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La Battaglia di Roma – 2

Un altro video sulla Battaglia di Roma. Qui si vede l’evolversi della situazione e della violenza che ha devastato Roma.

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La battaglia di Roma

A Montecitorio si sono decisi gli esiti del governo Berlusconi e Roma è praticamente sotto assedio. La situazione è critica, in quanto sono in corso scontri tra manifestanti e polizia. Vari sono stati i lanci di bombe carta e fumogeni, oltre che di vernice e letame. In piazza del Porto di Ripetta bruciata una Mercedes del corpo diplomatico. Un palazzo ha riportato danni. Fuoco ad altre auto sul lungotevere. In fiamme anche un bus dell’Atac e un mezzo della nettezza urbana. Ecco la cronaca dei fatti, fino a questo momento (in aggiornamento):

  • Ore 11.00 Sono centomila, secondo gli organizzatori, i manifestanti che stanno sfilando a Roma al corteo contro il ddl Gelmini e per chiedere la sfiducia al Governo. Gli studenti, partiti dall’università La Sapienza, sono arrivati in via Cavour. Ai Fori Imperiali si uniranno a loro i manifestanti del coordinamento ‘Uniti contro la crisì, di cui fanno parte gli operai della Fiom, gli aquilani, gli esponenti dei centri sociali e i cittadini di Terzigno che protestano contro il termovalorizzatore.
  • Ore 12.0 Un manifestante, che si trovava vicino ai mezzi blindati bersaglio di lancio di oggetti è rimasto ferito al volto e perde copiosamente sangue. Il ragazzo è stato portato via a braccio da due manifestanti.
  • Ore 12.56 Un carabinieri che tentava di coprire un varco verso Palazzo Grazioli è stato preso di mira da un gruppo di manifestanti che hanno tentato di colpirlo con delle mazze. A più riprese un gruppo di una ventina di manifestanti ha tentato di colpirlo poi gli hanno lanciato contro bottiglie di vetro e uova. Il militare si è difeso con lo scudo ma non ha reagito
  • Ore 13.20 Lancio di bombe carta e fumogeni contro le camionette della polizia schierate su corso Rinascimento. I manifestanti stanno lanciando anche oggetti come martelli e bastoni.
  • Ore 13.32 Un gruppo di manifestanti con il volto coperto da passamontagna e caschi ha lanciato alcuni sacchetti di letame e poi fumogeni e bombe carta in via degli Astalli, una strada dietro palazzo Grazioli. Il gruppo di manifestanti ha poi preso di mira alcune camionette dei carabinieri con calci e bastoni.
  • Ore 13.40 Cariche della polizia vicino al Senato quando i manifestanti hanno tentato di assaltare alcuni blindati armati di pale e mattonelle, prese da un camioncino. Il furgoncino pieno di picconi, martelli e mattoni è parcheggiato a corso Rinascimento
  • Ore 13.55 Scontri vicino alla Camera dove alcuni manifestanti hanno esploso tre bombe carta in via degli Uffici del Vicario. Le forze dell’ordine hanno tentato di respingere un gruppo di manifestanti che avevano lanciato vernice ed uova. La testa del corteo è ferma ora di fronte in corso Rinascimento, dove a bloccare l’ingresso ci sono camionette della polizia e un ingente schieramento di forze dell’ordine. I ragazzi continuano a scandire i loro slogan coprendosi con caschi da moto e sciarpe su bocca e occhi. La carica di alleggerimento da parte della polizia ha fatto seguito al lancio da parte degli studenti di uova, vernice e limoni nei pressi del Senato, su Corso Rinascimento dove si sono fronteggiati le forze dell’ordine e i manifestanti. Al momento parte del corteo è concentrato su Corso Vittorio Emanuele dove i ragazzi stanno lanciando bombe carta.
  • Ore 13.58 Fumogeni, pietre, bastoni usati per assaltare tre blindati della Guardia di Finanza. Un gruppo di Black Blok sta assaltando in via del Corso i blindati con dentro i finanzieri che sono accerchiati e vengono picchiati dai teppisti con mazze. Oggetto della furia dei teppisti anche un camioncino dell’Ama, azienda che si occupa della nettezza urbana.
  • Ore 14.00 I manifestanti hanno rotto con delle mazze le vetrine di alcuni negozi di via del Corso. I negozi hanno abbassato le saracinesche e i commessi sono chiusi all’interno. I manifestanti sono indietreggiati e un cordone della forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa su via del Corso per evitare che i manifestanti raggiungano Montecitorio. Intanto continua il lancio di mazze, sampietrini da parte del manifestanti e di lacrimogeni da parte delle Forze dell’Ordine.
  • Ore 14.53 Il gruppo dei manifestanti procede ad ondate e ad ondate rispondono le forze dell’ordine che in questo momento si trovano all’altezza di via dei Condotti in assetto antisommossa.  Distrutto un mezzo della polizia.
  • Ore 14.55 Il gruppo di black block che sta devastando via del Corso e che aveva assaltato le tre camionette della Finanza è stato caricato dalla polizia. I teppisti, alcune centinaia, sono arretrati verso piazza del Popolo.
  • Ore 15.00 Alcuni giovani manifestanti sono rimasti feriti negli scontri con le forze dell’ordine in Via del Corso, vicino a Montecitorio. Sul posto stanno arrivando le ambulanze.
  • Ore 15.12 Una bomba carta è stata lanciata contro Ottaviano Del Turco, che lasciava il Senato. Il lancio contro l’ex governatore della Regione Abruzzo è arrivato da alcuni manifestanti che stanno dimostrando nel centro di Roma contro il governo.
  • Ore 15.39 Una ventina di feriti è il bilancio degli scontri a Roma tra polizia e manifestati in corteo contro il governo.
  • Ore 15.40 Scenario da guerriglia urbana in Piazza Augusto Imperatore a Roma. Mentre carabinieri e polizia sono schierati, con tanto di scudi e manganelli, per bloccare l’ingresso della piazza verso via del Corso, alcuni manifestanti hanno dato fuoco a insegne, cassonetti dei rifiuti e pancali di legno, bloccando così a metà la piazza. Hanno divelto anche alcuni sanpietrini che ora sono in mezzo alla strada, mentre al lato della piazza i vigili del fuoco continuano a lavorare per spegnere l’incendio provocato dai manifestanti ad un mezzo della raccolta differenziata dell’Ama. Intanto sul Lungotevere si vedono ancora sfilare camionette della polizia e agenti a piedi in tenuta antisommossa.
  • Ore 15.46 Un barricata ‘di fuoco’. Questo ora divide i black block e le forze dell’ordine a via del Corso. I teppisti hanno costruito una sorta di barriera con ogni cosa, da biciclette a sedie e tavolini e un piccolo mezzo elettrico dell’Ama e le hanno dato fuoco. Dall’altra parte i blindati dei poliziotti.
  • Ore 16.12 Un gruppo di black bloc dalla terrazza del Pincio ha cominciato a lanciare sassi su qualsiasi persona di passaggio nella sottostante piazza del Popolo.
  • Ore 16.20 disordini nella zona di Piazza del Popolo. Alcune auto sono state date alle fiamme, mentre un gruppo di manifestanti ha cominciato a tirare sanpietrini ed oggetti contro le forze dell’ordine.
  • Ore 16.24 Tre cassonetti sono stati dati alle fiamme dai manifestanti tra Piazzale Flaminio e il Lungotevere. La carreggiata è bloccata, con gravi ripercussioni per il traffico proveniente dal Muro Torto, che è bloccato.
  • Ore 16. 26 Oltre dieci persone sono rimaste ferite, alcune anche seriamente, negli scontri avvenuti a Roma. Tutti sono stati medicati sul posto da personale del 118. Per ora nessuno è stato portato in ospedale anche perchè le ambulanze con difficoltà riescono a raggiungere gli ospedali del centro.

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Berlusconi passa l’esame con il CEPU

In una Roma blindata ed in preda a proteste e scontri tra la polizia ed i manifestanti, si è consumata la tragi-commedia, che vedeva il Presidente Berlusconi come regista e umili comprimari eletti nell’occasione al ruolo di salvatori della Patria per votare la fiducia all’agonizzante esecutivo: il governo passa l’esame della fiducia con 314 voti a favore e 311 contrari, vanificando anche il “sacrificio” delle deputate in dolce attesa Federica Mogherini (Pd), Giulia Bongiorno (Fli) e Giulia Cosenza (Fli) che si erano presentate in Aula con tanto di pancione (la Bongiorno addirittura in sedia a rotelle).

Si sapeva di come avrebbe votato gente come Domenico Scilipoti, Massimo Calearo e Bruno Cesario che, alla vigilia della crisi, si erano inventati un movimento da hoc, il cosidetto “gruppo di responsabilità”: avrebbero votato per il governo, ma forse nessuno si sarebbe aspettato il “pathos” con cui hanno consumato il patto stretto nei giorni scorsi con il Premier, aspettando la seconda chiamata prima di esprimere il proprio (scontato) voto, da loro definito enfaticamente “storico”, tanto per coprirsi ancor di più di ridicolo. Il colpo di teatro è stato invece da parte di due donne di Futuro e Libertà: Maria Grazia Siquilini e Catia Polidori che si sono aggiunte a Moffa, che non ha votato e Catone che si è schierato con la maggioranza.

Dopo il ‘no’ motivato di Maria Grazia Siliquini, che dopo il voto ha dichiarato “Sono serena, ho fatto una scelta coerente rispondendo alla mia coscienza e al rapporto antico con i miei elettori: faccio riferimento a loro, non ai leader e dunque lascio Fli e torno al PDL”, a peggiorare la situazione è arrivato l’inatteso salto della barricata della Polidori. Tra l’indignazione generale dei Finiani e delle opposizioni, il più diretto è stato Luca Barbareschi, che ha parlato di voto “vergognoso” dichiarando che la Polidori è stata “minacciata”: “La Polidori è stata minacciata per le sue aziende. Le hanno detto che le chiudevano le sue aziende. Sappiamo per certo che la Polidori, la cui azienda di famiglia è il Cepu, ha ottenuto rassicurazioni che la favoriscono“. Appena subito dopo il voto si è scatenata una rissa in aula tra i deputati di Fli e i leghisti (guarda il video). Stando alle ricostruzioni il finiano Giorgio Conte avrebbe insultato la Polidori. Sono dovuti intervenire i commessi per evitare il contatto tra i parlamentari. La Polidori è uscita dall’Aula diretta verso la sala del governo, scortata da alcuni dei parlamentari del Pdl, seguita da Antonio Razzi, che nelle ultime ore ha lasciato l’Idv per passare a Noi Sud (favorevole a Berlusconi) e si sono recati nello studio del Premier per un incontro personale e riservato…

“La vittoria numerica di Berlusconi è evidente quanto la nostra sconfitta, resa ancor più dolorosa dalla disinteressata folgorazione sulla Via di Damasco di tre esponenti di Futuro e Libertà” ha dichiarato Gianfranco Fini.

“Ve lo dicevo che Fli si spaccava” ha commentato un Berlusconi tronfio come non si vedeva da qualche tempo, tra gli ululati della Lega che inneggiano al voto subito, come probabilmente accadrà.

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Ghe pensi mi

Makkox

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Gli scenari possibili per il governo Berlusconi

“Come un terno al lotto”, questa è l’espressione popolare romana che indica la massima incertezza e che ben si adatta alla situazione politica al momento della resa dei conti tra Berlusconi e le opposizioni. Guardate l’illustrazione che il PD fa circolare sui social network

Lo stesso Partito Democratico crede sempre meno alla possibilità che Berlusconi venga sfiduciato, rispetto agli altri scenari possibili. Staremo a vedere: oramai ci siamo, ma la sensazione è che “gatta ci covi”, parafrasando un altro adagio popolare.

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Il mercato delle vacche

E’ un proprio mercato delle vacche quello che sta andando in scena in questi giorni. “Io non ne so di più, leggo i giornali… Ma una domanda mi sorge spontanea: se il centrodestra si rivolge a parlamentari facendo opera di convizione non solo politico-culturale, ma anche sotto il profilo materiale, siamo di fronte a uno scandalo o a un reato di corruzione?”, ha detto Bersani durante una conferenza stampa alla Camera, ricordando come un deputato sia anche un pubblico ufficiale e quindi soggetto ad obblighi di correttezza consoni ad un rappresentante delle istituzioni. Ieri un deputato eletto col Pd e poi passato all’Api, l’ex presidente di Federmeccanica Massimo Calearo, ha infatti detto a un quotidiano che per votare la fiducia al governo un deputato otterrebbe “dai 350mila ai 500mila euro”.

I Verdi hanno annunciato che presenteranno “un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per chiedere che sia accertato se la compravendita di parlamentari di cui sono piene le cronache sulla crisi del governo Berlusconi rappresenti o meno corruzione” e dopo che un suo parlamentare è passato a “Noi Sud”, l’Italia dei Valori ha scritto oggi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedergli di intervenire “in difesa della dignità del Parlamento, ma anche del governo e delle istituzioni tutte” citando la “squallida campagna acquisti di parlamentari dell’opposizione”.

La campagna acquisti di Berlusconi non ha precedenti e contribuisce ad affossare ulteriormente l’immagine del Paese in tutto il mondo. Era da prevedere: oramai lotta per la sopravvivenza! anche perchè perdere il potere potrebbe far scatenare per Silvio Berlusconi una deriva di stampo craxiano… ricordate le monetine davanti all’Hotel Raphael?

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