sviluppate che vivono con 1-2 dollari al giorno,  i pochi stati ricchi che consumano l’80 per cento delle risorse del pianeta, la finanza che crea una crisi economica che poi fa pagare ad altri, e razzismo, egoismo, avidità, terrorismo e, forse anche peggio del terrorismo, la lotta la terrorismo… Insomma, una gran brutta roba. Un minestrone con ingredienti indigeribili.

Se il tutto è scoraggiante, l’economia mondiale sta diventando sempre più assurda.

“Ehi, ma tu che titoli hai per parlare di economia? E per di più di economia internazionale? Sei forse un economista di fama?”

“Innanzitutto possiedo un loden e di questi tempi non è poco, e il caso ha voluto che mi laureassi pure alla Bocconi….”

No, non mi sento minimamente un economista anche perché gli economisti ragionano in maniera del tutto diversa dalla mia.  Quindi o sono io che sono fuori di cucuzza, il che è molto probabile, o lo sono loro.

Sta di fatto che quando sentenziano “dobbiamo consumare sempre di più se vogliamo avere una costante crescita” pur capendo perfettamente cosa vogliano dire, sento che le budella mi si contorcono.  Possiamo, in un mondo dalle risorse limitate, dire una stronzata simile?

La sfida del futuro sarà creare lavoro risparmiando sulle risorse, o addirittura creare risorse. O lavorare meno per lavorare tutti. Il lavoro green… Ma non potrà essere un semplice diamoci dentro finché ci sono risorse, poi si vedrà.

“Dobbiamo far crescere il PIL”.  Altra cosa che mi fa impazzire. Che razza di indice è il PIL. Il PIL comprende il valore dei beni e servizi prodotti all’interno di un paese.  Se noi consumiamo un prodotto, qualcun altro dovrà produrlo, quindi consumando quel prodotto stiamo creando ricchezza. Quindi pensate a quanta più ricchezza in più state creando quando siete in coda e consumate un sacco di benzina rispetto a quando la strada è libera. E quando fate un incidente stradale…. fate lavorare soccorritori, poliziotti, medici, carrozzieri, meccanici… ci pensate a quanto PIL state creando? Quanta ricchezza…

“Siamo fieri di comunicare all’assemblea degli azionisti che la nostra azienda ha chiuso l’anno con un +75% di profitto,  siamo orgogliosi di presentarvi questa cartina che mostra tutti i mercati sui quali il nostro prodotto è consumato. La nostra quota di mercato è schizzata alle stelle, soprattutto in Africa, e il rating delle agenzie è passato da AA+ a AAA.

Le nostre mine anti uomo sono sempre più ricercate e apprezzate…soprattutto quelle a forma di uccellino che piacciono tanto ai bambini…”

Che si produca merda, armi o acqua santa è lo stesso. L’importante è avere un incremento di profitto rispetto all’anno prima.  Non so a voi, ma a me viene un tale giramento di palle… Il rating dovrebbe essere assegnato tenendo conto di cosa si produce, quante risorse si consumano, quanto si inquina, il benessere dei dipendenti, il benessere sociale prodotto.

Se uno produce uova con galline che passano la vita legate in uno spazio grande quanto un foglio A4 e sottoponendole a variazioni artificiali di luce e buio cosicché producano più uova,  per me può fare quanto profitto vuole ma  a me non dispiacerebbe abbattere l’aziendina con un bel bazooka.  Altro che tripla A.

Allo stesso modo agli stati non dovrebbe essere attribuito un giudizio solo in base alla capacità di ripianare il proprio debito ma si dovrebbe tener conto anche del livello di benessere dei cittadini, di quanto il paese inquina, di quante risorse consuma, di quanta evasione e corruzione ci sono in quel paese, ecc…

E visto che siamo arrivati sull’argomento cosa fareste voi a dei politici che, fieri, sottolineano i grandi risultati raggiunti nel combattere l’evasione con 12 miliardi recuperati nel 2011 su una stima di evasione di 150 miliardi dimenticando quindi che significa che si è recuperato l’8% dell’evaso ma il 92% evasione era e evasione è rimasta? Io li caccerei tutti a calci nel culo.

Sì, perché sono gli stessi politici che dicono ai giovani che devono puntare all’eccellenza se vogliono trovare un lavoro, avere un futuro… A parte che mi verrebbe da chiedere a questi politici:” E dei giovani non eccellenti che ne facciamo? Li buttiamo?”

Ma, a parte questo, non so a casa vostra, ma a casa mia sarebbe eccellente recuperare il 92% dell’evasione e darsi da fare per recuperare il restante 8 %. Non considerare eccellente l’aver recuperato l’8%.  Punto.

Io so solo che se fossi un evasore sentendo questi bei ragionamenti continuerei ad evadere.

E la corruzione.

Si dice che la corruzione ci costi 60 miliardi l’anno.  E normalmente quando si parla di corruzione si intende politica corrotta.

Ora, si dice anche che in politica in Italia sia occupato circa 1 milione di persone.

Se fossero corrotti “solo” 1.000 politici incasserebbero di media 60 milioni ciascuno! In lire poco meno di 120 miliardi di lire ciascuno.  Le lire sono morte e defunte, lo so bene, ma forse rendono ancora oggi meglio l’idea della valanga di denaro che finisce nella corruzione.

Non so a voi, ma a me queste cifre fanno venire i brividi lungo la schiena…

Del resto, solo le dimensioni enormi del problema rendono capibile come sia possibile che un cazzutissimo Lusi possa rubare 25 milioni senza che nessuno se ne accorga.

E la finanza internazionale! Che crea sto po’ po’ di casino, si fa finanziare dagli stati, fa pagare a tutti noi i casini che ha combinato e poi continua a darsi i bonus. Bella performance, No?

Potrei continuare a lungo…

Rileggendo queste righe dove si parla di politica, economia e finanza cito spesso la merda.

Chi sa come mai? Mah!

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lettera a Monti

Ricevo da un mio amico di Milano la lettera che ha scritto al prof.Monti ed ovviamente la pubblico come ha fatto Radio Popolare:

Caro Professor Monti,

Ho fatto anch’io la Bocconi ma, devo ammetterlo, in fretta e male, quindi credo di aver bisogno di qualche spiegazione aggiuntiva che spero non vorrà negarmi.

Mi creda, ho apprezzato moltissimo che lei si sia preso questo incarico in un momento così difficile e che abbia rinunciato allo stipendio di primo ministro ma la sua manovra mi lascia un po’ perplesso, con qualche dubbio.

Con molta difficoltà lei ha varato questa manovra da 30 miliardi, ma, sbaglio o in questo Paese si stima che ci siano 120 miliardi di evasione fiscale e 60 miliardi di corruzione ?

180 miliardi !!!! 6 volta la durissima manovra appena varata… O ho capito male?

Che la classe politica non se la senta di colpire duramente l’evasione lo posso capire e non giustificare: senza evasione non ci sono fondi neri, senza fondi neri non c’è corruzione… ma da lei qualcosa di più sinceramente mi spettavo.

Vede, speravo in  provvedimenti che mettessero con le spalle al muro gli evasori e i corrotti. O che perlomeno li spaventasse, che rendesse loro più rischioso evadere.

Che so, un provvedimento tipo: accettiamo tutte le dichiarazioni dei redditi come veritiere ma a chi viene scoperto evasore l’accertamento si estende automaticamente ai 5 anni precedenti e dovrà pagare ciò che non ha dichiarato + multe + interessi. O ancora, che qualunque libero professionista, sia elettricista o dentista poco importa, dopo un certo numero di fatture non fatte non possa più svolgere quella professione.  O semplicemente prevedere la galera per chi dichiara 6 euro e ha un conto con 200 milioni…  Provvedimenti naives, me ne rendo conto, ma lei può sicuramente far meglio.

Parliamo anche un attimo della corruzione e facciamo due conti, o meglio, io li faccio e lei me li corregge.

Si dice che la corruzione ci costi 60 miliardi l’anno.  E normalmente quando si parla di corruzione si intende politica corrotta. Ora, si dice anche che in politica in Italia sia occupato circa 1 milione di persone. Se divido 60 miliardi per 1 milione mi risulta 60.000 €. Ogni persona che si occupa di politica incasserebbe questa cifra se fossero tutti corrotti. Ma poiché sappiamo che la stragrande maggioranza è onesta, significa che i disonesti incassano cifre notevoli.  Se ipotizzassimo che l’80 % è onesto e il 20% corrotto, significa che 200.000 corrotti incasserebbero in media 300.000 € l’anno,  nel caso fossero 100.000 incasserebbero invece 600.000 € e così via…

Se quindi fossero solo 1.000, e in fondo ci dovremmo augurare che siano pochi, incasserebbero di media 60 milioni ciascuno!

Non so a lei, ma a me queste cifre fanno venire i brividi lungo la schiena…

Professore,  per favore, mi dica che sbaglio o che non ho capito nulla. Mi spieghi, la prego.

Le assicuro che presterò la massima attenzione alla sua lezione… questa volta.

Con stima e riconoscenza per quel che sta facendo per l’Italia.

Cordiali saluti.

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Bertolaso, la cricca e la Protezione Civile

La conclusione delle indagini sulla vicenda del G8 e della cosiddetta “cricca”, porta ad una conclusione scontata: ci sono prove “incontivertibili” a carico di Bertolaso, il vertice della Protezione Civile,  ed altri 18 imputati, per corruzione ed associazione a delinquere.

Stando alla richiesta di rinvio a giudizio, dall’inchiesta apparirebbe la “sistematica violazione delle regole che caratterizzava la gestione dei cosiddetti Grandi eventi, con prova incontrovertibile dell’ asservimento della pubblica funzione di Guido Bertolaso“. Bertolaso avrebbe quindi assicurato alla cosiddetta “Cricca” degli appalti una protezione globale con una sistematica violazione delle regole,  in cambio delle presunte “utilità” (un appartamento a Via Giulia, denaro, favori sessuali al Salaria Sport Village, ecc.) ricevute dall’imprenditore Anemone, che per fortuna della giustizia annotava tutto in un elenco, poi sequestrato dagli inquirenti. Per tornare con la memoria ai fatti ecco quanto riportato a suo tempo:

È un elenco che raccoglie tutti gli interventi edili (di ristrutturazione e ricostruzione) affrontati da Diego Anemone negli uffici pubblici e appartamenti privati della nomenklatura nazionale. Palazzo Chigi, la residenza privata di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, le abitazioni degli ex ministri Pietro Lunardi e Claudio Scajola, prime e seconde case, in città e in montagna. Le dimore di Guido Bertolaso (si scopre che a Roma sono due: in via Bellotti Bon e in via Giulia) e i suoi uffici della Protezione Civile.
E ancora capi di gabinetto, capi di dipartimento nei ministeri, capi di uffici legislativi, della Protezione civile e del ministero della Giustizia, dirigenti Rai, generali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, agenti dei servizi segreti. Una lista dettagliata dei lavori al Viminale, ai ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture, nella sede di Forza Italia e negli alloggi privati di segretarie di ministri (è il caso di Fabiana Santini assistente del Ministro Scajola, oggi assessore regionale nel Lazio)”.

Ecco quanto pubblicavo, giusto giusto un anno fa (il 15 maggio 2010) su Nuda Verità, a proposito dello scandalo della Cricca:

Bertolaso invece si difende a spada tratta, ma i fatti che continuano da emergere dall’inchiesta scandalo sui grandi appalti tenderebbero ad inchiodarlo sempre più, accreditandolo o come manager disattento o come consapevole leader di una struttura che era il collettore di un sistema di raccolta nel settore degli appalti. Il nodo sembra infatti essere che la Protezione Civile era stata la soluzione trovata per aggirare le gare nell’assegnazione della realizzazione delle grandi opere in maniera diretta, ad imprenditori con pochi scrupoli e molti soldi.

I fatti ci hanno dato ragione, ma forse, anche in questo caso, siamo di fronte a magistrati eversivi che vogliono addirittura assicurare la giustizia nel nostro povero Paese…

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I misteri dei pirati di Antigua

Stasera sarà interessante guardare Report, che tornerà ad occuparsi dell'”affaire” Antigua che tanto aveva innervosito il Premier. Come anticipato da La Repubblica, ci sarebbero testimoni che dichiarano in video la partecipazione di Berlusconi ad un’operazione di sfruttamento immobiliare sull’isola, resa possibile dall’azzeramento dei crediti dello Stato Italiano nei confronti dell’isola caraibica.

La cosa è venuta fuori dalle dichiarazioni dell’architetto personale di Berlusconi ed amico dei due (Nosotti e Rivolta) che avevano dato inizio all’operazione immobiliare ad Antigua: “loro me lo avevano accennato dicendo che se risolviamo i problemi del Governo di Antigua con la SACE avremo le porte spalancate per concludere l’operazione”. In effetti fu poi Berlusconi a risolvere i problemi. La SACE è l’azienda del Ministero del Tesoro che paga in anticipo le imprese italiane quando i governi esteri non saldano le fatture per poi rivalersi successivamente sugli stessi governi. A Natale del 2004 avvenne una sorta di scambio di regali: la SACE accettò di ricevere da Antigua €11.3 milioni al posto degli €84.5 a cui aveva diritto e già pagati anticipatamente alle imprese, accettando quindi di portare al Tesoro un debito di €73.2 milioni. Dopo pochi mesi l’affare immobiliare decolla.

Nell’ambito di un’indagine sulla Banca Arner, l’istituto svizzero in cui Berlusconi ha i suoi conti personali, la cui filiale italiana è finita in amministrazione straordinaria per vicende di riciclaggio, la Banca d’Italia e la Procura di Milano hanno già appurato che dai conti del Premier sono arrivati sui depositi della società che gestiva l’affare di Antigua bonifici per €22 milioni per finanziare l’acquisto dei terreni e la costruzione delle ville. Soldi importanti a cui si era aggiunta una fideiussione personale di Berlusconi a Rivolta per ulteriori €10 milioni.

Preso dal corrompere mezzo Parlamento per assicurarsi la fiducia nei prossimi giorni, Berlusconi non ha commentato le anticipazioni, ma è di queste ore la notizia di un esposto all’AGCOM , l’Agenzia di Controlo sulle Comunicazioni, depositato il 2/12 scorso da parte di Giulio Tremonti, il Ministro dell’Economia, che chiede sanzioni contro la trasmissione della Gabanelli…

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L’arroganza di Alemanno

 

“Se ci saranno mie responsabilità, pagherò” ha detto il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, assediato da due settimane per lo scandalo di “Parentopoli” delle municipalizzate Atac e Ama, dalle prime pagine dei quotidiani nazionali. “Per il passato – ammette – non sono in grado di mettere la mano sul fuoco, perchè non mi sono occupato di assunzioni”, ma promette piena collaborazione con la giustizia indagante ed anche se queste cose “appartengono purtroppo alla fisiologia delle assunzioni nella pubblica amministrazione italiana…. chi ha sbagliato pagherà”.

Sono inorridito leggendo le parole del Sindaco che ha anche detto: “Nelle due aziende, dal 2008 a oggi ci sono stati 2.505 nuovi assunti. Di questi – nota Alemanno – a leggere i giornali 85 sono le assunzioni sospette (tra cui mogli e parenti di amici e sostenitori elettorali, amanti, cubiste ed una pletora di estremisti di destra, alcuni con condanne passate in giudicato). Non sono certo centinaia o migliaia”. Insomma come dire che se reato c’è stato è stato un piccolo reato … ma vi rendete conto fino a che punto è arrivata l’arroganza di questa gente? La corruzione, il violare le leggi e le pari opportunità dei cittadini che governa è una vergogna non giudicabile al chilo: ne basterebbe uno solo di quei soprusi arroganti per toglierle la fiducia, caro Sindaco, figuriamoci 85!

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La pazienza è finita

Facciamo il punto, cercando di restare razionali, senza cedere allo sdegno, in mezzo a questa ennesima vicenda che coinvolge il nostro Capo del Governo e quindi tutti noi, in Italia e nel mondo.

Non è molto che illustri rappresentanti del capitale italiano quali Luca Cordero di Montezemolo avevano dichiarato che la loro pazienza stava terminando di fronte al malgoverno, sulla scia delle dichiarazioni della Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che chiedeva un esecutivo capace di governare l’uscita da una crisi devastante per le imprese italiane (con tutte le conseguenze che che quelle dichiarazioni ebbero grazie alla fabbrica del fango di Sallusti & Co.) Al tempo delle dichiarazioni, Berlusconi era alle prese con la casa di Montecarlo dello scissionista Fini e con la preparazione del Lodo Alfano e non  aveva tempo di ascoltare, così oggi la stessa Marcegaglia torna a sottolineare l’inesistenza di una qualsiasi attenzione da parte del governo, ma il Presidente del Consiglio non ha tempo, sommerso dall’immondizia, sia quella del mancato miracolo napoletano, dell’esportazione illecita dei suoi capitali ad Antigua, dell’ultima frode fiscale emersa, compiuta assieme al figlio e adesso quella generata dall’ennesimo scandalo erotico con una minorenne.

Mentre la disoccupazione cresce, (nonostante i patetici tentativi del Ministro Sacconi di fare paragoni con la media europea che risulta superiore al tasso di disoccupazione italiano solo perchè da noi non vengono calcolate le persone in cassa integrazione, che sono centinaia di migliaia), la stragrande maggioranza dei giovani non riesce a trovare un lavoro, la ricerca e la scuola agonizzano sotto la scure dei nuovi tagli orizzontali di Tremonti, gli ospedali chiudono o continuano a fornire nuovi esempi di sanità malata non più in grado di far fronte alle necessità della popolazione, la corruzione dilaga dappertutto e la giustizia non è in grado di assicurare la salvaguardia degli onesti.

Lui non ha tempo, ma se la ride immerso nel delirio di onnipotenza che lo pervade: si fa beffe dello scandalo immobiliare dicendo che di case ne ha tante, afferma che il suo stile di vita non vuole cambiarlo, fregandosene dell’imbarazzo che provoca a tutti gli italiani sbeffeggiati in tutto il mondo il suo comportamento indecoroso (oltre che francamente penoso per una persona anziana come lui).

Non ha tempo perchè deve trovare una maniera di salvaguardarsi personalmente dalle conseguenze di una vita spesa tra truffe, raggiri, frodi fiscali, corruzione, associazioni e frequentazioni malavitose che gli hanno dato una ricchezza spropositata, ma di origini illegali.

Il comportamento del nostro Premier è talmente arrogante che anche molti di quelli che lo avevano seguito cominciano a lasciarlo, un po’ per imbarazzo ed un po’ perchè temono che la caduta del monarca possa portare schizzi di fango anche su di loro: dalla Chiesa che non riesce a “contestualizzare” l’indegnità dei suoi costumi come tuttavia era riuscita a fare anche con le sue bestemmie, agli onorevoli rappresentanti del suo partito che passano a frotte con il traditore Fini. Gli rimangono accanto quelli che più di tutti hanno tratto beneficio dalla sua corte dei miracoli, le Ministre in minigonna e tacchi a spillo, gli affaristi e gli spudorati transfughi dal fascismo più bieco. Anche i razzisti della Lega cominciano a prendere le distanze stando a quanto dichiara oggi Bossi: “Prepariamoci ad un governo tecnico con noi all’opposizione”.

Attenti però: la pazienza degli italiani, non solo quella della Confindustria, è finita e quando questo accade non si può poi piangere sul latte versato e crocifiggere chi sbaglia cedendo all’esasperazione, usando violenza per esprimere la propria rabbia ed impotenza. Che si assuma ognuno le proprie responsabilità sin da ora. La pazienza è finita!

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Indegni candidati

Quando Beppe Pisanu, ex Ministro dell’Interno ed oggi Presidente della Commissione Antimafia, ha dichiarato che le liste elettorali amministrative sono “gremite di persone che non sono certo degne di rappresentare nessuno”, molti non si sono affatto stupiti, visto che anche nel Parlamento nazionale abbiamo una bella rappresentanza di condannati oltre che di indagati: i reati accertati o ipotizzati variano dalla frode fiscale, al peculato, alla corruzione, al concorso interno o esterno ad associazioni mafiose o camorristiche. Altri si sono invece ingegnati per scoprire i nomi ed ecco che oggi i giornali hanno cominciato a pubblicarne alcuni: eccone un primo elenco:

Pietro Diodato – Il consigliere regionale del Pdl, rieletto in Campania nel 2010 dopo essere stato il “recordman” di preferenze nella precendete tornata elettorale, può “vantare” un precedente: una condanna definitiva (con la condizionale) a un anno e mezzo per i disordini del 2001 nei seggi elettorali. Nei suoi confronti fu anche emessa un’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. In virtù di questo “curriculum”, è stato “premiato” con la presidenza della Commissione Attività Produttive. In campagna elettorale ha fatto “ticket” con il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna.

Roberto Conte – Anche lui esponente del centrodestra campano, è stato eletto in Consiglio regionale tra le liste di Alleanza di Popolo. Nel suo “carniere” c’è una condanna in primo grado per concorso esterno in associazione camorristica. Per questo il neogovernatore Stefano Caldoro lo ha pubblicamente “scaricato”: “Non voglio i suoi voti, e se risulteranno determinanti mi dimetterò”.

Alberico Gambino – Anche lui consigliere campano del Pdl. Sulle sue spalle grava una condanna in appello con l’accusa di peculato. Nonostante sia stato sospeso dell’incarico, potrà “godersi” il 50% dell’indennità di consigliere, così come previsto dalla legge: si tratta di circa 2.250 euro netti al mese.

Tommaso Signorelli – Si è presentato nelle liste dei Socialisti Uniti, a sostegno del candidato presidente di centrodestra (poi eletto) Giuseppe Scopelliti. Nel 2008, mentre era consigliere comunale ad Amantea, fu arrestato: il Comune fu sciolto per infiltrazioni mafiose. Lo stesso Scopelliti lo ha “sconfessato”, dicendo che sarebbe andato ad Amantea per dire agli elettori “di non votarlo”.

Antonio La Rupa – Inizialmente candidato in Calabria per Noi Sud, si è ritirato dopo l’uscita di Scopelliti. La Rupa, anche lui di Amantea, è considerato molto “vicino” a Signorelli. Suo padre, Franco La Rupa, oltre a essere consigliere regionale uscente, è anche ex sindaco del paese calabrese: anche La Rupa senior è indagato nella stessa inchiesta che ha portato all’arresto di Signorelli.

Renzo Masoero – Presidente della Provincia di Vercelli, candidato con il Pd per le regionali in Piemonte. Durante la campagna elettorale l’hanno arrestato per concussione (ha poi patteggiato una condanna a due anni). Nemmeno questo è bastato a fermarlo, e si è presentato lo stesso al voto.

Cosimo Mele – Candidato in Puglia per “Io Sud” della Poli Bortone. Se n’è “infischiato” di una ipotetica “questione etica”: nel 2007 fu travolto dallo scandalo dei festini a luci rosse con annessa cocaina svoltisi in un albergo romano. Un eccesso di vizi che portò al malore della escort che era con lui, Francesca Zenobi.

Insomma: che ne direste del Raddoppio della pena accertata ed esclusione dai pubblici uffici per chi esercita una funzione pubblica, perchè questo aggrava il contesto in cui è stato commesso il reato? Come da tempo abbiamo nelle Proposte Politiche che elenchiamo qui su Nuda Verità…

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L’elenco

Questo è l’articolo di La Repubblica in cui viene pubblicato il “libro mastro” di Anemone, che conterrebbe poco meno di 500 nomi (412 secondo alcune indiscrezioni). Nel novero ci sarebbero anche nomi altisonanti della sicurezza nazionale. Sono ora in corso verifiche per accertare se i beneficiari dei lavori di Anemone ne hanno goduto per fini istituzionali o con finalità private. Non è soprattutto chiaro se e quali lavori siano stati regolarmente pagati o e se sono il frutto di regalie.
Come dice lo stesso articolo “È un elenco che raccoglie tutti gli interventi edili (di ristrutturazione e ricostruzione) affrontati da Diego Anemone negli uffici pubblici e appartamenti privati della nomenklatura nazionale. Palazzo Chigi, la residenza privata di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, le abitazioni degli ex ministri Pietro Lunardi e Claudio Scajola, prime e seconde case, in città e in montagna. Le dimore di Guido Bertolaso (si scopre che a Roma sono due: in via Bellotti Bon e in via Giulia) e i suoi uffici della Protezione Civile.
E ancora capi di gabinetto, capi di dipartimento nei ministeri, capi di uffici legislativi, della Protezione civile e del ministero della Giustizia, dirigenti Rai, generali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, agenti dei servizi segreti. Una lista dettagliata dei lavori al Viminale, ai ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture, nella sede di Forza Italia e negli alloggi privati di segretarie di ministri (è il caso di Fabiana Santini assistente del Ministro Scajola, oggi assessore regionale nel Lazio)”.

Si ha la forte impressione che si sia solo all’inizio di questa vicenda che coinvolge, tra i beneficiari, anche moglie, segretarie ed amici di coloro che amministrano la cosa pubblica.

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1 Commento

irritazione

dal blog di Mauro Biani

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LA CRICCA

Possono raccontarci tutto quello che vogliono, ma la verità è davanti agli occhi di tutti.
Nei primi mesi del 2010 si è verificato un preoccupante aumento esponenziale dei casi di presunta o accertata illegalità e di corruzione in maniera specifica. Provate a contare il numero di politici e di amministratori sui quali sono stati aperti procedimenti su fatti di malcostume, truffe ed arricchimenti illeciti a danno dello Stato e quindi della comunità, di noi tutti. Un altro Ministro (il chè porta a cinque il numero dei Ministri indagati – Berlusconi, Fitto, Matteoli e Bertolaso per vicende di profitto ed evasione fiscale ed il Sottosegretario Cosentino per associazione mafiosa) è stato costretto alle dimissioni, dopo essersi rifiutato di dare spiegazioni sull’accertato pagamento di oltre €900 milioni sottoforma di “contributo casa” da parte di un “fornitore”, e fornendo oltretutto spiegazioni a cui solo un’idiota può credere.
Bertolaso invece si difende a spada tratta, ma i fatti che continuano da emergere dall’inchiesta scandalo sui grandi appalti tenderebbero ad inchiodarlo sempre più, accreditandolo o come manager disattento o come consapevole leader di una struttura che era il collettore di un sistema di raccolta nel settore degli appalti. Il nodo sembra infatti essere che la Protezione Civile era stata la soluzione trovata per aggirare le gare nell’assegnazione della realizzazione delle grandi opere in maniera diretta, ad imprenditori con pochi scrupoli e molti soldi.
Secondo le indagini, l’on.Cosentino avrebbe operato assieme al Clan dei Casalesi prima e dopo il suo incarico a Sottosegratario…
… e su Berlusconi…
… e poi una pletora di Assessori, Sindaci ed amministratori locali pescati con le mani nel sacco.
La crescente, preoccupante, indegna corruzione che ci circonda, è il problema centrale della nostra Italia. La finta indignazione di quando le cose vengono a galla è indice di una classe dirigente che opera nella cosa pubblica per profitto personale e non per la comunità… e questo è inaccettabile. Fa bene Berlusconi a dire che chi ha sbagliato pagherà. Lui per primo.

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