Articoli con tag Fazio

Chi paga le ragazze di Berlusconi?

L’ennesima trovata del nostro Presidente del Consiglio apre scenari inquietanti quando dichiara: “Non frequento i “wild parties” – nota: visto che i fatti si riferiscono a qualche anno fa, con questo nome si intendono forse le riunioni sociali del Premier, prima che diventassero i “bunga bunga” dei nostri giorni – e non so cosa siano (…) una ragazza che si dichiara prostituta di fronte al mondo si preclude tutte le strade per un lavoro futuro, per trovare un marito… e allora mi domando chi le ha pagate”.

Credo che siano tanti a chiederselo: chi paga le ragazze? Non solo perchè se Berlusconi continua a dichiarare che lui non le ha mai pagate, bisogna credergli sulla parola, ma anche perchè se c’è qualcuno che paga queste ragazze per intrufolarsi nella vita e nella camera da letto del Presidente del Consiglio Italiano, la cosa assume aspetti di grande rilevanza per questioni di sicurezza del capo del governo ed è assolutamente necessario interrompere questa pericolosa abitudine. I vertici dei servizi segreti dovrebbero immediatamente riferire quantomeno in commissione parlamentare, sullo stato delle cose e sulle misure in atto per garantire la sicurezza del Primo Ministro, per accertare come stanno veramente le cose…

D’altronde sarebbe un tentativo di colpo di stato, un attacco alle istituzioni di gravità inaccettabile se qualcuno tentasse di provocare danni al Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, ledendone l’immagine nazionale ed internazionale attraverso delle prostitute compiacenti, alcune addirittura minorenni. E’ quindi un obbligo accertare quanto Silvio Berlusconi sospetta, per sventare il complotto, di cui Frattini per primo ha avuto sentore.

Chi paga le ragazze di Berlusconi? Parafrasando Fazio nell’ultima (bellissima) puntata di “Vieni Via Con Me”, quando dice: “Ho imparato che noi tutti sapevamo che la mafia è infiltrata dappertutto al Nord, ma ce lo eravamo dimenticato!”, possiamo dire che lo sappiamo tutti chi paga le ragazze a Berlusconi e non ce lo siamo ancora dimenticato, ma siamo stanchi di essere presi in giro ogni volta. Si convinca Berlusconi che il suo stile di vita gli ha creato, anche all’estero, una pessima reputazione, con la quale passerà alla storia e non basterà maltrattare l’Ambasciatrice americana che ha retto pro-tempore la sede diplomatica, definendola “personaggio di terzo o quarto livello” per i poco lusinghieri commenti su di lui. La reputazione che si è creato gli sopravviverà: altro che uomo più ammirato d’Europa, come aveva incautamente dichiarato prima del ciclone  Wikileaks.

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Resto con Fazio e Saviano

Ho assistito stasera ad una grande prova di comunicazione televisiva. Fazio e Saviano, hanno saputo toccare le corde di quell’Italia che non si sente rappresentata da chi governa, che crede in questo Paese ed è pronto a rimboccarsi le maniche per fare qualcosa, come Giovanni Falcone. Ho sentito parlare chiaramente di un paese governato da mafia e camorra fino a che Benigni ha regalato risate, calando le braghe al potere ed emozioni profonde parlando con i camorristi che hanno promesso la morte a Saviano

“…non lo capite? non avete bisogno della pistola davanti alla penna, perchè la penna ti da l’immortalità. Come diceva Sergio Leone: quando un uomo con la pistola incontra un uomo con la penna, l’uomo con la pistola è morto”

e riprendendo Berlusconi che aveva biasimato chi scrive di mafia:

“Come fa a dire queste cose! Non si possono sentire. Sono proprio loro che dobbiamo difendere, perchè con la penna fanno come nelle fiabe, e le fiabe non sono cattive. Non dicono ai bambini che il drago c’è perchè lo sanno già i bambini, gli dicono come si fa a sconfiggerlo. Cosi fanno questi scrittori: non ci dicono che la mafia e la camorra esistono perchè lo sappiamo tutti, ma ci fanno capire che si può vincere”.

Poi ho visto Saviano fare un inno al sentimento nazionale, spiegando quanto sia importante un’Italia unita e sopratutto dei giovani che si sentano italiani. Lo diceva da meridionale, senza recriminare sullo scippo di civiltà che da allora si ripete nei confronti della gente del Sud, ma esaltando i martiri calabresi e tutti i ragazzi della Giovine Italia repubblicana. E’ stata una ventata di aria fresca, nei miasmi dell’ottusità della secessione strisciante leghista e spero che lo abbiano visto tanti giovani.

Grazie a Fazio, Saviano, al grandioso Benigni, a Vendola e Abbado. Non mi succedeva da tanto, troppo tempo, ma stasera mi sono sentito orgoglioso di essere italiano. Se lo chiedete a me: io resto

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Benigni

“Ragazzi mi raccomando, non  fatevi le canne, ma se poi… in la con gli anni, vi ritrovate come Alfano o Ghedini, allora li non ce niente altro da fare: li c’è bisogno di fumo.”

Roberto Benigni

a “Vieniviaconme” di Fazio e Saviano

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No, non è la RAI TV

Ma insomma! Santoro, la Gabanelli, Fazio e Saviano, la Dandini, Floris: minacce, sospensioni, indagini interne, ostacoli uno dietro l’altro per rendere difficile ed eventualmente impedire il lavoro di chi non è allineato.

Avevo già segnalato la recrudescenza dell’offensiva delle truppe berlusconiane, ma devo dire che attacchi così palesi alla libertà di stampa francamente non credevo potessero essere accettati dalla nostra “democrazia”. Addirittura l’AGCOM, l’autorità garante delle garanzie nella comunicazione, nonostante le forti infiltrazioni para-governative che hanno sollevato severe critiche e dubbi sull’imparzialità nel passato, ha dovuto diffidare il Tg1 di Minzolini per l’eccessivo sbilanciamento pro-governativo nel periodo che va da lugio a settembre scorso, minacciando ulteriori sanzioni se la cosa non verrà corretta, restituendo il corretto bilanciamento nel dare notizie al Paese nel breve termine.

Tuttavia, nonostante si sia veramente toccato il limite più basso nella libertà di stampa in Italia, si levano quotidianamente voci dal PDL che giustificano i provvedimenti con i troppi programmi televisivi trasmessi dalla RAI contro il Premier. Vogliamo ricordare che non accettiamo più che la realtà venga rivoltata davanti ai nostri occhi? Non sono i troppi programmi a far scandalo, ma il nostro Premier che ne combina una dietro l’altro, come stanno a provare gli innumerevoli processi (e ce ne fosse uno da cui è stato assolto se non per decorrenza dei tempi o mancanza di prove…). Cosa dovrebbe fare la stampa di fronte a ipotesi concrete di corruzione, frode fiscale, associazione mafiosa da parte di chi guida il Paese? Forse costoro vogliono ridurre la televisione di Stato (e quindi di tutti gli italiani e non solo della minoranza che ha votato questo governo – provate un po’ a sommare i voti contrari e gli astenuti dal voto, che da soli fanno il 40% del Paese e vedrete in quanti hanno votato Berlusconi) ad un servile ente di propaganda alla Fede, Minzolini, Feltri o Belpietro?

Questa è un’inaccettabile censura nei confronti del libero giornalismo, che un emittente pubblica deve stimolare invece di reprimere. Quando potremo assistere ad un inchiesta sui ripetuti scandali, sulle gaffe e le ipotesi di reato del Premier sulle sue reti televisive, (tanto per vedere come i giornalisti post-Mentana di Mediaset vedono l’argomento)? Intanto l’Italia scivola al 49mo posto nel ranking mondiale sulla libertà di stampa, al pari del Burkina Faso, che tuttavia è in ascesa mentre il nostro Paese è li stabile…

La RAI non deve essere un’altra TV commerciale, con tette, culi e reality come la stanno riducendo ad essere (oramai Quark ed i documentari sulle gazzelle africane sono gli unici programmi che fanno cultura), ma la televisione pubblica italiana, alla BBC: è per questo che si paga il canone, perchè la cultura non fa audience… e se non sono in grado la vendano, la privatizzino come fu deciso dagli italiani in un referendum popolare di qualche anno fa e mai attuato.

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Berlusconi all’attacco

Ieri è stata un giornata particolare per la nostra democrazia. Ecco i fatti:

  • la Commissione Giustizia ha approvato con i voti della maggioranza (FLI e MPA incluse) il Lodo Alfano che sospende ogni giudizio pendente sul Presidente del Consiglio (che ne ha parecchi) e sul Presidente della Repubblica (che non ne ha) fino a termine del mandato, rendendo retroattiva l’applicazione della norma in maniera da non impensierire chi guida il Paese con giudizi su presunti reati commessi anche prima della nomina ricevuta.
  • La Camera dei Deputati ha negato l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex Ministro Lunardi, indagato (con gravissimi indizi/prove di colpevolezza) nell’ambito dell’indagine legata alle attività di Diego Anemone (la stessa che aveva fatto emergere il pagamento del muto per la casa con vista sul Colosseo dell’allora Ministro Scaiola) di di aver concesso finanziamenti a Propaganda Fide in cambio di prezzi stracciati su un palazzetto di cinque piani nel cuore di Roma.
  • Il Tribunale del Riesame di Torino ha accolto il ricorso di Cota, Presidente della Regione Piemonte, secondo il quale una volta sancita ufficialmente l’elezione non è più possibile rimetterla in discussione, bocciando quindi il ricorso di Mercedes Bresso, l’avversario di Cota nelle scorse elezioni, che aveva provato grazie al rinconteggio delle schede,  che l’esiguo numero di voti di scarto era stato manipolato ad arte per favorire l’attuale “Governatore”
  • Il Direttore Generale della RAI, Masi ha ventilato la sospensione di “Vieni Via con Me”, il programma di Fazio e Saviano, prima mettendo in dubbio i compensi di un ospite (Benigni, che ha subito fatto sapere che sarebbe andato gratis, togliendo il problema dal tavolo della discussione) e poi contestando gli argomenti che sarebbero stati trattati, in un’evidente (ulteriore) tentativo di censura. Tralascio ogni menzione sulla proposta di Libero di questa mattina che titola: “Azzeriamo la RAI”, anche se incarna esattamente il disegno che stanno mettendo in atto da tanto (troppo) tempo per garantire un’egemonia totale alla dittatura mediatica del Presidente del Consiglio.

Mi sembra chiaro che stiamo assistendo ad una recrudescenza di esempi dell’esercizio del potere Berlusconiano, probabilmente ferito dai recenti accadimenti ed ancor più concentrato alla salvaguardia delle proprie posizioni che al bene del Paese (stiano attenti però… dopo gli operai della Fiom, ieri è stata la volta dei pastori sardi a manifestare la propria rabbia, con scontri e feriti a Cagliari).

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