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il terremoto politico delle amministrative 2012

Erano elezioni amministrative parziali, che coinvolgevano una porzione significativa, ma non estesa della popolazione. Vero, ma gli esiti che hanno avuto sono veramente straordinari. Cerchiamo di ricapitolare:

  • crolla la destra, dal PDL al Terzo Polo, in maniera trasversale. perdendo dappertutto tranne che in 6 comuni
  • la Lega sparisce perdendo 7 ballottaggi su 7, conservando solo la Verona del ribelle Tosi.
  • il PD vince a man bassa, spesso seguendo la stessa logica di coalizione che li ha portati a vincere come a Genova o L’Aquila, mentre perde quando corre da solo o con parte della coalizione, come a Palermo con il ritorno sulla scena di Orlando (IdV), per il quarto mandato, sulle ali di un eclatante 70% dei consensi.
  • Il Movimento conquista Parma, segnando la storia europea, facendo eleggere un candidato che non appartiene a nessun partito, dimostrando che si può fare politica e vincere senza spendere fortune, riportando la democrazia alla gente.

Questo scenario credo sia la materializzazione di un incubo per tanti che fino a qualche mese fa partecipavano allegramente al saccheggio istituzionale dagli scranni della maggioranza di Berlusconi e Bossi e per tutti coloro che li spalleggiavano e un osgno che diventa realtà per le centinaia di migliaia che si sono impegnati nel Movimento, che oltre alla storica elezione a Parma, raccolgono altri tre sindaci in comuni minori del Nord Italia e molti consensi in tutta Italia.

Trovo patetici i tentativi di screditare l’importante affermazione del Movimento, che rappresenta oltretutto una novità nella secolare politica italiana, parlando di voti della destra piuttosto che della sinistra, perchè, come ha ben detto il neo-sindaco di Parma: i voti sono dei cittadini, parlare di destra o sinistra oggi ha veramente poco o nessun senso.

In realtà queste elezioni segnano anche il presentarsi di un’opportunità storica per il Partito Democratico, approfittando del vuoto lasciato dal PDL e dalla Lega per rafforzare la propria coalizione, avvicinandosi alle richieste del Movimento, cosa che non sfugge a Letta quando chiede la “rinuncia ai contributi elettorali, una dura legge contro la corruzione e nuova legge elettorale subito, entro l’estate”. Questo darebbe un segnale forte nella giusta direzione, dando inizio ad un processo di  pulizia e rinnovamento della società civile che suonerebbe come il complemento essenziale al processo di risanamento finanziario iniziato con Monti.

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