Articoli con tag fisco

L’Europa multerà l’Italia per il mancato pagamento dell’IMU da parte della Chiesa

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la mappa degli evasori

Il Centro Studi Sintesi come ogni anno ha confrontato il reddito disponibile con il tenore di vita delle famiglie italiane. Sette gli indicatori di benessere, dalle auto di lusso alle case di pregio, condensati in un numero che esprime il rapporto tra ricavi e spese: fatta 100 la media nazionale, dove il punteggio è più alto vuol dire che i consumi sono in qualche modo “giustificati” dai redditi; dove il punteggio è basso si spende in media più di quanto si dichiara al fisco.
Al vertice della classifica, quest’anno, c’è l’Emilia Romagna (147), nonostante i 3 punti persi rispetto al 2006. Seguono Friuli Venezia Giulia (140, più 23 punti) e Piemonte (132, più 3 punti).
Per quanto riguarda le singole province, sul podio troviamo Trieste (154, più 16), Milano (153, meno 1) e Bologna (149, meno 1). Sorprendenti in maniera negativa i dati di alcune province lombarde, tra le quali Como (85esima posizione, 82, meno 49), Lecco (74esima posizione, 87, meno 52) Varese (64esima pozione, 90, meno 46) e Mantova (64esima posizione, 90, meno 56).

Leggi ancora: http://opendatablog.ilsole24ore.com/2012/08/il-paese-che-non-paga-la-stima-del-rischio-evasione-per-regione/#ixzz252FdNVif

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le truffe di Equitalia

Il Presidente del Consiglio ci tiene a ribadire quanto la Pubblica Amministrazione (Equitalia compresa) meriti il rispetto dei cittadini ed io ricevo il testo che segue da una lettrice di Nuda Verità, che pubblico volentieri anche se stride con le parole di Monti:

Sentiamo molto parlare di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate ma pochi stanno realmente entrando nel merito di cosa facciano e di quali tecniche utilizzino per raggiungere i loro scopi. Così rischiamo solo di fare il solito gran chiasso all’italiana senza giungere ad alcuna soluzione per migliorare le cose. Pertanto, vorrei spiegare come funziona la tecnica dilatoria dei rimborsi utilizzata da Equitalia in accordo tacito con l’Agenzia delle Entrate.

Già dal 2011, il Ministro Tremonti aveva dato ordine all’Agenzia delle Entrate di fare accertamenti a tappeto su tutte le società che vantavano crediti con l’erario fino a promuovere il discutibile maccanismo degli incentivi ai dipendenti dell’Agenzia basato sulle somme proposte a recupero; bada bene “proposte a recupero”, e non effettivamente recuperate a seguito di sentenze delle Commissioni Tributarie. Così, nel 2011 si era già scatenata una corsa alle contestazioni da parte dei verificatori dell’Agenzia delle Entrate che aveva portato società con crediti verso l’erario a trovarsi contestazioni per centinaia di migliaia o addirittura per milioni di euro.

Tuttavia, le Commissioni Tributarie avevano cominciato a dare torto all’Agenzia delle Entrate condannandola (sempre più spesso) persino al pagamento delle spese di lite e trasformando così una strategia dilatoria in una perdita aggravante per l’erario. Quale’è stata allora l’idea dell’Agenzia delle Entrate? Ovviamente, quella di aggirare le Commissioni Tributarie per evitare di sottoporsi al giudizio dei tribunali.

Così facendo, nelle verifiche fiscali si giungeva al termine della prima fase con il cosiddetto PVC (Processo Verbale di Constatazione) nel quale l’Agenzia formulava tutte le contestazioni alla società o al contribuente del caso. Da questa fase, però, l’Agenzia spesso non è più passata alla vera e propria citazione in giudizio, ovvero all’Avviso di Accertamento delle Imposte, per evitare di incorrere in un esito negativo presso le Commissioni Tributarie.

L’effetto però si ottiene comunque sulle società che vantano crediti verso l’erario per il seguente motivo. Quando una società fa richiesta di rimborso del suo credito, Equitalia contatta l’Agenzia delle Entrate la quale risponde genericamente che il contribuente è “soggetto a contestazione” e pertanto invita Equitalia (anche informalmente) a non procedere al pagamento dei rimborsi. E poichè Equitalia non subisce alcuna penale se non corrisponde il rimborso, il gioco è fatto. Certo Equitalia paga gli interessi dopo il sessantesimo giorno; ma se uno non è obbligato nemmeno a pagare il capitale, che credibilità ha il pagamento degli interessi?

Così facendo, l’Agenizia delle Entrate può mostrare di aver conseguito enormi risultati nell’attività di accertamento dell’evasione mentre Equitalia è tacitamente svincolata dal pagamento di un’enormità di denaro. E tutto senza che un qualunque giudice possa dire una sola parola in merito!

I casi dei fascicoli dormienti all’Agenzia delle Entrate scoperti a Napoli sono stati attribuiti a funzionari corrotti da privati per far in modo che i fascicoli giacessero senza passare dal PVC all’Avviso di Accertamento. Ma i magistrati, tanto per cambiare, non hanno capito molto bene il vero funzionamento di questa macchina. I fascicoli dormienti spesso nascondono la consapevolezza dell’Agenzia di aver formulato contestazioni fittizie al solo scopo di inibire i rimborsi o, peggio ancora, al solo scopo di far apparire i suoi verificatori come meritevoli di bonus e di mostrare un risultato gonfiato nella lotta all’evasione.

Per concludere, il Ministro Tremonti era perfettamente a conoscenza di questo funzionamento, tanto che il suo braccio destro Marco Milanese aveva fatto di tutto per mettere i suoi parenti ed amici a dirigere i distaccamenti provinciali dell’Agenzia delle Entrate nelle provincie più ricche. Il nuovo Ministro del Tesoro, ovvero il Presidente del Consiglio Mario Monti, è anch’egli perfettamente a conoscenza di questa pratica poichè la questione gli è stata più volte rappresentata ma, almeno per ora, si nasconde dietro un generico “non lo sapevo”; che detto da uno come lui, suona peggio di una bestemmia.

Molti nomi di dirigenti di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate coincidono, a cominciare dal Dott. Attilio Befera; perciò è poco credibile che il tutto succeda continuativamente per puro caso o per negligenza verso il diritto.

Pensate un po’: se un privato cittadino avesse utilizzato tecniche simili per evitare di pagare le tasse, cosa gli sarebbe successo? Con il clima diodio che hanno creato gli ultimi governi verso l’evasione fiscale, sarebbe stato almeno fucilato o impiccato.

Però nessuno ha capito che, una volta di più, come spesso accade, i nemici si inventano anche per giustificare gli abusi. Dopo di che, l’emotività di tutti assicura che nessuno capisca cosa stia realmente accadendo.

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Proposte alternative sul Vaticano per il fisco

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Pensioni d’oro

Vittorio Sgarbi, ex parlamentare, in pensione a 54 anni, 8 mila e 500 euro al mese. Mauro Sentinelli, classe ’47, ex manager Telecom, 3 mila euro al giorno di pensione. Manuela Bossi, ex insegnante, moglie del Senatur, in pensione a 39 anni. Alfonso Pecoraro Scanio, ex parlamentare, in pensione a 49 anni, 9 mila euro al mese. Clemente Mastella, eurodeputato, pensione da 9 mila e 600 euro al mese, 397 giorni di lavoro per maturarla. – leggi tutto l’articolo de L’Espresso

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Proposte: fisco e funzione pubblica

In questo clima di veleni e scheletri negli armadi, si rischia di dimenticare che è nel comune agire di una comunità che si misura la civiltà della stessa, tanto più quando è più alto il rischio di compromettere la qualità di vita della comunità o di parte di essa. Di fatto il blocco istituzionale causato dalla crisi del governo sta dando un duro colpo alle capacità di ripresa di larghe fasce dell’economia italiana dalla crisi economico/finanziaria/strutturale che abbiamo attraversato a livello planetario. Gli equilibri sono cambiati, il mercato è cambiato, i consumatori stessi sono cambiati gioco forza, sotto la pressione della ristrettezza, della mancanza di certezze e di fronte alle più bieche speculazioni di veri e propri potenti avvoltoi, determinati a guadagnare sulla pelle degli altri. Le cose non torneranno mai più ad essere quelle che erano ed in questo scenario, chi si adatta per primo, capendo il cambiamento prima degli altri, vince; gli altri rimarranno inevitabilmente indietro e molti vivranno lunghe agonie.

Noi non possiamo correre questo rischio e lasciare l’Italia agonizzare per molto ancora.

Chi non è cosciente dello sfacelo in cui versa ogni cosa amministrata da uno Stato corrotto, inefficace e diretto da una classe politica imbarazzante ed autoreferenziale? E’ mai possibile che non il popolo italiano non riesca a ribellarsi, vista la minaccia che questo stato di cose porta a tutti?  Credo sia urgente ricominciare a fare politica, che poi vuol dire fare scelte, cambiare o conservare le cose per il bene di tutti, per migliorare il presente ed il futuro, per lasciare una traccia alle generazioni future. E’ un obbligo civile che dovrebbe essere di noi tutti, ognuno nelle sue possibilità, quantomeno per discutere proposte per rimettere in piedi il Paese, perchè condividere scelte significa offrire a noi tutti l’opportunità di progredire, di rimetterci in marcia.

Per questo pubblico alcune proposte su due argomenti che hanno, credo, un urgente bisogno di essere discussi: il fisco e la funzione pubblica. Non sono la soluzione di niente, ma semplici idee che sono tuttavia realizzabili a costo zero e sono state già pubblicate nella sezione Proposte Politiche assieme a molte altre su molti altri settori con l’obiettivo di individuare proposte politicamente rilevanti ed attuabili per:

  • ridare stimoli all’economia per aiutare le imprese a competere sul mercato interno ed internazionale;
  • aiutare a far funzionare la macchina pubblica per offrire servizi efficiente e garantire equità sociale;
  • cercare di offrire un futuro migliore ai nostri figli stimolandone la qualità negli studi e l’ingresso nel mondo del lavoro;
  • riacquistare dignità per il Paese dopo anni di corruzione, razzismo ed egoismo, per contribuire in maniera credibile allo sviluppo internazionale grazie alla nostra cultura millenaria.

Chiunque volesse collaborare, può mandarmi una mail o lasciare un commento per discutere le proposte esistenti o pubblicarne di nuove.

FISCO

  • Rendere obbligatoria la pubblicazione dei redditi e delle imposte pagate, in maniera da rendere evidenti eventuali discrasie con lo stile di vita praticato.
  • Penalizzare anche fiscalmente chi commette reati contro l’ambiente, il patrimonio e la collettività per combattere il mancato rispetto delle regole di convivenza tra imprese e comunità e la libera concorrenza tra imprese.
  • Minimizzare il prelievo fiscale sull’acquisto di beni e macchinari a basso consumo energetico, per stimolare il mercato, ridurre i consumi di energia e combustibili, favorire la compatibilità ambientale e lo sviluppo di una sempre maggiore sensibilità popolare verso un sistema economico e di consumo ecosostenibile.
  • Detraibilità totale dei contributi finanziari effettuati da privati per il miglioramento di strutture o servizi pubblici nell’istruzione, sanità e beni culturali.

FUNZIONE PUBBLICA

  • Raddoppio della pena accertata per chi esercita una funzione pubblica, perchè questo aggrava il contesto in cui è stato commesso il reato, per ridare fiducia e credibilità al rapporto tra le parti e contribuire ad una drastica diminuzione della corruzione dilagante a tutti i livelli e che raggiunge livelli di odiosità quando si svolge in ambito politico.
  • Impedire l’accesso alla vita pubblica a coloro che non hanno una fedina penale “pulita, per garantire l’onestà di chi si occupa della cosa pubblica e contribuire alla lotta contro la “commercializzazione” della stessa, per rivalutare la qualità della classe politica e dell’amministrazione pubblica.
  • Sancire il principio di incompatibilità tra incarichi pubblici e privati, per impedire ogni conflitto di interesse nella gestione della cosa pubblica
  • Sancire il principio di non cumulabilità tra incarichi pubblici, per ribadire il diritto della comunità all’efficienza della cosa pubblica.
  • Riforma della legge elettorale estendendo alle elezioni politiche le stesse regole usate per le elezioni amministrative, ribadendo il diritto al voto diretto ai candidati, favorendo l’assunzione di patti diretti tra elettorato e candidato, ad ogni livello.
  • Ristabilire la funzione di Alto Commissario contro la corruzione, con ampi poteri investigativi, compreso l’uso delle intercettazioni telefoniche, per debellare il fenomeno a tutti i livelli, con particolare attenzione agli incarichi di maggior potere.
  • Eliminazione del diritto alla pensione dopo due anni e mezzo per i parlamentari e riduzione dei privilegi economici a quelli legati alla funzione esercitata.
  • Eliminazione delle Province con delega ai Comuni ed alle Regioni dei compiti attualmente svolti.
  • Sancire il principio della compensazione nelle transazioni tra pubblico e privato, autorizzando la deduzione dal prelievo fiscale delle somme dovute dallo Stato, per accelerare i pagamenti dovuti dall’amministrazione pubblica, collegare il prelievo fiscale alle transazioni dei fornitori, per favorire il controllo della spesa pubblica e quello fiscale e ristabilire un equo rapporto tra Stato e imprese nella comune applicazione della legge.

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