Articoli con tag giovani

la rivoluzione verrà dalla Rete

Si è sempre detto che “sono i giovani a cambiare le cose, perché più invecchi e più hai da perdere” e dopo gli anni ’70 ho sempre pensato che è anche vero che i giovani sono più manipolabili. Oggi però, le cose sono diverse, perché esiste la Rete: ricordate gli stadi strapieni di ogni comizio di Obama nella sua campagna elettorale, le primavere arabe dello scorso anno che hanno rivoluzionato la geografia politica del Mediterraneo, le manifestazioni di Occupy Wall Street contro l’arrogante strapotere della finanza.

Sono i giovani che cambieranno il mondo? Me lo auguro vivamente, li osservo con attenzione perché il momento storico in cui viviamo è veramente triste e  qualsiasi cosa venga dalla gente, del mio Paese e da tutto il mondo, mi interessa per capire dove (e come) vogliamo andare avanti, mentre assistiamo al crollo verticale del capitalismo, ad un fallimento economico che, oltre che sociale, assomiglia per molti versi a quello a cui abbiamo già assistito anni fa con la caduta del comunismo. E cerco di dare una mano a chi si organizza per cercare di cambiare le cose, aggregando la gente, attraverso i social network o i blog (proprio come Nuda Verità), perché possiamo, vogliamo e abbiamo strumenti potenti per far sentire la nostra voce.

Occupy Wall Street è oramai un’organizzazione diffusa (guardate la mappa delle occupazioni che sono state fatte in tutto il mondo) che segue una precisa teoria, ha radicamenti internazionali che si riconoscono in un’organizzazione che si chiama Occupy Together e più viene contrastata duramente dalle forze di polizia nonostante il pacifismo dei partecipanti alle manifestazioni (è notizia recente la repressione violenta della polizia di Chicago subita dai manifestanti durante l’incontro il 2012 NATO Summit, il 19 maggio scorso), più cresce in termini di consensi ed iniziative.

Gli indignados spagnoli, i nostri studenti la scorsa primavera e il Movimento 5 Stelle in Italia, ognuno con le dovute e oggettive differenze, hanno qualcosa in comune perché nascono dallo stesso seme: forse i giovani cambieranno davvero il mondo, forse l’inizio è davvero vicino.

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Silvio, illuminaci…

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il vento del cambiamento è arrivato anche in Spagna

In questa foto ripresa da El Pais, Alejandro, 19 anni, cambia il nome della Piazza del Consiglio a Piazza del 15 maggio. A Valencia, come in Egitto, Tunisia, Libia e Siria il vento sta cambiando. A presto sui nostri schermi… Il futuro è nell’aria

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il sesso come scorciatoia per il benessere

Ricordo qualche tempo fa un’inchiesta de Le Iene sulle adolescenti che vendevano sesso ai compagni di scuola per comprarsi il vestito o le scarpe alla moda e confesso di aver liquidato rapidamente l’argomento nella convinzione si trattasse di “nicchie” ristrette di ragazzine dalla scarsa moralità, malate del consumismo più deleterio, quello che è in grado di sostituirsi ad ogni valore, come un falso idolo a cui tutto deve essere assoggettato. Poi l’altro giorno una mia cara amica mi ha confessato la preoccupazione per le confidenza della figlia quindicenne che le raccontava di compagne di classe che offrivano sesso orale per pochi spicci, competendo tra di loro per fare miseri guadagni, come se questo fosse la normalità, senza neanche averne il bisogno perchè si tratta di classi di una scuola privata, frequentata quindi dalle figlie di famiglie “benestanti”, in grado di pagare rette non proprio alla portata di tutti.

Mi sono incuriosito ed ho cominciato a parlarne con altri amici, scoprendo con tristezza che il fenomeno non è poi così circoscritto come credevo, poi stamattina, leggendo su Repubblica un articolo sulle proteste dei precari che si sono svolte ieri in tante città d’Italia, ho letto un commento che mi ha dato una chiave di lettura. Si trattava di una ragazza di quasi trenta anni, laureata e con un master post-laurea che non riusciva a trovare un lavoro neanche come segretaria, che ipotizzava come fosse molto più facile cercare una strada imitando il Grande Fratello, le veline e tutte quei modelli di donna che la televisione (privata ed in maniera minore anche la pubblica) danno ai nostri ragazzi. Ho fatto un giro sulla rete e mi sono imbattuto su frasi come: “sono troppo bella per lavorare”, “un lavoro è inutile cercarlo, quindi che studio a fare? ma a casa con i miei non ci voglio restare”, “che male c’è… mica uccido nessuno, anzi…”.

Infatti: che male c’è? E poi, anche guardando agli esempi della cronaca, una ragazza ha possibilità di trovare facilmente lavoro e fare carriera facendo sesso in maniera strumentale. Si diventa addirittura Ministro allargando le gambe, per non parlare dei soldi che piovono se sei un po’ zoccola. E cosa dovrebbero pensarne le ragazzine? Ruby non aveva 16 anni quando con il sesso è diventata ricchissima (senza parlare di adesso che ne ha 18 e guadagna in maniera esagerata tra interviste ed esclusive fotografiche…). Insomma tra i modelli televisivi proposti al pubblico, in cui più hai un bel culo e più diventi ricca, e gli esempi della classe dirigente del Paese, in cui la chiave del successo è legata alla propensione individuale a fare sesso, credo di aver individuato un altro danno che il berlusconismo ha portato al nostro Paese, invogliando le generazioni più giovani ad imitare conmportamenti altamente deleteri e fortemente pericolosi per la stabilità sociale.

Per carità non parlo di morale. Per come la vedo io ognuno può fare quello che vuole, sempre a patto che non leda la libertà di altri e non usi violenza, ma l’utilizzo della sessualità come strumento di guadagno anche per le più giovani (per le maggiorenni si tratta di… “mestiere”) mi spaventa perchè fa cadere ogni coinvolgimento emotivo e sentimentale, declassando il sesso da sublime momento di scambio emotivo a merce, minando alla radice le fondamenta dei rapporti futuri che queste generazioni avranno nella vita.

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Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo le città

“Andate a studiare!” ha detto il Presidente del Consiglio alle folle di ragazzi che in tutta Italia, scesi dai tetti e dai monumenti, hanno bloccato le città, le ferrovie, le autostrade  per protestare contro la riforma che entrerà in vigore con il decreto Gelmini. Alla Camera, blindata per impedire alla folla di raggiungere il Palazzo, mentre a pochi metri di distanza la polizia caricava i dimostranti, il Parlamento ha approvato la legge di riforma, che adesso passa al Senato, dove la maggioranza di governo è più forte.

Questi giovani italiani, che si sono organizzati ed hanno dimostrato civilmente, incassando anche manganellate e spintoni, non sono stati ascoltati, illusi dal gioco di tira e molla di FLI con il PDL e la Lega che aveva mandato sotto la posizione del governo su gli emendamenti discussi prima del voto. Sono stati sbeffeggiati dal loro Primo Ministro che li ha liquidati come scansafatiche che farebbero meglio a studiare, dimenticando che se quei ragazzi erano in piazza era proprio perchè chiedevano di poter studiare!

“Deve ancora passare al Senato” hanno detto trai i ragazzi, tornando  a casa sotto la pioggia battente a Roma, come a Firenze, Bologna, Milano, Torino, Napoli, Pavia, Trento, Cosenza e tante altre piazze. Non mollate ragazzi! C’è tanta Italia che vi guarda: quello di oggi è un esempio dell’arroganza del potere, che bisogna saper contrastare, così come avete fatto voi, sfidando civilmente il potere quando non vi ascolta, usando i media per dar alito alla protesta e, ne sono certo, senza mollare un centimetro. Avete ragione voi.

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