Articoli con tag Frattini

la tragicomica vicenda dei migranti e della Romania

Ieri il presidente romeno Traian Basescu ha detto che il suo paese è pronto ad accogliere 200 migranti tunisini, in risposta all’appello alla solidarietà rivolto dall’Italia ai membri dell’Unione europea. Vista l’aria che tira ed i treni da e per la Francia che partono a singhiozzo, bisognerebbe suggerire a Frattini e Maroni di ringraziare la tanto bistrattata Romania e ricordare che ad oggi la ricca Lombardia non ne ospita nessuno e neanche il Veneto (i pochi Sindaci che avevano accettato la richiesta di Maroni di ospitare una quota di migranti sono stati spernacchiati dagli stessi leghisti…). Adesso mi resta da vedere la Tunisia che accoglie 200 rumeni di etnia Rom, che sono scacciati da tutti, e poi ho visto tutto in questa commedia tragica sui migranti africani…

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…e Bossi sbugiarda Maroni

L’Italia deve uscire dalla Ue? “No, no. Maroni era arrabbiato”. Così Umberto Bossi risponde ai giornalisti a Montecitorio e aggiunge: “Sono cose che passano in una notte”. Che cosa dovrebbe fare l’Europa? “L’Europa – risponde il leader della Lega – dovrebbe fare un sacco di cose e invece non fa niente. Dovrebbe fare quello che stiamo facendo noi, mandare le navi a pattugliare”. E sull’ondata migratoria in arrivo dal Nord Africa il leader del Carroccio è perentorio: “Dobbiamo mandarli a casa tutti. “Sì”, l’Ue è un problema – ammette il ministro delle Riforme – ma “noi andiamo avanti per la nostra strada, come abbiamo sempre fatto”. Questo è quanto riporta Il Giornale, pensate un po’…

Bossi quindi sbugiarda clamorosamente il Ministro degli Interni, che in piena crisi isterica non era riuscito a frenare i nervi dopo lo schiaffo ricevuto dall’Unione Europea. Anche Frattini, cambia rotta, dichiarando che “per l’Italia l’Unione europea è una straordinaria opportunità”.

In meno di 24 ore, un completo cambiamento di rotta a dimostrazione del livello di sbando totale in cui versa il governo. A Bossi qualcuno spieghi che andare avanti per la “loro” strada si è dimostrato un fallimento a 360 gradi (oltre a ripugnare per il razzismo della politica del “fuori dalle palle”), a Maroni, si chiarisca che strillare in maniera isterica non serve mai, soprattutto quando si hanno posizioni sbagliate (ricordate anche il trambusto dopo le dichiarazioni di Saviano sulla ‘ndrangheta al Nord?), e visto che un Ministro deve evitare di creare danni all’immagine del Paese, si inviti lui e Frattini a dare le dimissioni (in dialetto padano: fora de ball).

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lo schiaffo europeo e l’isteria leghista

Mamma mia che schiaffo! Solo a guardare la faccia di Maroni all’uscita della riunione di Bruxelles si poteva intuire il dolore che provava dopo il manrovescio che l’Unione Europea a decretato negando all’Italia gli aiuti per fronteggiare la declamata emergenza immigrazione. Per carità non voglio certo affermare che l’Europa debba voltarci le spalle nel caso di un’emergenza o gongolare dell’ennesimo fiasco del nostro Paese, ma voglio solo registrare la clamorosa sberla che la comunità europea ci ha rifilato mandandoci a casa a rifare i compiti.

Ma di quale emergenza state parlando? La solidarietà europea non sarebbe negata in caso di emergenza, ma non ci risulta che l’Italia stia subendo un’emergenza in questo momento. Ecco in sintesi la motivazione che ha spinto al gran rifiuto. Di fatti i numeri non parlano di esodi biblici, al netto dei rimpatri per cui comunque riceviamo contributi economici a fronte dei costi di gestione. I “richiedenti asilo” sarebbero in numeri gestibili se distribuiti equamente nelle regioni italiane e comunque non sarebbero neanche un sesto dei numeri ospitati dalla Germania. ad esempio. Il fatto è che non sono affatto distribuiti in tutta Italia: la sola Sardegna ne ha ospitati 1500, la Puglia oltre 2000, e poi la Campania, Lazio, la Toscana e molte altre, ma più ci si avvicina alle regioni della Padana mitologica della follia leghista e più ci si accorge che i numeri sono uno zero spaccato. Eppure in Sardegna non ci sono state rivolte popolari, anzi si sono viste azioni spontanee di vera solidarietà con distribuzione di cibo ed accoglienza, nessuna tendopoli è stata allestita così come da nessuna altra parte del Paese. E allora mi sorge un dubbio: non sarà che si sta gridando al lupo al lupo per spaventare la gente a scopi elettorali? La paura di un’invasione biblica (urlata dal Maroni ancora prima che sbarcasse un solo migrante e poi velocemente ridimensionata per non scadere troppo in fretta nel ridicolo) porta indubbiamente acqua al mulino del razzismo padano ed i media servili del nostro Paese non si sono certo fatti scappare l’occasione per alimentare il fuoco. Adesso però siamo stai sbugiardati dall’Europa… alla faccia delle grandi relazioni vantate da Berlusconi & Co.

E dopo lo schiaffo le urla isteriche: “Fuori dall’Europa!”, “meglio soli che male accompagnati!” ha dichiarato fuori un Maroni evidentemente fuori di testa ed ancora sofferente dai postumi dell’atterraggio con i piedi per terra fuori dai confini servili del nostro povero Paese. “Ritiriamo le truppe in Libano e mettiamole a pattugliare i confini!” ha detto Calderoli, oramai in un’insopportabile avvitamento tra la pazzia conclamata e l’idiozia più imbarazzante. Gli ha fatto eco il Ministro degli Esteri Frattini da Londra, con toni lievemente meno accesi, ma altrettanto fuori luogo, tanto che lo stesso Presidente della Repubblica si è affrettato a richiamarlo personalmente, invitando lui e tutti gli esponenti del governo ad evitare  di sparare al alzo zero frasi inaccettabilmente ingiuriose di cui ci troveremo a pagare le conseguenze. Uscire dall’Europa? Solo un pazzo può dire simili castronerie. Per fare cosa? Chiedere l’annessione all’Unione Africana o correre da soli contro il mondo? Invece di riflettere sulle proprie politiche scellerate, cercando di ricucire dopo strappi interminabili e propaganda insulsa la nostra reputazione, ci stiamo attirando ancora una volta l’ostilità dei nostri compatrioti europei con insulti e minacce perchè l’Unione Europea non si è piegata al volere leghista e del governo? Già sentir parlare i leghisti di solidarietà è sospetto, se non ridicolo, visto l’elenco infinito di razzismo ed egoismo che no cosparge la storia (non ultimo il “fuori dalle palle” in dialetto, grugnito da Bossi qualche giorno fa), ma chiedere solo quando fa comodo per fini elettorali, mentre fino al giorno prima si è girata la testa dall’altra parte non è accettabile da nessuno.

In un Paese minimamente civile  il Ministro degli Interni e quello degli Esteri si sarebbero dovuti dimettere per l’incapacità dimostrata, la figuraccia a cui hanno esposto il Paese e per le reazioni inconsulte che sono seguite alla decisione della comunità di cui facciamo parte (per fortuna!). Invece di continuare a sbraitare idiozie, aizzando gli animi, che Calderoli e Bossi dimostrino la solidarietà leghista, ospitando i richiedenti asilo nelle province del Nord, come fanno le altre Regioni, più povere, ma sicuramente più civili e solidali. E poi un appello alla nazione: per favore smettiamo di discutere e mandiamo a casa questi incapaci una volta per tutte e per sempre, prima che sia troppo tardi!

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Gli affari tra Putin e Berlusconi

Cosa spinge Silvio Berlusconi a dichiarare che lui fa solo “gli interessi dell’Italia”, dopo le nuove rivelazioni di Wikileaks che pubblica una serie di commenti dell’ex Ambasciatore USA a Roma, Ronald Spogli, sull’amicizia tra il nostro Primo Ministro e Putin? Forse ha sentito la necessità di sottolineare la sua integerrima condotta sull’onda del sospetto attivismo “diretto ad approfittare personalmente e a mani basse dei molti accordi sull’energia tra la Russia e l’Italia. L’ambasciatore della Georgia a Roma – scrive Spogli – ci ha detto che il governo georgiano ritiene che Putin ha promesso a Berlusconi una percentuale di profitto da ogni gasdotto sviluppato dall’Eni insieme a Gazprom”.

“Gli Stati uniti hanno chiarissimo che non ho assolutamente nessun interesse con nessun altro paese, che non ci sono assolutamente interessi personali, ma che io curo soltanto l’interesse degli italiani e del mio Paese”, ha dichiarato Silvio Berlusconi a margine del vertice dell’OSCE e Frattini ha sottolineato come “quello che conta sono le dichiarazioni pubbliche del segretario di stato Usa, Hillary Clinton, sull’importanza del lavoro italiano per riportare la Russia in direzione della Nato e per l’effetto di stabilizzazione che l’Italia ha giocato a favore della soluzione della situazione georgiana durante la grande crisi dell’agosto del 2008″. Invece, credo sia importante ottenere ulteriori chiarimenti da parte del Premier, perchè questa sua amicizia con Putin (e con Gheddafi aggiungerei) è particolarmente sospetta, proprio perchè ci sono in ballo grandi affari e “Berlusconi e i suoi compari stanno traendo lauti vantaggi personali da molti degli accordi energetici tra Italia e Russia”, ma anche perchè “Berlusconi considera Putin un amico personale e continua ad avere con lui piu’ contatti che con qualsiasi altro leader mondiale”, come ha scritto Spogli e “le basi di questa amicizia sono difficili da determinare. Berlusconi ammira lo stile macho, deciso ed autoritario di governo di Putin, che per Berlusconi e’ simile al suo stile. Putin ha dedicato molta energia nel conquistare la fiducia di Berlusconi e  durante i frequenti incontri tra i due vengono scambiati regali costosi”.

Forse ha ragione Frattini a dirci quello che è importante e quello che non lo è, ma ci piacerebbe saperne di più lo stesso!

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Le scottanti verità di Wikileaks

“I documenti che stiamo per pubblicare riguardano essenzialmente tutta le maggiori questioni in ogni Paese del mondo”. Parola di Julian Assange, fondatore di Wikileaks, che aggiunge: “Nell’ultimo mese ho speso tutte le mie energie per preparare la pubblicazione della storia diplomatica degli Usa e abbiamo visto come gli Stati Uniti hanno cercato di disarmare i possibili effetti che questi file avranno”.

In attesa delle 22:30, ora in cui New York Times, da El Pais, da Le Monde e il settimanale tedesco Der Spiegel pubblicheranno assieme a Wikileaks una montagna di documenti diplomatici riservati: per essere precisi sono 260mila documenti, nessuno dei quali classificato come “top secret”. La metà sarebbe senza livello di segretezza, il 40,5% “confidenziali”, circa 15.652 quelli “segreti”, e solo il 5% riguarderebbe l’Europa. “Cablogrammi diplomatici” inviati al Dipartimento di Stato dalle ambasciate, dai consolati e dalle rappresentanze diplomatiche americane in tutto il mondo, oltre a 8mila direttive del ministero degli Esteri Usa alle sedi diplomatiche in tutto il mondo.

Sarebbero 4.330 i documenti “esplosivi”: tanti, sufficienti a scatenare un inferno diplomatico. Il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato di attendersi “tensioni nelle relazioni diplomatiche”. “Ci prepariamo allo scenario peggiore” ha ammesso il portavoce Philip Crowley, confermando che gli Usa da giorni sono al lavoro per avvisare direttamente i diversi Paesi con cui sono in contatto. Il capo degli Stati Maggiori delle Forze armate, Mike Mullen, in un’intervista alla Cnn ha rivolto un appello ai responsabili del sito chiedendo che si astengano da un’iniziativa «molto, molto pericolosa».

Mentre impazzano le anticipazioni, che vedremo vere o false tra qualche ora, sui loschi affari di Putin, il coinvolgimento della Turchia con i taleban, il supporto USA ai curdi, le offese del governo Bush a Mandela che condannava la guerra in Iraq, e gli affari di Silvio Berlusconi, non si può non registrare il grande potere che Wikileaks ha dimostrato di avere, sia nell’ottenere i documenti che nell’imporne la pubblicazione, senza che nessuno abbia la forza di impedirlo; dal Presidente degli USA ai capi degli stati coinvolti. E’ una sconfitta storica per i servizi segreti americani che danno spaventosi esempi planetari di inefficienza fin dalla tragedia dell’11 settembre 2001, ma è anche un segnale di fondamentale importanza per la libertà di stampa che grazie alle nuove tecnologie può ancora esercitare un potere globale di controllo e informazione sulla società.

Varrebbe sinceramente la pena di tralasciare le scomposte reazioni italiane, con il Ministro Frattini che ipotizza e poi nega complotti tesi a destabilizzare l’Italia: “Certamente vi sarà qualcosa che riguarda l’Italia, non necessariamente solo questo governo, si parla di notizie che iniziano nel 2006 quando il governo era un altro – ha messo le mani avanti, per poi aggiungere: “La mia preoccupazione è per l’Italia, non solo una parte politica. Sono certo che tutti dovremmo non commentare notizie frutto di un’attività criminale che è stata perseguita penalmente in almeno dieci paesi del mondo, fra cui gli Stati Uniti d’America. Mi auguro che anche la magistratura italiana valuti l’ipotesi di reato”. Insomma è criminale chi pubblica, non chi commette cose talmente imbarazzanti da temerne la pubblicazione.

Oppure il meraviglioso Cicchitto che dice che “…la stessa nozione di terrorismo viene ad avere una accezione molto più vasta. È evidente che esiste un terrorismo mediatico che per certi aspetti può essere molto più efficace di quello tradizionale. In Italia questo tipo moderno e sofisticato di terrorismo è ormai in atto da qualche tempo ed ha accentuato la sua aggressività in questo periodo”. Insomma: Wikileaks come una nuova forma di terrorismo… apprezzabile invece il chiaro riferimento a Feltri e Belpietro come esempio in Italia del “moderno e sofisticato” tipo di terrorismo.

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Wikileaks fa tremare il mondo

Non vedo l’ora che si sappiano i contenuti dei dossier di Wikileaks, il sito già famoso per aver pubblicato estratti di documenti segreti su Iraq ed Afghanistan, che ha annunciato la prossima pubblicazioni delle comunicazioni fatte dalle ambasciate USA nel mondo a Washington negli ultimi anni.

Il nostro Ministro Frattini trema, tanto da evocare i fantasmi di un possibile complotto contro l’immagine dell’Italia, comparando la vicenda con quella dei rifiuti di Napoli, in un goffo tentativo di anticipare rivelazioni imbarazzanti che riguarderebbero anche il nostro Paese (e non c’è da dubitarne). Per questo aspetto di leggere e ringrazio per l’esistenza del web 2.0, dei Wiki di tutto il mondo, vero baluardo della libertà di comunicazione tra la gente.

In realtà la nuove rivelazioni promesse da Julian Assange, patron di Wikileaks, fanno tremare le diplomazie di mezzo mondo. Il sito che pubblica i documenti riservati prodotti dalle intelligence potrebbe mettere in rete carte “imbarazzanti” per Stati Uniti, Russia e Israele oltre che per i file riguardanti l’Italia ed altri Paesi come UK, Turchia, Danimarca e Norvegia.

Wikileaks non ha specificato quando diffondera’ i nuovi documenti, ma un portavoce del Pentagono, il colonnello Dave Lapan, ha detto di aspettarsi la pubblicazione per questo fine settimana o all’inizio della prossima. In Russia il “Kommersant” ha citato fonti di Wikileaks secondo cui nei cablogrammi dell’ambasciata americana a Mosca ci sarebbero valutazioni sulla situazione politica in Russia e “apprezzamenti poco lusinghieri” su Putin e sulla leadership russai. In Israele, gli Usa hanno discretamente avvertito il premier Benjamin Netanyahu che nei documenti potrebbero esserci valutazioni e informazioni imbarazzanti per i rapporti bilaterali ed una fonte diplomatica turca ha riferito che Washington ha contattato anche le autorita’ di Ankara a proposito di un coinvolgimento della Turchia nei documenti. Le rivelazioni riguarderebbero presunti aiuti dati ai militanti di Al Qaeda in Iraq, ma anche il presunto aiuto degli Usa ai separatisti curdi che combattono contro le truppe del governo di Ankara. (AGI) .

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