Articoli con tag Gabanelli

I misteri dei pirati di Antigua

Stasera sarà interessante guardare Report, che tornerà ad occuparsi dell'”affaire” Antigua che tanto aveva innervosito il Premier. Come anticipato da La Repubblica, ci sarebbero testimoni che dichiarano in video la partecipazione di Berlusconi ad un’operazione di sfruttamento immobiliare sull’isola, resa possibile dall’azzeramento dei crediti dello Stato Italiano nei confronti dell’isola caraibica.

La cosa è venuta fuori dalle dichiarazioni dell’architetto personale di Berlusconi ed amico dei due (Nosotti e Rivolta) che avevano dato inizio all’operazione immobiliare ad Antigua: “loro me lo avevano accennato dicendo che se risolviamo i problemi del Governo di Antigua con la SACE avremo le porte spalancate per concludere l’operazione”. In effetti fu poi Berlusconi a risolvere i problemi. La SACE è l’azienda del Ministero del Tesoro che paga in anticipo le imprese italiane quando i governi esteri non saldano le fatture per poi rivalersi successivamente sugli stessi governi. A Natale del 2004 avvenne una sorta di scambio di regali: la SACE accettò di ricevere da Antigua €11.3 milioni al posto degli €84.5 a cui aveva diritto e già pagati anticipatamente alle imprese, accettando quindi di portare al Tesoro un debito di €73.2 milioni. Dopo pochi mesi l’affare immobiliare decolla.

Nell’ambito di un’indagine sulla Banca Arner, l’istituto svizzero in cui Berlusconi ha i suoi conti personali, la cui filiale italiana è finita in amministrazione straordinaria per vicende di riciclaggio, la Banca d’Italia e la Procura di Milano hanno già appurato che dai conti del Premier sono arrivati sui depositi della società che gestiva l’affare di Antigua bonifici per €22 milioni per finanziare l’acquisto dei terreni e la costruzione delle ville. Soldi importanti a cui si era aggiunta una fideiussione personale di Berlusconi a Rivolta per ulteriori €10 milioni.

Preso dal corrompere mezzo Parlamento per assicurarsi la fiducia nei prossimi giorni, Berlusconi non ha commentato le anticipazioni, ma è di queste ore la notizia di un esposto all’AGCOM , l’Agenzia di Controlo sulle Comunicazioni, depositato il 2/12 scorso da parte di Giulio Tremonti, il Ministro dell’Economia, che chiede sanzioni contro la trasmissione della Gabanelli…

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No, non è la RAI TV

Ma insomma! Santoro, la Gabanelli, Fazio e Saviano, la Dandini, Floris: minacce, sospensioni, indagini interne, ostacoli uno dietro l’altro per rendere difficile ed eventualmente impedire il lavoro di chi non è allineato.

Avevo già segnalato la recrudescenza dell’offensiva delle truppe berlusconiane, ma devo dire che attacchi così palesi alla libertà di stampa francamente non credevo potessero essere accettati dalla nostra “democrazia”. Addirittura l’AGCOM, l’autorità garante delle garanzie nella comunicazione, nonostante le forti infiltrazioni para-governative che hanno sollevato severe critiche e dubbi sull’imparzialità nel passato, ha dovuto diffidare il Tg1 di Minzolini per l’eccessivo sbilanciamento pro-governativo nel periodo che va da lugio a settembre scorso, minacciando ulteriori sanzioni se la cosa non verrà corretta, restituendo il corretto bilanciamento nel dare notizie al Paese nel breve termine.

Tuttavia, nonostante si sia veramente toccato il limite più basso nella libertà di stampa in Italia, si levano quotidianamente voci dal PDL che giustificano i provvedimenti con i troppi programmi televisivi trasmessi dalla RAI contro il Premier. Vogliamo ricordare che non accettiamo più che la realtà venga rivoltata davanti ai nostri occhi? Non sono i troppi programmi a far scandalo, ma il nostro Premier che ne combina una dietro l’altro, come stanno a provare gli innumerevoli processi (e ce ne fosse uno da cui è stato assolto se non per decorrenza dei tempi o mancanza di prove…). Cosa dovrebbe fare la stampa di fronte a ipotesi concrete di corruzione, frode fiscale, associazione mafiosa da parte di chi guida il Paese? Forse costoro vogliono ridurre la televisione di Stato (e quindi di tutti gli italiani e non solo della minoranza che ha votato questo governo – provate un po’ a sommare i voti contrari e gli astenuti dal voto, che da soli fanno il 40% del Paese e vedrete in quanti hanno votato Berlusconi) ad un servile ente di propaganda alla Fede, Minzolini, Feltri o Belpietro?

Questa è un’inaccettabile censura nei confronti del libero giornalismo, che un emittente pubblica deve stimolare invece di reprimere. Quando potremo assistere ad un inchiesta sui ripetuti scandali, sulle gaffe e le ipotesi di reato del Premier sulle sue reti televisive, (tanto per vedere come i giornalisti post-Mentana di Mediaset vedono l’argomento)? Intanto l’Italia scivola al 49mo posto nel ranking mondiale sulla libertà di stampa, al pari del Burkina Faso, che tuttavia è in ascesa mentre il nostro Paese è li stabile…

La RAI non deve essere un’altra TV commerciale, con tette, culi e reality come la stanno riducendo ad essere (oramai Quark ed i documentari sulle gazzelle africane sono gli unici programmi che fanno cultura), ma la televisione pubblica italiana, alla BBC: è per questo che si paga il canone, perchè la cultura non fa audience… e se non sono in grado la vendano, la privatizzino come fu deciso dagli italiani in un referendum popolare di qualche anno fa e mai attuato.

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