Articoli con tag Cosentino

camorra e corruzione alla Regione Campania

La notizia è passata in secondo piano nei giorni scorsi, tra matrimoni regali stile Grande Fratello, bombardamenti e beatificazioni, ma vale la pena cercare di darle nuovamente un po’ di risalto perchè per convenienze elettorali si è compiuto l’ennesimo scempio ai danni della gente Campana, con la riammissione alla Regione di due condannati: Alberico Gambino, condannato in primo e secondo grado per peculato, e Roberto Conte, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa per una storia di voti di scambio con il clan camorristico Misso, e tuttora indagato e rinviato a giudizio per la vicenda degli “affitti d’oro” consumata a danno della stessa Regione Campania, nel cui parlamento questo galantuomo è adesso autorizzato a sedere. Serve dire che entrambi sono sostenitori del PDL? Che le loro liste sono serbatoi di voti per la candidatura di Lettieri alle prossime elezioni comunali, il candidato espressione di un altro galantuomo come Cosentino? Chissà perchè, ma ho la sensazione che queste specifiche non siano utili perchè tutti lo avevano già intuito…

E il povero Caldoro, Presidente della Regione Campania, che un anno fa aveva detto di non volere assolutamente i voti di Conte, adesso per sostenere la candidatura di Lettieri è “costretto” a tenerseli stretti… Il fatto è che è stato lo stesso Berlusconi, tre giorni fa a prendere atto dei ricorsi dei consiglieri regionali Gambino e Conte, eletti nel 2010, ma immediatamente sospesi perchè impresentabili, viste le condanne a loro carico, e ad ordinarne l’immediata riammissione, senza attendere l’esito dei reclami in corso (da parte dei candidati che erano subentrati e che vengono adesso estromessi per ridare il posto ai due galantuomini, e da parte dell’Avvocatura dello Stato) e senza neanche valutare le incompatibilità pre-esistenti. E quando il padrone chiama, ovviamente i suoi servi si guardano bene da fare tanti distinguo…

L’incompatibilità tra il PDL e la legalità e l’etica è conclamata da tempo, ma bisogna evitare che questo porti a non diventare notizia gli abusi che vengono continuamente fatti a scapito del nostro Paese. Aggiungiamo questi due nomi al lungo elenco degli impresentabili che riempiono le istituzioni per conto di Silvio Berlusconi e della sua parte politica e chiediamone conto al momento della rielezione, perchè meritiamo come minimo una classe dirigente che abbia la fedina penale pulita (come scritto nelle proposte politiche di Nuda Verità), ed il capo dell’Esecutivo non può permettersi di continuare a violare impunemente i diritti dei suoi cittadini, oltre alle leggi del Paese.

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La guerra tra bande

Ha ragione Vendola quando dice che “nel partito di Berlusconi c’è una questione criminale”. Questo succede quando un Ministro (Mara Carfagna) se ne va sbattendo la porta, adducendo come motivazione la “guerra tra bande” di affaristi che governano il partito, un senatore (Marcello dell’Utri) viene condannato per essere stato il legame tra la mafia e l’attuale Primo Ministro, quando un sottosegretario (Nicola Cosentino) indagato per camorra continua ad operare indisturbato in Campania, dopo avere oltretutto tentato un’infame delegittimazione del candidato del suo stesso partito alla carica di Governatore da cui lui era stato escluso, un coordinatore nazionale del partito (Denis Verdini) viene accusato di affari illeciti legati alla nuova loggia massonica P3 e quando lo stesso Premier, se non fosse per le leggi ad personam che su è fatto costruire come maglia di ferro attorno a lui, verrebbe condannato per reati che spaziano dall’associazione mafiosa, alla corruzione, l’evasione fiscale, il falso in bilancio, l’esportazione di capitali, l’abuso di potere, ecc. ecc.

C’è una questione criminale nel partito di Berlusconi, Nicki e fa bene Montezemolo, usando un linguaggio tipico del mondo dello sport, a dire che “se imparassimo a fare squadra non ce ne sarebbe più per nessuno, l’Italia potrebbe vincere” ovunque, ma mi sento di aggiungere, pur condividendo in maniera completa, che prima di fare squadra bisogna eliminare chi rema contro, chi fa del bene pubblico un suo interesse privato, bandendo questa cricca del malaffare capitanata da Berlusconi da ogni campo di gioco.

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LA CRICCA

Possono raccontarci tutto quello che vogliono, ma la verità è davanti agli occhi di tutti.
Nei primi mesi del 2010 si è verificato un preoccupante aumento esponenziale dei casi di presunta o accertata illegalità e di corruzione in maniera specifica. Provate a contare il numero di politici e di amministratori sui quali sono stati aperti procedimenti su fatti di malcostume, truffe ed arricchimenti illeciti a danno dello Stato e quindi della comunità, di noi tutti. Un altro Ministro (il chè porta a cinque il numero dei Ministri indagati – Berlusconi, Fitto, Matteoli e Bertolaso per vicende di profitto ed evasione fiscale ed il Sottosegretario Cosentino per associazione mafiosa) è stato costretto alle dimissioni, dopo essersi rifiutato di dare spiegazioni sull’accertato pagamento di oltre €900 milioni sottoforma di “contributo casa” da parte di un “fornitore”, e fornendo oltretutto spiegazioni a cui solo un’idiota può credere.
Bertolaso invece si difende a spada tratta, ma i fatti che continuano da emergere dall’inchiesta scandalo sui grandi appalti tenderebbero ad inchiodarlo sempre più, accreditandolo o come manager disattento o come consapevole leader di una struttura che era il collettore di un sistema di raccolta nel settore degli appalti. Il nodo sembra infatti essere che la Protezione Civile era stata la soluzione trovata per aggirare le gare nell’assegnazione della realizzazione delle grandi opere in maniera diretta, ad imprenditori con pochi scrupoli e molti soldi.
Secondo le indagini, l’on.Cosentino avrebbe operato assieme al Clan dei Casalesi prima e dopo il suo incarico a Sottosegratario…
… e su Berlusconi…
… e poi una pletora di Assessori, Sindaci ed amministratori locali pescati con le mani nel sacco.
La crescente, preoccupante, indegna corruzione che ci circonda, è il problema centrale della nostra Italia. La finta indignazione di quando le cose vengono a galla è indice di una classe dirigente che opera nella cosa pubblica per profitto personale e non per la comunità… e questo è inaccettabile. Fa bene Berlusconi a dire che chi ha sbagliato pagherà. Lui per primo.

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